Energia, agroalimentare, appalti sanitari, finanziarie

24 marzo 2012 08:0322 commentiViews: 110

bicicletteEnergia, agroalimentare, appalti sanitari, finanziarie: queste sono le frontiere di una forma subdola di colonialismo che la Sardegna sta patendo inconsapevolmente. Avantieri in Consiglio si è discusso di E.On, la quale è ormai chiaro che punta a farsi i 100 mW di fotovoltaico su terreni solo in parte industriali (in larga parte, invece, erano terreni agricoli resi industriali dalle varianti urbanistiche dei comuni di Sassari e Porto Torres. Non è cosa da poco: per E.On enti locali e Regione si sono abbassati i pantaloni, per i sardi che volevano realizzare piccoli campi nelle aree adiacenti le zone industriali, gli stessi soggetti sono stati inflessibili). Fatti i 100 MW, E.On non ha più alcun interesse a far nulla: addio 5 gruppo (Soru lo ha spiegato benissimo e ha spiegato perché lui non concesse il fotovoltaico). Oggi noi che avevamo sole e vento come gli arabi il petrolio, li abbiamo regalati alle multinazionali. Prima che scoppiasse il pasticciaccio dell’eolico, io indicai a Cappellacci l’esperienza della Navarra che creò un’Agenzia regionale dell’energia. Non se ne fece nulla, ma oggi il problema di abbattere il costo dell’energia acquistato dalla rete con l’energia autoprodotta è un interesse pubblico su cui occorre rapidamente lavorare.
Agroalimentare: stanno per cadere rapidamente e clamorosamente le oligarchie interne del latte, ma a queste si sono sostituite le oligarchie degli scaffali. Un nome su tutti: Conad. Entrare in questi supermercati significa rendersi conto immediatamente di come la cortesia, l’educazione, la memoria dell’antico spirito comunista da cui la cooperativa è nata, sono tutti imbellettamenti di facciata. Ogni punto vendita deve vendere un tot all’anno per avere il premio finale, poco importa cosa vende e da dove viene ciò che vende. L’importante è tenere il consumatore in posizione subalterna. Pensate che quando Conad ha fatto le gare per gli appalti in provincia di Nuoro (ovviamente hanno vinto le imprese al massimo ribasso, quindi immaginatevi il profitto che rimarrà da questi lavori)  feci notare  che mentre si prevedevano penali salatissime per chi  non consegnava i lavori in tempo, non si prevedeva alcuna scadenza per Conad per i pagamenti. Conad è un avversario, va monitorato e se ne deve comprimere l’area di dominio del mercato sardo.
Appalti sanitari: c’è una società che si chiama come una santa, la Santa Lucia, che sta vincendo tutti gli appalti in Sardegna su elettromedicali e simili. È incredibile. È talmente forte e brava che convince una Asl sarda a spendere non di meno, ma di più, esattamente 400.000 euro in più. Ovviamente adesso ci mettiamo la testa per benino, ma il dato importante è che questi domìni non si innestano in Sardegna senza solidarietà sarde ed è sintomatico trovare sempre le stesse persone, specializzate in lobbismo, a guidare questi processi. Non basta più denunciarli, occorre contrastarli politicamente, socialmente, nel web; occorre combattere.
Sulle finanziarie ho già detto ieri, ma adesso sto recuperando un dossier delle diverse Caritas che la dicono lunga sulle pratiche di chi fa soldi sui debiti. Ne riparleremo.

22 Commenti

  • No, egregio Marchi, Conad sarà un pezzo di voi, ma non di noi. Io ero e resto per un organizzazione dei consumatori che si opponga a questi colossi. Voi rimarrete in Conad, io non ci entrerò mai e con me molti altri, statene certi.

  • Sandro Marchi

    Bellissimo l’intervento chiarificatore di Franco Fois.
    Bravo l’onorevole per averlo pubblicato, poteva censurarlo.
    Io credo che le abbiano dato notizie di parte, magari qualche suo amico deluso e lei preso dalla fregola stavolta ha sbagliato bersaglio.
    Conad è un pezzo di noi.
    Lo dimostrano gli interventi.

  • Panificio Demurtas Villagrande

    Chi non è imprenditore non può capire cosa significa fare l’imprenditore;
    è un termine che racchiude dentro di se un miriade di significati: Impegno, Costanza, Fatica, Determinazione, Ideali, Sogni.
    Ogni giorno, nella miriade di impegni quotidiani ci sono gli impegni a lungo termine che si intersecano e ti costruiscono una giornata che vorresti fosse infinita per poter adempiere a tutto quello che vorresti fare.
    E quello che vorremo fare è far crescere la nostra azienda sicuramente,
    essere orgogliosi delle nostre produzioni e migliorarle ogni giorno di più;
    portare soldi a casa per pagare i nostri dipendenti i nostri fornitori e per ultimo noi stessi, che abbiamo tutti i diritti di ricevere un compenso.
    Ma soprattutto vogliamo far crescere la nostra Sardegna con i nostri prodotti genuini, i nostri sapori particolari; la nostra cultura merita di più, e siamo noi sardi che dobbiamo pensare a noi stessi e ai nostri ideali che vanno di pari passo ogni giorno con il lavoro e con l’impegno.
    Credere i noi stessi e nelle nostre potenzialità.
    Questa possibilità a noi la da anche CONAD, che offre prodotti di qualità perchè selezionati,ma anche sicuri, in quanto controlla i propri fornitori in loco all’interno delle aziende dalle quali acquista i suoi prodotti, controlla la provenienza delle materie prime, la produzione delle merci ed infine lo stoccaggio fino all’arrivo nei suoi magazzini.
    Lo spazio, l’interesse, e l’impegno alla vendita dedicato ai prodotti sardi è indubbiamente di grande rilievo.
    Un ringraziamento particolare va al Sig. Franco Fois, che con la sua accoglienza, il suo credo verso la nostra isola, verso le sue potenzialità e i suoi prodotti, ci ha accolto a braccia aperte all’interno dei suoi punti vendita, permettendoci di diffondere ancora di più le nostre produzioni.

  • Premetto che il mio intervento non ha l’obbiettivo di aprire una infruttuosa polimica, ma solo quello di fare chiarezza su che Cosa è CONAD in Europa, che cosa è CONAD in Italia, ma sopratutto che cosa è CONAD in Sardegna e nel nuorese, cosa è sicuramente poco chiara ad alcuni personaggi che dovrebbero rappresentare il nostro territorio. Mi permetto di descrivere la mi esperienza in CONAD, Io sono un SOCIO CONAD, figlio di SOCI CONAD che ha iniziato la sua attività, non da imprenditore mordi e fuggi come tanti ne abbiamo visto nel nostro territorio, ma nato tra gli scaffali di una piccola bottega di paese, con dei valori i quali sono impossibili da definire “imbelletamenti di facciata” questi valori, la conoscienza del territorio, delle produzioni, delle problematiche sociali sono lo spirito che accompagna le nostre giornate di lavoro. Vendere un tot all’ anno per avere il premio mi sembra abbastanza per sminuire il costante impegno dei soci e dei dipendenti delle società, il nostro ruolo è quello di creare ricchezza da reinvestire sul territorio, come stiamo dimostrando anche a Macomer dove attualmente ci vediamo impegnati un un’operazione straordinaria, abbiamo acquisito lo storico Supermercato della famiglia Vinci, che con un importante investimento diventerà senza dubbio il miglior supermercato del marghine e della planargia, riqualificando anche una parte della struttura urbana della stessa città di Macomer, tutto questo SENZA UN EURO DI SOLDI PUBBLICI. La gestione dei lavori è stata affidata, come normalmente accade, convocando tutte le aziende presenti sul territorio a partecipare ad una gara di appalto, al ribasso, sottolineo che alcune aziende non hanno affatto partecipato, e che comunque i lavori sono stati affidati per la parte edile totalmente ad un’impresa di Macomer che come linee guida ha acquistato e fatto lavorare le aziende del posto, anche all’impresa della parte elettrica che ha preso l’appalto, gli abbiamo chiesto di occupare per quanto possibile personale del posto, e di far transitare i materiali aquistati presso aziende distributrici presenti a Macomer, così è stato. Per non essere troppo invasivi, e per non avere una posizione troppo predominante abbiamo pensato di cedere il supermercato di via Puglie alla concorrenza, e di non fare altri investimenti nelle zone limitrofe, in modo da dare comunque al cliente la possibilità di scelta. Intendo ribadire concludendo, che la mia Azienda attualmente è una delle poche che nel territorio eroga puntualmente 120 stipendi, a dipendenti del territorio, e che CONAD con l’aiuto dei soci ha inserito negli scaffali un’altissima quota di prodotti localissimi, se volete verificare Voi stessi a Macomer abbiamo un notevole assortimento di prodotti che normalmente sono introvabili nella grande distribuzione, e che molte volte per aiutarli ad entrare nel nostro mondo ci siamo sostituiti ad enti e organizzazioni che dovrebbero promuovere ed insegnare a questi piccoli produttori cosa è neccessario fare per essere presenti negli scaffali,
    Chiedo quindi a questi piccoli produttori, di intervenire in questo Blog e dire la loro, a partire dal “pastore” di Benetutti, passando dal produttore dei funghi di Sindia, e per finire al nostro centro di confezionamento carni all’avanguardia in Sardegna, che si trova proprio a Macomer nella zona industriale di Tossilo e fornisce tutta la rete Conad della Sardegna. Non vogliamo essere beati, ma vogliamo almeno che ci venga riconosciuto il nostro reale valore.
    Per CONAD a Macomer e nel nuorese: Fois Franco E-mail franco.fois@gmail.com cell. 3396912200.
    P.S. Rispondo anche in sardo.

  • Cito anche un frammento dell articolo presente su FOODWEB A PROPOSITO DI UN INVESTIMENTO DI CONAD DI 300 milioni fatto l’ anno scorso.
    “Un terzo dei prodotti alimentari venduti nei punti di vendita sardi di Conad del Tirreno è prodotto nell’isola. Assieme a 200 fornitori la cooperativa sviluppa 2mila prodotti per un fatturato stimato, a fine anno, di 60 milioni di euro. Un localismo che varca i confini regionali per proporsi in nuovi mercati, nel resto d’Italia come in Europa.”
    Secondo Voi gli altri gruppi fanno tutto ciò?

  • Salve credo che chi ha scritto l’articolo, parla sicuramente per gettare fango sulla realtà sarda ,che a livello commerciale e vendita al dettaglio si chiama Conad. Sicuramente lei non e’ mai entrato in supermercato Conad, dove cortesia servizio e valorizzazione dei prodotti, sardi compresi, e’ la prima regola che ci insegnano.
    All’ interno di un supermercato Conad i prodotti sardi sono presenti in ogni reparto con locandine “originis” dove vengono messi in evidenza, esistono promozioni denominate Salvamese fatte di soli prodotti sardi dal vino ,al formaggio e ai salumi, esiste un volantino dedicato con offerte esclusivamente sarda che raccogliere tutti i nostri prodotti e li fa trovare freschi ai nostri clienti.
    Parliamo di prodotti a marchio? Latte fresco Conad fatto da 3A, pasta primo prezzo che sugli scaffali odierni ha la dicitura ” prodotto nello stabilimento CELLINO DI CAGLIARI, e successivamente produrra anche la pasta a marchio Conad. Quindi prima di parlare facciamoci un giro negli scaffali.
    Parliamo del lavoro di Conad? Sui punti vendita venduti da Pellicano ci sono persone nella prov di Nuoro mandate a casa? A me non risulta… Gli appalti sono stati dati tutti a persone sarde che diventano anche nostri clienti. Ciò vuol dire che Conad sta creando lavoro per dare maggiori servizi hai propri clienti , per far si che quando si entra in negozio Il cliente stesso si trova a casa ,dove trova i suoi prodotti sardi conservati bene, sempre freschi e soprattutto SARDI, prodotti in Sardegna e acquistati da Produttori Locali.
    Questo e’ Conad, di cui io sono dipendente e di cui vado fiero e difendo il nome, il marchio e la professionalità che come me fanno altre persone che ci lavorano e credono in ciò che fanno. Non facciamo politica, non saremo tutti laureati ma sicuramente difendiamo i nostri prodotti meglio di chiunque altro.

  • A volte sorrido quando leggo che gli “italiani” ci rapinano.
    Cosi’ si disse per il settore lapideo
    Cosi’ si disse per il Turismo
    Cosi’ adesso si dice per l’energia (Non solo verso E.On., ma ci sono alcuni provvedimenti dell’Amministrazione Regionale perlomeno discutibili)
    Per la sanità ci rapiniamo da soli.

    E’ vero che, a cicli periodici subiamo le invasioni barbariche, ma fondamentalmente siamo noi sardi i primi artefici del nostro male.
    Ignoranti, presuntuosi, senza necessità di confronto con gli altri perchè “nessuno ci insegna niente” e pronti a venderci per un piatto di minestra a qualsiasi livello quando capita l’occasione.
    E non bisogna imputare tutto alla classe politica.

    Per quanto possibile si deve raccogliere l’invito di Maninchedda a combattere. Ma non aspettiamo che tutto sia calato dall’alto.
    Studiamo informiamoci e vigiliamo.
    E soprattutto osserviamo cosa fanno da altre parti per trarre spunti e condividerli.

  • …una storia già vista.
    Isso furana, faghene su chi cherene e noisi nò s’iscannamu pari pari.
    Birgonzadebos!

  • Compatriota ,scusa se mi permetto,ma qui ci vuole un invito ad abbassare i toni e la foga della “passione bloggistica”. Non credo che ci sia l’esigenza dell’offesa personale da qualunque parte provenga pertanto ragazzi raffreddiamo gli animi!! Non esageriamo!! ..Tanto il ladro…Il ladro sono io (essendo medico…)quindi sono il corrotto pertanto mi assumo tutte le responsabilità,anzi,sapete che vi dico: mi dichiaro prigioniero politico perchè sono stato “costretto” a rubare dallo stato italiano.(Una cavolata vale l’altra se un po’ d’ironia servisse a stemperare gli animi!!).
    Giovanni ,se sei il Giovanni che conosco,ti spiego perchè Marcello forse si è sentito offeso:egli è un informatore scientifico quindi spiegato l’arcano della piccante sua disamina che di giusto ha la sostanza ,ma non la forma ed il metodo di espressione.Credo anch’io che non sia giusto l’assunto che se un medico ruba,(..Mica son tutti bravi come me …A rubare..)tutti i medici sono ladri!!.Ma cosi per i politici,i banchier/bancari,i carabinieri,i giudici,gli impiegati,gli imprenditori(anche se questi in bravura mi superano alla grande!!)eccetera eccetera eccetera..! No a questo giacobinismo forcaiolo non ci stò ,ma penso di interpretare,correggimi se sbaglio,anche il tuo pensiero in tal senso,visto il tuo argomentare che mi vede d’accordo in molte cose compresa l’indignazione e l’incavolatura per la struttura falso-mafioso e senza giustizia dello stato italiano.
    Responsabilità personali saranno giudicate senza elevare deduzione ed induzione a metodo di critica sociale univocamente negativa.
    Marcello,anche se arrabbiato,sono sicuro non voleva offendere,anche se ha riconosciuto di essere andato giù un po’ pesante,lo conosco bene,è molto educato,leale,e soprattutto assolutamente non violento,pertanto quando ci incontreremo(..Abbiamo già trascorso al bar qualche ora insieme mi sembra..) sarò ben lieto di offrire il giro d’inizio di una grande(..Beh forse grande è troppo:..Discreta,meglio..)bevuta.

    PS (1) ..Il primo che scrive o dice di lasciar perdere questi discorsi “da BAR” verrà condannato alla fucilazione ripetuta e continuata..Ma lo sai ,o primo,che il BAR è un’istituzione sociale ,l’entità più attiva nel curare la depressione,la solitudine,l’incontro generazionale e l’educazione al rifiuto del diverso e dei figli di Dei minori;nel bar non si pratica razzismo,sono nati amori,gioie,dolori,onori,grandi affari,corna e disonori,film,canzoni,gossip,malattie,guarigioni,attentati e bombaroli!! Roba importante ,meno importante,frivola,e di più….
    Siamo nati noi generazione di scapestrati,visionari,indipendentisti,socialisti,solidaristi etc,etc che all’ombra dei cinquant’anni “suonati” (..Gli anni..What Else..)malsopportano sulle spalle quest’Italia!!

    PS(2)..Scusa ancora Paolo se mi son permesso…Ed in ogni caso se c’è qualcuno che vuole sapere come i medici,in generale,si comportano con gli informatori scientifici,in generale,e viceversa,mi contatti sul mio sito (ci sono tutti i contatti possibili):sarò ben lieto di spiegare legislazione,metodi consentiti di pubblicizzare il farmaco,comprese anche le “vacanze congressuali”(peraltro con completo consenso informato dei ministeri competenti),soldi regali e quant’altro non tutti e non sempre illegali,anche se a volte mostrati tali. Di fotovoltaico ,serre,eolico ed altre amenità eco-agri-pastorali non ne capisco….Una beata mmm…mandorla!!
    Ciao un abbraccio a tutti
    Luciano Urru

  • Marcello Simula

    Per Marco Sias,per Giovanni,pro tottus sos chi cheren iscurtare e crumpendere:a mimme mi dolet solu cando si ponet tottu a unu muntone.Appo istudiau,ma no est unu vantu,est una fortuna ch’appo appiu,e non soe mezus de zente chi no hat potiu istudiare,custu pro mi presentare.In cussenzia non cheria offendere a Giovanni,ma abberu l’appo rispostu malamente ca issu puru hat inzuriau duas categorias de zente chi traballat,istudiat e fachen su dovere issoro.Custu no est unu “blog” de ispias,ma bi scriet zente chi hat gana de ponnere in craru su chi pessat e cufformemente a custu hat gana de iscurtare sos chi pessan sos atteros.Si appo irballau scusademi meda,a mezus biere.Nos ammus a intendere prus a dae nnanti chin animu serenu.Salude e forza paris a tottus.

  • Marco Sias

    Caro Marcello, scusami per l’Italiano, se vuoi scrivo in sardo che me la cavo meglio non avendo avuto possibilità di istudiare cme te, volevo solo dirti che io sto con Giovanni.
    Primo perche ha riportato solo dei fatti noti, hai visto per caso i servizi delle iene?
    Secondo che non ha cercato nessuno e tantomeno te mi pare.
    Ha citato degli esempi arcinoti, forse avrebbe dovuto precisare, senza fare di tutta l’erba un fascio.
    E Tue Ses Partidu a dortu, ittes chi ti doledt? o ses uno dei cussos, e non creo sia gai; o sese unu Talebanu Namos noi..
    Marce!! affuttitinde!!
    Pro Giovanni..
    S’attera Borta cita Sos Nomenes… si los tenes a notu.
    Gai Marcello Los Deninziata a sa Zustissia Barbaricina..
    A bonu Proe a tuttus
    Marcu..

  • Marcello Simula

    Per Giovanni:io mi firmo con nome e cognome,cosa che tu non fai,e la violenza della tua risposta ti qualifica al di là di ogni ragionevole dubbio.Scrivi ancora tranquillamente,non ti risponderò più,e se sono uno stupido imbecille chiedilo ai tanti che mi conoscono e mi stimano.Ti saluto senza insulti,al contrario di ciò che hai fatto tu.Senza rancore.

  • Per Marcello Simula..
    Sei Talmente stupido e pieno di te stesso che ti fai male da solo… “ Totalmente imbecille sarai tu e tutti quelli come te che vedono i fantasmi dietro l’angolo. Che non avendo capito nulla, comprese le poche regole grammaticali si assurgono a tutori della verità.
    Sai cosa ti dico io: S’iscureddu…
    Il gestore del Blog ha il mio indirizzo e tutto il resto per rintracciarmi, se vuoi lo autorizzo volentieri a forniteli, o, se vuoi, ti raggiungo volentieri cosi ti insegno un po di buone maniere guardandoti in faccia… Stupido!

  • Perchè tanta sorpresa per quanto afferma Giovanni? Questa degli informatori scientifici, o meglio promotori che pubblicizzano presso i medici di base i prodotti delle aziende che rappresentano non è un segreto. Non capisco perchè Simula è così scandalizzato. Diciamo che non sono tutti gli informatori scientifici, ma alcuni si..

  • Marcello Simula

    Per Mmc: il tuo pacato e civile intervento dimostra che si può argomentare su tutto appunto in maniera pacata e civile. Forse sono stato un pò brusco nei modi, ma la sostanza sull’intervento di Giovanni non cambia. A tal proposito vorrei ricordare, se ce ne fosse bisogno, che parlare di Informatori Scientifici alla stregua di corruttori, e parlare di medici compiacenti significa attribuire a tali categorie di professionisti dei comportamenti eticamente riprorevoli nonchè penalmente rilevanti. Detto ciò possiamo discutere del sistema appalti sanitari, agroalimentare, energia e di tutto ancora, ma per favore, almeno su questo sito, non facciamo accuse gratuite ad alcuna categoria, se non circostanziate da fatti, nomi, date e luoghi.
    Saluti ottimisti a tutti, come sempre.

  • Senza voler difendere Giovanni che sono sicuro non ne ha bisogno, si può tranquillamente dire che la classe medica, in specie per la missione che svolge, non è immacolata al pari delle industrie farmaceutiche e di apparecchi elettromedicali. Tutti e tre voracissimi sulle disgrazie altrui. Gli sprechi e la mala sanità non sono invenzioni dialettiche ma purtroppo dolorosa realtà.
    Solo colpa della politica gli sprechi e dei pazienti la mala sanità? Il rosario sarebbe lungo.

  • Privilegiare la filiera corta.
    In Sardegna sembra impossibile ma stranamente in Irlanda, Malta, Cipro, è consuetudine.
    Un sentito Grazie ai troppi sardi collusi…

  • Marcello Simula

    Le sconclusionate frasi dell’anonimo Giovanni, il suo italiano approssimativo non meriterebbero certo alcuna attenzione, se non per sottolineare l’imbecillità del personaggio. Si commentano da se’ i suoi deliri sulla classe medica e sulla industria farmaceutica. Prima di vomitare sentenze, sarebbe opportuno che certi individui conoscessero la materia, ma pecco di ottimismo, dimenticando quanto Madre Natura a volte puo’ essere matrigna!

  • I problemi sono molti e anche le forme di colonialismo. Questa subordinazione psico-culturale è evidente anche in certe iniziative della Giunta Regionale, a cui è urgente porre un freno. Facciamo un esempio pratico: le spese folli dell’assessore al turismo. Invece di investire nella valorizzazione delle risorse, continua a spendere in promozione e iniziative pubblicitarie che hanno poco di locale. Sulla nuova di ieri in toni trionfalistici celebrava il presunto successo della mostra di Gaudi, costata ben 200.000 e che ha totalizzato 8.000 visitatori. Il numero già esiguo perchè totalizzato da settembre a Marzo e quindi in sette mesi è ancora più risibile se paragonato ai costi. Ma la domanda è anche un’altra: che relazione ha questa mostra con la valorizzazione del locale, della cultura sarda e di quelle tipicità che stanno facendo la fortuna del turismo culturale in Sardegna? Magari poteva pagarsela la Spagna, dal momento che l’unica promozione che fa è alla Sagrada familia di Barcellona? Non è anche questo colonialismo culturale? Non vi è alla base una incapacità di apprezzare quello che è sardo?

  • Lobby, così si chiamano,e questo hanno in comune Sardegna e Italia.
    Queste sono presenti nella nostra società e tutti i giorni ci stanno ad un tiro di schioppo dal naso e non le vediamo. Alcune volte facciamo finta di non vederle, perchè alla fine tutti fan cosi si dice!
    Lei onorevole ha più occasioni di raccogliere testimonianze e voci, lei ci racconta le lobby Ospedaliere. Quelle di cui è a conoscenza naturalmente; quelle che girano attorno agli appalti dei macchinari elettromedicali, ma ci sono anche quelle occulte che si palesano con gli informatori farmaceutici che regalano viaggi , soggiorni all’estero mascherati da convegni, piccoli strumenti per il lavoro in ambulatorio privato, bonus vari ecc , ai medici compiacenti che prescrivono sempre quel medesimo farmaco.
    Altre lobby palesatesi negli ultimi tempi sono quelle dell’energia pulita.
    Queste si mascherano certe volte da cooperative sociali che vengono a casa tua e ti dicono, se mi da a disposizione il tuo tetto, io ti piazzo un bell’impianto fotovoltaico a costo zero, tu usufruisci dell’energia che consumi gratuitamente per venti anni e i profitti ulteriori li dai a me. Per chi non ha soldi in questo periodo di crisi sembrerebbe una manna dal cielo. Ma la domanda vera è: ma i costi di smaltimento dell’impianto dopo vent’anni chi li paga? Magari ci sarebbe da interrogarsi anche sulla provenienza dei quattrini per gli investimenti…ma c’è crisi e non si bada ai dettagli! Se trasferiamo il concetto al mondo delle campagne la situazione diventa ancora più tragica, grazie all’impegno di Cappelloni di turno si assiste ad una calata di investitori “ istituzionali” li chiamano loro.
    Questi signori arrivano in azienda e ti dicono: “ Tu mi concedi i tetti dei tuoi capannoni agricoli e noi ci piazziamo una distesa di panelli fotovoltaici, tu non spendi nulla pensiamo noi a tutto, anzi ci guadagni. Ogni 700 metri quadri di pannelli ti riconoscono un affitto annuo di 30 mila euro. “Mizzega” dice il pastore, lo faccio subito, dove devo firmare?… I pastori moderni non sono come i nostri vecchi che direbbero “ Custu mi cherede Frigare” dove la fregatura? Pensateci e se volete approfondiamo.
    Le serre fotovoltaiche lasciamole stare, è una cosa talmente complicata che ti giri e ti giri e non si capisce che ci coltivi.
    Hanno per legge l’obbligo che devono essere coltivate, hanno pure ‘obbligo del controllo dei fatturati per verificare che effettivamente dalla coltivazione si tragga almeno il 50 % del fatturato dell’azienda.
    Bhe signori fatemi capire una cosa: già dalle medie inferiori mi dicevano che una pianta per vegetare e crescere ha bisogno del sole, si chiama fotosintesi clorofilliana. Ma dico! Se ci metto i panelli sopra la serra, che per definizione intercettano il sole con un principio che utilizza la cella di Faraday, mi fatte capire cosa coltivo sotto???
    Questa ve la dico io; “ pure per i signori del corpo forestale regionale che si accingono a fare dei controlli sulle serre e gli imprenditori gli fanno vedere “ e credere che coltivano Lattughe. Cari signori al limite potete coltivare Mirtilli, frutti di bosco in genere o al massimo Funghi— Altro non si può..
    Mi sto dilungando e passo al latte velocemente…
    Qui è tutto un casino davvero. I bravi fanno la figura dei cattivi e i cattivi sono i bravi.
    La legge 15 ci sta pensando il Pm di Sassari Caria a far luce, con delega data alla Guardia di finanza di Tempio. Doveva esserci una sola aggregazione Regionale che concentrasse la produzione e la riducesse del 15 – 20 %, Manco per le B….—Grazie alla regia occulta e palese nello stesso tempo del Capellone “ sempre b’este!” e dei suoi collaboratori del periodo “ chiamiamoli cosi” ne sono sorte ben tre..
    Si sono scannati tra loro per spartirsi una torta di 10 milioni di euro, si sono pure scambiati tra loro accuse e esposti anonimi e/o pseudo firmati alla procura.
    Sono nate aggregazioni da gruppi che magari prima conferivano in forma aggregata da qualche parte e invece dichiaravano magari di aver affittato gli impianti cosi da risultare trasformatori e non conferitori.
    Insomma c’è talmente tanta puzza attorno a questa cosa che si spera solamente che il Pm Caria faccia piana luce stanando i furbetti e restituendo la dignità agli onesti che si fanno il mazzo per far crescere il settore.
    E pensare che se se si fosse chiuso ad una sola aggregazione succedeva che il direttore di codesta aggregazione poteva giocare con 265 mila tonnellate di romano negli States. Provate a pensare ad un dirigente che prevedendo il tutto registra in anticipo una società di import export ad Atlanta e nella società ci mette il suo omino nero. Se solo fa la cresta su 3 centesimi è a cavallo… menomale non è successo… ancora..
    Questo è un pezzo delle Lobby.. altro che politica Marcia!!!
    Spero che altri scrivano di lobby.
    Questi signori la cosa di cui hanno più paura è la luce…
    Saluti Giovanni

  • La Sardegna è in balia dei rapaci italiani e internazionali senza un minimo di regia politica per farvi fronte. Non a caso lo scorso novembre abbiamo addirittura paventato per il prossimo processo di riforme istituzionali (e legislative) l’istituzione di un Antitrust Sardo: http://www.sanatzione.eu/2011/11/la-proposta-nella-nuova-sovranita-un-antitrust-sardo-contro-le-posizioni-dominanti-del-mercato/ per il monitoraggio del nostro mercato.

    La Sardegna poi non ha alcuna politica energetica e questo è gravissimo, soprattutto per un isola. Quella di creare un’agenzia territoriale al riguardo sul modello della Navarra sarebbe un ottima idea (sempre che i partiti non ci mettano mano, il ché è quasi impossibile).
    Bisognerebbe inoltre rivedere i criteri delle royalty al territorio sui diritti di produzione energetica.

    I settori in cui siamo indietro nella tutela dei diritti ai consumatori sono molteplici, è il risultato combinato del lassismo, del centralismo politico, del clientelismo e del lobbismo.

  • La Sardegna non scrive la Sua storia, se la fa scrivere. Di qui le malefatte indicate dall’On. Maninchedda con invito a combattere. E quindi a scriverci noi la nostra storia. Un bel programma politico, non vi pare?

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