In Regione lo chiamano già “il metodo Toddie”: prima ti guarda, poi sospira, infine ti fa disfare quello che hai appena fatto, ti todda. È accaduto all’assessora del Lavoro, Desiré Manca, detta Desy per economia di sillabe, dopo la brillante iniziativa di revocare il dottor Aldo Aledda dalla Consulta per l’Emigrazione e sostituirlo con la dottoressa Nicole Cancedda.
Sembrava una normale pratica amministrativa, e invece era una guerra punica in miniatura: associazioni, scissioni, correnti, diaspora, rancori transoceanici e piccole vendette col visto turistico. La politica sarda riesce sempre nel miracolo di trasformare una nomina in un romanzo russo.
Ma a quel punto è intervenuta la Presidente Alessandra Todde, Toddie per i sudditi. Pare abbia convocato l’assessora con il tono di chi chiama l’idraulico dopo il terzo allagamento. Nessuno conosce il contenuto esatto del colloquio, ma fonti immaginarie riferiscono parole molto istituzionali: «Desy, cara, noi abbiamo sanità, trasporti, energia di cui capiamo poco, dermatiti bovine, basi militari e le speculazioni finanziarie di Abbanoa. Secondo te mi mancava davvero la faida degli emigrati?»
Seguì, dicono, un silenzio tecnico.
Così ieri la Giunta ha revocato la revoca di Aledda (Delibera 19/5 non cliccabile), annullando ciò che aveva annullato. Un capolavoro amministrativo degno di Escher: scale che salgono scendendo, porte che si aprono chiudendosi.
Il messaggio politico è limpido: in Sardegna si può fare tutto, purché non si faccia perdere tempo alla Presidente. La quale, più che governare, sembra ormai costretta a passare dietro agli assessori con paletta e ramazza.
E in fondo aveva ragione Flaiano: la situazione politica è grave, ma non è seria. In Sardegna, talvolta, è anche retroattiva.

La tristezza grande è che questa non è una prassi di questa Giunta, del governo della Regione. E’ una pratica distorta di gestione del potere, che si autogiustifica, si circonda di fedeli, non sa valutare il dissenso, che salva dall’errore e tutela tutti. Spiace dirlo, ma è tipica del fascismo.
Lo Stato che nasceva dopo la Resistenza fu di molti, non solo dei tanti che posero in standby la propria vita per abbracciare la lotta partigiana, ma anche di chi continuò a vivere nei villaggi, subendo fame, rastrellamenti, o di chi nelle forze armate senza più ordini da un centro confuso, fece lo sforzo di continuare a esserci e operare, pagando a volte con il lager e la vita. Quello Stato riconobbe principi di libertà. Dove la libertà oggi? E’ conculcata in ogni momento della nostra vita, in ogni momento in cui si agisce con violenza per trasformare la realtà, in cui i processi decisionali sono affidati a persone che agiscono non per il bene dello Stato, ma per il proprio e dei propri.
Ieri era il 25 aprile: a parte i pochi sopravvissuti e qualche esempio vero di aderenza ai valori della Costituzione, quanti tradiscono i padri della Repubblica ogni giorno, nelle loro stanze, nei loro giornali, nei loro uffici, nelle piccole posizioni di potere. Bisognerebbe aver mantenuto l’innocenza, ma la maggior parte dei politici e della dirigenza, dei giovani che si hanno scelto come eredi sono nel profondo lavorati da una cinica gestione del potere. Hanno finito per credere alle loro menzogne, sono circondati di complici e adulatori. Non possono invertire la rotta, né fare ammenda. Né possono le persone che hanno coperto e aiutato. Andiamo ben oltre, insomma, la Todde e la Manca. Non riconoscerlo, ci allontana dalla resurrezione della nostra comunità.
Un’altra causa (torra!) al TAR Sardegna
Sic transit gloria mundi.
per A forse apparteneva al cosiddetto ” mio popolo” sbandierato dall’assessora e non gradito alla Presidente chissà
Capita. Capita quando allontani una persona seria per poi circondarti di Cheerleader.
Ma davvero la Sardegna,una terra di uomini duri anzi impossibili da combattere, si lascia svendere da questa manica di OMISSIS a delle bande di OMISSIS,fra multinazionali e OMISSIS affaristi, senza che il popolo dica nulla? Ma lo buttiamo via il cellulare e ci informiamo bene sull’operato di questi politici che ci derubano dei soldi e della identità in terra nostra? Andiamo subito al voto e leviamoceli dai OMISSIS. Sardegna svegliati. Al voto subito .Se siete d’accordo cominciamo a designare qualcuno scelto dal popolo sardo, e non da Roma.
…un Mio proZio ..già primo ministro inglese durante la II Guerra Mondiale… amava dire quando lo invitavamo in Sardegna per la tosatura delle pecore ed era ormai al terzo fil e ferru (che non reggeva diversamente dal wiskey ) che in Sardegna i FiveStar trattavano le questioni amministrative come una finale dei mondiali … e le finali dei tornei regionali come una guerra . Secondo ME un pò anche se fradicio ci azzeccava. Ciao Zio Pinston …in su chelu siasta.
Come diceva un bravo attore anche comico:
” Mi vien che ridere ” ….Ma non è ancora finita, c’è ancora strada da fare…ne vedremo ancora delle belle ❗
Siamo diventati ridicoli, questo é un pasticcio un gruppo di incapaci e il risultato lo vediamo ogni giorno, un consiglio però mi sento di darlo: gettate la spugna prima di distruggeredel tutto quello che é rimasto in piedi nella nostra amata terra dí Sardegna
Lo so IO il motivo: alla Cancedda mancava la tessera dei 5Stelle! 😂😂😂
Mi ricorda una scena di striscia la notizia, dove Emilio Fede commenta in uno dei suoi tanti fuorionda…. “Che Figura di Mer..”