Elezioni a Nuoro: informazione e sardismo. C’è vento e abbiamo nave e capitano

1 giugno 2010 09:0427 commentiViews: 30

101Solo un giornalista, Giovanni Bua, ha raccontato che cosa è successo in provincia di Nuoro per il Psd’az. È successo che il Psd’az è diventato il secondo partito della provincia al 12,83%, a poco meno di tre punti dal Pd. Bua parla di affermazione “imperiosa”; io direi “laboriosa”: stiamo lavorando come matti da anni e solo adesso si vedono i risultati. Il Ministero dell’Interno ci dà al 12,83%: la soglia delle due cifre è raggiunta.  A Cagliari (6,37%) miglioriamo rispetto alle precedenti (4,66%); in Gallura (6,74%) quasi raddoppiamo (nel 2005 eravamo al al 3,85%). A Sassari (6,86%) confermiamo il dato precedente, con un leggero incremento (2005 6,59%). Su base regionale siamo oltre il 6%: alle regionali eravamo al 3,5 e nel frattempo abbiamo subito una dolorosa scissione. Che dire e che fare?
Iniziamo da Nuoro: in primo luogo bisogna constatare che a Nuoro la maggioranza dei votanti si è espressa per un cambiamento profondo: il presidente uscente Deriu, espressione di un modello di potere da noi più volte contestato, prende appena  il 32%. C’è spazio per un cambiamento profondo, che deve in primo luogo riguardare il sistema dei partiti. Io ho ripetuto in questi giorni a dirigenti del Pd e del Pdl che bisogna avere coraggio, finirla con divisioni strumentali e puntare alla costituzione di un grande partito sardo. Come pure è da considerare che in provincia di Nuoro c’è un vento indipendentista molto forte: se sommiamo i voti sardisti a quelli dell’Irs, gli indipendentisti sono il partito di maggioranza relativa della provincia. Tutto questo ha un vero senso politico; tutto questo aumenta la nostra responsabilità nazionale; tutto questo deve portarci a chiedere ai sardi che militano nei partiti italiani un atto di riflessione e di coraggio. La nascita di un grande partito sardo è indispensabile.
Seconda riflessione: l’astensione. Sta accadendo una cosa tragica: i poveri sono abbandonati a se stessi. Il ceto medio si sta proletarizzando e si abbandona allo sconforto. I poveri stanno covando un attesa autoritaria, un liberatore dalle élite che loro ritengono li affami. A Nuoro, il Psd’az è un partito sociale, popolare. Questa vocazione va rafforzata. Ma gli altri partiti, devono capire che dietro il loro trasformarsi in apparati sta crescendo un clima che prelude a un esito inatteso da tutti ma fin troppo evidente.
Adesso, freniamo gli entusiasmi, troviamo il modo di parlare con Irs perché la separazione è assurda e politicamente inconsistente, e soprattutto: lavoriamo, lavoriamo, lavoriamo. Lavoriamo socialmente per esprimere una fraternità di cui la Sardegna ha bisogno perché, a breve, anche sulle finanze regionali si dirà la verità ed è una verità drammatica, e la crisi colpirà i più deboli: chi ha, se è sardista, dovrà dare. Non si può aspettare tutto dallo Stato o dalla Regione. Lavoriamo culturalmente e politicamente a costruire una seria classe dirigente, priva di retorica, capace di risolvere i problemi e non solo di rappresentarli. Lavoriamo a staccare i dirigenti Pd e Pdl da Roma: portiamoli a votare la mozione sull’indipendenza e facciamo nascere il grande partito dei sardi.

27 Commenti

  • Stefano De Candia

    Caro Bentula
    direi che noi usciamo proprio male da queste elezioni infatti perdiamo il governo di 6 province e di tutte le città principali…
    direi che il prendere ben poca cosa in più in termini % e di voti sia davvero poca cosa rispetto al danno fatto con un’alleanza ridicola e accettata solo per interessi cagliartani, meglio… di gestione del potere in regione con nomine future di qualche amico degli amici…
    la triste realtà è che la nostra dirigenza ha fatto una scelta ben precisa che è stata perdente ma come previsto non se ne prende la responsabilità e preferisce dare le colpe agli altri come se la scelta dei compagni di viaggio sia una cosa che non conta.
    abbiamo perso e pesantemente inutile fare i vincitori e dire che si è perso per colpa di altri, si è perso punto e basta altro che fare i finti tonti e rincerarsi dietro percentuali ridicole, tranne che a Nuoro…
    Siamo comunque ininfluenti per la vittoria e lo abbiamo dimostrato, anzi ci siamo fatti scoprire, e abbiamo perso la cosa più importante per chi come noi dice di non essere nè organico al cdx nè al csx perchè abbiamo dimostrato di essere organici eccome ai progetti politici del cdx e non certo il contrario.
    quindi … io parlo eccome e spero che tanti altri come me indignati per come questo partito è gestito si facciano sentire e spero che Paolo e altri che hanno avuto i giusti numeri ed hanno preparato per tempo il cambio di coalizione spiegandolo agli elettori possano isolare l’attuale dirigenza, a cominciare da giacomo sanna e da giovanni colli, cosi’ da creare una stagione nuova.
    fortza paris
    e parli chi vuole

  • Dal blog del sito del Partito Sardo d’Azione, leggo anonime dichiarazioni:
    “SONO FINITE LE EREZIONI….
    E’ finita , finalmente è finita questa negligente campagna elettorale con la debacle dei ballottaggi: credo che pochi ipotizzassero questo risultato finale.
    Certo, noi ne usciamo sicuramente rinvigoriti e sopratutto riconfermiamo i già buoni risultati delle regionali:sono abbastanza soddisfatto nonostante il sangue versato , ma mi stupiscono i nostri compagni(?) di viaggio capaci in alcune situazioni di rasentare il ridicolo. Mi pongo ora una domanda:” ma non si doveva camminare uniti, compatti e coesi, senza deroghe o strappi, cosi come in consiglio regionale ecc ecc. Quante pressioni per non fare scelte diverse e poi ritrovarci con i soliti predicatori malrazzolatori.
    E per questo Io chiedo che non si facciano sconti più a nessuno, che si rivendichi a voce alta il mantenimento degli impegni e il riequilibrio in Giunta , che si voti la Mozione Indipendenza e che si dia subito il via all’ Assemblea Costituente e, non ultimo che UGO si dia da fare in maniera incisiva e risoluta nei confronti del governo romano…è zitti tutti.
    FORZA PARIS”

    Zitti tutti! E’!

  • Caro Giovanni senza terra! La metafora ,senza terra, racchiude il tormento di una migrazione che continua , forse anche frutto di intelligenza come si usa dire con eleganza,che però immiserisce la ricerca,legittima, di un approdo utilizzando analisi e riflessioni “bignamesche”.
    Il Partito Sardo D’Azione, i suoi militanti che ne hanno scritto la storia sono un fenomeno complesso fatto di idee, di passione, di errori anche, da analizzare certo senza sconti ma con spirito libero e sereno. L’innesto è composto da due elementi: la pianta radicata al suolo e la gemma di un’altra pianta. Bisogna eseguirlo a regola d’arte perchè attecchisca altrimenti è la gemma che ha la peggio.
    Buona giornata.

  • Giovanni Senza Terra

    Caro Paolo,
    gli auguri sono il meno che ti si deve dopo il risultato elettorale. Anche se di auguri solo non si vive. Tuttavia va detto che in questo tuo modo di riproporre la battaglia sardista
    c’è di stantio molto meno di un tempo. Non c’è la protervia di quel pseudopensiero politico di vecchi esponenti del Psd’Az. che pure, si dice ancora oggi, hanno fatto il partito più per usarlo a fini personali che per metterlo al servizio della gente. Non si avverte l’inutile e fuorviante scelta di schieramento politico secondo la dicotomia politica nazionale, destra da una parte sinistra dall’altra, che tanto piacque a Mario Melis che di Sardismo nel vero senso della parola sapeva meno del 5% del fratello Titino ma che fece fortuna andando più volte alla Regione fino ad approdare a Strasburgo.
    Grande affabulatore ma modesto promotore di vera politica. Non volle capire – o se lo comprese non lo ammise mai – che un Sardista non dovrebbe mai parlare di destra o di sinistra. Dovrebbe parlare solo di Sardismo e non è poca cosa. Cosa cambia oggi? Forse una versione aggiornata di quei discorsi nel caso peggiore, forse una seria autocritica per gli errori del passato nel caso più benevolo. Certo è che la protesta va raccolta ancora perchè anche il Psd’Az. di oggi a ben vedere raccoglie il dissenso che raccolse quando qualcuno gli dette il primo soffio di vita. Non andò lontano perchè la politica è spesso così generosa che crea mostri sacri, come del resto anche oggi. Ne hai uno in casa, quel Sanna sassarese che ha dimostrato i suoi limiti e che dovrebbe avere il buon senso ed il pudore di fare, dopo la porta in faccia sbattutagli dai sassaresi, di fare solo l’elettore. Non ha mai avuto grandi idee, non potrà averne e forse ha la responsabilità di non essere riuscito a canalizzare in un alveo ideale più maturo certi dissensi così come invece sei riuscito a fare tu. Complimenti dunque per la tua ostinazione. Non credo negli “ismi” di tutti i tipi ma finchè farai discorsi sensati, responsabili e privi di demagogia non ho difficoltà a seguirti. Speriamo di vincere, a Nuoro, contro la cupola che imbalsama la Città da 30 anni sotto le mentite spoglie di uno schieramento che si dichiara progressista a parole ma nei fatti è quasi una calamità naturale. Piange solo quando lo Stato smantella uno dei suoi uffici periferici perchè è privo di studiare contromosse per riequilibrare il mancante ma è capace di replicarsi per partenogenesi occupando tutti i posti di sottogoverno per i quali c’è una indennità di carica.
    Fino a che questo sarà possibile, Nuoro non potrà mai avere una sua storia.
    Buon lavoro
    Giovanni Senza Terra

  • Stefano De Candia

    Federico
    Io com’è noto non faccio il medico e non metto in quarantena nessuno, ma ho rivendicato, e lo rifarei domani con rinnovata convinzione, il fatto che non si può entrare in un partito strutturato e con forte ideologia e pensare di farne un sol boccone solo perchè si hanno i numeri in una tornata elettorale.
    Come Paolo sà bene io mi limito a preservare il partito dai vari razziatori che si sono succeduti e se possibile spero che chi, come voi, vi siete avvicinati da poco al sardismo e all’indipendentismo ve ne innamoriate e lo facciate davvero vostro in un percorso che non può essere di qualche mese.
    I complimenti sono sinceri e meritatissimi ma ti ricordo che solo 2 anni fà tu e il tuo gruppo non pensavate nemmeno di poter fare gli indipendentisti mentre ora lo fate e lo fate davvero bene e la gente vi ha premiato cosa che non riusciamo più a fare a Sassari dove logiche di potere per il controllo di un orticello sempre più piccolo a favore di pochi non titolati da elezioni e voti espressi hanno distrutto il ruolo del partito in ambito ideologico.
    Abbiamo un Giacomo Sanna che si è candidato a sindaco di Sassari ed ha preso la più grossa batosta che ci si ricordi, ed è la stessa persona che alle penultime regionali non era riuscita ad essere eletta e che alle ultime ha evitato il voto popolare e si è fatto riservare un posto in consiglio regionale.
    Questo non significa che Giacomo sia un pessimo politico ma semplicemente che è arrivato il momento per lui e per tutti quelli che lo hanno sostenuto anche nelle ultime drammatiche scelte di farsi da parte e lasciare che il partito segua una nuova via fatta di contenuti, di ideali e di pochissimi interessi personali.
    Chi ha visto la lista del partito a Sassari potrà notare quanti non sardisti vi fossero, socialisti ex udc ex udeur ex riformatori ex pd ex tutto, e giusto per far capire come stimo messi Cardin, il più votato pare che abbia già detto di voler lasciare il partito e andare da altre parti… spero che queste voci siano infondate ma che lui non sia sardista era ed è noto a tutti, non è orgogliosamente indipendentista ad esempio, e una scelta di ennesimo cambio di bandiera la si sarebbe potuta ipotizzare facilmente.
    Per concludere, caro Federico, io mi auguro che voi di esami ne passiate a pieni voti tantissimi e sempre con noi a prescindere se comandate o se invece fate parte dei tanti perchè sull’articolo da me proposto per lo statuto che di fatto escludeva Paolo dalla potenziale segreteria non avete voluto andare alla conta perchè sapevate che il 90% del partito vi avrebbe dato torto e questa è pura democrazia quella che io rivendico per Sassari città dove da 12 anni abbiamo vari commissari e nessuna segreteria eletta, io sarei perfino contento di perdere e di vedere sconfitte le mie posizioni basta che qualcuno si abbassasse a contarsi, abbiamo evitato di fare un congresso cittadino per ben 2 volte solo per evitare che si certificasse un dissenso palese all’andare col cdx quindi credimi spero davvero di poter sostenere anche io tanti esami, peccato che da noi non se ne facciano a nessuno ma comandino sempre gli stessi e guarda caso sono della corrente di Giacomo Sanna, Franco Piretta &C.
    Spero di potervi fare gli auguri per la vittoria a Nuoro città e prov. in modo molto onesto e senza nessuna malignità perchè pensa che io sono persino contento dei voti che ha preso Irs in quanto sono indipendentisti… pensa come sono di larghe vedute.

  • Federico Castori

    Caro Stefano, grazie per i complimenti alla federazione di Nuoro; speriamo di aver superato gli esami perchè mi ricordo ancora bene che al congresso di Arborea dovemmo venire con le analisi del sangue e nonostante fossero buone ci metteste in quarantena.
    A Nuoro stiamo costruendo un modello da esportazione a prescindere da come andrà il ballottaggio; speriamo di essere convincenti!

  • @ Luca: la mia non era una critica nei tuoi confronti;
    se parliamo di numeri a mio avviso hai dimenticato il dato più importante del risultato elettorale: coloro che non sono andati a votare, sono 250 mila in provincia di cagliari, quindi con i raffronti con il 2005 ci andrei cauto.
    Quanto all’idea di PSDAZ di sinistra forse non ci siamo capiti: stare a destra significa rinunciare all’idea indipendentista, perchè la destra non ti permetterà MAI di fare quello che pensi; la politica del governo regionale di questi mesi, purtroppo, mi da ragione.
    Io non ho detto che il PSDAZ debba stare a sinistra, ho detto che l’elettorato che dobbiamo conquistare è a sinistra, cosa ben diversa; l’elettore del centro destra sa cosa vuole, ha come riferimento berlusconi&co; a sinistra regna il caos e l’indecisione, è questo il momento storico a cui mi riferisco: liberarci del centrodestra e stare da soli, puntando a quell’elettorato che si trova nel limbo.

    Se tu dici che è un rischio, ti do pienamente ragione: fa comodo stare al governo della regione, tenere certe poltrone e certi poteri, con la paura che, schierandosi da soli, si perda una fetta di torta: io in questo non ci vedo nulla di nuovo, purtroppo.

    Abbiamo un accordo con il centrodestra, lo stiamo rispettando; tuttavia il centro destra si permette di giocare con delle faide interne, di fare due liste per un capriccio, e noi stiamo a guardare e tollerare: intanto si andrà al ballottaggio per colpa loro.
    Io, a seguito di questo giochetto, avrei fatto una lista del PSDAZ, per far capire all’alleato che i patti devono rispettarli tutti.
    Quanto a chi debba attuare la strategia, certo che paolo e gli altri hanno il potere decisionale, ma la base non deve essere trascurata; la strategia attuata a sassari ha solo una definizione: suicidio politico, fatto per non far emergere la debolezza del pdl turritano.

  • il futuro della politica sarda, considerando le immense distese terreno arido che la politica attuale oggi crea intorno a se, non potrà che essere incentrato su un progetto politico e culturale che punti a fertilizzare nuovamente il tessuto sociale e pertanto la politica stessa. La Lega per il nord Italia ha rappresentato e rappresenta un progetto identitario, radicato sul territorio, che parla alla sua gente con un linguaggio comprensibile. Non è roba nostra, stolto chi pensa di impiantare corpi estranei al nostro dna. In Sardegna il cammino è senz’altro quello di creare un progetto postideologico (che prescinda dalle provvenienze e dai percorsi di ciascuno), inclusivo (che miri ad allargare sempre di più il primo cerchio creato dal sasso nello stagno); identitario perchè le identità sono i volani del futuro, popolare e di massa, e sopratutto dotato di quello spessore culturale che oggi manca più di qualsiasi altra cosa alla politica, quella capacità di porsi all’ascolto, di entrare in sintonia con il cuore delle persone, con le loro esigenze, le loro vite.

  • @Massimu: io non ho fatto proprio nessuna analisi, ma ho semplicemente riportato i fatti nudi e crudi, ai quali mi sono permesso di aggiungere la considerazione finale che forse visto che il PSd’Az è risultato, il primo partito della coalizione sia il caso di avanzare la candidatura di un proprio esponente alla carica di Sindaco, scelta ormai imminente visto che mancano 10 mesi alle elezioni.
    Relativamente alla analisi, che tu si che fai, permettimi di dissentire quasi al 100%, non per partito preso ma perchè i numeri ti sconfessano.
    La questione della collocazione del PSd’Az nel centro destra è solo un tuo problema e di quelli idealisti di sinistra che hanno sempre visto il PSd’Az come una naturale possedimento in mano alla cultura comunista, ed in tale recinto lo hanno rinchiuso negli ultimi quaranta anni.
    La svolta operata da Paolo Maninchedda e dagli altri dirigenti rompendo certe catene, in buona parte comunque già deteriorate dal distacco operato a livello regionale negli anni precedenti, ha portato il PSd’Az a conquistare una propria autonomia, ed una propria visibilità che forse mai aveva avuto se non all’inizio dell’era Melis raggiungendo la soglia del 15%, situazione che venne gestita pessimamente finendo fagocitati dalla sinistra, portando chiaramente l’elettore, a pensare che se votare Sardista equivaleva votare comunista tanto valeva votare il partito originale piuttosto che un suo subalterno.
    Quindi se oggi si può paventare un pericolo nell’accordo programmatico col centro destra è quello di non essere capaci di avere un proprio ruolo distinto e magari finire fagocitati da una routine quotidiana che tutto equipara e tutto allinea organicamente ad un pensiero unico.
    Se invece si avrà il coraggio di avere un proprio e ben definito profilo identitario e sopratutto si avrà la determinazione di pretendere il massimo possibile, ogni volta che l’elettore ci mette a disposizione le sue “azioni” cioè i voti, lega nord docet, be allora ci si guadagnerà il rispetto degli alleati ed in primis del “Popolo Sardo”, Popolo Sardo al quale la “delega a governare” la Nazione Sardegna la si chiede e non la s’impone.
    Relativamente al fatto di cogliere l’attimo e correre da soli ad una conta, credo che ci sia sia già IRS che lo fa, ed i risultati non credo siano stati premianti come si vuol fare apparire.
    Credo che la scelta che tu avresti voluto avrebbe semplicemente stabilizzato, il Partito su percentuali attorno al 5% e nulla di più.
    Quando si fanno analisi queste vanno fatte sui numeri, e dai numeri poi se debbono trarre le conclusioni e le indicazioni di tendenza, per capire il sentire intimo del popolo.
    Invece spesso si parte da sentimenti ideologici per arrivare poi a concetti del tipo: “peggio per la gente che non capisce”, “se votano quella classe politica incapace anche loro sono incapaci”, “il popolo va educato visto che non sa votare”, “educhiamone uno per dare l’esempio a cento” ed altre imbecillità simili che spesso si leggono sui social network sinistroidi.
    Premesso ciò mettiamo al centro i numeri, e con essi il Popolo Sardo di cui sono l’unica vera espressione. I numeri sono gli unici che non mentono mai, nel 2005 il PSd’Az in provincia di Cagliari ha preso il 4,66% ora dopo una scissione ha preso il 6,35% , e la parte scissionista il 3,05%, in totale si raggiunge il 9,40% , praticamente oltre il doppio rispetto al 2005, se a questa cifra ci si aggiunge anche un +2% dell’IRS, la crescita complessiva delle forze sardiste in 5 anni è stata di circa il 7%, non mi sembra proprio male. Questo dovrebbe portare ad apprezzare, anzi ad esaltare ciò che l’attuale gruppo dirigente sta facendo e invece, per partito preso, quasi lo si vorrebbe buttare nella spazzatura. Relativamente ad eventuali accordi con i Rosso Mori credo che questo sia una cosa assai difficile da perseguire, sia per i modi traumatici con cui si è consumata la scissione, sia sopratutto perchè loro hanno una alleanza “Politica” col centro sinistra, mentre quella del PSd’Az col centro destra è solo un’alleanza “programmatica”, ed il fine del PSd’Az è e resterà quello “Indipendentista”, nonostante l’attuale alleanza, a proposito di future alleanze, come Paolo Maninchedda ha più volte detto, è molto probabile, a tempo debito, un’alleanza con IRS, che con i Rosso Mori aggiungo io.
    Notare che IRS in questi giorni, per bocca del suo Presidente Gavino Sale, ha corretto di parecchio la propria visione Indipendentista, guardando ad un modello concreto, realistico e possibile quale è la realtà scozzese, che dal 1999 ha un proprio primo ministro ed un proprio parlamento nazionale, pur essendosi staccata in maniera non traumatica dall’Inghilterra e restando sotto la Corona britannica, delegando il governo Inglese solo per le questioni sovrannazionali quali ad esempio la Difesa Militare e simili.
    Una simile prospettiva, pur non essendo certamente desiderata dai palazzi romani, non ci potrebbe essere negata se il popolo sardo si esprimesse in maniera massiccia in tale direzione, i precedenti europei in questo caso avrebbero un peso determinante e Roma si dovrebbe adeguare, come gli scozzesi potremmo riconoscere il Presidente della Repubblica Italiana, ma non il Governo Italiano, il quale volente o nolente si dovrebbe confrontare da “Pari” col nostro Governo Nazionale Sardo, e non come accede oggi che in condizioni di totale subalternità, anche la decisione di realizzare un parco eolico off-shore, viene presa Roma a prescindere da cosa ne pensiamo noi.
    In conclusione la strategia migliore per raggiungere gli obbiettivi prefissati, lasciamola attuare a Paolo ed agli altri attuali dirigenti, che con mentalità aperta e lungimirante stanno ben tenendo la barra a dritta e conducendo la nave Sardegna verso lidi pacifici e rigeneratori, in cui ognuno sia considerato un essere umano con le proprie peculiarità che lo distinguono da tutti gli altri e non un semplice “ingranaggio” di un modello sociale, fosse anche un modello egualitario, che semplicisticamente crede di dispensare “felicità comune” annientando per legge la felicità individuale.
    Fortza Paris

  • Buona sera, mi piacerebbe sapere quante donne sardiste amministrano in qualità ad esempio di Sindaco, Assessori, …. non che dalle altre parti siano più assortiti… uomini, sempre uomini… solo uomini! Semplice curiosità. Buonasera.

  • elezioni
    il vento sardista tira bene anche in Baronia, Roberto Tola, a Posada, è stato riconfermato sindaco raddoppiando quasi i voti presi cinque anni fa e con lui in consiglio, siederanno anche due donne in rappresentanza dei quattro mori.

  • @ Luca: ho letto l’analisi che hai fatto, mi permetto di fare alcune considerazioni:
    a mio avviso è stata persa una grande occasione: centrodestra (in cui io ancora ho enormi difficoltà, a livello concettuale, storico e ideologico a collocare il PSDAZ) in piena faida interna, con massidda che non permette a farris di vincere al primo turno, fatto molto grave, ma affari loro, è casa loro, si arrangino.
    milia, autocandidato del pd (come Carlo Magno che si autoincoronava), senza uno straccio di linea politica nel partito democratico, senza aver fatto campagna elettorale, con una condanna sul groppone, prende oltre 70 mila preferenze, nonostante l’effetto contini a quartu;
    palomba ha sicuramente deluso, se confrontato con massidda;
    in mezzo a tutta questa confusione, secondo me, sarebbe stato il momento ideale per inserirsi con una lista autonoma, indipendente, sardista:
    l’alleanza in regione vale solo per i sardisti oppure vale anche per il pdl?
    perché loro si permettono di duellare, per cose loro, all’interno di una lista con il rischio di perdere?
    IL PSDAZ avrebbe dovuto cogliere l’attimo, presentare una propria lista e FARE LA CONTA.
    Invece si è scelto di fare gli sparring partners, di prendere la tranvata a sassari da parte di ganau, una bella e giusta lezione che ci deve servire per il futuro, prima di sacrificarci per il pdl.
    Quanto alla realtà locale descritta da luca, non so chi sia colui che ha fatto confluire i sardisti nei rosso mori, ma quello che mi chiedo è: erano sardisti prima, lo saranno di sicuro anche oggi, non credo abbiano la rogna, quindi, se volete proporvi per una vera alternativa, dovete coinvolgere i rosso mori.
    Per farlo, a mio avviso, dovrete staccarvi di dosso l’etichetta del centro destra e correre da SOLI, vedrete che i voti arriveranno sul serio, arriveranno i voti di quelli che sono rimasti a casa e non hanno votato, e sono molti.

  • Elezioni Provinciali 2010

    Segnalo Sinnai dove il giovane candidato locale, praticamente ha sbaragliato tutti, superando di gran lunga ogni più rosea previsione, pur essendo sorto dal nulla, in quanto l’assesore comunale exsardista(ora rosso mori), all’indomani dell’alleanza per le regionali 2009, ha trasportato tutto l’ex PSd’Az sinnaese nei Rossi Mori.

    Dopo la tentata diserbazione del PSd’Az operata dall’exSardista transfugo, alcuni mesi fa un gruppo di ragazze e ragazzi ha ricostituito il PSd’Az sinnaese, ed alle provinciali nel Collegio Sinnai-Settimo S.Pietro, ha candidato un giovane impiegato 36 aenne, che nonostante sinora non abbia mai rivestito alcun ruolo pubblico, ed i competitori fossero quasi tutte persone note e in gran parte esponenti politici di lungo corso, è risultato il più votato dopo l’attuale Sindaco anch’egli in corsa.

    In Sinnai Comune ha sfiorato il 14%, nel Collegio la cifrà scende al 10%.

    Nella Coalizione il PSd’Az risulta nel Collegio Sinnai-Settimo S.Pietro il primo partito col 10% segue il PdL col 9%.

    Nel Comune Sinnai, che ricordo dalla scorsa legislatura ha superato i 15.000 abitanti, l’affermazione del PAd’Az è ancora più netta, è risultato col 13,73%:
    – il primo partito della coalizione, seguono nell’ordine il PdL 9,95%, Riformatori 6,59%, UDC 4,40%;
    – il secondo partito a livello comunale dietro SinistraEcologiaLibertà 22,63%, che candidava l’attuale Sindaco notissimo in quanto in politica da diversi lustri, prima come assessore ed ora al suo secondo mandato da sindaco.

    L’anno prossimo, si terranno le Comunali, forse non sarebbe fuori luogo che il PSd’Az inizi a chiedersi se non sia il caso di rivendicare a se, all’interno della coalizione, la carica di primo cittadino, cosa sino a lunedi impensabile ed improponibile.

    Forza Paris

  • Carissimi,
    una riflessione sulla distribuzione dei Collegi per l’elezione per il rinnovo del Consiglio Provinciale di Nuoro. Mi salta subito all’occhio la disomogeneità con cui i precedenti e furbi consiglieri si hanno ripartito la Provincia. Si passa da Collegi con 5 sezioni ad altri con 10. Stranamente le zone costiere ed altre già privilegiate, e trattate più che bene a livello regionale, sono quelle che con sezioni limitate (5-6-7) esprimono a livello provinciale i propri consiglieri a discapito di zone interne e povere della provincia che maggiormente soffrono questi anni di crisi e abbandono dalle istituzioni. Stranamente collegi come Nuoro IV, Gavoi, Meana Sardo, Orani, Bolotana, Borore e Macomer II, sono collegi del centro Sardegna e poveri, ma non per questo degni di esprimere “blindatamente” dei consiglieri provinciali.
    Ora per chi, due conti li sa fare, sa bene che più alto è il numero degli elettori, più bassa sarà la proiezione percentuale dei candidati, visto il numero alto del demominatore rappresentato dal numero della popolazione votante (vedi esempio elezioni europee con collegio Sardegna-Sicilia). In questo modo la precedenza in elezione è a spudorato favore di collegi di privilegio (vedi Orosei, Siniscola I e II, Dorgali, Oliena e Orgosolo. Mi è sembrato doveroso portare all’attenzione questa diseguaglianza, sperando che qualche Politico di buona volontà, voglia affrontare e cerchi in qualche modo di distribuire i Collegi non in modo spartitorio a favore dei più forti, ma ad una divisione giusta e favorire le reali esigenze del terrritorio della provincia di Nuoro.
    ciao a tutti e ….. complimenti al PSd’Az da parte di chi non vi ha votato, ma vi invidia da morire. Mi sono anche rotto e non tarderò a seguire l’On. Maninchedda.
    È l’unica voce seria in tempi di buio pesto!!

  • Per un atto di giustizia nei confronti di chi ha lavorato per la costruzione dell’ attuale consenso elettorale del Partito Sardo d’Azione vorrei precisare alcuni dati sui Collegi Provinciali di Cagliari. I dati più clamorosi riguardano il Collegio n° 24 di San Sperate-Monastir nel quale il Partito Sardo d’Azione ha ottenuto il 25 % dei voti e il collegio n° 29 di Nurri-Orroli nel quale il Partito ha ottenuto il 14,5 % dei voti con punte del 50% a Orroli e del 25& a Nurri. Questo risultato è ancor più clamoroso se si pensa che in questi Collegi il tasso di assenteismo non ha superato il livello fisiologico rilevabile nelle consultazione elettorali del recente passato.
    Questi dati possono stabilizzarsi nel tempo se nostri rappresentanti nelle istituzioni perseguono realmente, e non solamente con le chiacchiere, gli obiettivi del Partito Sardo d’Azione. In caso contrario diventa impossibile conservare l’attuale consenso.

  • Buon giorno Onorevole, complimenti per il successo avuto nel Nuorese, noi dalla Provincia di Cagliari la guardiamo con ammirazione e ci sentiamo degli orfani.
    Abbiamo bisogno che il gruppo dei Consiglieri regionali lavori per tutta la Sardegna in modo collegiale e non ognuno per il proprio territorio o perlomeno non in modo così accentuato.
    Voi siete i referenti di un partito Nazionale non regionalizzato e vedere che le iniziative più efficaci si fanno solo in alcune parti della Sardegna mi lascia molto perplesso.
    La campagna elettorale delle Provinciali a Cagliari è stata focalizzata su un solo collegio senza una visione globale.
    Quindi il mio è un richiamo anche al segretario nazionale, perché si attivi per un coordinamento più efficace e non è una questione di risorse economiche, IRS ha meno risorse di noi ma ha una grande capacità di comunicazione.

  • Stefano De Candia

    Come ho già fatto per sms rinnovo i complimenti e le congratulazioni alla federazione di Nuoro per il notevole e meritato risultato.
    Non posso fare a meno, a votazioni finite e senza rovinose cadute d’immagine per il partito, di far notare come la classe dirigente sardista della federazione di Sassari e ancora di più quella inesistente della città di Sassari hanno semidistrutto il partito e hanno fatto fare una figura pessima al presidente del partito, cosa assolutamente prevedibile e a questo punto meritata.
    Abbiamo perso il governo della seconda prov della Sardegna e della seconda città, oltre al serio rischio di perdere anche Porto Torres, il tutto contravvenendo al mandato congressuale della fine dello scorso anno.
    In città, a Sassari, non esiste un segretario, ed una segreteria eletta, da 12 anni! ma senza votazioni si è deciso di andare col cdx e per di più abbiamo accettato di guidare la coalizione…
    Abbiamo preso un misero punto in più stando molto ben al di sotto del 6% col candidato sindaco che è il presidente del partito!
    Verosimilmente metteremo non più di un consigliere contro i 3 della volta scorsa e il tutto solo per appiattirci ad una logica di apparentamente univoco in tutta l’isola col cdx.
    In provincia le cose sono leggermente migliori ma sempre negative ma almeno la scelta è stata votata da un’organismo legittimamente eletto e abilitato a prendere decisioni di questo genere.
    Vorrei sapere il sacrificio di Sassari a cosa è servito se non a farci la guerra per i prossimi mesi per capire chi deve prendersi le responsabilità della disfatta?
    con molta amarezza da Sassari

  • Oltre ad aprirci agli altri, dobbiamo assolutamente aprire il partito alla gente, il momento è favorevole per radicare il partito nel territorio.
    Facciamo riunioni, dappertutto, anche a livello familiare, la gente vuole parlare ed essere ascoltato, forniamo loro occasioni ed opportunità.
    Sono a disposizione, sono esperto nel campo delle risorse idriche, ed in materia di pubblica amministrazione.

  • Caro Paolo, dimentichi una cosa: senza Arbau la vittoria di Deriu sarebbe stata certa.
    Io credo che si debba ragionare in questo modo: guardiamo i votl del PSDAZ e quelli dei rossomori, proviamo a sommarli; so che non è matematica la cosa, ma a mio avviso molti elettori sono confusi tra tutte queste suddivisioni indipendentiste.
    La mia idea è quella di fare un incontro, un confronto, tra tutte le forze indipendentiste sarde, quelle vere, lasciando fuori i partiti romani.
    Non capisco il suicidio politico di Sanna a Sassari, avrei lasciato che fosse uno del pdl a prendere la tranvata da Ganau, invece ci si è immolati per coloro che non rispettano i patti e svendono la nostra isola.

  • Complimenti al partito, in particolarmodo per gli ottimi risultati nel Nuorese.
    Onorevole, un giorno chiarisca meglio in cosa consisterebbe questo partito nazionale sardo: non riesco a focalizzare bene il come, il chi e il perchè. E il ruolo del psd’az in questo pregetto. Ieri sera, nel corso di una trasmissione di videolina dedicata ai commenti post voto, sentivo anche l’on. Cappelli parlare di un progetto di partito nazionale sardo.

  • Sergio Amor Jimenez

    Prima di tutto scusatemi per il mio italiano. Sono basco e non so ne parlarlo ne scriverlo molto bene.

    Poso dire che questo scrito mi ha piaciuto moltissimo. Tutto quello che é cua detto mi ricorda tantissmo al discorso usato da noi, nel Paesi Baschi. É una dichiarazione di principi molto legata a la veritá di un popolo che sofre le consequenze di non avere in mano il suo futuro, il suo destino. Voi che siete ancora in pochi, avete il ventagio di non avere molto da perdere perche non siete riusciti a arrivare a quel punto dove i dubi su perdere quello che si ha, ti blocano. Avete un bellissimo futuro davanti ma dovresti lavorare forte su tre punti per arrivare a questo bel sogno. 1. Honestitá, 2. Unitá e 3. Vicinanza.

    1. La honestitá é quello che fa a un uomo o donna credere al cento per cento le sue idee, riuscire a comunicarle con un brillo sui ochi, far vedere a i altri che non sta dicendo bugie. La honestitá é quello che fa a un uomo o donna sentirsi pieno dopo un buon lavoro, senza dubi, senza pensare cosa dirano di me si se riesci a sapere che… La honestitá si trova in ogniuno di voi, ai vostri cuori, ai vostri ochi quando guardano la vostra bellisima isola. Aprofitatevi di questo, perche li altri non lo hano, e questo é un handicap per loro.

    2. Vi poso dire che noi viviamo il chiaro essempio su a che cosa porta la divisione. Porta al dubio, alla mesfidanza, al egoismo, alla disilusione, alla inpotenza. Adesso é il vostro momento, adesso é piú importante che mai arrivare ad acordi con i vostri fratelli e sorelle, perche solo da la unitá potrete dare il salto definitivo. Non cometete il errore di credervi in possesione della veritá assoluta, perche sbaliate di pieno. Mai uno é in posesione di questo perche questa posizione solo porta alla prepotenza, inconpatibile con la honestitá.

    3. Vicinanza con il vostro popolo. É importantissimo riuscire ad arrivare nel cuore dalla gente. Dovresti essere assolutamente sinceri con quelli a chi forse arrivarete a representare perche ogni voto loro è valido e debe avvere lo stesso valore per voi. Usare tutti i mezzi che la vita attuale ci mete in mano, soppratutto adesso che non avete controle su nessun mezzo di comunicazione importante. E il messagio deve essere tondo e chiaro. La gente deve sentire una mano, un abbraccio, un sorriso, una parola di animo. Tutte queste cose faranno crescere la fiduza in voi che vi presentate como loro representanti, loro gridi, loro bracci. E questo impolso vi fará capire benissimo perchè cosa state lottando da anni. Ricordatevi che quelli che sofrono sono la vostra forza e avicinate a loro le piú volte possibile perchè di loro prenderete area.

    Non ho più da dire che salutare con un forte abbraccio a mi amici del PSdAz di Assemini e gridare FORZA PARIS!!! GORA SARDINIA ASKATUTA!!!!

  • Enea Dessì

    Congratulazioni Paolo, a te e al PSD’AZ. Apprezzo l’analisi sull’astensionismo che coinvolge i ceti più deboli, meno l’aver omesso di parlare del PSD’Az Sulcis Iglesiente e devo dire grazie per questa costante di insistere sul partito dei sardi e sul coinvolgimento di IRS. A Villamassargia il PSD’Az è andato bene e altretanto ha fatto IRS. Mi sto spendendo personalmente per avvicinare ex dirigenti dei DS che non hanno aderito al PD al progetto di indipendenza o, come altri preferiscono, al progetto di stato sardo. C’è molto interesse e c’è bisogno di più presenza dei promotori. Non si può continuare il lavoro in sordina e non si può (lo dico per molti sardisti)guardare a IRS come se fosse una cancrena. Fin dall’inizio di questa avventura di S&L abbiamo detto che bisogna aiutare IRS ad uscire da certi schematismi e, credo, che questo lavoro vada fatto al più presto.

  • Le analisi più approfondite le faremo a casa nostra,ma complimenti a Paolo e a tutti i sardisti della provincia di Nuoro. Gianuario (fed.Sassari)

  • bittiviola

    la tornata elettorale non è ancora finita

  • Pienamente d’accordo Paolo, avanti così!

  • Tonino Bussu

    D’accordo, bando alla retorica e soprattutto ai trionfalismi considerato che c’è poco da rallegrarsi in una provincia a rischio di estinzione per spopolamento e attanagliata da una crisi economica senza precedenti.
    Almeno una considerazione comunque la possiamo fare: il Partito Sardo d’Azione in provincia di Nuoro ha salvato le sorti della coalizione di centrodestra.
    Il risultato è davvero eccezionale.
    Due debbono essere gli obiettivi che il PSd’Az. si deve porre:
    1)Riunire le forze indipendentiste attorno ad iniziative, eventi e manifestazioni con tematiche sociali, culturali, economiche e politiche basate sull’identità e sovranità del Popolo Sardo e che possano essere di supporto alla mozione sardista sull’indipendenza;
    2)Insistere, come spesso Paolo Maninchedda tenta di fare, nel convincere il Pdl e il Pd ad elaborare scelte politiche nazionalitarie sganciate dalle centrali romane in quanto la vera rinascita del Popolo Sardo si potrà raggiungere solo con l’unione di forze politiche che credano profondamente nell’autogoverno e nell’autodeterminazione dei Popoli, e quindi prima di tutto del Popolo Sardo.
    Altrimenti si potrà progettare e programmare il miglioramento della realtà della Sardegna che si trasformerà, come altre volte, nella rinascita degli speculatori di turno, anche politici.
    Per quanto riguarda il primo punto presto faremo, in Barbagia, delle proposte concrete di azione politica.
    E altrettanto per il secondo.
    Tonino Bussu

  • Ora il Psd’Az deve rompere le scatole di più all’interno della maggioranza di cui fa parte, e smetterla di continuare a prestare il fianco a questa coalizione vista la drammaticità dei tempi a venire

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