È una questione di qualità

19 maggio 2014 18:301 commentoViews: 358

simbolo-pdsdi Franciscu Sedda

In uno Stato serio, che sa essere al servizio dei suoi cittadini, il principio della compensazione dei crediti dovrebbe essere cosa normale. Per capirci, se un cittadino o un’impresa ha un debito nei confronti della pubblica amministrazione di 100 ma deve contemporaneamente incassare 100 il dovuto è 0. Questo dovrebbe valere in generale, come forma di semplificazione della vita dello Stato e della gente. Ma dovrebbe valere ancora di più in condizioni di crisi. E ancor di più in uno Stato che se paga i suoi fornitori (quando li paga) lo fa a 120 giorni. E ancor di più in uno Stato in cui la pressione fiscale reale viaggia verso il 60%. E ancor di più dovrebbe valere come atto di rispetto verso quei cittadini e imprese che se si trovano in questa situazione è perché evidentemente giocano pulito, dichiarano, stanno alle regole, invece che provare ad aggirale ed evadere come fanno altri. E invece no. In Italia la compensazione dei crediti non vale. E se uno deve 100 e ha crediti pregressi verso lo Stato per 100, bene, prima paghi il suo, poi si vedrà.

Come Partito dei Sardi abbiamo detto che in Sardegna deve valere la compensazione dei crediti. E che questa deve rientrare in una nuova gestione del nostro sistema fiscale e tributario che potrà entrare a regime solo quando avremo l’Agenzia Sarda delle Entrate.

Siccome come Partito dei Sardi non ci piace stare con le mani in mano e ancor di meno ci piace enunciare principi senza praticarli ci siamo ingegnati e, per quanto potevamo fare nell’immediato, la compensazione dei crediti l’abbiamo già messa in moto. Lo stiamo facendo come Assessorato ai Lavori Pubblici, mettendo al tavolo Abbanoa e i Comuni, che molto spesso vantano crediti (e debiti) incrociati.

Lo stiamo facendo promuovendo un incontro produttivo fra le parti in modo da arrivare a pulire i bilanci sia di Abbanoa che dei Comuni, a ricostruire un più solido terreno economico per ciascuno, a riattivare canali di comunicazione e cooperazione istituzionale. In una terra troppo spesso bloccata da mille divisioni, da carenze di fiducia reciproca, da tentativi di giocare ognuno per conto proprio non è poco. È già un comportarsi da Stato. Meglio, da Stato virtuoso.

La cosa interessante è che nelle decine di tavoli finora promossi l’Assessorato ha puramente un ruolo di propulsione, di mediazione e di garanzia. Insomma, ha un ruolo politico, basato sulla bontà della pratica proposta e ancor di più sull’autorevolezza e sull’affidabilità di chi la propone.

Ecco, non sfugga questo dato, perché ciò significa che può esistere e già prende forma un’istituzione sarda capace di essere riconosciuta come un potere buono, che lavora per costruire un progetto virtuoso di vita associata e ha la forza di praticarlo e di farsi seguire. Un’istituzione che, con ambizione e umiltà al contempo, crea le condizioni per una nuova fiducia condivisa basata sull’idea che noi sardi siamo parte di un cammino comune, che i problemi non si risolvono scaricandoli sul vicino di casa ma facendosene carico insieme, in modo civile e maturo.

Ecco, non sfugga questo dato, che questo modo di procedere è ciò che crea un patriottismo civile, la volontà di voler far parte di qualcosa che è la Sardegna, non come puro sentimento o aspirazione ma come concreta istituzione, come soggettività politica.

Ecco, non sfugga questo dato. Se questa partita è iniziata e sta riuscendo è perché il Partito dei Sardi, fedele a se stesso, senza troppi clamori ha iniziato ad agire da nazione gettando piccole ma concrete basi per la costruzione della Repubblica di Sardegna.

Ecco, non sfugga questo dato, che se si inizia altro può seguire; che se qualcuno inizia altri possono seguire. E lavorando bene e insieme la “qualità istituzionale” può divenire una qualità nazionale dei sardi.

Franciscu Sedda

Segretario Nazionale Partito dei Sardi

 

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1 Commento

  • Lo stanno facendo, a me mi pare che il segretario poco si veda. L’assessore al contrario si vede e si nota.

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