Cappellacci chiacchiera, la Sicilia realizza

9 gennaio 2014 21:300 commentiViews: 482

simbolo-pdsAgenzia Sarda delle Entrate, coalizione e volontà di sovranità: dalla Sicilia un segno e uno sprone per chi vuole governare la Sardegna da Stato.

Il Partito dei Sardi che ha a cuore la prosperità e il benessere dei sardi ed ha al centro della sua proposta di governo l’acquisizione della sovranità sull’accertamento e la gestione della ricchezza prodotta in Sardegna non può restare indifferente al patto siglato in queste settimane fra la Regione Sicilia e lo Stato italiano in materia fiscale.

Dopo una lunga battaglia infatti lo Stato ha capitolato davanti alla volontà della Sicilia di attuare un ulteriore parte del suo Statuto (nello specifico l’articolo 37) che riconosce alla Regione stessa una quota delle tasse pagate dalle imprese che operano sull’isola pur avendo sede legale all’esterno.Queste imprese dovranno versare i loro tributi attraverso apposito modello F24 indicando i codici tributo riservati alla Sicilia che verranno a breve attivati dall’Agenzia delle Entrate dello Stato. In parole semplici alla Regione Sicilia, che già gode della possibilità di disporre del 100% delle sue entrate, viene ora riconosciuto dallo Stato un conto apposito in cui incamerare la ricchezza prodotta dalle imprese “straniere”, che hanno sede legale fuori dalla Sicilia, sulla base di un calcolo di ripartizione concordato fra la Regione Autonoma e lo Stato.

Per il Partito dei Sardi non si può indugiare oltre, bisogna andare al governo della Sardegna e applicare la legge per l’Agenzia Sarda delle Entrate, in modo da accertare, riscuotere, gestire direttamente tutta la ricchezza generata in Sardegna. Ciò che è successo in Sicilia è un ulteriore punto a favore per chi come noi si batte da anni per la sovranità tributaria (che è l’unica e vera anticamera della sovranità fiscale) e un colpo mortale per coloro che amano nascondersi dietro un colpevole “non si può fare” o in un ancor più ipocrita “lo Stato non ce lo lascerà fare”. A dirla tutta il risultato ottenuto della Sicilia è una vera sferzata per noi sardi perché il patto siglato con lo Stato dice esplicitamente che l’incameramento della ricchezza prodotta in Sicilia da imprese con sede legale fuori dall’isola non si applica se queste hanno sede in Sardegna (così come nelle altre Regioni/Province autonome) perché si presuppone che la Sardegna faccia la stessa cosa, ovvero attivi la sua Agenzia, riscuota le sue somme, attivi gli stessi meccanismi statutari di difesa della sua ricchezza!

Vogliamo dunque ancora latitare e affondare fra soldi non resi o non spendibili? L’Agenzia Sarda delle Entrate è la prima cosa da fare. E va saputa fare bene. Perché da essa dipende non solo il recupero di una somma talmente grande di soldi da poter cambiare radicalmente il volto della Sardegna futura ma anche un radicale cambio di mentalità, una svolta verso un agire sovrano che è al contempo una presa di responsabilità verso se stessi, la propria terra, il nostro avvenire.

Per questo, l’applicazione della legge per l’Agenzia Sarda delle Entrate richiede la presenza in consiglio regionale e nel prossimo governo della Sardegna dei rappresentanti del Partito dei Sardi. L’effettiva, immediata, corretta costruzione dell’Agenzia Sarda delle Entrate è troppo importante e delicata per essere delegata ad altri. Come dimostra il fatto che la legge del Fiocco Verde per la costituzione dell’Agenzia Sarda delle Entrate, che prevede esattamente questo tipo di poteri, giace in consiglio regionale dal giugno 2012, ignorata dal governo Cappellacci che però nel mentre piange e protesta per la mancata restituzione – anche per questo anno – di quasi un miliardo e mezzo di euro da parte dello Stato.

Per il Partito dei Sardi è ora che la politica sarda esca dalle furbizie, dalle demagogie, dalle paure. È tempo di assumersi pienamente la responsabilità di gestire la nostra vita, e dunque le nostre risorse.

Per il Partito dei Sardi la stessa bontà e forza di una coalizione di governo si vedrà dai contenuti e dalle soluzioni che vorrà mettere in campo per i sardi e per la Sardegna. Per questo noi vogliamo una coalizione che non solo sappia rilanciare ma soprattutto e finalmente risolvere la vertenza entrate. In tal senso siamo ben consci di quanto questo tema sia penetrato in profondità nella mentalità e nei programmi della maggioranza dei partiti della coalizione di centrosinistra. Ma sappiamo anche che senza una forte presenza del Partito dei Sardi queste azioni concrete rischiano di restare incompiute o di passare in secondo piano. Una coalizione per una Sardegna democratica e sovrana deve dunque mettere al centro della propria azione la costituzione dell’Agenzia Sarda delle Entrate, il recupero di quei soldi dei sardi che di anno in anno lo Stato trattiene indebitamente, l’incameramento di quella parte di ricchezza che imprese operanti in Sardegna – a volte con pesanti impatto ambientale – portano ingiustamente via dalla nostra terra.

Siamo convinti che Francesco Pigliaru, in quanto candidato presidente, ma ancor più in quanto espressione della sintesi fra le forze del centrosinistra sardo e di coloro che si battono per la sovranità e l’indipendenza della Sardegna, possa e voglia farsi carico di questo gesto epocale.

Fu lui stesso infatti, durante la vertenza entrate aperta dalla Giunta Soru, a promuovere quell’embrionale ed importante esperimento che fu l’ARASE e ancor più a rimodulare il calcolo della ricchezza spettante alla Sardegna non sulla base del riscosso ma del generato, proprio ciò che oggi la Regione Autonoma della Sicilia sta concretizzando. È tempo dunque anche per noi di concretizzare. Non ci serve né l’astruso né il probabile, né l’impossibile né il possibile,ci serve il concreto e il reale. Ci serve agire da Stato, ci serve fare lo Stato. Il Partito dei Sardi di certo lo farà.

Franciscu Sedda

Tags:

Invia un commento