Il fatto è il seguente: negli anni passati, Abbanoa aveva ottenuto un finanziamento di 240 milioni e rotti di euro dalla Banca Europea degli Investimenti. Erano le risorse per realizzare gli investimenti di cui le infrastrutture di Abbanoa abbisognano.
Questi denari erano nei conti correnti di Abbanoa, come è normale che sia per capitali vincolati nella destinazione e da usare secondo la tempistica degli appalti.
Abbanoa adesso ha deciso di usare questi denari erogati per gli investimenti per un’operazione finanziaria: ha affidato i 200 milioni di euro a banca Credem che ha emesso bond per pari importo, garantendo ad Abbanoa un rendimento. L’operazione dovrebbe essere stata questa o simile a questa. Se è questa, i soldi degli investimenti Abbanoa sono vincolati almeno fino al 2032, con buona pace del rinnovamento degli impianti.
Cominciamo con le domande.
Perché e con quale procedura è stata scelta Banca Credem?
Una cosa è certa: non vi è stata alcuna gara.
Un’altra cosa certa: la Credem ci ha guadagnato e tanto.
Quale differenza c’è tra questa operazione e altre del passato che videro amministratori pubblici affidare soldi pubblici a promotori finanziari?
Altre domande.
Quali atti istruttori interni hanno avvalorato la sostenibilità finanziaria e patrimoniale dell’operazione? A cercare e a leggere gli atti, non ve n’è alcuno (a meno che non siano secretati). L’operazione è stata calibrata su scenari reali asseverati da chi?
Non risulta che, come si faceva un tempo, sia stata incaricata alcuna società qualificata di certificazione (il prestito, per esempio, ottenuto nel 2015 dall’Arera – 90 milioni di euro – aveva alle spalle le analisi dell’advisor Deloitte), per cui l’operazione sembra, alla luce degli atti attingibili, priva di qualsiasi processo di validazione e asseverazione.
Non basta.
Abbanoa è una società in house e come tale è sottoposta al controllo analogo da parte, appunto, della Commissione del controllo analogo.
Non vi è alcuna delibera della Commissione del controllo analogo che esamini e autorizzi questa operazione.
Operazioni di questa rilevanza non possono essere decise, in una società interamente pubblica, solo dal Cda.
Infine, due questioni politiche.
La prima: Abbanoa si è riempita la bocca per mesi di voler fare gli investimenti e adesso usa i soldi degli investimenti per speculazioni finanziarie. Si dovrebbe concludere che preferisce fare cassa piuttosto che realizzare gli investimenti. Se questa è la nuova politica, potrei dire che è peggiore della vecchia, contro la quale in tanti ci siamo battuti. Nessuno, negli anni passati, soprattutto dopo il caso Fideuram, avrebbe mai fatto un’operazione così spregiudicata e così discutibile (per non dire altro) sul piano della legittimità. Oggi, con le spalle copertissime in campo giudiziario, tutto viene ritenuto possibile, ma mi pare che questa azione metta in imbarazzo anche i più indulgenti dei simpatizzanti del nuovo corso.
La seconda: la scelta di Credem non è aziendale, non è tecnica, perché non è avvenuta con una gara, è politica, è come un affidamento diretto di 250 milioni di euro voluto dalla politica. Chi ha suggerito e voluto questa scelta in questo modo? Pare che dentro il Cda non fossero tutti propriamente d’accordo. Il dissenso, però, piuttosto che assolvere, riduce gli spazi delle scelte inconsapevoli, cioè riduce gli spazi dell’innocenza.
Pare che di tutte queste cose tratti la lettera del membro del collegio sindacale dimissionario, premiato con un posto al Coran.
Bel clima, non c’è che dire.
Nel Campo Largo all’etica è preferita la cotica, ormai è chiaro.

come la G.d.F. non fa niente? assolutamente, in questo periodo di crisi del costo del carburante a seguito dei prezzi elevati, un mio amico ha messo gasolio agricolo sul fuoristrada è stato fermato dai militari ed è stato sanzionato alla grande, quindi..il corpo della Guardia di finanza c’è ed è efficiente… occuparsi di Abbanoa noooooo….
Sono d’accordo
Leggo sempre questo spazio libero, anche se talvolta non condivido i ragionamenti del Professore. Però rilevo sempre più spesso nei commenti (ripeto: nei commenti) un richiamo alla magistratura e alle manette di Beppegrilliana memoria. Non mi piace: le banalità anti-sistema hanno causato proprio la Todde e la sua corte di incompetenti.
sarebbe bello intervistare il membro del collegio sindacale dimissionario, premiato con un posto al Coran. Solinas è h processo per molto meno, speriamo che in Piazza Repubblica e via Vittorio Angius si sveglino e vadano a vedere cosa sta succedendo
… quando l’ombrello non veniva aperto al chiuso di certi palazzi …..
https://www.google.com/amp/s/www.unionesarda.it/news-sardegna/caso-ranno-dieci-condanneotto-anni-a-pirastu-e-carboni-gwlxrkga%3famp=1
C’è qualcosa che non capisco: il comunicato stampa di credemholding è datato 14 maggio 2025, e si riferisce all’emissione dei 200 milioni “a valere sul Programma EMTN, approvato in data 15 luglio 2024 e recentemente oggetto di supplemento in data 12 maggio 2025”.
Mi sembrano date vecchiotte, soprattutto considerando che nel frattempo si è sviluppata la faccenduola dei 200 milioni restituiti alla Regione Sardegna.
In pratica si direbbe che Abbanoa scoppi di quattrini milionari, visto che ne avrebbe vincolati 200 con questo affidamento a credem (che non credo giochi a perdere) e ne ha restituito 200 a mamma regione (con altri 40 di interessi).
Ricorda un tantino la parabola dei talenti…
P.S.: chi si aspetta iniziative della magistratura può starsene tranquillo: con l’ultima uscita ha definitivamente certificato che si possono commettere reati (sanzionati con 40000 euro di multa, ma tanto verranno levati pure quelli) ma si possono evitare le conseguenze previste dalla legge. Sempre che si tratti di amici, of course.
Buongiorno professore, ma mi chiedo io da normale cittadino, dov’è finita la corte dei conti? Chi amministra soldi pubblici, non essendo appalti sotto soglia, non puo dare convenzioni senza gare e bandi? Ma ciò che maggiormente preoccupa dal suo riassunto, il CDA che azione ha intrapreso in contrasto a simili operazioni? Ci saranno dei verbali o atti in merito che qualcuno ha firmato?
Quando fui revisore dei conti regionale dell’Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia (U.N.P.L.I) di fronte al bilancio della Pro Loco provinciale ogliastrina clamorosamente irregolare, al cospetto del commissario dell’assessorato al turismo, scrissi a caratteri cubitali “117” su un foglio. Ovviamente il bilancio fu bocciato, il presidente dovette restituire il maltolto e fu rimosso a “son’e corroso”.
Il 117 era il numero della Guardia di Finanza al quale comunicare le malefatte finanziarie.
Oggi non esiste più? Cosa fa la G.D.F., dorme?
Un’operazione come questa normalmente avrebbe visto gli uffici di Abbanoa e CREDEM invasi dalla GDF per sequestrare carte e mandare tutto ad un PM, possibile che questi abbiano la faccia come il culo e la certezza di restare impuniti? È davvero così corrotta la macchina giudiziaria?