Due parole a Colli

2 giugno 2011 11:0531 commentiViews: 29

245Mentre ero fuori per ragioni familiari, è scoppiato un putiferio. La Nuova ha ripreso il mio post su elezioni e sviluppo e oggi Giovanni Colli comunica che io parlo a titolo personale. Verissimo: ho sempre parlato a titolo personale, assumendomi la responsabilità di ciò che dico. Pertanto ribadisco che la Sardegna è in una situazione gravissima e che bisogna assumere decisioni profonde e difficili per le quali, secondo me, servono larghe intese, come servono larghe intese per fare l’Assemblea costituente. Mi spiace però una cosa: neanche una parola del segretario sui problemi che pongo, che sono per me angoscianti: le tasse con cui il governo Berlusconi ci sta ammazzando; il debito di Abbanoa che rischia di far fallire il sistema delle imprese in Sardegna; la voragine della sanità; l’urgenza di aumentare il Pil e di non consumare risorse nelle spese correnti; il disastro della scuola; il grave pericolo del federalismo fiscale; la drammatica situazione del mondo pastorale e della trasformazione del latte. Resta un fatto: io non ho mai fatto una dichiarazione contro il mio segretario. Lui sì contro di me, non sul merito di ciò che dico, ma sull’interpretazione giornalistica delle mie riflessioni, in un momento in cui tutti si interrogano sul significato delle elezioni.  Le mie riflessioni danneggiavano il Psd’az? Certamente no. Mi basta questa certezza per avere la coscienza a posto, oltre che per il fatto di aver contribuito con un certo consenso alla consistenza attuale del Partito. Infine: se il segretario ha bisogno per ragioni sue di avere un competitor interno, magari sul tema delle alleanze a destra o a sinistra, cioè sul più stupido dei temi per un sardista, io non sono disponibile. Non ne ho voglia. Se ha nostalgia delle guerre interne, cerchi altri, io non sono disponibile alla correntizzazione del partito che è esattamente ciò che auspicano alcuni settori del Pdl.  Sulla Giunta: io non ho mai posto, né intendo porlo, un problema di Giunta: su questo tema per me guida il capogruppo. Colli se la veda con lui. L’unica preoccupazione che ho (e che purtroppo non riesco a  comunicare) è che vorrei evitare che la crisi sociale crei un clima da insurrezione, come avverrà, per esempio, a giugno quando la crisi del mondo pastorale tornerà ad acuirsi. E vorrei evitarlo perché una Sardegna frantumata socialmente non sarà mai lo Stato che io vorrei far nascere. Quando Colli capirà questo, forse capirà che la politica è prima di tutto risolvere problemi, non nasconderli a se stessi e agli altri.

31 Commenti

  • Ho fatto un giro nei paesi del Goceano, parlando con la gente ho avvertito in loro un senso di sconforto e di solitudine; terre abbandonate, ancora resistono pochi pastori senza ricambio generazionale, agricoltura morta, artigianato con qualche sussulto, unica realta’produttiva la cooperativa casearia “sa costera”, quanto resistera’ ancora? altra realta’ importante l’ente foreste che ancora, resistendo, riesce a frenare l’emigrazione in massa dei giovani. Le case dei paesi del Goceano sono al 60% disabitate; sarebbe bello vedere quando i proprietari di queste abitazioni ‘ vuote da anni, chiederanno di non pagare piu’ la tassa dei rifiuti e chiederanno che a questa spesa faccia fronte la regione colpevole di non aver saputo creare un piano di sviluppo per le zone interne. Ho parlato a lungo con molti sardisti del goceano, non condividono l’inerzia del partito che li rappresenta il psd’az; tutti dicono che si deve liberare le mani e agire nell’interesse dei sardi, molti sono d’accordo affinché ci sia l’unione di tutte le forze sardiste e nazionalitarie, chissa?

  • Salvatore C

    Egregio Prof, se avevi bisogno di attestati di stima e di solidarietà, eccoti accontentato!
    Gli interventi che precedono il mio sono più che eloquenti.
    Ho sempre apprezzato gli interventi di Giovanni, mi piace il modo pacato con cui espone i problemi.
    Mi pare che davanti ad una domanda provocatoria non potesse rispondere diversamente da quello che ha detto: il giornalista della Nuova era pronto ad inzuppare il biscotto, ma è rimasto a bocca asciutta!
    Sei angosciato dai problemi che poni, oltre che da quelli familiari, e sicuramente l’angoscia e l’ansia nella quale vivi in questo periodo particolare della tua vita ti hanno fatto vedere le cose in modo diverso da quello che sono: quello che tu chiami putiferio, altro non è che una tempesta in un bicchiere d’acqua.
    Direi che Nino ha sintetizzato perfettamente la situazione.
    Potremmo anche dire con Shakespeare “tanto rumore per nulla”.
    Ma questo nulla toglie al tuo sentire ed alla gravità dei problemi che poni, e che Giovanni con la sua risposta pacata ha dimostrato di condividere, e non era, credimi, una dichiarazione contro di te, ma una dichiarazione che secondo me diceva “quando parlerà il partito, vi accorgerete di cosa siamo capaci di fare totus paris”.
    Altro che competitor o correnti o guerre interne.
    Condivido la preoccupazione per il clima da insurrezione che la crisi sociale sta creando, ed in questo momento il partito deve avere i nervi saldi e stare unito.
    Certamente il popolo sardista ha necessità di esprimersi e di manifestare anche al di fuori di questo tuo blog, che meno male che c’è, e questo lo scrivo da diverso tempo, stiamo solamente aspettando lo squillo di tromba per radunarci attorno al condottiero.
    Quando arriverà il momento, e mi auguro molto presto, certo non mi fermerò come i pazienti di Michelino.
    Sempre di più FORZA PARIS

  • Toni Carta

    Ho l’impressione che molti che si credono sardi e che dicono di amare la Sardegna hanno qualche altro obbiettivo. Il potere è un’arma pericolosa che se non si sà gestire può portare a gravi conseguenze. Rispettare le regole che esistono (e se non piacciono si deve lottare per cambiarle) è ABC della convivenza in un partito democratico come il nostro. Ogni scritto può dire la sua, può eleborare tesi e prospettive, a titolo personale, ma quando all’esterno si fanno riferimento politico alle tesi personali, il segretario ha l’obbligo di affermare qual’è la regola che lo Statuto prevede. Un blog è pubblico e quindi i contenuti sono alla portata di tutti . Quando si parla di partito le discussione avvengono nelle sedi opportune e le idee, le proposte e i confronti devono avvenire nei giusti luoghi per potersi confrontare e arricchirsi di contenuti e proposte. Una sola riflessione anche se è autorevole non certifica la linea del partito. Bene a fatto Giovanni Colli a fare la dichiarazione alla stampa, dato che molti personaggi di vari partiti hanno chiesto qual’era la linea ufficiale.
    Pensare che rimanere piccolo è bello e che molti dirigenti lavorino per restare tali, mi sembra una forzatura. Fra qualche settimana avremmo il onsiglio Nazionale è in quella sede se ne discuterà.
    Tanti Saluti
    Toni

  • Un partito dell’indipendenza (che poi non sarebbe ALTRO CHE QUELLO DELLA MENO DIPENDENZA E PIù SOVRANITA’) dovrebbe avere un progetto di sviluppo che comprenda: cosa fare della pubblica istruzione ( dico pubblica) dalle scuole materne; cosa fare per l’agricoltura e pastorizia; cosa fare per la mobilità garantita dei sardi; cosa fare per l’idustria ( un popoloi senza industria non può esistere); quale tipo di servizio sanitario e assistenziale; cosa fare del nostro territorio e paesaggio; cosa fare dell’ambiente (unica nostra risorsa vera da migliaia di anni) cosa fare della nostra identità e cultura; insomma bisogna scrivere tutto e poi andare dai sardi per chiedere il consenso. QESTA è INDIPENDENZA! ma non sarà cosi, altri metteranno il quesito delle alleanze, DESTRA E SINISTRA, e diventerà il già visto. la nostra indipendenza va scritta prima (1000, 2000 pagine non importa quanto, ma va scritta) non una paginetta di programma che niente dice e tutti accettano! No bisogna fare altro! altrimenti vince quello del partito piccolo, tanto lo gestisco io!
    fortza paris

  • Antonello Loriga

    In premessa devo subito dire che ho profonda stima e rispetto sia per Paolo che per Giovanni ed entrambi, secondo me, stanno interpretando im modo egregio il ruolo che attualmente occupano e le loro dichiarazioni lo dimostrano in modo eclatante : paolo, da consigliere regionale e presidente della commissione bilancio denuncia una grave situazione ed individua la soluzione attraverso la via politico programmatica delle larghe intese, giovanni, da segretario di partito, dopo la catastrofe elettorale del centrodestra tenta di salvare il salvabile, esalta l’azione sardista di governo e la fedeltà nel rispettare l’ accordo programmatico, il raggiungimento di alcuni punti programmatici e l’aumento dei consensi.
    Polemizzare sul fatto che Giovanni abbia dichiarato che “la linea politica è di competenza degli organismi di partito” e che le dichiarazioni dell’Onorevole Maninchedda sono una “posizione personale” è profondamente sbagliato.
    Però Paolo ha ragione.
    È da qualche tempo che l’interesse per il Partito Sardo d’Azione è ovunque cresciuto ed il motivo è che il nostro partito è l’antidoto contro i fast food della politica; risponde al bisogno di capire e di ragionare conseguente al tramonto delle ideologie che hanno dominato il panorama politico del novecento; pone interrogazioni sul destino di ciascuno di fronte al profilarsi di un avvenire che appare più insicuro; sostituisce argomenti, colma lacune provocate dal dissesto delle istituzioni.
    Ma siamo noi capaci di proporci realmente come timonieri dello “Stato che io vorrei” (come lo chiama Paolo) e soddisfare una diffusa fame di senso, di esigenza di capire ed orientarsi in maniera meditata e coerente nell’orizzonte del mondo del popolo sardo?
    Se abbiamo questa presunzione (è inutile desrivere le attuali condizioni di stato del partito, dalle federazioni all’assoluta mancanza di comunicazione, forse non è un caso che siamo sul sito di Sardegna e Liberta), dobbiamo fare subito un CONGRESSO STRAORDINARIO.
    Verifichiamo e battezziamo, come dice Giovanni attraverso le competenze degli organismi di partito, la linea politica proposta da Paolo che, dal mio modestissimo punto di vista, è l’unica strada percorribile per ricoprire il ruolo che il Partito Sardo d’Azione meriterebbe.
    Fortza Paris
    Antonello Loriga

  • Giovanni Porcu

    Sono stato fino all’ultimo tentato di non intervenire su questo tema. E non vi sarà difficile capirne le motivazioni. Ma non ho resistito . Perchè memore di un mio precedente intervento nel quale accostavo ( un pò provocatoriamente devo ametterlo e , naturalmente, con le debite proprozioni e distinguo ) la similitudine tra l’azione di Paolo e la tragica esperienza di Giovanni Falcone oggi ho conferma del tentativo di zittire l’unica voce libera e forte che si leva in nome del Psdaz a denunciare lo sfascio sociale ed economico della Sardegna. Interpreto ed assimilo il laconico comunicato stampa del Segretario Nazionale come l’ordine dato ai piciotti per collocare la bomba sotto il cavalcavia di Capaci. Il messaggio è chiaramente rivolto agli amici( alleati) da tranquillizzare affinchè sappiano chi comanda nel Psdaz. E la campagna per isolare le voci fuori dal coro è ufficialmente iniziata. Mi auguro solo che nasca – come la Primavera di Palermo – unu Veranu Sardu – e che la mia sia solo l’interpretazione un pò pessimistica di un vecchio militante che troppe volte ha assistito ad azioni di killeraggio. E che di tutto ciò è stanco. Perchè abbiamo bisogno di un partito forte ed unito anche nella diversità delle posizioni che ne sono la vera richezza. Ma se sfortunatamente avessi ragione prepariamoci a resistere perchè la Sardegna e il Popolo Sardo hanno bisogno di noi

  • Vi racconto una storiella: Due pazienti ricoverati in una clinica psichiatrica decidono di scappare, per ottenere la libertà devono scavalcare 100 cancelli, decidono allora di fuggire la sera all’imbrunire. Saltano 1, 10, 30, 60, 80, 90 cancelli, si fermano al NOVANTANOVESIMO cancello, si fermano esausti,uno dice all’altro:
    CAVOLO è BUIO! E SONO ANCHE STANCO! TORNIAMO INDIETRO RITENTIAMO DOMANI, l’altro risponde: hai ragione torniamo indietro.

    A volte mi chiedo se nel nostro Partito ci sia la volontà di far crescere, di far conoscere agli altri le nostre idee, i nostri progetti, o se si voglia rallentare,anzi impedire la crescita, altrimenti facciamo la fine dei 2 pazienti, manca solo un cancello per arrivare alla libertà, ma da buoni masochisti si preferisce tornare indietro e risaltare altri 99 cancelli.

    Io stò con Paolo!

    Michelino Pinna

  • Quinto moro

    Caro Paolo, l’avevo previsto! Stai diventando scomodo ai “padroni del vapore”.Però e questa la strada da seguire. Occorre ridisegnare, anche con la fantasia, nuovi scenari di vita associata coinvolgendo tutti i cittadini, nessuno escluso, e mettendo in campo forze e disponibilità concrete non più tolleranti delle occupazioni abusive e delle prevaricazioni del potere. Per fare ciò bisogna eliminare dalla vita pubblica i “professionisti” della politica. Per attuare tutto ciò, però, occorre che un pò tutti si esca dalla propria nicchia di sopravvivenza e si ripensi alla politica come nuova forma d’impegno, sia pure a tempo parziale, per rendere dura la vita di coloro che stanno vivendo dalla politica e facilitare coloro che intendono vivere per la politica. Probabilmente non ci avevamo pensato prima. Ora occorre farlo!
    FORZA PAOLO! SON SICURO CHE SAREMO TANTI A SEGUIRTI SU QUESTA NUOVA STRADA.

  • Finalmente uno che ha il coraggio di criticare l’operato del propprio partito e della coalizione di cui fa parte. finora noto che i punti programmatici posti come condizione dal partito sardo d’azione per entrare nella coalizione di centrodestra non sono stati nemmeno sfiorati; a questo punto mi pongo una domanda: se non per i sardi o la causa sardista quali altri motivi motivi trattengono ancora i sardisti in giunta? forse l’opinione dei sardisti non interessa al segretario e tantomeno al presidente, visto che l’ultimo non si sottoppone direttamente al giudizio del voto dei sardisti, l’ultimo tentativo ridicolo l’ha fatto al comune di sassari e tutti abbiamo visto com’e’ andata; forse il risultato interessava poco ma forse piu’ interessava la promessa strappata agli alleati (forse una candidatura al senato). Oggi noto che l’unica voce di critica viene da Paolo Maninchedda; pero’ bisogna agire uscendo allo scoperto e azzerando l’attuale dirigenza che nei fatti non viene letta come dirigenza di un partito nazionalitario. È intollerabile stare insieme a parlamentari che mai hanno accennato a una ribellione nei confronti di un governo nazionale nonostante gli scippi continui alla sardegna; questi evidentemente rappresentano solo se stessi e i propri interessi. Un partito sardo al 4% ha poco peso, poi se non attira le nuove generazioni non ha nessuna valenza.

  • Angelo Piras

    Sono certo che Giovanni abbia scivolato in una buccia di banana e le cose si chiariranno presto. Paolo è per noi sardisti un faro di luce e speranza e Giovanni questo lo ha sicuramente capito. Comportamenti contrari sono perdenti e pericolosi.

  • Pauleddu
    grande anche tu, incoraggiamo Paolo, bisogna progettare il futuro per la sardegna e dobbiamo farlo noi sardi non aspettare che ci cali sempre dall’alto.
    Hai centrato il bersaglio il partito a qualcuno piace piccolo, perchè dammi una risposta.

  • Franco Cappai

    Auspico che sabato 11 giugno a Tramatza, durante il Consiglio Regionale del partito ci siano chiarimenti in merito alla questione “a titolo personale”.
    Credo che ci riguardi tutti e molto da vicino, come iscritto avrei piacere ci fossero delucidazioni, per credere ancora che il nostro partito così come spesso affermato è un partito libero, quindi non di destra e nemmeno di sinistra, noi siamo il Partito Sardo D’Azione e nient’altro!
    Fortza Paris
    Franco Cappai Borore

  • On.le Maninchedda
    se ne freghi delle critiche del suo segretario e continui a battersi sulle cose da fare per il popolo Sardo.
    Fra le tante da lei citate aggiungerei le infrastrutture che il governo nazionale ci deve; la strada Sassari-Olbia-Santa Teresa, ed il completamento dei lavori ex G8 (svincoli aeroporto di Olbia, e porto commerciale di La Maddalena).
    Inoltre la via del terzo polo indicata dal sig. Stefano De Candia mi sembra molto interessante.

  • Colli ha dimostrato di essere nervoso e temere per la sua leadership.
    Probabilmente in seno al PSdAz non si gradisce che vi sia qualcuno che non vive solo nel ricordo di Bellieni, ma ha da dire la sua in modo autonomo ed esperto.
    Peccato: l’opinione pubblica ormai considera il PSd’Az un semplice pollaio.

  • Corrado Serra

    Vedi Ruggeri, penso proprio che le persone come te riporteranno il partito a discutere molto negli organi di partito e a raccogliere pochissimi voti. Ma ti guardi intorno? Ma non vedi che tutti i partiti costruiscono nella pubblica opinione la loro posizione politica? Ma ti pare che quando parla D’Alema o Veltroni da un lato, e dall’altro Tremonti o Scaiola, ci sia il segretario che si alzi a precisare: “Parlate a titolo personale”? Ma dove vivi? Ma tu pensi davvero che ancora si possano definire le linee in ristretti ambiti di partito e poi scodellarle alla società? Ma guarda i risultati: a Cagliari il Psd’az ha preso nella lista della città poco più di quello che la lista civica di Angelo Carta ha preso da sola a Dorgali? A Cagliari ci sono solo 100 voti in testa sul simbolo. Ti rendi conto dove portano le tue burocrazie? A Cagliari il partito è inesistente, e se rompete molto le scatole a Maninchedda, perdete anche i consensi suoi personali che vi hanno tenuto in vita, perché senza di lui, come senza Paolo Dessì nel Sulcis e Christian Solinas a Cagliari, il partito è a percentuali ridicole. Vi siete fatti scippare il tema del nucleare da Cappellacci; strisciate ai piedi del Pdl che vi ha votato contro in Aula sulla flotta sarda (ma il vostro segretario non lo sa); il vostro segretario tace sulla cricca che è stretta intorno al presidente Cappelalcci che sta finendo dentro diverse inchieste. Continuate così, rompete i coglioni all’unico di voi che ha una linea politica, suicidatevi!

  • Firmos, dimoniu! Torrae a domo.

  • in questo partito non riesco più a decifrare i segnali, caro Giovanni spiegaci qual’è la neccessità di rivolgersi alla stampa per dire a Paolo che parla a titolo personale, chi volevi diffendere dalle offese di Paolo? Ma se fra qualche giorno c’è il consiglio nazionale, perchè non aspettare e chiarire tutto in casa. Forse sarò logorroico, ma perchè non riprendere, come si faceva una volta nel NOSTRO partito, di metterci al corrente su tutto ciò che succede a tutti i livelli, dettagli e risvolti, si da potersi fare un’opinione, e di conseguenza potersi confrontare da sardisti con la gente e con le altre forze politiche. sempre FORTZA PARIS

  • Non ho letto l’articolo sulla nuova, la compro soltanto in inverno perche é è ottima per accendere il fuoco, comunque leggero’ l’articolo per farmi un idea di cosa sta succedendo ai vertici del partito. Nel frattempo voglio fare una considerazione. Penso che il confronto e la dialettica siano indispensabili per far crescere le idee e, a parte il necessario chiarimento tra gli interessati che dovrebbe avvenire in una sede riservata, spero che sugli argomenti proposti si svolga un dibattito pubblico, anche nella rete, al quale dovrebbero partecipare tutti dal vertice alla base.

  • A Gianni Ruggieri.
    Sono d’accordo sulla tua prima affermazione e auspico un sollecito adempimento di quel “prestissimo”.
    Non sono d’accordo sul resto. L’amplificazione mediatica, mai favorevole al Partito Sardo, l’ha creata chi ha spostato il dibattito da un blob personale ai quotidiani.
    Riprendiamo a parlare di POLITICA.
    A Giovanni Colli, un amichevole consiglio: il capo deve cercare sempre di unire, non di disgregare.

  • Non ho letto la nuova, la compro solo durante l’inverno, perche’ e’ ottima per accendere il fuoco. Cmq domani leggero’ l’articolo per cercare di capire cosa sta succedendo ai vertici del partito e nel frattempo faccio una sola considerazione a caldo. Credo che il confronto e la dialettica siano importanti per far crescere le idee e auguro che, a parte i chiarimenti personali tra gli interessati, che non dovrebbero essere oggetto di discussione pubblica, si possa aprire un dibattito ampio , sui temi sollevati, al quale dovrebbero partecipare tutti dal vertice alla base.

  • AC Macomer

    Caro Paolo, sono iscritto al Psd’az da molto più tempo di te, ne ho visto di cotte e di crude e non mi meraviglio più di niente.
    È molto probabile che qualcuno si sia finalmente reso conto (era ora) che una delle poche voci propositive del nostro partito sia la tua (dire l’unica voce potrebbe offendere qualcuno) e pertanto deve farsi sentire in qualche modo. Non prendertela più di tanto e vai avanti così.
    Dato che ci sono anche due parole al segretario:
    Caro Giovanni, perchè dici che Maninchedda parla solo a titolo personale? Sei sicuro che la base sardista non la pensi proprio come lui? Io credo che qualche dubbio te lo dovresti porre.
    Dimmi se a parte quello che dice Paolo,ci sono altre voci credibili del nostro partito o perlomeno se noi comuni iscritti e praticanti sentiamo qualcosaltro di serio.
    Se non fosse per quello che cogliamo da questo sito o da rari articoli giornalistici riferiti a Paolo o a Giacomo Sanna la voce del partito sarebbe inesistente.Evitiamo certe posizioni e cerchiamo di non dare all’esterno la sensazione di un partito spaccato che è quello che vorrebbero tutti gli altri e che certamente non ci auguriamo noi sardisti.
    Riflettiamo tutti un pò di più.
    FORTZA PARIS

  • Caro on.le, è un film già visto: Tu ti batti per far crescere il Partito,farlo diventare da partito grande (per storia e per tante altre motivazioni….) a Grande Partito altri si muovono perchè resti piccolo. Si piccolo! perchè piccolo si può gestire in pocchi, o da solo. Che dire di un segretario che non dice niente sui gravi problemi di questo Popolo. Aspetta che altri (uno!!) parli(no) per fare l’eco dell’uno. Oggi il PSD’Az è al bivio, deve fare scelte, non di alleanze elettorali, ma strategiche per il suo futuro. Fare il PROGETTO!! DI SVILUPPO, DI AUTOGOVERNO, DI SOVRANITA’ E DI INDIPENDENZA. TU ci provi a proppore nuove idee, a trovare nuovi consensi, ed altri stanno pensando al poco. Sono … quello che sono.
    Non fatti mettere il silenzio! loro non parlano e non vogliono che nessuno parli!!.
    Forza non dargliela vinta.
    saluti.

  • Gianni Ruggeri

    In un Partito democratico, com’é questo da 90 anni, la linea politica non la fa né il Segretario, nè un Consigliere, ma il Congresso ed il Consiglio nazionale. E così faremo prestissimo. Ottimo il dibattito preliminare; ma autorevoli anticipazioni, mediaticamente amplificate, del tipo prodotto, non possono che costituire (autorevoli) posizioni personali. Nella contingenza, le parole pesano; quanto sentirmi definire gerarca da un iscritto. Lo invito ad impegnarsi come tutti, ad avere fiducia o costruire alternative, e come tutti comprendere il modo e il vantaggio di stare uniti.

  • Piero Atzori

    Mi pare che ci sia estremo bisogno di pareri personali qualificati ed espressi con senso di responsabilità. Guai se non ci fossero. Verrebbe meno la ragione stessa di far politica. A governare basterebbero gli affiliati di una qualche loggia massonica o un gruppo di vecchi volponi. La Sardegna ha bisogno di una riflessione ampia e senza steccati che l’aiuti a orientarsi per il futuro.

  • Caro Paolo
    inutile dire che sono d’accordo con te, il distinguo del segretario dal tuo intervento purtroppo è la fotografia attuale del nostro partito sempre nelle solite logiche di potere( tra l’altro raccogliamo solo briciole).
    Non vedo al nostro interno la voglia di crescere, prima pensavo non si riuscisse a comunicare con la gente, ora mi rendo conto che è una volontà ben precisa dei nostri gerarchi, il tuo dire e il tuo fare li mette in crisi perché tu le cose le dici piacciano o non piacciano, ho sempre condiviso il tuo criticare e allo stesso tempo proporre soluzioni, (messa in sicurezza la situazione sociale e poi intervenire per rilanciare le imprese sarde che stanno sprofondando).
    Sono entrato nel partito ed ho convinto altri amici con la speranza che uno come paolo manichedda finalmente portasse all’interno quel cambiamento che tutti i sardi auspichiamo, insisti pensa al partito pensa a quanti condividono le tue idee che ti seguiranno nelle tue battaglie, amplia il tuo raggio d’azione anche nelle altre provincie.

  • Antonello M

    Paolo ormai le tue manifestazioni di coraggio non sono fatti isolati. Visito quotidianamente il tuo sito sicuro di trovarvi sempre qualcosa d’interessante. In un sistema politico vetusto imprigionato da schemi ritenuti invalicabili trovare uomini liberi, e sempre cosa piacevole quanto rara. Premetto che non ti ho mai votato ma per chi è attento alle vicissitudini del mondo indipendentista, sei comunque un punto di riferimento e una colonna portante su cui poggiare le nostre speranze convergenti future, guardando con ottimismo quel giorno che ci troverà in unico contenitore a camminare a “manu tenta”. Le persone intelligenti fanno sempre troppa ombra e vengono immancabilmente attaccate. Penso pure che il PsdAz su cui comunque conto per la vittoria finale non ti meriti. Cun amistade HOMBRE LIVRE.

  • Michele Podda

    Senza dubbio il problema delle alleanze è attuale e impellente; tuttavia non dovrebbe costituire motivo di scontro, ma semplicemente di dibattito, visto che “geneticamente” costituisce un tema obbligato per il Psdaz, date le sue dimensioni e dati gli obiettivi che si pone (l’unità della maggioranza dei sardi).
    Tempo al tempo quindi. Al momento siamo alleati col vituperato centrodestra, e ci impegnamo per lavorare bene lì, con loro, che non hanno tutti la faccia col lato B. Quando sarà il momento si farà pressione, si punteranno i piedi, si farà la voce grossa.
    Tutte le mosse però, in ogni caso, bisogna farle insieme, a ragion veduta, con cadenze condivise. Ca si andamus cadiunu a contu suo, non mancat chi abbarremus ne untos e nen tepenaos.
    Fortza paris, abiat nau cuddu!

  • Stefano De Candia

    Paolo
    Giovanni Colli altro non ha fatto che precisare che le tue parole erano a titolo personale perchè se andassimo domani ad elezioni regionali il cdx perderebbe a mani basse e dei nostri attuali 5 consiglieri forse solo tu e Cristian Solinas verreste rieletti con buona certezza, mentre dei restanti 3 solo Paolo Dessì avrebbe qualche vaga speranza gli altri 2 sicuramente sarebbero tagliati fuori per diversi motivi ma sicuramente Giacomo Sanna ha dimostrato di non aver più l’appeal per prendere i voti e Efisio Planetta ha ricevuto un numero di voti troppo basso per sperare in una futura elezione.
    In una situazione come questa ci si affretta a non creare polemiche con chi nel bene o nel male comunque garantisce il lauto stipendio e le probende connesse da consigliere regionale…
    Cappellacci e la sua giunta si sono rivelati davvero poca cosa e a poco serve che nel grigiore generale i nostri assessori abbiamo avuto toni di grigio più acceso, l’esperienza è stata finora solennemente negativa e dobbiamo riconoscerlo come ce lo hanno indicato chiaramente gli elettori.
    Trovo che rispolverare il vecchio terzo polo dei sardi, quindi con chi ci stà a cominciare dai Riformatori e dai moderati veri del Pd e del Pdl per continuare con l’Udc e Fli…, sia una buona strategia che ha senso portare avanti da adesso e non a ridosso delle prossime elezioni, fare fronte comune su 2 o 3 cose essenziali tra quelle più urgenti ed imporle come gruppo alla giunta Cappellacci e farci percepire come solidi…
    Se poi anche altri gruppi indipendentisti dovessero sotterrare l’ascia di guerra nei nostri confronti e guardare al bene della Sardegna potrebbero dare un forte contributo alla causa…
    Certo ci vorrebbe una segreteria ed una presidenza che pensassero in maniera strategica per il bene del partito e della Sardegna e non per mantenere le posizioni di qualcuno, sia esso in consiglio regionale o in qualche ente ad esso collegato o in qualche grosso carrozzone comunale o provinciale… magari si potrebbe fare davvero bene in un momento in cui i 2 principali partiti sono alle corde ed uno stà per esplodere, Pdl, e potrebbe liberare tante risorse umane e di idee, perchè non tutto quelli che sono nel pdl sono ladri e mascalzoni…
    Spero Paolo che tu invece di porgere l’altra guancia non prestandoti a polemiche ecc faccia l’esatto contrario e cioè sia conseguente con la tua posizione in maniera ferma ma sempre rispettando le regole interne e sono sicuro che altri ti seguiranno.
    Io se le idee ci sono e sono seriamente perseguibili dò come sempre il mio appoggio ed impegno se sono solo enunciati no… a te e a tutti noi il compito di dimostrare di non essere solo fanfarroni.

  • Credo che ogni sardo e sardista di buon senso, dovrebbe condividere il tuo post elezioni e sviluppo.
    Questa mattina leggendo la nuova sardegna, sono rimasto stupito anche io (prima di leggere il blog) dell’intervento del segretario Colli, il quale assume una posizione che sicuramente non giova al Psd’az.
    I tuoi interventi sul blog, su temi importanti della politica sarda, riguardano tutti, e trovo siano un arricchimento per il partito, in quanto danno spunto a profonde riflessioni e magari anche a proficue soluzioni.

  • Enzo Desole

    Onorevole, è iniziata la terza fase della crisi globale e la Sardegna pagherà un ulteriore pesantissimo costo in termini sociali. Ha ragione a non voler prendere parte a dispute interne al suo partito ma siccome ha sempre parlato di voler costruire uno stato moderno non sarebbe ora di cominciare a costruire un partito moderno? Lei capisce che di fronte a quello che avverrà nei prossimi mesi la Sardegna avrà bisogno di riferimenti importanti quale può essere una nuova e rinnovata prospettiva politica. Non voglio offendere nessuno ma il PSD’AZ io lo vedo stantìo, vecchio, incapace di rinnovarsi. Guardi Zedda a Cagliari, quanti voti ha preso dagli elettori che lo hanno votato soltanto perchè vi hanno visto un minimo di discontinuità?

  • Mario Pudhu

    Caru Pàulu, no bi at bisonzu chi ti nia “Corazu!”. Ndhe aprofito solu pro nàrrere chi a sa fine de sos contos donzunu at a fàghere sa figura sua, ca sos contos benint totu a s’agabbu e donzi Mussi Nemmos at a resurtare solu unu Mussi Nemmos. Ma za est menzus a l’ischire de como etotu e as fatu bene meda a iscríere custas rigas.

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