Due notizie tipicamente italiane: latte senza controllo e Terna si sostituisce a E.On

24 giugno 2013 08:4117 commentiViews: 35

Qualche giorno fa, prima degli arresti in Friuli, ho sollevato il caso dell’assenza di controlli veri e adeguati sulla filiera mangimi-latte-formaggi rispetto, per esempio, alla presenza delle aflatossine. Dicevo che nelle Asl non ci sono persone con la competenza adeguata per questo genere di controlli e dicevo che, alla luce degli accertamenti europei, anche la Sardegna era esposta al rischio del latte e dei formaggi tossici.
Dopo qualche giorno, hanno arrestato in Friuli il Presidente del Consorzio Cospalat che, alla luce degli atti fino ad oggi disponibili, avrebbe consapevolmente commercializzato latte tossico, diminuendo l’incidenza percentuale delle aflatossine con l’aggiunta di latte ‘pulito’, ma avrebbe anche traformato una grande quantità di latte in formaggio Dop (più esattamente formaggio Montasio). In Sardegna abbiamo tre Dop. Insieme a lui è stata denunciata tutta la filiera di controllo, da quella che doveva occuparsi delle analisi a quella che doveva controllare la filiera. Guarda a caso questo sistema di vigilanza non era pubblico. Per saperne di più, leggete qui. La Sardegna lavora milioni di latte con un sistema di controlli fatiscente, lo diciamo a futura memoria perché non si dica che non lo si è detto quando il problema scoppierà anche in Sardegna, magari non sulle aflatossine (che comunque nessuno controlla a dovere) ma su qualche altra emergenza sanitaria. Nei prossimi giorni tornerò sulla Peste Suina e pubblicherò la lettera inviata all’Assessorato dal sindacato dei veterinari.
Ieri, però, è stata pubblicata un’altra notizia curiosa.
Terna avrebbe scritto al Prefetto di Sassari, suggerendogli, ad abundatiam, anche una strategia di superamento degli ostacoli che eventualmente gli venissero dal Governo italiano (di cui il Prefetto è un alto dirigente, ma Terna forse lo dimentica), e avrebbe chiesto al Prefetto di prorogare per altre 700 ore l’attività dei gruppi 1 e 2 di PortoTorres di proprietà di E.On. Ora, perché Terna parla per conto di E.On? Non è la prima volta che lo fa. Dovrebbe esserci un’altra lettera al Ministero in cui Terna fa il Tutor di E.On. Ma quest’ultima è più smaccata. terna non dice a E.ON: “Bada che i tuoi impianti continuano ad essere necessari alla Rete. Occupati di continuare a produrre”. No: sostituisce E.ON nella rappresentanza pubblica e scrive al Prefetto, cioè al rappresentante del governo, per chiedere la proproga della deroga ambientale per gli impianti E.ON.
Perché E.ON tace? Perché sa, come ha sempre saputo, di non avere le carte in regola e quindi si colloca alle spalle del gigante del para-stato.
Devo spiegare altro? Non credo. Serve il partito degli interessi dei sardi, serve un grande partito dei sardi, con competenze, capacità di visione e di governo e di conseguenza con capacità di reazione adeguata.

17 Commenti

  • renato orrù orsimomossa

    …. NON RESISTO….
    On. Maninchedda stante ciò che ha scritto dica apertamente ai Rivoluzionari Rancidi ( NOTI R.R.) che è nel PSdAz !!! … e che NON HA NESSUNA INTENZIONE DI ANDARSENE. GLI DICA ANCHE CHE CONFLUIRE nel Gruppo Misto,sottraendo un consigliere, porterebbe ( se non facesse diversa richiesta) tutto il PSDAZ nel Gruppo Misto… e sarebbe, FORSE, anche una buona idea… se ne può parlare …e ridere !!!
    Gli dica , INOLTRE, che se vuole essere coinvolto nella creazione di qualcosa, che si mettesse a lavorare, che fosse più rispettoso e che scrivesse MENO CAZZATE … E SOPRATUTTO SI IDENTIFICASSE …e che comunque tempi e progetti non li detta DI CERTO RR.
    … sul tema: Terna si sostituisce a E.On… a me pare che TERNA ragioni come se fosse “proprietaria” di E.ON stando anche al fatto che centrale di FiumeSanto e Impanti Terna sono contigui ( vecchie reminiscenze ENEL ? )…ma la domanda che mi pongo è : …e il rappresentante del Governo, IL PREFETTO, che cosa avrebbe risposto ?
    … ps(daz) ma a province chiuse, le prefetture vanno via ?

  • Per “Roberto” e “Silvia Lidia Fancello”: in realta’ sembra che sia l’admin ad essere uscito anch’egli dal tema proposto.
    E in ogni caso (per Fancello) sembra che – nonostante tu non voglia – Maninchedda sia intenzionato a fondare il partito dei sardi.

  • Come al solito ci si scanna per la “politica” quando l’argomento del post è un altro. Siete out, siete fuori argomento.

  • Silvia Lidia Fancello

    Lidia Fancello sardista.
    Prima osservazione: ma il tema non era la mancanza di controlli sulla filiera della produzione casearia e Terna che da società di controllo quale deve essere si sostituisce nella comunicazione a EOn società di produzione?
    Seconda osservazione: è possibile che io viva in un altro pianeta.
    Sono sardista PSd’Az., grazie a Dio viva e vegeta, mi sono rimboccata le maniche, lavoro con amici indipendentisti di varie sigle per trovare convergenze intorno alle quali costruire un’armonia fra quei partiti, movimenti indipendentisti/sardisti/identitari che permetta di presentarsi e concorrere all’amministrazione della massima istituzione politica della nostra isola. Insomma a dispetto delle scrollatine di spalle, dei risolini di commiserazione dei più smagati, della bava alla bocca di indipendentisti ortodossi e troppo ideologizzati, lavoro perché sono convinta che non abbiamo necessità dell’ennesimo partito, ma di trovare motivi di unione per una grande coalizione, (non oso più sognare l’unità, sono abbastanza sana di mente) che lavori per acquisire credibilità che si trasformi in delega, il voto che va dritto dentro l’urna. Di tutti quelli che incitano alla lotta, quanti ne rimarranno davvero a votare questo grande nuovo, ennesimo partito dei sardi? Non ne avete abbastanza di diaspore, scissioni, divisioni, io si.
    Rispetto molto il pensiero dell’on. Maninchedda e ho spesso condiviso la sua amarezza di stare dentro un partito che potrebbe realizzare tanto, ma che si trova spesso imbalsamato. Non so, magari mi sbaglio io e ha ragione lui e allora ci vuole un altro partito, ma sono profondamente convinta che ci possa essere un’altra strada, più faticosa nell’immediato sicuramente, ma più solida a lunga scadenza. Parliamone.
    Cordiali saluti e malgrado tutto Fortza Paris

  • On. Maninchedda stante ciò che ha scritto, dica apertamente che NON è nel PSdAz.
    Confluisca nel gruppo misto e ci coinvolga nella creazione del Partito dei Sardi.
    Cosa sta aspettando?
    Ha una strategia?
    Ha sicuramente delle fidate figure di riferimento per quanto concerne i piu’ disparati e pressanti temi dell’agenda politica, dal lavoro alla salute, dall’ambiente ai trasporti…
    Insomma: cosa aspetta?

  • Forse non mi sono spiegato, anzi, sicuramente mi sono spiegato male, ma io mi esprimo terra terra, come quasi tutti i nostri consiglieri regionali.
    Concordo su quanto sostieni, tranne su una cosa: tu dici che “Il Psd’az non sostiene le mie idee”.
    Questo è vero se fai coincidere il PSd’Az con il suo gruppo dirigente.
    Ma per fortuna non è così, il partito è costituito ANCHE dagli iscritti e dai simpatizzanti, ed io che ha assistito ai lavori di tutti i consigli nazionali ti posso assicurare che la platea, costituita per la maggior parte da iscritti non facenti parte del CN, ha spessissimo dissentito ed anche rumorasamente.
    Ma Giacomo è sempre molto bravo a guidare i suoi e riportare il discorso dove vuole lui.
    Perciò ti dico: il percorso futuro non dipende dal partito, ma dal suo gruppo dirigente, del quale tu fai parte.
    Perciò insisto sulla mia idea: PRENDITI IL PARTITO E PORTALO CON TE.
    Non sono il solo ad avere fiducia in te, ma ti posso assicurare che siamo in tanti, tantissimi, basta pensare a quanto è successo al congresso.
    Allora non era il momento giusto, ma adesso SI: prendi il coraggio a due mani ed agisci, adesso è l’ora, dopo sarà troppo tardi

  • No Salcan, non è come dici. Il partito dei sardi è la naturale evoluzione del Psd’az, è una dimensione più grande e inedita. Bisogna avere il coraggio della crescita, bisogna avere il coraggio di un rischio. Macomer è un esempio non calzante alla tua ipotesi del Psd’az pienamente e totalmente autosufficiente, che non accetta di costruire insieme ad altri ma propone il suo edificio come dato definitivo da accettare. Macomer è meticciato politico, cioè è sintesi delle diversità intorno all’esercizio pieno della sovranità, declinato in un programma di governo indifferente agli ideologismi italici. Il Psd’az non sostiene le mie idee, fattene una ragione.

  • Il problema politico è: il PSD’AZ è un grande partito? Se si, sfido a dimostrare il contrario, che bisogno c’è di ipotizzare di inventarne di altri dalla caratura tutta da verificare in specie per la sua “multietnicità politica”? Senza perifrasi il nodo è questo, non è più tempo di filosofare.
    Ha ragione nino, il partito dei sardi esiste già, ed è un grande partito con una storia invidiabile, ed è il PSd’Az.

    il Prof se ne faccia una ragione, è già tutto pronto, il parttito è presente e diffuso su tutto il territorio regionale, lo prenda in mano e lo rilanci come merita: certamente non avrà dalla sua parte la maggioranza del Consiglio nazionale, però SICURAMENTE avrà dalla sua parte la maggioranza degli elettori, compresi i simpatizzanti.

    perciò si armi di coraggio, si circondi di colonelli preparati e motivati, raduni le sue truppe e sferri l’attacco al castello: sono sicuro che riuscirà ad impadronirsene al primo assalto.

    e non cerchi di avere consensi o benestari: SE LI PRENDA, come farebbe un capitano coraggioso.

    e così la smetterà di cercare altrove alleanze o quant’altro: GLI AMICI CE LI HA IN CASA, basta che si guardi attorno, rivolgendosi a tuuti coloro che in ogni occasione gli ahnno detto “se e quando ti serve una mano, non hai che da chiamarmi, e sarò al tuo fianco”.
    sono sicuro che glielo abbiamo detto a centinaia.

    anche se dovesse riuscire nel suo intento di riunire qualcuno intorno all’idea di un partito dei sardi, dovrà iniziare da capo, combattere con chi vuole fare il capo, con chi vuole essere più rappresentato, eccetera eccetera eccetera, ed intanto le elezioni sono alle porte, non c’è più tempo.

    invece qui è tutto pronto, basta prendere la tromba in mano e suonare l’adunata: gli altri, se vorranno, seguiranno, Macomer docet.

    ma quando mai capiterà un’occasione così ghiotta di un partito a disposizione?

    FORZA PARIS

  • Il PSd’AZ, ormai:

    – ha perso la P (non è un partito, non essendo, per mille motivi, contendibile. Comanda da 20 anni chi non ha voti tra la gente);

    – ha perso la S come sostantivo, nel senso che non si sostanzia in una politica riconoscibile, la tiene come aggettivo della P (che è venuta meno);

    – ha perso l’Az per i motivi di cui sopra. Cosa aziona? Cosa ha azionato? Per chi?

    – ha tenuto la d. E’ il p s az “di”. Indovinate di chi.

  • Il PSdAz non esiste.
    Non esiste un vero comitato di gestione, non esiste un’organismo di controllo, non esiste una organizzazione delle sedi locali.
    Non esiste nulla.
    Molte, troppe persone parlano a nome del partito, tessendo trame locali e facendo accordi con chiunque al fine di acquisire poltrone di consiglio comunale salvo poi disattendere completamente le prime istanze della sigla a cui appartengono.
    Non ci si riconosce in un partito simile e si fatica a trovare una compagine rappresentativa delle proprie aspettative.

  • Antonello, luoghi comuni. Sei evasivo.

  • Il problema, Nino, è che il Psd’az è un partito chiuso, familiare e asfittico che tutto vuole fuorché cambiare e diventare grande.

  • Il problema politico è: il PSD’AZ è un grande partito? Se si, sfido a dimostrare il contrario, che bisogno c’è di ipotizzare di inventarne di altri dalla caratura tutta da verificare in specie per la sua “multietnicità politica”? Senza perifrasi il nodo è questo, non è più tempo di filosofare.

  • A G I R E! L’azione presuppone un ragionamento, una consapevole riflessione a monte. La reazione implica un’azione tutta istintiva ad uno stimolo endogeno e/o esogeno. Purtroppo il perenne stato emergenziale relativo al governo della Sardegna induce a certa classe politica di produrre scarsa reazione con assenza di azione; e il pezzo illustratoci oggi da admin è solo uno dei tanti lampanti esempi.

  • Giovanni Piras

    Al P.S.d’Az oggi mancano dirigenti capaci, oggi dispone di dirigenti senza seguito.

  • Il partito grande esce dalle urne. E’ ciò che manca al PSD’AZ.

  • Partito dei sardi? A me sembra che invece purtroppo stia accadendo proprio il contrario: i sardi si stanno sempre piu’ sottomettendo all’invasore italiano e non si rendono conto di essere italiani da soli 150 anni quando sono stati spagnoli per molti piu’ secoli.
    Eppoi ormai sardi ce ne sono sempre meno: i giovani tutti fuori a cercare lavoro, i vecchi a crepare e largo a bielorussi, romeni, milanesi, moldavi, nord e centro africani, romani e cinesi…

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