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Due donne, due credibilità

Posted on 6 Novembre 20256 Novembre 2025 By Paolo Maninchedda 6 commenti su Due donne, due credibilità

L’intervento della sindaca di Genova durante il consiglio comunale della sua città è stato un capolavoro di fermezza e di autenticità.
Chiunque ha capito da subito che l’obiettivo era affrontare realmente il degrado dell’odio della Rete e, in particolare, di quell’odio che ha paura delle donne e dunque le insulta, le mercifica.
L’idea era sottrarre il problema al rischio dell’abitudine, evitare cioè che si consideri ormai normale l’odio da tastiera. Nessuno ha sospettato che si sia voluto usare un argomento drammatico per provocare un banale picco di popolarità: la strumentalità non è stata sospettata perché originariamente assente.

Dopo, e solo dopo il successo dell’intervento della Salis, è emerso che lo stesso fenomeno si è verificato con la Presidente Todde.
Sotto il profilo del merito, non cambia nulla. Solidarietà e sostegno vanno in ugual misura a entrambe.
Sotto il profilo della valutazione delle strategie comunicative, cambia tutto, perché nel primo caso brilla l’autenticità, nel secondo il calcolo di inserirsi in una questione di successo utile a distrarre l’opinione pubblica da altri temi.
E infatti oggi, L’Unione Sarda e soprattutto La Nuova Sardegna abboccano come ghiozzetti all’abilissima pianificazione dei messaggi.

Oggi ci sarebbe stato da aspettarsi che la presidente spiegasse perché la sua assessora del lavoro dichiara in pubblico di usare gli uffici della Giunta regionale per ricevere “il suo popolo” come “consigliere regionale”. Un tempo si chiamava peculato d’uso.
Oggi ci sarebbe stato da aspettarsi che la Presidente spiegasse perché i Sardi devono rivolgersi all’assessora Manca per risolvere le proprie difficoltà col sistema sanitario sardo.
Oggi ci sarebbe stato da aspettarsi che il Presidente spiegasse perché la sua maggioranza si è pronunciata contro lo sviluppo delle norme di attuazione del nostro Statuto (ma che il Pd sia diventato un partito centralista è ormai sotto gli occhi di tutti).
Oggi ci sarebbe stato da aspettarsi che la Presidente spiegasse perché la Regione è seduta su una cassa miliardaria che non riesce a spendere.
Oggi ci sarebbe stato da aspettarsi che la Presidente spiegasse perché e a quali patti l’opposizione non fa opposizione in questa Regione.
Oggi ci sarebbe stato da aspettarsi che la Presidente spiegasse come materialmente avverrà l’uscita della Regione dal capitale di Abbanoa per una misura corrispondente al valore della capitalizzazione, più gli interessi, a suo tempo realizzata, a chi andranno le azioni così liberate e in ragione di quali norme ciò avverrà.
Oggi ci sarebbe stato da aspettarsi che la Presidente spiegasse come Abbanoa reggerà la simultaneità dell’aumento quotidiano dei costi di gestione (oggi Abbanoa paga a sei mesi gli appaltatori degli impianti di depurazione, domani dovrà pagare i costi subito) e il prosciugarsi della sua liquidità per la restituzione dei capitali alla Regione, deciso non dalla Regione, ma dall’Egas, ma con la Regione che andrebbe a reclamarli in Assemblea dei soci.

Ecco, siamo al fianco di tutte le donne, specie di quelle che combattono autenticamente per il genere umano, per gli altri e non solo per se stesse, ma non ci facciamo improsciuttare gli occhi.

Comunicazione, Vetrina

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Comments (6) on “Due donne, due credibilità”

  1. Salvatore ha detto:
    6 Novembre 2025 alle 17:05

    per fortuna non sono né di destra né di sinistra, mah… quando offendono la Meloni e la figlia, una bambina innocente?……. tutto face?……non mi interessa della Salis e tantomeno della Todde.

  2. Antonio ha detto:
    6 Novembre 2025 alle 15:08

    ” Oggi ci sarebbe stato da aspettarsi che la presidente spiegasse perché la sua assessora del lavoro dichiara in pubblico di usare gli uffici della Giunta regionale per ricevere “il suo popolo” come “consigliere regionale”. Un tempo si chiamava peculato d’uso.
    Oggi ci sarebbe stato da aspettarsi che la Presidente spiegasse perché i Sardi devono rivolgersi all’assessora Manca per risolvere le proprie difficoltà col sistema sanitario sardo.” su queste cose dovrebbe indagare la Magistratura in Sicilia per le stesse cose hanno chiesto gli arresti qui tutto tace

  3. Alessandro ha detto:
    6 Novembre 2025 alle 09:55

    Mi permetto di fare una riflessione, non sul merito della denuncia del sindaco di Genova, cui va tutta la stima e il rispetto umano che è dovuto a tutte e a tutti.

    Piuttosto, non capisco il senso della terapia proposta (“se pensate che in questa società non serva un’educazione sessuale e affettiva siete molto lontani dalla realtà”) per questo male che subiscono le donne e più in generale i “diversi” da parte del maschio cosiddetto alfa, particolarmente dalla nascita dei social media e, soprattutto, negli ultimi anni.

    Credo che il problema non sia non fare l’educazione sessuale o l'”educazione affettiva” a scuola, materie molto “cool”, “politically correct”, “woke” e chi più ne ha più ne metta di aggettivi inglesi.

    Ma proprio questo! Cioè aver progressivamente depauperato negli anni, in modo assolutamente bipartisan, la scuola e in essa l’importanza delle materie umanistiche, aver unito storia e geografia in un’unica disciplina, la “geostoria”. È pur vero che gli accadimenti storici non possono prescindere dalla geografia dei territori in cui si sviluppano (lo sappiamo bene noi Sardi), ma come si fa a fare una mistura di due materie così complesse e vaste? Come si fa a non studiare i grandi letterati, i grandi filosofi (ma anche i piccoli di entrambe le materie)?

    Io credo che una sana educazione sessuale e un sano comportamento affettivo nascano in famiglia, ma siano fortemente potenziati dalle letture di Catullo, di Virgilio, di Lucrezio, di Omero, di Ciullo D’Alcamo, di Dante, di Shakespeare, di Manzoni e via discorrendo; dallo studio dei presocratici, di Tommaso d’Aquino, di Kierkegaard, di Marx, di Nietzsche e scorrendo avanti e indietro in tutta la storia dell’Uomo.

    Tutto ciò nella scuola italiana sta sparendo sempre più velocemente a favore delle discipline STEM, e la cosa grave è che tutti i politici (o quasi) sostengono questa china pericolosa; guardate nei discorsi alle scuole della Todde quante volte compare l’acronimo (secondo me infernale). Lo dico con cognizione di causa: io ormai non sono più un ragazzino, ma ho fatto il Liceo scientifico e ho una laurea in una materia scientifica, ma al liceo studiavo molta più storia, italiano, latino, filosofia di oggi. Questo mi ha reso, credo, una persona affettivamente equilibrata, consapevolmente sessualmente libera, rispettosa del “diverso”.

    Le STEM sono e sono state sempre fondamentali, però nel mondo di oggi ci porteranno da una parte verso l’AI con tutte le sue conseguenze (temo prevalentemente dannose), e dall’altra parte verso l’anaffettività e la sua conseguente violenza, prima verbale e poi materiale.

  4. angelo ha detto:
    6 Novembre 2025 alle 09:14

    ieri la presidente, in un’intervista radiofonica rilasciata alla RAI, ha dichiarato che questi in questi due anni di governo ha ottenuto un sacco di risultati, specialmente sui versanti dell’economia e della sanità.
    la Sardegna si spopola; sarà che i giovani non l’hanno capito che l’economia sarda cresce?
    al mio paese di medico ce n’è uno solo quando prima erano 5 o 6. Questo è un sintomo di sanità che va bene?
    dove vive la presidente?

  5. Paolo ha detto:
    6 Novembre 2025 alle 08:16

    Da condannare con fermezza le manifestazioni di odio ed esprimere solidarietà e sostegno in ugual misura a entrambe. Certo però che nulla toglie che si debba anche poter criticare, far emergere opinioni diverse ma il tutto sempre nel limite della decenza.
    A mio avviso chi ha opinioni diverse, non deve accanirsi personalmente sulla Salis o la presidente Todde, ma manifestare democraticamente e esprimere le proprie opinioni senza ledere altri.

  6. Marco Casu ha detto:
    6 Novembre 2025 alle 07:39

    Noi abbiamo il dovere di valutare i Fatti , rigorosamente questi e con onesta’ , verificare se da essi possano essere colti “benefici” concreti per l’intera Comunita’.

    Purtroppo, nel caso della Todde e della sua assessora, siamo afferrati da una vertigine Lapassiana intorno ai loro comportamenti che si offrono alla luce del sole; comportamenti che invero e purtroppo non lasciano scampo circa tentazioni di trascendere nell’espressione di giudizi verso la persona.

    Ammetto di essere stato tentato anche io ma per ragioni piu’ interiori che di opportunita’ giuridica sono riuscito a contenerle . Ad esempio, ho mal tollerato l’atteggiamento della Presidente nei confronti della legge 515 , perche’ ritengo si , il DIRITTO di Difendersi (e vi sono argomenti non solo giuridici per farlo) ma non tollero che Persone delle Istituzioni nel loro agire depongano il concetto di legalita’ in modo cosi’ vistoso.
    Ma cio’ che traspare , secondo me, con evidenza e’ che la Presidente e’ la sua assessora non, facciamo ripeto e sottolineo NON facciamo mai ERRORI POLITICI.
    Invito alla riflessione su quanto teste’ pensato.

    P.s.: comunque lo slang inpolitico e’ volgarissimo e’ dovrebbe essere severamente punito pedagogicamente perche’ Brutta esteticamente colui che lo esprime.

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