È iniziato tutto il 2 gennaio: Il Corriere della Sera ha dato conto, in cronaca, alla pagina 24, di un caso tutto milanese, cioè tutto italiano.
Il dott. Gian Gaetano Bellavia, 71 anni, noto al grande pubblico perché frequentemente intervistato come esperto dalla trasmissione Report, ha denunciato una sua ex dipendente per la trafugazione dall’archivio dello studio di “un milione di file, costituenti il know how dello studio”.
La cosa non ci riguarderebbe se agli atti della denuncia non fosse finito anche un piccolo memoriale, nel quale si spiega la rilevanza dei dati sottratti. Non si tratta di bilanci e partite doppie, ma di dossier riguardanti personalità di grande rinomanza: Matteo Renzi, Giulio Tremonti, Roberto Formigoni, Luigi Di Maio ecc.
Giustamente già il Corriere si è posto la domanda di quali informazioni fossero custodite negli archivi Bellavia.
Infatti, un conto è che vi siano rimasti atti poi confluiti come prove in processi celebrati, diventando dunque fonti aperte, altro è che vi siano rimasti atti di indagine poi non valorizzate dai magistrati perché ininfluenti rispetto ai reati contestati, ma magari rilevanti politicamente.
In un appunto, Bellavia fa notare che tra i file sottratti potrebbero esserci anche documenti sottoposti alla sua valutazione dalla trasmissione Report non necessariamente poi andati in onda. Report ha subito affermato che i documenti sottoposti a Bellavia erano tutti tratti da fonti aperte, ma un dubbio a me viene, posto che, per esempio, i video di Renzi con Marco Mancini nel piazzale di un Autogrill non erano certo fonti aperte, ma non è detto che questo tipo di fonti siano mai state sottoposte al commercialista consulente.
Il Giornale qualche giorno fa ha pubblicato l’elenco completo delle persone dossierate.
Il problema è evidentemente la possibilità del dossieraggio (non è questa la sede per analizzare il rapporto tra giornalismo d’inchiesta e dossieraggi, oggetto di un durissimo scontro in questi giorni tra la Destra e la Sinistra italiane).
In linea generale, i dati raccolti nel corso di indagini non significative rispetto ad alcun reato, non dovrebbero essere conservati. Ma non è così.
È capitato a me, e dovetti star zitto e degluttire.
Io sono stato (grazie ai cari compagni della Sinistra snob, a un pezzo di massoneria e a qualche cretino) nel mirino di tre Procure: Cagliari, Oristano e Sassari (quest’ultima sollecitata da ambienti politici sul caso Abbanoa). Rivoltato come un calzino, non sono mai stato incriminato, ma ne ho riportato una profonda ferita interiore: non ho più alcun desiderio di svolgere funzioni pubbliche.
Sono stato intercettato a più riprese per un totale di circa un anno e mezzo, se ho fatto bene i conti.
Dopo anni ho incontrato una persona che dialogando mi ha detto una cosa banale e ininfluente che però solo chi aveva ascoltato le mie conversazioni telefoniche poteva sapere e questa persona non era un magistrato (che io notoriamente e ostentatamente non frequento e evito).
Ebbi la prova che le informazioni raccolte dagli inquirenti viaggiano e viaggiano tanto.
Un’altra volta, nel pieno della bufera che mi si scatenò contro quando ero assessore, un avvocato cialtrone disse a un mio amico avvocato cose vere miste a cose false che puntualmente mi ritrovai dopo qualche giorno sul giornale. Preso dall’ira andai dal magistrato che mi chiese se intendevo sporgere denuncia. Presi tempo per riordinare le idee: dopo due giorni ricevetti un avviso di garanzia per atti mai commessi e per documenti a me attribuiti e mai da me firmati.
Credo si possa capire perché non ho alcuna stima di magistrati e investigatori (e anche di certi giornalisti). Ma credo anche che tutti noi sottovalutiamo l’esercito di invidiosi e malevoli che nell’anonimato raccolgono dati per usarli contro persone assolutamente all’oscuro della malvagità che le circonda.
Il mio disprezzo, a proposito di dossieraggi, si è poi rafforzato quando, qualche anno fa, andai a trovare un amico a Villasimius e casualmente vidi su una barca festeggiante una bella combriccola di magistrati e di titolari di società che svolgono servizi nel settore delle intercettazioni.
Mi venne voglia di salire a bordo e di buttarne a mare un paio.
Io non rifarò mai più l’amministratore pubblico, ma se mai potessi tornare indietro, lo rifarei come l’ho fatto, perché l’ho fatto onestamente e sono stato aggredito da un modo di interpretare la funzione giudiziaria che ha dell’ignobile e del vomitevole. Prego ogni giorno che il caso mi dia la possibilità di scambiare due parole, da solo, con gli stronzi che mi hanno così profondamente ferito e coi loro minuscoli complici, dossieranti da cortile.

Egr. professore, io le parlo da cittadino e da persona politicamente esposta. Abbiamo bisogno di una vera e propria riorganizzazione della magistratura. Molto spesso chi svolge cariche pubbliche si trova a combattere su diversi fronti, la magistratura, il malaffare, i giornalisti e poi non ultimo anche l’esposizione della propria figura professionale. Io rispetto anche la trasmissione Report, in quanto svolge molti servizi utili, certo non sposo i modi che usa molto spesso per raccogliere informazioni. Penso che lei, vista la sua esperienza abbia provato il tutto nella sua persona. Chi fa azioni poco legali deve essere punito, ma attenzione non si deve cercare a tutti costi un colpevole solo per audience o per carriera professionale. Qui taccio.
Cara Mm, credo che se qui ognuno parlasse dei propri accadimenti potrebbe raccontare una storia simile. Purtroppo.
Capisco perfettamente il sentimento di Paolo, l’ho provato anch’io, ma credo che l’amor propio e l’onestà (intellettuale e no) non debbano avere prezzo.
Si accumulano notizie false, che poi girano ad insaputa del povero oggetto di tanto interesse, finché poi si trova come un appestato. Potrei fare molti esempi. Capitò anche a me, che accusata di volere il male di una persona che ha poi costruito la sua fortuna sulla sua ipotetica persecuzione da parte mia, mi sentii chiedere dall’ amico con cui mi confidavo:’ma dunque nessuno ti ha fatto sponda?.
Ero io ad esser stata usata, perseguitata. Avrei pensato che chi mi conosceva sapesse giudicare. Ma la calunnia vale più della verità che non si vuol sentire. Non ero stata intercettata: avevo parlato con persone che avevano titolo e della cui limpidezza mi fidavo. Non lo erano, prendevano il grano per gramigna e viceversa.A loro l’ errore, a me l’ onore.
il dott. Gian Gaetano Bellavia a quanto si legge sui giornali aveva materiale che non doveva avere esempio le consulenze fatte al Tribunale di Milano e non solo dovevano essere consegnate e non farne copia da mettere agli atti cosa ne faceva il Dottor Bellavia ??
È per tutti questi motivi che bisognerà votare SÌ alla riforma della magistratura.
Questa gentaglia prima o poi dovrà rispondere delle loro misfatte.
Professore, credo che un uomo politico per fare carriera ai più alti livelli debba essere ricattabile. Lei evidentemente non lo è e non lo era. Questo spiega tutto.
Egr. Prof.,
da umile Cittadino e Uomo di varie esperienze professionali, acquisite in giro tra Italia Nord Africa e Nord Europa, applicabili nel settore civile pubblico, sin da quando ti ho conosciuto a Sarroch, per la ripresa lavori della diga di Monti Nieddu, ho visto e sentito parlare un Uomo, un Politico di rare qualità, con chiara Visione delle cose su progetti, programmi, conoscenza dei vari problemi che affliggono da decenni la nostra società Sarda, ed in grado di risolverli….
soprattutto politicamente onesto.
Ho fatto, seguendoti, un buon cammino di un paio di anni, ed è stato un vero peccato averti perso in quel cammino. Ancora oggi ti considero tale 👍🏽
Buona Befana Paolo Maninchedda.
con stima, Mundicu
C’è stato un momento della tua vita in cui sei stato un personaggio pubblico e decisamente potente. Oltre che per la posizione, soprattutto per le idee innovative quanto decisamente imbarazzanti all’interno della coalizione. Sei stato ingombrante. Quando si raggiunge un certo livello, automaticamente si diventa oggetto di interesse per alcuni e bersaglio per altri. Molti ti hanno corteggiato e alcuni sono riusciti ad avvicinarsi a te e accreditarsi. Ed è del tutto probabile che taluni tra gli stretti collaboratori abbiano agito da infiltrati e cercato di danneggiarti in cambio di ragguardevoli posizioni di prestigio, lautamente retribuite anche nel futuro. Con buona pace dell’indipendentismo e dell’autodeterminazione del popolo sardo.
Oggi il tema e’ a “alzo zero”. Il Tema, ben inteso solo il Tema.
Beh, e’ uno di quei temi in cui i punti di “estrema semplicita’” ed “estrema complessita’”. Si toccano, ..inesorabilmente.
Ma si puo’ fare (certo non in tranquillita’) un discorso sul Peccato e dimenticare completamente coloro che Peccano; e, ..una cosa che mi ha sempre suggestionato nella interpretazione di certi fatti, e’ quello legato al quantum di verita’ che ogni persona puo’ sopportare.
Una intuizione puramente scolastica ed inoffensiva mi suggerirebbe questa risposta: Altissima , nei rappresentati piani alti , bassissima e vicino allo zero negli Altri.
Comunque, da spettatore (in rigoroso ozio) non mi e’ mai sfuggito il dettaglio che l’uomo, in ogni ambito in cui e’ situato, e’ sempre esposto al pericolo, sopratutto quello non ricattabile.
P.s. : la Storia del periodo Staliniano ne offre un suggestivo spunto; CHIUNQUE , appartenente alla Burocrazia dei Servizi, il massimo della POTENZA di feroce repressione era in permanente stato precario , ovvero a Tempo. Ecco il segreto della Obbedienza assoluta.