Domande e pasticci agricoli: cooperative fottute, industriali favoriti

22 novembre 2010 08:1922 commentiViews: 136

016Abbiamo approvato il 12 novembre la legge intitolata Disposizioni in materia di agricoltura. Lo abbiamo fatto in un clima di tensione ma anche di fiducia, fidandoci cioè del governo regionale, delle sue competenze e delle sue valutazioni. Abbiamo sbagliato. In primo luogo perché per l’ennesima volta i consulenti dell’assessorato si sono rivelati dei grandissimi pasticcioni e oggi non è tempo di pasticci.
Il grandissimo pasticcio è il contrasto tra quanto previsto dall’art. 5 e quanto previsto dall’art. 18 della legge. Ed è un pasticcio che, a mio avviso, rende inapplicabile la legge stessa per la parte relativa agli aiuti alle cooperative. Io me ne sono accorto perché sto seguendo le porcate che si stanno preparando nel mondo della trasformazione del formaggio e da lì sono risalito al pasticcio dei pasticci. Ma andiamo per gradi.
Ecco l’art. 5 della legge regionale:
“1. La Giunta regionale, al fine di favorire i processi aggregativi, predispone un programma di interventi a favore delle imprese finalizzato a migliorare ed innovare i processi manageriali e favorire la costruzione di un piano coordinato di offerta delle produzioni. A tal fine è autorizzata la spesa di euro 10.000.000 annui per il biennio 2010/2011, per incentivi da erogare nella forma degli aiuti di importanza minore secondo il regolamento CE n. 1998/2006 della Commissione, del 15 dicembre 2006, relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato agli aiuti d’importanza minore («de minimis») e la Comunicazione della Commissione europea – Quadro di riferimento temporaneo comunitario per le misure di aiuti di Stato a sostegno dell’accesso al finanziamento nell’attuale situazione di crisi finanziaria ed economica (GUCE 2009/C 16/01)”.
Come si può leggere, l’articolo stanzia 10 milioni di euro e prevede di erogarli secondo il regolamento CE 1998/2006, il quale prevede alle lettere b, c, d, e 1 e 2 ) dell’art.1 che questo regime di aiuti non può essere applicato: ” b) a imprese attive nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli di cui all’allegato I del trattato; c) a imprese attive nella trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli elencati nell’allegato I del trattato, nei casi seguenti: 1) quando l’importo dell’aiuto è fissato in base al prezzo o al quantitativo di tali prodotti acquistati da produttori primari o immessi sul mercato dalle imprese interessate; 2) quando l’aiuto è subordinato al fatto di venire parzialmente o interamente trasferito a produttori primari“.
In sostanza, l’aiuto può essere concesso alle cooperative a patto che esso non si traduca in un vantaggio per i produttori, cioè per i pastori.
Fin qui tutto bene, perché l’aiuto diretto ai pastori, secondo la proposta della Giunta, è quello previsto dall’art. 1 della legge, il famoso de minimis da 3000 euro.
Ma ecco che il genio dello staff politico della Giunta, quello che dice di sì a tutti e non controlla nulla perché ha in testa obiettivi tutti suoi che lo distraggono dalle cose opportune e giuste, ha inserito nella legge, con un emendamento della Giunta, anche l’art. 18. Che cosa dice? Ecco qui:

Articolo 18:  “1. I benefici pubblici, di cui alla presente legge, sono destinati esclusivamente a quelle imprese agro-alimentari che dimostrino il rispetto dei vincoli stabiliti al comma 1 dell’articolo 17 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 (Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a norma dell’articolo 7 della L. 5 marzo 2001, n. 57) con la sottoscrizione di contratti quadro regionali di filiera e dei relativi contratti di fornitura”.

Sapete come è intitolato l’articolo 17 del decreto legislativo 228/2001? Così: Trasferimento di adeguato vantaggio economico ai produttori agricoli.

Questo è il testo: 

Il rispetto del criterio fissato dall’articolo 26, paragrafo 2 del regolamento (CE) n. 1257/99 del Consiglio, del 17 maggio 1999, relativamente alla garanzia del trasferimento di un adeguato vantaggio economico ai produttori agricoli nella concessione degli aiuti da parte dell’Unione europea e dello Stato membro, ove non diversamente stabilito dai piani di sviluppo rurale di cui al regolamento (CE) n. 1257/99 e dai programmi operativi regionali di cui al regolamento (CE) n. 1260/99, e’ assicurato con la dimostrazione, da parte delle imprese agroalimentari, dell’adempimento degli obblighi derivanti dai contratti stipulati, anche nel rispetto di accordi interprofessionali, con i produttori interessati alla produzione oggetto degli investimenti beneficiari del sostegno pubblico. Nel caso di imprese cooperative e loro consorzi il rispetto del suddetto criterio e’ assicurato almeno mediante l’utilizzazione prevalente, nelle attivita’ di trasformazione e di commercializzazione, dei prodotti conferiti da parte dei produttori associati”.

Quindi l’articolo 18 della legge regionale per i pastori prevede che i benefici della legge vadano a vantaggio dei produttori agricoli, mentre nell’articolo 5 si fa riferimento al regolamento 1998/2006 che espressamente vieta che quel regime di aiuti de minimis, fino a 500.000 euro per cooperativa, possa portare vantaggio ai produttori agricoli, cioè ai pastori. In sintesi, un grandissimo pasticcio: l’art 5 richiama il reg 1998/2006 che espressamente prevede che gli aiuti de minimis non si applicano a imprese attive nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli quando l’aiuto è subordinato al fatto di venire parzialmente o interamente trasferito a
produttori primari. Quest’ultima condizione è esattamente quanto prevede l’art 18 della legge regionale che subordina l’erogazione degli aiuti all’accertamento di un vantaggio per i produttori primari e indica la firma di particolari accordi quale testimoniamza del beneficio. Le cooperative sono esonerate dalla firma di tali accordi perchè per le stesse è nella mutualità che si rinviene il beneficio per le aziende primarie socie. La natura mutualistica delle cooperative, quindi, dimostrando, senza bisogno di ulteriore prova, che il beneficio di un aiuto si riverbera automaticamente sui soci diventa una condizione escludente dai benefici previsti dall’art 5. Qunidi, e qui io mi sento truffato dall’Assessore, il bando che si sta preparando, pensato e richiesto per le cooperative, sarà invece inevitabilmente accessibile solo agli industriali, in barba all’Ordine del giorno del Cnsiglio regionale n. 38 del 12 novembre 2010.

Adesso veniamo alle domande. Perché sono giunto a occuparmi di queste cose? Perché non mi fido di ciò che sta accadendo intorno al latte e al formaggio, perché ho più di una ragione per ritenere che si stia formando la cupola del formaggio che gestirà tutta la domanda e l’offerta delle cooperative, la metterà in mano ad un restrittissimo management che determinerà le nuove alleanze con gli industriali. Magari si passerà dall’egemonia dei Pinna a quella di Agriexport o di Mura o di altri, ma sempre di egemonia, cartelli e oligopoli si tratterà. Io non voglio esserne complice.

22 Commenti

  • Riporto di pari passo quanto pubblicato ieri sul sito del Movimento Pastori Sardi.

    Molto interessante, Peccato che già oggi non ci sia più traccia.
    Che qualcuno li abbia intimoriti e hanno cancellato l’intervento?
    Non ci voglio Credere!

    “In questi giorni sono iniziate le lezioni del corso di formazione obbligatoria sul miglioramento del benessere animale, queste lezioni da informazioni ricevute dai partecipanti, che si compiono in tre giorni si articolano nel seguente modo, il primo giorno la lezione del corso viene tenuta dai veterinari della ASL, il secondo giorno dai tecnici di LAORE e il terzo giorno dai Veterinari dell’ARA, e fin qui tutto bene, ma quest’anno queste lezioni formative vertono su un ennesimo atto vessatorio e di sciacallaggio alle ormai esauste tasche dei pastori.
    Entrando nel merito e in ordine periodico:
    Primo giorno del corso: sono state illustrate dai veterinari della ASL le nuove disposizioni in materia di riconoscimento del bestiame ovino, inventate da questi signori per rimpinguare ulteriormente le loro opulente tasche, attraverso l’introduzione via orale di un bolo alimentare per vitelli, vitelli, perché tutte le prove sperimentali si basano su quelle fatte sui bovini dall’INRA francese, perché in Italia non esistono prove sperimentali specialistiche su capi ovini, costo alla tasca del pastore 2,50 €/cad. più lettore trasponder cip bolo € 600,00 e naturalmente 1,00 €/capo per bolo inserito da corrispondere al veterinario. Nelle prove fatte su ovini adulti l’introduzione di questo bolo provoca la morte nel 5% dei capi, con buona pace del benessere animale. Chi paga? Il pastore. Chi ingrassa? Il veterinario. Oltre a questa intelligente innovazione tecnologica il pastore, la cui azienda è dotata di locale con annesso impianto di mungitura meccanica e/o di solo sistema per la refrigerazione del latte è obbligato a produrre, a scadenza semestrale, le analisi delle acque, costo € 240,00 + IVA.
    Secondo giorno del corso: i tecnici di LAORE, la cui agenzia ha preso in consegna le sorti del marchio IGP, illustra tutte le opportunità e i benefit, che i pastori otterranno dall’adesione al consorzio tutela per i propri agnelli, mentre restano sempre in vigore le regole che prima di essere macellati devono essere etichettati, targhetta, di colore diverso da arancione a verde, che puntualmente viene eliminata con il taglio dell’orecchio, costo € 50,00 LAORE, € 80,00 per l’OCPA , ovvero, il consorzio di tutela dell’agnello IGP assimilato a organismo di controllo, oltre ciò si devono considerare le targhette € 0,20 cad.
    Terzo Giorno: i veterinari dell’ ARA, illustrano tutto il percorso per l’abbattimento del numero di cellule somatiche nel latte, costo complessivo dell’operazione € 4,00 per capo ovino (CTM, farmaco, compenso ARA), costo annuo di adesione all’ ARA € 250,00.
    Analisi: premio per il benessere degli animali 19,25 € /capo, se queste è la cifra che viene erogata a capo, possiamo fare il conto della serva, su un gregge medio di 200 capi in lattazione:
    Costi: boli alimentari € 2,50 x capi allevati 200 = € 500,00
    lettore trasponder cip boli via orale € 600,00
    Immissione Boli via orale € 1,00 x 200 capi = € 200,00
    Analisi delle acque prezzo € 144,00 x numero analisi 2 anno = € 288,00
    Animali morti per immissione bolo 200 x 5% = 10 capi x valore capo € 104,00 = € 1.040,00
    Iscrizione IGP LAORE € 50,00
    Quota annua OCPA € 80,00
    Targhette per agnelli €/capo 0,2 x 120 agnelli macellati = € 24,00
    Quota annua iscrizione ARA € 250,00
    Abbattimento cellule somatiche €/capo 4,00 x 200 capi allevati = € 800,00
    Domanda CAA sul benessere animale 2 % sul premio = € 78,00
    Benefici: Premio comunitario €/capo 19,25 x 200 capi allevati = € 3.850,00
    Bilancio: Costi per il rispetto del benessere animale e accessori € 3.910,00
    Utile netto sulle tasche del pastore: -€ 61,00
    Ciò significa, che la perdita netta per l’operatore agricolo è di complessivi – € 61,00, ovvero il 100% delle risorse assegnateli con la misura FB, vanno ad ingrassare le tasche già gonfie delle classi parassitiche e lucratrici del settore primario. Se consideriamo le tre giornate lavorative, ovvero, le ore in cui gli imprenditori agricoli spendono al giorno per seguire il corso, invece di impegnare il loro tempo nel proprio lavoro, tempo che non viene mai preso in considerazione, ma che ha un costo, la perdita netta sarà maggiore, vorremo invece sapere quanto percepiscono come extra questi signori delegati alla docenza dei corsi, sicuramente molto di più del prezzo sindacale, sicuramente saranno ancora più retribuiti dallo stanziamento del finanziamento Regionale per le trasferte per mandare avanti i programma IGP, per la cronaca € 600.000,00 legge DDL art 1. Utilizzando la stessa metodologia di calcolo, senza entrare in calcoli complessi di natura economico-finanziaria, su tre tipologie di greggi, prendendo come parametro tecnico il numero di capi presenti in azienda, avremo : A) gregge con 250 capi percentuale netta al pastore 5% percentuale ai parassiti 95% ; B) gregge con 350 capi percentuale netta al pastore 12,53% percentuale ai parassiti 87,47% ; B) gregge con 500 capi percentuale netta al pastore 18,18% percentuale ai parassiti 81,82%, penso che i dati parlino da soli non c’è bisogno di alcun commento.
    Come si evince chiaramente, dati reali alla mano, i veterinari si preoccupano più di tutto di infastidire e creare pesi-vincoli a chi lavora dalle 4 del mattino fino a tarda sera, mentre loro se ne stanno belli comodi nei loro sontuosi uffici delle ASL e in delirio di onnipotenza, usano, sovente, il ricatto per intimidire il titolare d’azienda, dicendogli, che se non fanno quello che dicono loro, non gli timbrano il registro aziendale e/o interferisco sui premi comunitari, tutte balle questi parassiti non hanno nessuna facoltà e titolo per interferire su nessuna pratica a valere sui premi comunitari e tantomeno, hanno la facoltà di rifiutarvi il timbro, lo fanno basandosi, purtroppo, sulla ignoranza e sulla buona fede degli operatori, a loro interessa trarre benefici al loro portfolio dagli extra dei vacini, immissione boli e lezioni come quelle delle corso formativo, come il benessere animali ect ect, se vi capitasse una situazione del genere fattevi fare il verbale e portatelo dall’avvocato, ne vedrete delle belle, non fattevi abbindolare come successe a suo tempo con i vacini della Blu Tongue, che vi serva da esperienza, quindi rifiutatevi di ottemperare a quel che vi impongo questi signori. Nel Regolamento (CE) n. 1257/99 del Consiglio del 17 maggio 1999 e smi, che contiene le disposizioni e le regole per beneficiare dell’aiuto previsto dalla Misura FB, gli obblighi cui l’allevatore è tenuto a rispettare sono i seguenti : realizzare recinti proporzionati alla dimensione del gregge, cambiare la lettiera 3 volte all’anno, effettuare due controlli l’anno del corretto funzionamento dell’impianto di mungitura meccanica, analisi CMT da veterinari ARA, analisi cellule somatiche da laboratorio accreditato SINAL, formazione tecnici ex ERSAT, per le tecniche di allevamento e monitoraggio in caso di affezione da CMT. Quindi come potete vedere non esiste nessuna voce che conduca ad: analisi delle acque, boli, iscrizioni a consorzi tutela, ne tanto meno iscrizione all’ARA, e a questi ultimi bisogna restituire i moduli che consegnano alla fine delle lezioni per le iscrizioni IGP e ARA, ecco dimostrato il grande imbroglio che si sta perpetrando ai danni dei pastori sul famigerato benessere degli animali.
    Questi signori sono occupati a vessare le tasche degli operatori del settore primario isolano, contribuendo ad affossarlo ulteriormente, in particolare continuano imperterriti a inventarsi regole e/o malattie, spesso e volentieri di importazione, che puntualmente ogni anno si manifestano nuove e più virulente, non emettono ricette perché quelle sono delegate all’ARA e/o privati professionisti al costo di 20,00 € cadauna, perché non fanno come il medico di base per l’emissione delle ricette? Mentre accade tutto ciò, ai porti della Sardegna arrivano indisturbate carini e latticini di dubbia provenienza. Infine due paroline dedicate ai tecnici di LAORE, perché, invece di fare questi corsi non state in ufficio a istruire pratiche delle misure PSR, inevase da tre anni?
    Diego Manca – MPS”

    MEDITIAMO, MEDITIAMO.

    Forse è tempo di essere tutti più responsabili.

  • L’Assessore Prato è un grande furbacchione e da industriale del latte (si badi non “ex”)c’era da aspettarselo che sotto ci fosse qualcosa. Lei non si fida di ciò che sta succedendo intorno al mondo del latte (ci voleva la “truffa” Prato per capirlo?), pensi a come si possono fidare tanti cittadini se in Consiglio si votano leggi senza sapere bene che cosa queste comportano. Eppure ci sono il baldi e superpagati funzionari del consiglio che dovrebbero supportare, oltre ai superpagati consiglieri.
    Le dò però atto del fatto di aver riconosciuto la “truffa” e di averla resa pubblica. Una voce isolata alla quale plaudo che spero ne richiami presto delle altre.

  • Dopo questa legge che qualcuno sostiene epocale (lo sosteneva perfino Muledda negl’anni ’90) con questo elargire aiuti stupidi! da imprenditore agricolo, continuo nel sostenere che le aziende sono in questa situazione perchè le nostre categorie sono rappresentante da persone attente alle leggi di assistenza e non a quelle dell’impresa, in un mercato globale, continuo a dire che questa crisi può essere un opportunità per studiare le giuste soluzioni, vedo però che si cerca da una parte di raccontar balle, e dall’altra di pretendere quello che la Regione non può dare, secondo voi si otterrà qualcosa in questo modo? spero che si organizzi, per studiare metodi giusti da parte di conoscitori delle norme e di persone veramente interessate alla crescita dell’impresa e non di dare i soldi per la gestione degli apparati passivi e senza futuro.

  • Giovanni Piras

    Per Denis
    Sono d’accordo Denis, proviamoci, non ti conosco, non ti connoscat male, ma ricorda che uno dei mali peggiori in agricoltura è la burocrazia irresponsabile, presuntuosa e pasticciona, presente sia tra i dirigenti che alla base.

  • On. Maninchedda, in agricoltura c’è tanto da fare. L’agricoltura ha bisogno di idee, di strategie chiare e programmi precisi. Se, come penso e spero, dovesse esserci un cambio di assessore, il partito sardo d’azione potrebbe essere interessato ad prendere l’assessorato dell’agricoltura? Certo è un settore difficile ed in crisi ma proprio per questo necessità di una guida autorevole. Invito il partito a riflettere su questa possibilità.

  • Salvatore Palitta

    Caro signor Sanna, lei non conosce la mia storia di pastore e di dirigente coop, respingo con sdegno i suoi insulti gratuiti.
    la guerra del tutti contro e il vero problema di questa crisi.
    si tranquillizzi nella legge “salva agricoltura ” no si canta missa pro neunu.
    strana legge figlia di nessuno, eppure gli attori in campo erano tanti, il consiglio regionale, la giunta regionale, l’mps, le organizzazioni agricole.
    Mancavano lor signori, intenti a distribuire caparre o “regalie”.

  • Giseppe Sanna

    Noto, senza stupore alcuno, che il sig. Palita ci chiarisce il concetto.
    dice ” Sul de minimis a favore delle aziende aggregate coop e imprese industriali,massimale di €500.000 per azienda, vale la regola degli aiuti minori senza ricaduta diretta sulle produzioni”
    Tradotto significa che i soldi adrebbero agli industriali ai consorzi e alle cooperative, cioè alle strutture.
    Ma dico!! non vi bastano tutti i finanziamenti pubblici che vi siete presi per creare le vostre cattedrali che poi non hanno aumentato di un solo centesimo il prezzo del latte al Pastore.
    I soldi devono andare ai Pastori non ai soliti noti…..
    Palitta, Si vergogni.
    Mio padre si alza tutte le mattine alle 5 per mungere quel latte che lei trasforma.
    La differenza tra lei e mio Padre e che mio padre Munge le pecore per campare, lei munge i suoi soci per vivere da nababbo.

  • Sono mesi che lo dico e ancora nessuno lo ha capito (o fa finta di non capirlo) ma se Prato è stato messo li (assessore a l’agricoltura) dai suoi compari ,come volete che faccia ad accontentare noi poveri pastorelli!!!lui accontenta chi gli a dato il posto!!!perche ci guadagna di piu!!!cosa possiamo dargli noi??niente!!!!

  • Pietro Caval

    Come già fatto su altri siti, un grazie all’On. Maninchedda per questo articolo, che ha chiarito, se ancora ce ne fosse stato bisogno, i veri intenti dell’attuale assessore all’agricoltura. Condivido quando ha postato Claudio Bardi nel sostenere che i politici non sono tutti uguali, questo articolo ne è la prova, così come ne è la prova l’abbandono dell’aula consiliare da parte della minoranza e le dichiarazioni di qualche Onorevole che ha definito la legge che si andava ad approvare ” una legge criminale”.
    In questo contesto viene evidenziato lo spirito sardista dell’autore, ma mi viene spontaneo chiedere : perchè si sta permettendo tutto questo? Se si è cosapevoli che il cartello esiste perchè non si è fatto per impegnare la poche risorse disponibili in azioni mirate a spezzare il monopolio di 2 o 3 industriali?
    Chi sta all’opposizione può fare proposte, valide o no , è da vedere, ma chi sta al Governo perchè permette che certi obrobri divengano legge della Regione Sarda? Un mistero!!
    Il commento di Robi è passato un pò in sordina, ma quello che ha scritto si avvicina molto più di tante altre parole alla realtà.
    Chi un pò segue la politica regionale degli ultimi tempi non può non essersi chiesto, dopo il famoso rimpasto, l’azzeramento delle deleghe assessoriali, come mai è rimasto un solo Assessore Tecnico. Perchè Prato è così intoccabile? Perchè non provate a dare risposte anche a queste domande che forse ci aiuteranno a capire il perchè della legge regionale n° 15/2010.
    Mi perdoni Onorevole Maninchedda, io condivido al 99% il suo articolo, ma non credo che i funzionari regionali siano incompetenti, sprovveduti o pasticcioni, non è che forse hanno solo copiato per bene quello che è stato suggerito dall’alto?
    Eppure con questa Legge, approvata al contrario, con gli aiuti a favore delle Cooperative e delle OP, con l’esclusione degli industriali, sono convinto che qualcosa sarebbe iniziato a cambiare.
    In Sardegna è sempre mancata una politica mirata a favore del comparto ovino, i pastori sono sempre stati consierati l’ultima ruota del carro, forse perchè mai nessuno ha voluto vederle come quello che realmente sono, delle società che formano la piccola e media economia di quest’isola. Tutti hanno sempre saputo dei cartelli, sia del latte che dell’agnello, ma nessuno ha mai adottato un atto degno di tale nome per combattere queste cose.
    Le associazioni di categoria, dapprima si sono politicizzate, salvo poi tornare alla realtà, quando l’MPS ha iniziato a muoversi e loro a vedere minacciato il loro orticello. L’MPS ha avuto il grande merito di risvegliare le coscienze dei pastori e della Sardegna intera, salvo poi non essere stata capace di ammettere i propri limiti ed evitare in tal modo di farsi fregare per ben 2 volte. Le trattative non si conducono con la sola passione o con il solo orgoglio dell’essere pastori, si conducono con competenze in materia finanziaria, con la conoscenza dei mercati, con la proprosta di soluzioni stategiche mirate ed interventi strutturali a favore delle società pastorali e non degli industriali che diventano sempre più ricchi a spese di chi la loro ricchezza la produce. Prescidendo dal dare merito al Movimento per le tante cose fatte, l’unico appunto che mi sento di fare è il chiedermi come mai non sia passato nella mente di qualcuno di chiedere la consulenza, l’aiuto di tante persone competenti, che in Sardegna ci sono, per portare avanti in modo vantaggioso questa trattativa in questa occasione storica per lo stesso MPS. L’on. Maninchedda è una delle tante persone che hanno dimostrato competenza, ma come lui tante altre sarebbero state disposte ad aiutare MPS ed i pastori.
    Condivido appieno l’intervento del Sig. Mameli, smantellare gli attuali consorzi esistenti, dove oramai lupo e agnello convivono allegramente, ma soltanto perchè l’agnello non ha ancora capito che sta per essere mangiato, sarebbe una gran bella cosa, se ci fosse davvero la volonta di prendere spunto dagli esempi da lui citati, e sopratutto che davvero si punti alla qualità dei prodotti, del latte in primis, ma che lo stesso sia sostenuto da leggi di tutela adeguate e non da norme “farsa” come quella dell’IGP dell’agnello sardo.
    La speranza è che non sia troppo tardi per i pastori e che chi ha una coscienza, oltre le parole, metta in campo le azioni necessarie per fermare questa distruzione del comparto.

  • Salvatore Palitta

    Egregio on.Maninchedda la sua puntuale e puntigliosa analisi sulla norma di legge disposizioni in materia di agricoltura,se non sbaglio da lei approvata insieme al suo gruppo politico.
    Oggi lei fa una sensazionale scoperta,la norma negli articoli 5/18 e il risultato di un grande pasticcio,che favorisce le aziende industriali i soliti monopolisti,Pinna,Agriexport,Mura.
    nel suo ruolo di presidente della commissione bilancio,presumo esperto di contabilità, le chiedo se ha calcolato la ricaduta nel settore dei benefici della legge salva agricoltura,se si ignorano i numeri si rischia di parlare di aria fritta.
    Sul de minimis a favore delle aziende aggregate coop e imprese industriali,massimale di €500.000 per azienda,vale la regola degli aiuti minori senza ricaduta diretta sulle produzioni.
    l’articolo 18 e superfluo, il consiglio regionale ha approvato una legge che disciplina gli aiuti solo in regime de minimis e quindi non cumulabili.
    Lascio a lei onorevole l’onore di calcolare la ricaduta sulle aziende agricole e industriali dei benefici della legge.
    cordiali
    saluti Salvatore Palitta
    presidente del consorzio Agriexport Sardegna soc.coop.

  • Giancarlo Mameli

    Resta agli atti che i Sardisti hanno scelto di trattare l’ennesima crisi del settore con spessore politico correttezza amministrativa e indicando le certezze possibili nell’attuale congiuntura.
    Il problema del “cartello”, esiste da parecchio tempo e tutti ne sono a conoscenza, bisogna capire che le poche risorse disponibili vanno impiegate per spezzare questo monopolio commerciale.
    occorre come ho avuto modo di dire in altre occasioni sul tema specifico, investire sulla qualità, divesificazione produttiva, capacità commerciale.
    In molte regioni d’europa(Francia) e nella stessa Italia,i prodotti agroalimentari d’eccellenza nascono all’interno dei “poli agroalimentari di sviluppo”.
    Un polo attrezzato come quello di Cuneo è costato circa 10 ml di €, ma sostiene gli operatori agricoli in materia di: ricerca, commercializzazione, logistica trasporto. tutti mangiamo la “melinda”; prodotto sostenuto da struttura simile, il parmiggiano reggiano, il prosciutto di parma, la mozzarella di buffala.
    tutti prodotti diventati eccellenti con il sostegno di strutture miste pubblico-private,dove ilpubblico serve ad impedire il monopolio privato a scapito dei produttori e per contro gli stessi produttori sono azionisti a rischio di tali strutture.
    Ripeto, per l’ennesima volta, il pecorino denominato “romano”, un pessimo prodotto, serve soltanto agli industriali, poca tecnologia, quasi nessuna manutenzione, ricarico oltre qualsiasi parametro commerciale. se poi non si vende! nessun problema, ci pensa il danaro pubblico a trovare la soluzione… tampone, ma solo per gli industriali.
    il problema è che noi Sardisti abbiamo scelto una strada forse impopolare all’inizio, ma oggi alla luce degli sviluppi, siamo orgogliosi di aver ragionato per il bene esclusivo dei nostri fratelli pastori e agricoltori. cosa ben diversa, dal compiacerli sperando in un consenso politico. Noi abbiamo le idee per traghettare il settore strategico per la nostra Nazione nell’era del prodotto caratteristico… ma di qualità.
    fortza paris

  • Claudio Bardi

    Grazie per la Chiarezza..
    Per L’ennesima volta devo dire che ho appreso d agricoltura e di trasse e trassede, più leggendo questo sito che non giornali blog ecc. ecc.
    Onore al merito dell’ Onorevole Maninchedda e del suo impegno.

    Quanto affermato da Rosanna lo condivido solamente in parte, in quanto Paolo ha appena dimostrato che I nostri Politici non sono tutti Uguali.
    Cè chi studia e lavora e non è conforme al sistema di Potere.
    Onore lui e spero che il prossimo Consiglio Regionale sia formato da almeno altri 40 come lui.. Allora si che riusciremmo a riscattatarci veramente.

    Onore a Fortunato che dimostra la sua coerenza riconoscendo all’impegno la giusta riconoscenza, direi a lui, lottatte assieme a Maninchedda e aiutiamolo a Cambiare Questa Regione.
    Aiutiamolo a stanare i furbi e i fannulloni che vivono come parassiti alle spalle di noi Sardi laboriosi e onesti, aiutiamolo a cambiare questa nostra terra.
    Saluti a tutti

  • Oi, oi..L’assessore Tecnico con l’appoggio del Presidente ha raggiunto il suo l’obiettivo Politico. In 20 mesi ha spaccato il mondo della produzione, le associazioni di categoria e, con la complicità del consiglio, tra una fiera e l’altra (quattro milioni di euro spesi nel 2010), ha gettato le basi per la realizzazione della ormai famosa “Camera di compensazione”. Gli industriali, (Consorzio latte e del Pecorino Romano) se la godono senza aver mosso un dito, zitti zitti. Ha fatto tutto il loro uomo a capo dell’assessorato all’agricoltura. Incredibile!!! e la Politica? E i politici? Dove erano e Cosa hanno fatto. Complimenti ad Andrea Prato ha fatto un eccellente lavoro! Dopo questa legge, a obiettivo raggiunto, si può completare la verifica di giunta. Ora si può sostituire.
    E il MPS la coldiretti la cia la copagri la confagricoltura farebbero bene a sedersi attorno ad un tavolo per affrontare uniti il problema: PREZZO DEL LATTE.

  • Condivido pienamente quello che ha detto Rosanna.
    FIRMA Pastore deluso

  • A. L. Mambelli

    Prima l’avete approvata e dopo l’avete verificata?

  • Io vedo solo una cosa qui a vigilare sono in molti a vedere nessuno, evidentemente quei contributi fanno gola a molti, chi deve vigilare dove stava? mi chiedo se si informano su cosa si sta facendo o tutti pensano ai propi interessi politici e non, qui il responsabile non è solo Prato ma tutti indistintamente o una legge simile non sarebbe mai passata, complimenti a chi tutela i pastori e complimenti alla politica di tutela, vedo che tutti si accorgono delle cose una volta che si FIRMA MAI PRIMA CHISSA’ PERCHE’?

  • L’MPS di Fortunato Ladu per prima dovrebbe vigilare su Felice Floris, e su di lui stesso. Perche prima di firmare la “porcheria”, che hanno firmato con la regione dovevamo aprire gli occhi, ma vuol dire che gli andava bene cosi’,”cioe favorire gli industriali”.

    firma pastore deluso

  • Ricordate i proclami dell’Assessore Prato all’atto del suo insediamento? Aveva addirittura istituito una “Unità di crisi” che, se non ricordo male, avrebbe dovuto studiare i problemi e proporre soluzioni di “sicuro buon fine”. All’inizio della legislatura detta Unità di crisi scorrazzava in lungo e in largo per tutta la Sardegna, con costi di missione a carico della Comunità. Che fine ha fatto e soprattutto quali problemi ha studiato e risolto? Si forse è meglio per l’agricoltura sarda destinarlo a qualche Presidenza

  • Fortunato Ladu

    Questo è un gioco che non credo riesca per il semplice motivo che già si comincia ad essere vigili. Qui il MPS è totalmente d’accordo sul fatto che l’ambiguità non và bene e su questo faremo le battaglie al vostro fianco.

  • Questa è la conferma di quello che ho sempre pensato, che il vero obiettivo è la gestione della filiera dell’ovino da parte di pochi.

  • Non è accusando funzionari regionali etc etc, buttandola così nel mucchio che facciamo andare meglio le cose. Abbiamo responsabilità enormi tutti, me compreso, quando al supermercato decido di acquistare grana padano

  • Ma è possibile che ancora qualcuno faccia questi giochetti e un intero Consiglio Regionale con tutti i suoi addetti e portaborse e staff, non faccia una verifica,prima di approvare una legge.
    E l’opposizione? era impegnata nella riunione per votare NO, alla mozione sull’indipendenza?
    Possibile che si debbano dare incarichi esterni anche per formulare leggi su argomenti così delicati, visto che si parla di comparti dove gli addetti sono allo stremo e il settore ormai alla canna del gas.
    Prato ormai è confuso, deve essere spostato, fatelo PRESIDENTE DI QUALCOSA… in politica gli incapaci vanno premiati.

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