Dialogo e determinazione

8 agosto 2013 12:370 commentiViews: 6

Care amiche e amici,

in questi giorni e in queste ore si rincorrono nei confronti del Partito dei Sardi molteplici richieste di incontro o di interlocuzione da parte di varie formazioni, sia di quelle che ci sono amiche da sempre, e che ringraziamo, sia di quelle che ci hanno criticato anche con toni e argomenti scorretti. Stiamo dicendo di sì a tutti e nel frattempo continuiamo a preparare le nostre liste. Forti della nostra identità, dei nostri valori, del nostro stile non rifiutiamo il dialogo, o quantomeno l’ascolto di ciò che ci si vuol dire, perché, per costruire uno Stato, bisogna costruire relazioni, anche relazioni dialettiche, ma relazioni e non sempre e comunque rotture insanabili. Noi, sin dal principio, abbiamo detto di non voler creare artificiosamente antagonismi per coltivare una banale rendita di posizione data dalla contrapposizione. Se oggi abbiamo il problema di avere più candidati che posti disponibili nelle liste, ciò dipende dal fatto di aver messo al centro un grande ideale e una chiarezza programmatica capaci di comprendere le differenze e di orientarle positivamente verso la costruzione di uno spazio politico più largo, più giusto, più efficiente. Quando si hanno queste caratteristiche, si ha anche la capacità di dialogare anche col più duro degli avversari, perché l’ideale della costruzione dello Stato Sardo può comprendere anche lui.

Ciò che tuttavia rimane per noi prioritario è rispondere non tanto alle forze politiche che ci cercano quanto agli attivisti del Partito dei Sardi e ai tantissimi sardi incuriositi, risvegliati dal torpore, animati da nuova speranza. A tutti costoro, che ci chiedono incontri, iniziative, che ci vogliono aiutare nel radicamento territoriale e nella stesura del programma, va il primo e più grande pensiero. A tutti chiediamo comprensione e pazienza, il lavoro è veramente tanto! È probabile che a fine settembre sarà necessario fare una sorta di congresso: siamo diventati troppo grandi in breve tempo e c’è un salutare problema di partecipazione e di condivisione delle scelte.

Gli incontri fatti in queste settimane sul territorio ci hanno dato infatti riscontri positivi, per non dire esaltanti. Si è trattato di incontri volutamente informali, o semi-pubblici, fatti per rinsaldare il legame con reti e parti di società che si sono immediatamente mostrate pronte a mettersi a disposizione del progetto. Tanti altri incontri seguiranno anche in vista del vero e proprio inizio di manifestazioni ed eventi pubblici. Per farlo lavoreremo all’organizzazione e alla comunicazione del Partito dei Sardi anche in questi giorni a cavallo di ferragosto.

Infine un pensiero speciale va alla Sardegna devastata dal fuoco, ai tanti che con sacrificio e amore per questa terra si stanno spendendo per contrastare l’azione devastante delle fiamme, a tutti coloro che hanno subito danni piccoli o grandi.

Vedere quanto sta accadendo rafforza l’esigenza di portare il Partito dei Sardi al governo della Sardegna. Solo una forza che concepisce già oggi la Sardegna come uno Stato può ribaltare quel rapporto malato che in ogni campo della nostra vita ci condanna ad attendere l’arrivo di qualcosa da fuori mentre la nostra vita va in pezzi: siano essi i nostri soldi mai resi, le navi e gli aerei che ci devono connettere con il mondo, i Canadair che devono spegnere i nostri incendi. Serve un nuovo modo di governare per la Sardegna e dalla Sardegna, perché i sardi che in questi giorni ci cercano o combattono le fiamme meritano di più. È per questo che è nato il Partito dei Sardi.

 Paolo Maninchedda                                                                                                                 Franciscu Sedda

 

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