L’Assessora al Lavoro ha dato un appuntamento al suo popolo: «Venite a parlarmi dei vostri problemi sanitari, porte aperte al mio popolo».
Quando si comincia a usare il possessivo col termine popolo, si prende una brutta piega di cattivo gusto, si imbocca il sentiero della provocazione sociale, tipo minca ‘e connada nel mondo delle corna, diserbante potentissimo delle relazioni familiari.
L’accorato appello popolare è stato ripreso anche dall’Unione Sarda che ha così ingigantito la platea di Desi.
Ma, inaspettatamente, nei commenti il popolo ha dimostrato di non essere più “suo”.
Cominciamo.
Il più cortese è cesare222: “Avrei bisogno di una visita urologica”.
Più dubbioso Lucs: “È uno scherzo?”.
Ironico Saint Germain: “Babbo e Mamma mi hanno insegnato che non si parla dei fatti propri agli sconosciuti”.
Entusiasta Angeloi: “Wow, una svolta! Finalmente! Ecco una buona notizia, possiamo parlare dei nostri problemi sanitari a Desirè”.
Concreto Bundos: “Bene. Se le esplicito che ogni sei mesi vado a Milano per visita controllo e tac perché in Sardegna non si po’ che fa? …mi dona 500 € per pagarmi le spese? Ma va la’!”.
Insinuante Luis1961: “Praticamente ha commissariato Bartolazzi, la presidente della Regione approva questo modus operandi? Inusuale x un assessore che si occupi di un lavoro di un suo collega, delirio di onnipotenza”.
Sentenziante Cinziaebo: “Povera! Io penso che non valga neppure un piede di Bartolazzi, la invito a leggere il curriculum del collega e poi fare l’unica cosa dignitosa che le rimane, ritirasi a vita privata, però in silenzio questa volta.
Magnanimo Zorroxxx: “C’è da dire una cosa, anzi parecchie, sono cardiopatico e a fine anno il mio medico andrà in pensione. 12 pastiglie al giorno che non mi possono essere date senza ricetta medica (farmaci salvavita) Desiré che si fa??? Di contro devo ammettere che ci stai mettendo la faccia, cosa che la Todde non ha fatto. Brava”.
Bodyscemo Dadà: “Brava! Per scavalcare allegramente, senza paura, l’assessorato e l’assessore alla sanità bisogna nascere femmina “con due bocce così”, e Desirée “la nacque”! :-))))”.
Insomma, Desi, il popolo non è tuo e non perdona chi lo usa.

Tutto giusto, tutto vero, però essere finiti a commentare i commenti social…
Eppure una volta era un blog serio.
Egr Prof.
Oggi,sentendomi, anche se in parte infinetesimale, componente del popolo che nessun grande,dico grande, personaggio della storia sia politica che religiosa del mondo ha mai definito “mio”, con estrema sintesi le chiedo: Mi aiuti a capire. se la Desiré fa, la portalettere di Bartolazzi? Se sì, povero assessorato alla Sanità! (L’é proprio mal ridotto!) Se no, povero assessorato al Lavoro in mano ad una mancata postina ( L’è proprio peggio ridotto!)
P.S. Mi scuso per il paragone con una degnissima professione, che stimo ed apprezzo, quale quella del postino. Colgo l’occasione,anzi, per inviare un saluto alla infaticabile postina che tre volte alla settimana mi fa trovare,con estrema puntualità, virtù ignota a tantissimi politici, la corrispondenza nella buca delle lettere di casa.
Cordiali saluti
Leggete quello che ha scritto Mauro Pili
una vergogna x tutti noi e i Sardi nel mondo….
per me è grave che chieda al Popolo di confidarli la situazione che evidentemente non conosce, ma la Todde sarà d’accordo che la signora Manca si intrometta nelle faccende di un altro Assessore , chiedo per un amico ma se uno si presenta nel suo studio viene identificato oppure resta anonimo si deve compilare qualche fax -simile a pensar male a volte ci si azzecca diceva un noto polito Italiano
Egregio, standole ormai stretto l’abito di influencer, ecco la Nostra trasformarsi in novella Petrolini. Ed anche lo spettacolo di cabaret può iniziare.
Saluti.
Bregungia. Non credo ci sia altro termine per definire una cosa simile. La provo io al posto suo, evito di leggere la notizia. Bergungia, meglio.
Pare la tiktoker napoletana Rita de Crescenzo. Anche lei cita ” il popolo” nelle sue apparizioni.
… poite, de candho fut Desiré desiata chentza «parlare col suo popolo»?
De candho fut cricandho votos?
E foedhare po ite, po fàere quattro chiacchere?
No ischit ancora de ite «parlare col suo popolo»?
L’assessora influezer crede che i problemi veri si risolvano con due chiacchere da bar
Puzza di campagna elettorale anticipata…
Aiutoooo.,….,… che vergogna…..senza un minimo di dignità.,,.,ma molta,.,…. APPARENZA
Roba da reparto neurologico e la nostra si crede Napoleone
Bodyscemo Dadà: non ci nacque con le bocce, galeotto fu il silicone….
E’ una rappresentazione perfetta di come i “buchi neri” del linguaggio abbiano fatto irruzione nelle democrazie in virtu’ di quella locuzione (mai adeguatamente interpretata) in cui e’ detto che la Sovranita’ appartiene al POPOLO che la esercita eccettera eccettera.
A me la parola Popolo non e’ mai piaciuta non solo come astrazione ma anche esistenzialmente . Mi ricorda bruttissime esperienza Storiche che se, anche non vissute, non possono non essere problematizzate. Ad esempio, il discorso di Robespierre alla Assemblea della Convenzione intorno al destino del Re di Francia, Luigi XVI, e’ ORRIBILE perche’ per un esigenza meramente simbolica condanna un singolo .
La Democrazia e’ fortemente degradata e questo avviene perche’ la Liberta’ e’ intesa come oggetto e non come verita’.
È una tristezza immensa lo squallore che ci circonda. Politici che cercano i voti di persone che profondamente disprezzano e ai quali si sentono superiori. Potenziali elettori che disprezzano i propri governanti perché hanno sperimentato la loro ipocrisia, ora sorridente ora arrogante.
Il patto è tragicamente spezzato.