Deriu ha vinto a Nuoro. Continuiamo a fare l’opposizione col nostro 13%.

14 giugno 2010 20:0725 commentiViews: 16

023Deriu ha vinto. Il risultato nasce da migliore organizzazione al secondo turno del Pd e da una tendenza della provincia a votare sullo schema nazionale e non sulle proposte e sulle esperienze sarde. C’è un dato, però, che mi rende sereno: noi oggi in provincia siamo a pochi punti dal Pd.
Secondo: in molte schede, anche del ballottaggio, la croce era sul simbolo del Psd’az.
Terzo: noi abbiamo un progetto che va oltre le elezioni: noi vogliamo cambiare il sistema politico della Sardegna, far nascere un grande partito dei sardi, e di conseguenza cambiare le alleanze e le istituzioni. Una cosa è certa: non siamo per stare a guardare le acque ferme che diventano morte.
Quarto: noi siamo l’unica forza dialogante in provincia e in regione, l’unica forza che riconosce come interlocutori i riformisti del centrosinistra e del centrodestra. Questa funzione di dialogo deve rimanere intatta. Speriamo che il Pdl non si arrocchi intorno a berlusconi-panacea-di-tutti-i-mali per riuscire a sopportare il peso della sconfitta; speriamo che il Pd non si esalti al punto da tornare sprezzante e isolazionista come era poco prima delle regionali. Insomma: noi dobbiamo rimanere l’incubatore del partito della Nazione sarda.  I nostri candidati saranno i nostri dirigenti. Noi siamo in provincia di Nuoro l’unico fattore dinamico che può fare evolvere il sistema politico: dobbiamo restare fedeli alla nostra missione. Detto questo: domani dirò cose gravi sulla situazione economica e finanziaria della Sardegna, su alcune gravi menzogne pubblicate dal Giornale, sulla necessità di una svolta indipendentista nella politica regionale.

25 Commenti

  • Giuseppe non abbia paura a dire che alcuni partiti possono unirsi, non tutti ma alcuni sì. Conformandoci al clima che è stato messo in piedi da movimenti come IRS dovremmo giustificare 9 partiti Sardi. 9 partiti non hanno alcuna giustificazione neppure in un ottica bipolare.
    Non ci sono molte differenze sostanziali tra partiti: http://www.sanatzione.eu/2010/07/se-2-piu-2-non-fa-4-chi-come-e-perche-dovrebbe-fondare-il-partito-dei-sardi/

  • Caro Paolo mi complimento per il risultato ottenuto in provincia di Nuoro e da indipendentista vi auguro di crescere sempre di più…. ora sono convinto che il prossimo passo da compiere per tutti i partiti indipendentisti sia quello di avvicinarsi (non unirsi) discutere dei temi che ci stanno a cuore e vedere le possibili battaglie da fare assieme….. detto questo auguro al vostro partito tutto il bene possibile….. P.S. spero che la prossima tornata elettorale vi presentiate soli… chi è indipendentista non ha paura correre da solo… :)

  • per dovere di cronaca:
    http://www.unionesarda.it/Articoli/Articolo/185029

    questo è il futuro ragazzi! Se non ci si sveglia si apparecchia la tavola, per sempre.
    Caro Paolo, aspetto con ansia la discussione della mozione sull’indipendenza, in Consiglio regionale.

    Intanto a Perfugas primo cittadino IRS.

  • Gian Cristian

    Buon giorno Paris dove? ( mi viene in mente un grazioso film….) penso che, dal mio punto di vista, ho chiaro dove si trova lo Zenit. E mi sa tanto che tu ti trovi ad un tuo Nadir. Questo non perchè la tua proposta sia eversiva, sarei disposto a dare la vita per vedere un governo sardo vero e proprio, ma perchè dovrebbero accadere troppi eventi per i quali non so quanto la Sardegna sia pronta. Or ora, da ciò che scrivi, mi sembra tanto che il tuo ideale di Sardegna sia una sorta di Thèleme, con un cartello posto al suo ingresso con su scritto “fai ciò che vuoi”. Ma non funziona così. La tua idea presuppone un ampio progetto indipendentista che debba render carta straccia una costituzione nazionale ( seppur italiana ma essa esiste), diversi trattati internazionali, persino (sic) un trattato europeo. Seza contare anche uno statuto sardo che, non ti sembri poco, rappresenta la nostra costituzione. Ora ritengo che i tempi siano maturi per una soluzione indipendentistica, giuridicamente accettabile, ma non eversiva di enti ed istituzioni che rappresentano lo stato delle cose. Non ci sono riusciti gli amici corsi, gli amici baschi e neppure gli irlandesi. Un modello a cui possiamo aspirare potrebbe essere quello catalano; ma questo non vuol dire che dobbiamo diventare un protettorato.Anche perchè purtroppo, volenti o nolenti, per le anzidette ragioni se non dobbiamo fare i conti con l’Italietta li dobbiamo fare con l’Europa. La nostra indipendenza deve essere dettata dal decisionismo puro di una nazione sarda che sia consapevole di se stessa. Ma se non prendiamo coscienza di questa necessità ogni altro discorso è inutile. Soprattutto il discorso delle energie. Abbiamo il dovere di discutere di tutto questo, ma non proclami. Occorrono progetti seguiti da fatti concreti. Perchè per risolvere la questione energetica non possiamo dire “cacciamo la SARAS” (sarebbe bellissimo ma dei 2500 disoccupati che ci sarebbero che ne faremo?). Teniamo i piedi per terra verso un orizzonte comune. Io penso che nelle nostre diversità troveremo i tratti di unione per la creazione della nostra nazione.
    Forza Paris (tue puru)

  • Paris dove?

    Gian Cristian, purtroppo non ti rendi conto che nelle tue parole rassegni comunque un orizzonte molto limitato alle tue aspirazioni. La Sardegna non si potrà mai sviluppare, come potrebbe, se non ha il controllo politico con un parlamento sovrano cioè non legato al sistema dei poteri italiani, una rappresentanza europea degna di tale nome, di Nazione, una propria fiscalità, propria competenza nell’istruzione di tutti i gradi, una propria competenza nei trasporti delle persone e delle merci, competenza per l’energia, tema ormai irrinunciabile. E come puoi rinunciare a relegare la Sardegna a servitù militare dello Stato italiano ancora per chissà quante generazioni e non permettere invece che sia sovrana e possa trattare in modo paritetico una dismissione programmata? O si ha coraggio di lottare davvero dimostrando che tutto ciò è possibile altrimenti non fate nemmeno finta di avviarla la costituente perchè l’indipendentismo secondo me non vi aiuterebbe e probabilmente voi passereste alla storia come i fautori di questa nuova prigione, decisa da chi, interessi reali per la nostra terra non ne ha e non ne avrà mai. Non svendete il futuro della nostra terra..

  • Gian Cristian

    Gentili frequentatori di questo blog vi invito ad una riflessione. A voi tutti, a prescindere dagli eterni dilemmi da cosa è destra o sinistra, cosa è il federalismo o l’indipendenza, interessa la costruzione di una nazione sarda? Il quesito è questo.E a questo che dobbiamo dare una risposta. Vogliamo veramente che la nostra isola ed il suo patrimonio di storia, cultura, ambiente e tradizioni diventare un unicum riconoscibile sotto un’unica bandiera? Al di la delle varie questioni, che si possono approfondire incontrandoci di persona, ciò che rileva è che la coscienza autonomistica sta lievitando. Per ora e senza fretta. Ma in maniera inarrestabile. Il successo del partito sardo e dei movimenti che si richiamano alla sardità ed alla nazione sarda, ci deve far riflettere. E’ il momento di guardarci tra di noi e con reciproca fiducia. Se pensiamo di avere delle carte da giocare sul tavolo dell’autonomia, delle zone franche commerciali, dei trasporti che assicurino la vera continuità territoriale, delle produzioni locali da inserire in un mercato più vasto e a prezzi competitivi. Se riteniamo che la Sardegna sia la casa degli allevatori quanto dei turisti, quanto degli operai e dei precari, allora siamo pronti per qualcosa di più grande di noi. E’ tempo di destarci dal secolare torpore che ci ha anestetizzato e trovare la via verso la costituzione della nazione sarda.
    Per Luca, scusa la risposta un po stizzita. Apprezzo ciò che hai detto. Ma troppe cose nel nostro collegio mi hanno dato fastidio. Quando ci vedremo, con grande piacere, te ne parlerò.
    Forza Paris ( Tottus)

  • sembrerà banale, ma il vero problema di noi tutti è l’affascinante e annosa querelle dell’appartenenza: “centrodestra” o “centrosinistra?”
    siccome anche io ne sono avvinta, ritengo opportuno che si stabilisca una volta per tutte COSA E’ DI DESTRA e COSA E’ DI SINISTRA, cosicchè tutti si sappia bene come comportarci:
    chi guarda annozero e raitre è di sinistra, chi guarda TG1 è di destra;
    chi prende aulin è di destra, chi si cura con l’omeopatia sicuramente di sinistra;
    chi beve un rosso d’annata in calice di cristallo è di sinistra, chi beve cocacola o whisky è di destra;
    chi si compra i film porno è di destra, chi li guarda di nascosto è di sinistra;
    il maschio che fa la pipì seduto sul water è di sinistra, chi la fa in piedi è di destra (cosa sono queste mollezze?);
    chi tiene alle dipendenze un lavorante italiano in nero non può che essere di destra, chi fa un contratto alla badante rumena da due ore settimanali, ma le dà cinquecento euro al mese per lavorare dodici ore al giorno, è di sinistra;
    chi ha il mercedes è un borghesaccio di destra, chi ha il bmw è un anticonformista imprenditore di sinistra;
    chi compra dai senegalesi (aiutiamo l’africa) è di sinistra, chi compra dai cinesi (economia emergente) è di destra;
    l’autista che si ferma alle strisce per far passare i pedoni è di sinistra, quello che si ferma solo quando passano le bonazze è uno (viscido) di destra;
    l’autonomo che non paga le tasse perchè tanto nessuno controlla è di destra, quello che non le paga e inveisce perchè la pressione fiscale strozza l’ impresa è di sinistra;
    chi dà l’8 per mille alle chiesa è di destra, chi dà il 5 per mille all’associazione per la protezione dell’indipendenza dei gatti dà tettoia è di sinistra;
    il dentista che non rilascia la ricevuta fiscale è di destra, il paziente che non la richiede per avere lo sconto di 50 euro è di sinistra;
    non mi è chiaro se fare classifiche su cosa è di destra e cosa di sinistra sia di destra o di sinistra

  • pietro delussu

    Caro mmc( perchè ti nascondi dietro l’anonimato?), chiunque tu sia, mi pare che i tuoi giudizi siano almeno ingenerosi.
    Faccio parte della segreteria provinciale di Cagliari,ti confesso che qualche grado di presbiopia ce l’ho, ma pur non essendo nuorese, miope non sono. Il PSdAZ ha a Cagliari, ma io credo in tutta la Sardegna, problemi di tipo organizzativo, di risorse sia umane che finanziarie, di progetti, di idee, di mancanza di forze fresche.
    Malgrado tutto questo non ci siamo tirati indietro, ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo lavorato ed organizzato le elezioni provinciali.
    Grazie all’impegno dei trenta candidati, che voglio da quì ringraziare,abbiamo ottenuto il 6,35% dei voti: un ottimo risultato, se paragonato con il 4,7% delle provinciali 2005 e con il 3,64% delle ultime regionali.
    Un risultato che, mi pare di ricordare, il nostro partito non registrava da circa vent’anni.
    Nonostante questo ottimo risultato elettorale abbiamo perso. E quando si perde vuol dire che si sono comessi degli errori.
    Il nostro più grande è stato fondamentalmente quello di fare affidamento in un partito, il PDL, che si è invece rivelato inaffidabile.
    Le loro diatribe interne, unitamente alle poche edificanti notizie che arrivavano da Roma e da Cagliari, hanno portato ad un loro forte ridimensionamento al primo turno e al dissolvimento nel ballotaggio.
    L’astensionismo c’entra poco, perchè è il sintomo di un male che coinvolge tutti: l’incapacità della politica di dare risposte ai problemi veri della gente.
    Potevamo fare scelte diverse? In qualche realtà forse si, a Cagliari la scelta era quasi obbligata, considerate le vicende degli ultimi anni che rendevano impraticabile un’alleanza col centrosinistra-rossomori.
    La sola alternativa praticabile poteva essere quella di andare da soli.
    Una scelta già sperimentata, e che con la vigente normativa elettorale si traduce, usando una metafora calcistica,
    nel giocare la partita partendo da cinque reti di svantaggio.
    Dunque la strategia elettorale, almeno per quanto riguarda Cagliari, a mio parere non poteva che essere quella.
    E allora dov’è l’inghippo?
    Secondo me il nostro partito deve dare risposta ad una questione di fondo, ad una contraddizione insufficientemente dibattuta e affrontata, che è questa: come può un partito come il Partito Sardo d’Azione, la cui missione è l’indipendenza della Sardegna, dipendere dalle bizze di plenipotenziari straricchi di Berlusconi o da nipoti e
    nipotini di DC e PCI.
    Se davvero crediamo nella missione,qualche volta ne dubito,dobbiamo celermente riacquistare libertà d’azione,a cominciare dalla regione, dove il problema più urgente non è sicuramente quello dell’incompatibilità tra consigliere ed assessore.
    Arriveranno presto altri appuntamenti elettorali, a poco serviranno la scaltrezza e gli equilibrismi nella scelta dell’alleato giusto, se non rispettiamo gli impegni che abbiamo preso con i nostri elettori.
    Leggo sui giornali della necessità di rafforzare la giunta, come risposta alla debacle elettorale.
    Ben venga il rafforzamento, e mi chiedo del perchè si sia partiti con una giunta debole.
    Per quanto ci riguarda però non è una questione di muscoli.
    Semmai i muscoli gli dobbiamo mostrare per pretendere il rispetto dell’accordo stipulato con i partiti alleati che prevede la realizzazione di un programma, nel quale i punti più qualificanti erano e sono quelli deliberati dal consigli nazionale del 3 gennaio 2009:

    1) Riscrittura dello Statuto in direzione di un deciso aumento di sovranità attraverso la convocazione di un’Assemblea costituente
    2) Iscrizione dei costi della continuità territoriale sulla fiscalità italiana e europea e non su quella sarda.
    Immediata riscrittura della parte dello Statuto che ha addebitato i costi della continuità territoriale ai sardi.
    3) Varo immediato di un piano straordinario di sostegno alle famiglie e alle imprese
    4) Modifica del Disegno di legge sul Federalismo fiscale, per trasformare il federalismo italiano da devolutivo in associativo. Realizzazione dell’Autonomia impositiva e estensione della disciplina delle zone franche urbane alle zone rurali.
    5) Elezione della Sardegna a capitale delle energie rinnovabili. Destinazione sociale e non privata dei certificati verdi
    6) Esclusione di qualsiasi ipotesi di realizzazione di centrali atomiche o di depositi di scorie atomiche e/o assimilabili in Sardegna
    7) Chiusura dei poligoni militari.
    8) Commissione di indagine regionale sugli effetti delle nanoparticelle sull’organismo umano
    9) Varo del piano scolastico regionale capace di garantire la scuola in ogni paese della Regione, anche attivando il capitale privato
    10) Inserimento dell’insegnamento del sardo e della cultura sarda nella scuola elementare.
    11) Riforma urbanistica nella direzione della tutela ambientale, della certezza delle regole, del rispetto delle competenze comunali. No alle seconde case, alla muraglia lineare lungo le coste. Sì ad un Piano alberghiero perequativo per quelle zone a bassa ricettività. Severa incompatibilità politica sul ruolo dell’Assessorato all’
    Urbanistica, che dovrà essere gestito da figure di provata distanza dagli interessi immobiliari.
    12) Severo rafforzamento della disciplina del conflitto di interessi.

  • Salvatore C.

    Questo anelito di libertà che pervade i nostri giovani mi riepie di gioia.
    Ragazzi, continuate così per il bene della nostra amata Sardegna, e non arrendetevi al primo ostacolo, la costanza da sempre buoni frutti.
    Forza paris

  • La mia precisazione non intende e non intendeva colpevolizzare nessuno.
    È un dato preciso che viene dal voto. il mio collegio è lo stesso perchè sono di Gadoni. Mi chiamo Luca Pilia. Ero preoccupato del voto di iRS in provincia di Nuoro perchè tardava la nomina degli eletti, per disguidi burocratici, immagino. Ora siamo contenti per la nomina di Bobore Bussa. Le amare sorprese non sono per iRS sicuramente. E non dimentico che pur votando iRS nel primo turno, libero da vincoli di partito, ho votato sul nome di Crisponi, persona capace e stimabile. La posizione di iRS è chiara e pubblica; chi vuole leggerla vada ai documenti ufficiali. Comunque sono contento che un giovane preparato come te si impegni per la collettività e per il fine ultimo qual’è la Repubblica di Sardegna.
    Mi auguro di incontrarti personalmente.
    Saluti

  • Gian Cristian

    Caro Luca, premettendo che sono Melis, il diretto interessato posso dire che è fin troppo facile fare le analisi sulla base dei meri dati numerici. Nel nostro collegio poi il presidente Crisponi ha vinto in tutte e due le tornate elettorali. E nel tuo? Poi hai detto di votare IRS. Preoccupati del risultato del tuo partito, che tra l’altro nel mio collegio è andato molto bene grazie ad un ragazzo, Nanni Loi, di Belvì molto meritevole. Ti invito, per esaustività tua e dei terzi che leggono il blog, a controllare i dati degli altri territori. Magari troveresti qualche amara sorpresa. E ti posso assicurare che il nostro elettorato è andato a votare. E ho più di un indice per dimostrartelo, a partire dalle croci effettuate sul simbolo del psd’az nel ballottaggio. Se i voti mancano non sono quelli del nostro partito. E non dimenticare che manca pure il tuo. Con cortesi saluti

  • Nel mio post non ho parlato di voti degli altri candidati presidente.
    Ho semplicemente notato come dal computo dei voti di lista della coalizione Crisponi siano mancati quei voti. Voti del cdx e non del csx.
    Quindi una più attenta promozione della coalizione da parte dei candidati consiglieri, come minimo, avrebbe sicuramente portato a risultati migliori.
    La coalizione di Crisponi ha perso nei paesi, non di certo a Nuoro. I dati del ministero degli interni parlano chiaro.
    Saluti.

  • Stefano De Candia

    per Luca
    anche ipotizzando che tutti e 850 i voti mancanti a Desulo andassero a Crisponi direi che se lo scarto era di 1450 voti il risultato finale sarebbe stato lo stesso.
    La mia osservazione era semplicemente che il csx avrebbe vinto al 100% e se fosse stato unito lo avrebbe fatto al primo turno senza alcun dubbio derivante da Desulo o altro collegio e questo lo sapevano tutti, ma proprio tutti a cominciare da Paolo che infatti ha sperato ed ottenuto un risultato enorme grazie anche alle forti divisioni nel csx.
    Era oggettivamente impensabile che chi aveva votato Arbau al primo turno avrebbe votato Crisponi al secondo.
    Tutto quì e comunque era un modo per evidenziare ancora meglio il risultato del partito a Nuoro, anche se io mi chiedo che avrebbe fatto il PSd’Az in coalizione col csx e quanti voti in più avrebbe preso… fatapolitica sicuramente ma non credo sinceramente che sarebbero stati meno

  • A Nuoro il PSdAz ha fatto numeri veri solo perchè Paolo ci ha messo la faccia.
    Nel resto Sardegna, vista una dirigenza miope, non è stato possibile fare altrettanto.
    Nel 2011 saranno le comunali a Cagliari.
    Che si vuol fare?
    Regalare la città senza pugnare comportandosi da fedeli servitori del centralismo romano e della oligarchia mafiosa cagliaritana o creare da ora i presupposti per una lista civica aperta a tutti gli indipendentisti?
    Dov’è il PSdAz a Cagliari?
    Me lo chiedevo prima del tonfo di Farris; me lo chiedo ora.

  • Prima di dire che era prevedibile una sconfitta al ballottaggio, andiamo a leggere il voto.
    Crisponi ha perso con uno scarto di 1450 voti circa (i dati precisi sul sito del mininterno).
    Orbene, nel collegio di Desulo (Desulo, Belvì, Aritzo, Gadoni), mancano all’appello della coalizione di Crisponi circa 850 voti. Sarò più chiaro;
    al turno di ballottaggio sono venuti a mancare alla coalizione di Crisponi 850 voti che nel primo turno hanno votato per i consiglieri della sua coalizione (in specie Melis Psd’az, Borto Pdl, Gioi Rinnovatori
    sardi, Contu UDC.
    Solo a Desulo sono mancati 600 voti.
    Io al primo turno ho votato iRS, ed non essendo iscritto a questo movimento ho ritenuto in coscienza di votare Crisponi, persona preparata e stimabile.
    Ma cosa è successo nel collegio di Desulo?
    Forse i simpatizzanti locali hanno preferito andare al mare?
    In ultimo, i voti mancanti sono quelli delle basi che, forse, sono stati informati male o nulla.
    E’ qui che ha perso, con rammarico, le elezioni Crisponi.
    saluti

  • Stefano De Candia

    A Nuoro è stato fatto un piccolo miracolo e l’aver perso il ballottaggio era previsto e prevedibile mentre non lo era il risultato del partito, quindi nessuna recriminazione per questa sconfitta che era preventivabile visto il primo turno nel quale il csx unito avrebbe vinto al primo turno e nessuno del csx al secondo turno avrebbe votato per il cdx e lo si sapeva abbondantemente.
    Ciò che il partito dovrebbe chiedersi, e lo farà spero sabato in consiglio nazionale, è chi pagherà per l’errore politico di un apparentamento pressoché unico col cdx in totale spregio del mandato congressuale e comunque in assoluta controtendenza con le logiche numeriche conosciute da tutti.
    Il risultato è stato devastante, abbiamo perso il governo di 6 province e di quasi tutti i comuni più importanti… direi che un risultato così indegno non può essere certo mascherato da una crescita minima in termini percentuali del partito che si appresterà a fare opposizione quasi dovunque senza grossi margini di incisività essendo comunque un partito numericamente piccolo, tranne che a Nuoro appunto.
    Spero che Paolo, Giacomo, Giovanni e tutti gli altri sostenitori di questo sciagurato progetto di apparentamento unitario col cdx facciano pubblicamente ammenda e chi di dovere faccia un bel po’ di passi indietro a cominciare da Giacomo Sanna, artefice e primo attore della scelta, e Giovanni Colli che come segretario non può far finta che siano stati altri a fare queste scelte.
    Forse sarà il caso di andare ad eleggere un nuovo consiglio nazionale perchè questo ha disatteso il mandato congressuale e sostiene una segreteria che ha sbagliato la sua scelta politica portando per i prossimi 5 anni il partito all’opposizione quasi ovunque e non avendo certezze che il consiglio regionale regga ancora per molto alle pressioni giudiziarie dovremo stare ben attenti anche agli assetti regionali in un’ottica di elezioni anticipate che non sono da escludere.
    Uniti si vince diceva qualcuno… ma qui l’unità di intenti non la si vuole costruire, si preferisce imporre senza giustificare e senza che nessuno paghi mai per le scelte fatte… spero che i compagni di partito, i sardisti di ogni livello si indignino con chi ha voluto questo e soprattutto nei modi in cui questo è stato fatto accettare e chiedano a gran voce di cambiare.
    FORTZA PARIS

  • Non mi secca aver perso al ballottaggio. Il risultato elettorale del PSdAz in provincia è veramente buono. Mi secca dover continuare a contribuire al pagamento dei contributi previdenziali del Presidente della Provincia di Nuoro. Contributi calcolati su uno stipendio da direttore di giornale. E che giornale poi! Manco fosse il Corrire della Sera, La Repubblica, Il Sole 24Ore.

  • Ho sentito dire al Pd che se non ci siamo riusciti questa volta non ci riusciremo più…. facciamo capire che questo 13% non è frutto del caso ma è solo l’inizio del progetto di un grande partito indipendentista

  • Giannetto Mariane

    Non ha vinto Deriu, il suo gradimento non sarebbe superiore al 20 %, ha vinto il centro – sinistra e basta, cmq ancora una volta cosa ci facciamo a dx? Menzus solos che male accumpanzados! PS non fate come sempre, siate democratici e pubblicate anche quanto non vi sta bene, saludos.

  • Ritengo il dato elettorale, benché assegnatario di nomine, poco rappresentativo di una realtà come la nostra dove i non votanti sono sia di centro destra che di centro sinistra.
    L’unica speranza è quella,oggi, di iniziare n cammino costruttivo e di rinnovamento di questa classe politica e di questa politica lontana dalla gente.
    La Sardegna deve riappropriarsi, oggi, di una sua peculiarità dettata dalla sua situazione economica, geografica e culturale.
    Deve riaccendersi anche il sentimento della partecipazione della gente al confronto civile e la partecipazione diffusa alla vita politica.
    Solo l’impegno può far riavvicinare le persone al voto e farle sentire, con il voto stesso, partecipi di un mondo che cambia, al contrario, ove la politica si arrocca dietro l’imprimatur di pochi elettori, è destinata a fallire il suo mandato e questo è sotto l’occhio di tutti sia a livello nazionale che regionale.
    Ieri c’erano i voti oggi ci sono i volti, della gente.
    A presto

  • Gian Cristian

    Si può dire che la guerra per la terra di mezzo sia appena incomiciata. Le forze del non cambiamento, del centro sinistra ( e quelle del centro destra che, graziosamente, le hanno aiutate)hanno sengato il primo punto. Nulla è cambiato in provincia di Nuoro. Perchè nulla doveva cambiare. Deriu ha ottenuto la sua risicata vittoria, affermando, se ce ne fosse bisogno, che l’elettorato del centro sinistra è quanto mai conservatore. Ma quello di centro destra, in parte, è stato assente. O perchè era al mare o perchè ha mal gestito una preziosa risorsa come Crisponi. “Così vanno le cose, così devono andare” si potrebbe dire, citando un refrain di una gradevole canzone. Ma non è così. Noi che abbiamo combattuto abbiamo il dovere di innescare il cambiamento. Una mutazione che dobbiamo sentire e trasmettere, su pensieri e parole. Questo perchè se vogliamo veramente diventare il partito della nazione sarda dobbiamo proporre un modello innovativo che sappia ciò che vuole e lo sappia trasmettere. Condivisione e trasparenza. Null’altro. Questo è ciò che serve. Il resto è brina evaporata alle luci dell’alba

  • Marcello Simula

    “I nostri candidati saranno i nostri dirigenti”. Riporto per inciso questa frase di Paolo Maninchedda sperando che si traduca in realtà perchè forse mai come stavolta, parlo come sardista nuorese, c’è stato un impegno per il partito nato davvero dal “cuore”, fatto da persone che nulla avevano da mettere in giuoco se non la “passione” per un progetto nel quale davvero abbiamo creduto, senza secondi fini e senza ambizioni personali, se non quella di voler vedere crescere questo benedetto Grande Partito Sardo dei Sardi e per i Sardi. Chiarisco subito, onde evitare equivoci, che il ribadire la propria appartenenza ad un determinato substrato storico-culturale non significa assolutamente arrocarsi su posizioni secession-leghiste degne di un sottoculturato della west coast. Detto ciò, auspico quanto prima una bella riunione barbaricin-rebottistica (che male non fa), magari in quel dell’Ogliastra (dove abbiamo tanti amici), per chiarirci le idee e soprattutto stabilire se sia il caso di differenziarci da alcune componenti berluscon-lega-squadristiche che ci hanno penalizzato neanche poco!
    Siamo Sardi, Sardisti, l’abbiamo dimostrato, non perdiamo il vantaggio che abbiamo su tutti, se la nostra proposta sarà comprensibile possiamo farcela!
    Forza Paris!

  • Un ottimo lavoro comunque, complimenti a tutti.

  • Deriu ha vinto.
    Hai ragione Paolo quando riconosci la migliore organizzazione del PD, ma il Partito Sardo e tu,e noi ,nulla ha da rimproverarsi in termini di impegno e risorse profusi.
    Il nostro progetto va avanti con la stessa convinzione e tenacia che lo hanno portato oggi a produrre lo straordinario risultato di vederci incalzare da molto vicino il primo partito della provincia. Ma dobbiamo fare di più. Ognuno di noi può e deve farlo, non perdiamo il contatto con chi ci ha sostenuto, continuiamo il dialogo con loro e con chi ancora nutre dubbi e riserve su di noi. Facciamo della convinzione del nostro progetto e della fiducia che abbiamo in esso il biglietto da visita da offrire a tutti i nostri interlocutori.
    Del resto…” Nous avons perdu une battaille, n’avons pas perdu la guerre”.

  • Salvatore C.

    Questa esperienza ci deve ricordare due cose
    1) mai vendere la pelle dell’orso prima di averlo ucciso;
    2) inutile aspettare o peggio sperare che gli altri cambino: dobbiamo camminare con le nostre gambe e contare solo sulle nostre forze, solo così potremo crescere e convincere gli altri delle nostre idee.
    E’ ORA DI SCENDERE IN CAMPO, IL POPOLO CI ASPETTA A BRACCIA APERTE, NON DELUDIAMOLO.
    FORZA PARIS
    P.S. Non dimentichiamo mai che gli eletti sono e devono essere il motore del partito in tutta la regione, e sono loro che per primi devono dare risposte a chi ha dato loro il consenso ed a quelli che li hanno aiutati ad ottenerlo, compresi i candidati.

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