Skip to content
  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Cookie policy
  • Login
Sardegna e Libertà

Sardegna e Libertà

  • Home
  • Politica
  • Economia
  • Cultura
  • Lavoro e impresa
  • Cronaca
  • Salute
  • Ambiente
  • Stato sardo
  • Toggle search form

Davvero si vuole capire il potere in Sardegna?

Posted on 1 Ottobre 20261 Ottobre 2026 By Paolo Maninchedda 9 commenti su Davvero si vuole capire il potere in Sardegna?

Per la seconda volta in due giorni, L’Unione Sarda dedica attenzione all’inchiesta della Procura di Cagliari sulla fusione delle società di gestione degli aeroporti sardi. Oggi precisa che il rapporto dei Carabinieri dal quale sarebbe partita l’indagine riguarderebbe «i rapporti tra enti pubblici e soggetti privati». Subito dopo, però, arriva la consueta avvertenza: ancora non si sa per quale reato si proceda.

Lo dico con nettezza: non ho alcuna fiducia in questa indagine. Quando, dinanzi a fatti amministrativi precisi, si insiste sull’indeterminatezza del possibile reato, il sospetto è che non si voglia mettere davvero il naso nella vicenda. Il sistema giudiziario sardo ha deciso di non occuparsi di colletti bianchi e non sa affrontare la malavita quando, come nel caso di Alghero, è appena più sofisticata del solito.
Non c’è giustizia in Sardegna, c’è teatro. E il teatro esige anche, ogni tanto, esecuzioni esemplari più di innocenti che di colpevoli, che però acuiscono il problema piuttosto che risolverlo, perché poi l’onda emotiva dello spettacolo porta a promuovere il boia a Procuratore e il gioco ricomincia.

Questa storia del reato ignoto è accaduto anche nel caso Abbanoa: un preventivo richiesto dopo, anziché prima dell’affidamento, come impone la legge; 243 milioni di euro consegnati alla gestione di una banca; due verbali difformi riferiti alla stessa riunione del Consiglio di amministrazione; atti richiesti e non consegnati nel marzo 2026, poi comparsi come completi a giugno. Eppure la Procura sarebbe ancora lì a domandarsi quale possa essere il reato. La prudenza è una garanzia quando precede e segue l’accertamento; diventa un alibi quando lo sostituisce.

Possiamo almeno farci delle domande?

In Sardegna è ormai ridottissima la quota di ricchezza rilevante prodotta autonomamente dal mercato. Quasi ogni grande profitto dipende da una decisione pubblica che seleziona un privato, lo favorisce o lo protegge dalla concorrenza. Il problema degli aeroporti non è l’obiettivo della gestione unitaria degli scali: è l’eventuale consegna di quella gestione a una società sottratta al mercato.

Lo stesso schema sembra riprodursi in ciò che cresce intorno agli aeroporti. Quando si consente che la strada di entrata e di uscita di un centro commerciale coincida con la via di emergenza di uno scalo, non si sta forse favorendo un privato rispetto agli obblighi di sicurezza? E quando gli si permette di disallineare le urbanizzazioni primarie da quelle secondarie, non gli si concede un vantaggio che il mercato, da solo, non gli avrebbe garantito?

Quel privato potrebbe, però, alzare la mano e rispondere: non sono il solo.

Il diritto è entrato paurosamente in crisi in Sardegna con il provvedimento di archiviazione sul rendiconto elettorale di Alessandra Todde: una decisione spaccata in due, nella quale le norme richiamate in premessa sembravano condurre in una direzione, mentre le conclusioni sono andate in quella opposta. Se la giustizia appare subordinata alle compatibilità politiche, cambia anche la sua capacità di regolare il mercato e contenere il potere.

Come fidarsi di una giustizia che non vede la trasformazione del volontariato cattolico cagliaritano in una galassia di cooperative riconducibili alla medesima direzione, legata all’amministrazione comunale fino a esprimere posizioni apicali nelle politiche sociali e capace di ottenere ingenti finanziamenti regionali mediante emendamenti inseriti nelle leggi finanziarie?

Come spiegare due pesi e due misure tra la Procura di Sassari, che ha voluto processare il cardinale Becciu per peculato, senza che risultasse un euro finito nelle tasche degli operatori della Caritas di Ozieri, e quella di Cagliari, apertamente disinteressata quando la Fondazione San Saturnino entra in crisi finanziaria e lascia i dipendenti senza stipendio?

È credibile una Procura che non interviene sul project financing dello stadio di Cagliari, fortemente sbilanciato verso il privato, costruito su stime dei ricavi che addirittura non comprendono neppure i biglietti degli spettatori e nel quale è il Comune, non l’impresa, a sopportare la parte maggiore del rischio?

Potremmo continuare descrivendo il consiglio di amministrazione della Nuova Sardegna, luogo di compensazione di interessi diversi, nel quale siedono protagonisti di alcune delle vicende che abbiamo raccontato. È singolare che nell’organo di governo di un giornale dichiaratamente indipendente si ritrovino soggetti coinvolti nei medesimi sistemi economici e istituzionali che quel giornale dovrebbe osservare e controllare. Così l’informazione rischia di trasformarsi in uno strumento di manipolazione funzionale alle strategie dei vecchi e nuovi robber barons.

È una cappa quella che si sta stringendo intorno alla Sardegna: un sistema di potere ormai ostentato, esercitato da chi si sente al sicuro perché gli organismi di controllo sembrano aver bisogno di un corso di laurea triennale per stabilire se debbano almeno cominciare a cercare un reato.

No: baloccarsi nei dubbi non è prudenza. È un espediente che lascia via libera al dominio e al soffocamento. Il coronamento arriverà con le candidature alle prossime elezioni politiche dello stesso ceto che oggi controlla risorse, istituzioni e informazione. A quel punto il potere non avrà più neppure bisogno di nascondersi: gli basterà farsi eleggere.

Giunta Todde, Vetrina

Navigazione articoli

Previous Post: Rettori universitari in cerca d’autore
Next Post: Consiglio regionale, l’AI parla sassarese: otto+franchi tiratori contro Desirè Manca

Comments (9) on “Davvero si vuole capire il potere in Sardegna?”

  1. Fermaglio ha detto:
    3 Ottobre 2026 alle 00:20

    Il potere in Sardegna: dal caso di inquinamento ambientale di Fluorsid, che vide totalmente estranea la proprietà, allo stadio di calcio di Quartu Sant’Elena che portò in prigione il Sindaco per poi venire completamente scagionato (ma senza scuse nei suoi confronti da parte di alcuno).
    Due esempi di esercizio del potere e totale impunità di chi lo detiene.

  2. Alessandro ha detto:
    1 Ottobre 2026 alle 17:15

    Caro Tzicheddu sono OMISSIS e in malafede, nonché ignoranti.
    La maggiore tristezza viene dalle conclusioni, cui sono arrivato da tempo anch’io, del Prof.: il coronamento arriverà con le candidature alle prossime elezioni politiche e purtroppo la conseguente elezione di costoro.

  3. Stefano Locci ha detto:
    1 Ottobre 2026 alle 15:37

    Egregio, narra la leggenda che sia sempre stato nel dna di certe procure lo spargere una cortina di fumo (da cui l’appellativo di porto delle nebbie) con casi di minima rilevanza portati alla pubblica opinione affinché si possa dire che la giustizia – in questa disgrazia Terra – tutto sommato funziona.
    Dopo la bellezza di 4 anni (quattro perbacco!) viene portata a sentenza di 1° grado la cena di Sardara (accidenti che scandalo insopportabile) di dirigenti pubblici durante il lookdown pandemico. Fatto esecrebile ma che anche uno studente del primo anno di giurisprudenza presso una università online sa bene essere destinata a prescrizione certa.
    Non una parvenza di verità processuale sul perché il giudice Lombardini si sparo’ un colpo in testa nel bel mezzo dell’intervallo di un interrogatorio diretto, nientepopodimenoche, dal procuratore Caselli.
    Niente sul prezzo della falsa testimonianza (e su chi la indusse) che costo’ 33 anni di ingiusta detenzione a Beniamino Zuncheddu.
    Potrei continuare citando decine e decine di casi cagliaritani tipici ma devo ricorrere al gaviscom per lo schifo che mi assale. E ci meravigliamo della miseria che regna sovrana in quella piazza? Non sarà mica che quando qualcuno sottoscrive una cambiale per sventare un referendum destinato ad azzerare certi poteri dette cambiali vanno poi onorate? Saluti.

  4. emanuele secci ha detto:
    1 Ottobre 2026 alle 14:55

    Prof, allora facciamo così, diciamola tutta: FONDAZIONE SARDEGNA, FONDO F2i, Privatizzazione Elmas, Megalopoli Commerciale Aeroporto, Cala Finanza, Tyrrhenian link:, ABBANOA, Ex Ospedale Marino.
    Aggiungiamoci pure i cavalli di troia: Comune di Cagliari, Comune di Quartu, Comune di Elmas, Camera di Commercio Oristano- Cagliari, Terna, Assessorato ai Trasporti Regione Sardegna, Cda Abbanoa
    Vogliamo aggiungere altro?
    Facciamolo pure, ma questa è la vera mappa nominale del potere che sta svendendo e umiliando la Sardegna negli ultimissimi anni.
    Chi non ragiona su questi nomi non ha capito un granché su cosa stia accadendo in Sardegna. E il bello è che si tratta di pezzi di potere che fanno capo tutti ad una sigla politica, PD.
    E se fosse stata la destra invece a gestire tutta questa melma?
    Ci saremio legati ad un palo e avremo urlato allo scandalo?
    Chissà! Il fatto è che quando lo fa la sinistra (sinsitra borgese, naturalmente) tutti zitti (tranne lei Prof), tutti impegnati a curare le proprie scalate di potere: Sindaci che non sanno fare il Sindaco ma pensano solo a diventare Presidenti della Regione; Avvocati che entrano nei CDA che contano; litorali sventrati dalle multinazionali; aeroporti che diventano affari da spartirsi fra fondazioni; etc.
    E in tutto questo la magistratura?
    Ma! Probabilmente si adopera a fare qualche contenuto social per promuovere la propria immagine. Perché il nodo è questo: finché Pd e Magistratura restano in pace tutto filerà liscio come l’olio.

  5. Antonio ha detto:
    1 Ottobre 2026 alle 09:35

    Aggiungerei, Paolo, ma è possibile che la magistratura, a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale dell’autunno 25 che dichiarava l’illeggittimità dei Commissariamenti ASL figli di una riformina ridicola, a fronte del “ricorso per vie d’urgenza” fatta a gennaio dai manager illegittimamente estromessi….dopo 10 mesi ancora non si pronunci? I loro contratti scadono a dicembre…quindi….non vogliono creare turbative a questa Giunta…che tristezza.

  6. maria oggiano ha detto:
    1 Ottobre 2026 alle 09:02

    Oggi sulla carta abbiamo molti più cittadini sardi scolarizzati . Purtroppo abbiamo un risultato deludente siamo passivi disinteressati disinformati dei reali problemi semplicemente democratici. Siamo semplicemente dei tifosi ciascuno ha scelto la sua squadra e qualunque cosa accada siamo solidali. Informazione a babbo morto. Poi ci sono quelli che si vantano di non andare a votare come che la loro scelta non diventi determinante quanto quelli che votano ..Nessuno ci informa di quando certe scelte sono in gestazione. Ieri eolico e fotovoltaico. carceri 41bis.esercitazioni militari incontrollate poteri in porti e aereoporti. Tutto ci cala dall’alto. Quando i giochi sono fatti

  7. Tzicheddu ha detto:
    1 Ottobre 2026 alle 08:40

    L’equazione torna… in Sardegna c’è un sistema di potere tra imprenditori (pochi e ricchissimi) e politici (prevalentemente del centro-sinistra) protetto dalla magistratura (grato per il supporto che ha fatto affondare il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere), che si gira dall’altra parte rispetto a situazioni gravissime, come quelle citate nel suo post.
    Probabilmente non è un sistema nuovo, ma col tempo sta diventando sempre più sfrontato e arrogante, come se fosse certo della propria impunità. E’ un pò la versione sarda di ciò che sta accadendo in giro per il mondo, dove personaggi impresentabili (Trump, Netanyahu, Putin, ecc.) manipolano candidamente la realtà con affermazioni e azioni senza precedenti e nessuno prende provvedimenti.
    In tutto questo degrado, ormai palese per chiunque abbia un briciolo di capacità critica, rattrista vedere tante sarde e tanti sardi che ancora spalleggiano questi o quelli, come tifosi beceri, senza riflettere (come dice Ettore Licheri: saranno cretini o in malafede?) e finchè saremo così non c’è speranza di cambiare le cose.

  8. Frank Mallocci ha detto:
    1 Ottobre 2026 alle 08:31

    C’è per tutto questo una possibile spiegazione. La Sardegna è una nicchia nel contesto europeo, una nicchia contendibile. L’isola è ancora ai margini delle grandi direttrici di sviluppo e i potentati locali mantengono un potere decisionale limitato alla gestione familistica ma tuttavia capace di garantire a loro e ai “famigli” un futuro sereno. La classe politica sarda all’alba del terzo millennio si è trovata priva di uno scopo comune e si è divisa in base ai rapporti di forza dei partiti nazionali. Vedo tristemente che si continua non capire nulla e che la nuova frontiera è identificata nell’IA.

  9. Paolo1 ha detto:
    1 Ottobre 2026 alle 07:33

    Egregio Professore, il suo pensiero è condiviso da molte persone che si chiedono come mai la magistratura non sia intervenuta prima, o non abbia bloccato determinate situazioni, come nel caso di Abbanoa, oppure perché non abbia voluto vederci chiaro nella privatizzazione degli aeroporti sardi, nella rendicontazione delle campagne elettorali e in altre vicende che hanno suscitato perplessità. Personalmente penso che una parte del problema sia anche dovuta a una certa classe dirigente e a una parte della politica che non vogliono realmente cambiare il sistema. Ne abbiamo avuto un esempio anche con il referendum: era forse un piccolo passaggio, ma, come si diceva dalle mie parti, «se non si mette mai una pietra, non si riuscirà mai a costruire una casa».

    Quello che preoccupa maggiormente è la percezione che possano essere utilizzati due pesi e due misure, a seconda delle persone che ci si trova davanti. Se questa percezione corrispondesse alla realtà, sarebbe un problema gravissimo per uno Stato di diritto, perché la legge dovrebbe essere applicata allo stesso modo nei confronti di tutti.
    Il nostro sistema giudiziario, in alcuni casi, sembra arrivare a situazioni che rischiano di apparire persino paradossali. E non mi riferisco soltanto alla Sardegna: basta guardare le cronache nazionali. In questi giorni, per esempio, si torna continuamente a parlare del caso Garlasco e del ruolo avuto nel tempo dagli investigatori e dai RIS, con una sovraesposizione mediatica che, a mio avviso, rischia di far passare in secondo piano ciò che dovrebbe essere invece l’obiettivo principale: accertare i fatti e arrivare alla verità giudiziaria attraverso un lavoro serio, rigoroso e rispettoso delle procedure. A questo punto mi pongo una domanda: com’è possibile che persone che ricoprono ruoli così delicati e importanti possano, attraverso le loro decisioni, incidere profondamente sulla vita degli altri e, allo stesso tempo, operare in situazioni che talvolta sembrano andare al di fuori di quelle che dovrebbero essere le normali regole di comportamento e di buon senso? Non penso che si debba mettere in discussione il principio della giustizia o il ruolo della magistratura. Al contrario, proprio perché la giustizia è una delle colonne portanti di una democrazia, credo che chi esercita questi poteri debba essere sottoposto ai massimi livelli di responsabilità, trasparenza e controllo. Quando una persona comune ha la sensazione che le regole non siano uguali per tutti, la fiducia nelle istituzioni inevitabilmente viene meno. Ed è forse questo il problema più grave di tutti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Cerchiamo collaboratori. No perditempo (leggere bene)

Il tuo testamento parla di te

Ti prometto che crescerai

Cagliari, 27-30 aprile 2025

Racconta una storia sarda

Racconta una storia sarda

Vent’anni di Sardegna e Libertà, Nuoro, 21 luglio, ore 18:30

Racconta una storia sarda

Ultimi commenti

  • Bruno su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Ariovisto su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Mario Pudhu su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Paolo Maninchedda su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Alessandro su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Ariovisto su Corrado Augias e Machiavelli: quando la politica dimentica la giustizia
  • Giuseppe+Aresu su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Alessio Marcus su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Tatanu su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Augusto Cerina su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Paolo Maninchedda su Corrado Augias e Machiavelli: quando la politica dimentica la giustizia
  • Giuseppe Vignolo su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Ariovisto su Corrado Augias e Machiavelli: quando la politica dimentica la giustizia
  • silvano freschi su Gaza: Netanyahu è colpevole
  • Giovanni piras su Consiglio regionale, l’AI parla sassarese: otto+franchi tiratori contro Desirè Manca

Nuove province per nuovi disoccupati eccellenti

Nuove province per nuovi disoccupati

Sardegna e Libertà si ispira culturalmente ai valori di libertà, giustizia, sostenibilità, solidarietà e non violenza, così come essi sono maturati nella migliore tradizione politica europea.

Sardegna e Libertà – Quotidiano indipendente di informazione online

Registrato il 7 novembre 2011 presso il Tribunale di Cagliari. Num. R.G. 2320/2011 – Num. Reg Stampa 8
Direttore responsabile Paolo Maninchedda

Copyright © 2022 || Sardegna e Libertà ||

Powered by PressBook Blog WordPress theme

AUTORIZZAZIONE ALL'USO DEI COOKIE. La legislazione europea in materia di privacy e protezione dei dati personali richiede il tuo consenso per l'uso dei cookie. Acconsenti? Per ulteriori informazioni visualizza la Cookie Policy.