Dati sulle assunzioni in Sardegna nel terzo trimestre 2011: un popolo di camerieri

24 ottobre 2011 19:0412 commentiViews: 27

209Unioncamere, insieme al Ministero del lavoro, cura un bollettino trimestrale sui Programmi occupazionali delle imprese, in poche parole è un report sulle assunzioni che le imprese si accingono a fare, realizzato su un campione nazionale di 60.000 imprese con almeno un dipendente medio nel 2008 (non vengono rilevate le aziende che abbiano iniziato ad avere dipendenti dopo il 2008).
È disponibile il dato sul terzo trimestre 2011.
Riassumo prima i dati apparentemente positivi.
In Sardegna dovrebbero esserci state 5.000 nuove assunzioni, il 59% delle quali non stagionali e il 41% con contratto stagionale;
– il 72% degli occupati dovrebbero essere stati operai, il 28% quadri e impiegati;
– il 73% delle assunzioni dovrebbero essere state realizzate nel settore dei servizi;
– nel 65% dei casi le aziende dovrebebro aver richiesto esperienza specifica nella stesa professione o almeno nellos tesso settore;
– per il 53% delle assunzioni non stagionali dovrebbe essere stata richiesta una laurea o un diploma.
Il tasso d’ingresso per la Sardegna è pari al 2,2%, cioè 22 assunzioni ogni 1000 dipendenti. La percentuale è superiore sia al dato nazionale (1,4%) che a quello del Mezzogiorno (1,7%).  Il tasso d’ingresso nell’industria è 1,8% e nei servizi è 2,4%.
Le assunzioni a tempo indeterminato dovrebbero essere state il 31% del totale e superano di 2 punti la media nazionale (28,3%). Il 36,7% dei posti a tempo indeterminato dovrebbe essere stato creato nell’industria, e il 28,3% nei servizi.
aggiungo io: il tasso di disoccupazione è passato dal 14,68% della fine 2010 al 13,01 (rilevazione del 2 trimestre 2011).
Adesso andiamo ai dati negativi.
Aspetti strutturali: in Sardegna c’è un’eccedenza di forza lavoro che è ben evidente nel numero dei disoccupati: 90.230 al secondo trimestre 2011, percentualmente superiore di 5 punti alla media nazionale.
Nel 1 trimestre 2011 la Cassa Integrazione è aumentata del 76,4%, mentre cala a livello nazionale. In Sardegna aumenta sia la Cig ordinaria (la prima a diminuire quando c’è una ripresa) che quella in deroga.
Su 5000 nuovi occupati, 3.600 (cioè il 72%) sono operai; il 27% del totale complessivo (1350) dovrebbero essere stati assunti dall’industria e il 73% dai servizi.
Mettiamo il naso nell’industria. Il maggior numero delle assunzioni (840 su 1350) si è realizzato nelle costruzioni; di questi il 55,3% con contratto stagionale o di altro tipo ma a termine; il 96% degli assunti doveva aver già maturato esperienza nel settore. Altre 100 assunzioni si registrano nell’agro alimentare, tutte stagionali. Il resto si distribuisce tra metalmeccanico e altro.
Nei servizi: il turismo (ristorazione, attività recettiva, altre attività turistiche) dovrebbe aver assunto 1.600 persone (32%) del totale; il commercio 900 persone (il 18%), i servizi alla persona 650 persone (13%).
Tre quarti delle assunzioni riguardano tre professioni:
– cuochi, camerieri e figure simili, 1.100 assunzioni (“figure caratterizzate da quote elevate, o comunque molto superiori alla media, sia dei contratti stagionali (89%), sia delle difficoltà di reperimento (30%), sia della richiesta di esperienza (77%), sia delle possibili assunzioni di personale immigrato. Figure quindi di non elevato livello qualitativo, ma alle quali si richiede di essere immediatamente operative, anche per la brevità della durata del rapporto di lavoro, che per gran parte degli assunti è limitato al periodo estivo “);
– commessi e personale di vendita, 800 assunzioni
operai specializzati e conduttori di impianti delle costruzioni (cioè muratori, carpentieri e gruisti), 670 assunzioni;
– personale generico, 580 assunzioni.
Come si può notare, l’offerta di lavoro non riguarda, in grandi numeri, personale specializzato, o altamente specializzato, o laureato ecc. Come dire che l’offerta di lavoro in sardegna disincentiva l’entusiasmo di chi vorrebeb qualificarsi. Commenta il Rapporto:
Tra le figure meno numerose per numero di assunzioni vale la pena evidenziare gli specialisti delle scienze della vita e della salute, alcune figure tecniche (tecnici dell’industria e delle costruzioni e disegnatori tecnici,tecnici paramedici e operatorisanitari,tecnici del marketing delle vendite, della distribuzione commerciale e dei servizi turistici), le professioni specifiche nei servizi di sicurezza, vigilanza e custodia, le professioni operaie dell’industria meccanica, i conduttori di macchinari mobili). Tutte queste figure sono caratterizzate danotevoli difficoltà di reperimento sul mercato del lavoro locale, vuoi per la scarsa numerosità dell’offerta, vuoi perché domanda e offerta non si incontrano,col rischio di lasciare scoperti i relativi posti di lavoro”.

12 Commenti

  • Enrico Cadeddu

    Fatto stà che io so per certo che un Ente pubblico ha partecipato ai percorsi di rientro Master and Back (non so se è scritto bene) ricercando laureati per un lavoro a tempo determinato della durata di due anni. Il posto era quindi un posto da laureati e come tale retribuito. Bene su 5 posti se ne sono coperti solo 3 per mancanza di candidati. Ognuno può pensare quello che crede ma ogni tanto anche i giovani laureati divrebbero o stare più attenti alle opportunità o comunque cogliere quelle che ci sono.

  • a Zuliu; tenzo su cumbinzimentu chi tue sese una pessone vona. commo non mi niese chi non sese de accordu chin mecusu. poi ti apprezzo ka icrivese sempere in limba; in sa limba tua, de sa viddha tua chi este diversa de sa mea. vistu cantu este ricca sa sardinna chin tuttus custoso limbazoso?
    adiosu
    mn

  • signori miei, partiamo dall’asserto che ogni lavoro fatto con onestà è degno, anche se questo non è il focus dell’articolo del prof. maninchedda.
    non è nemmeno vero che non c’è gente che non vuole fare lavori da mille euro… ce ne fossero! spesso, e in particolare per il lavoro di badante, si ricorre al nero e per mille euro si pretende l’impossibile da un lavoratore, ecco perchè vi accedono più spesso signore straniere poichè costrette da numerosi condizionamenti.

    per tornare al tema centrale: è davvero difficile che si possano affermare professioni qualificate quando a mancare è proprio il tessuto lavoratorio atto a incentivarle. come se ne esce? con un sistema del welfare sardo ad hoc… ma non certo da regione periferica dello stato italico ormai declassato a lander franco-tedesco!

  • @Simula, Maoista?. Non nd’isco mancu ite keret narrer. Mundetza? Bah. Però si non nd’acatas “badantes” b’at a aer unu motivu, ses una tanatza.( Ma la legge bronzea dei salari…vale per gli altri) Tzertu a kie tenet fortuna de istudiare in italia e aket s’infermieri in nd’una clinica geriatrica po 40 oras sa kida, balanzat unu tantu, si est naskia in Ucraina e aket sa badante po 24 oras cada die in Italia cantu depet esser pacada? Si unu teraccu traballat (sardu o istranzu) 24 oras sa die cantu depet tenner de paca? A su nessi cumente unu professoreddu ki aket 18 oras sa kida. Quoto fintzas a Nanni, a zocare a sa murra binket su prus capassu, ma tottu sos zocadores partin paris, no es ki si unu est rumenu li contamus su puntu a metade. Non b’at murra.

  • Mia moglie, laureata in giurisprudenza, lavora per un Comune della Sardegna (cat. C3) per un netto di 1250 euro al mese.
    Per chi la vuole posso inviare una busta paga in pdf.
    Se c’è tanta gente che non si abbassa a lavorare per 1000/1200 euro NETTI al mese è chiaro che:
    a) Lavora in nero.
    b) E’ ricca.
    Mah.

  • quoto Marcello Simula. anche nel gioco della morra c’è chi è più bravo di un altro e per questo guadagna di più. chi vince, chi è più bravo, chi investe rischiando in proprio, chi si alza più presto al mattino e stacca più tardi, chi azzarda legalmente, chi si mette in gioco e non in fila, chi si aggiorna e si forma, chi semina è giusto che raccolga di più di chi ozia.
    mn

  • Marcello Simula

    Per Zulio: scusami tanto, ma Dio ci liberi e ci protegga da chi ragiona come te!
    Adesso basta col fare i maoisti, o il medico rianimatore deve guadagnare quanto l’operaio? L’insegnante quanto lo spazzino? L’infermiere quanto l’asfaltatore? E dài!, questa immondezza l’ho già odorata negli anni settanta, adesso la trovo davvero nauseante. Allora,dato che tutti devono essere pagati dignitosamente, questo non significa che si debba livellare tutti alla paga de su teraccu, OK? Riproponi questo discorso quando avrai fatto 20/25 anni di studio, e poi vedremo.
    P.S. La professionalità va retribuita, faccio un esempio facile facile: il dottore può fare il benzinaio, ma il benzinaio non può fare il dottore. Mi sono spiegato?

  • Nicoletta Serri

    Il programma “lunga estate” promosso dalla Giunta Cappellacci inizia a dare i suoi frutti: sforniamo fra i camerieri più bravi d’Italia. Complimenti per il ragguardevole primato; lunga vita all’esecutivo Cappellacci
    http://www.regione.sardegna.it/primopiano/1.html

  • Populu de ratzistas, poite bos paret troppu 1000 euros po triballare 24 oras sa die? Milli euros po tentare sos babbos e mamas nostras. Sa vrigonza! Tottu sa familia mea, babbu e tzios tottus pinnicos sun emigrados, dae su sessanta de s’ateru seculu, los pacavan cumente sos operaios tedescos e frantzesos o belgas, cun tottu sos dirittos e como ki semus nois sos ricos? 700 euros a unu teraccu pastore bos paren troppu? Milli euros po tregher su culu a sos betzos nostros sun troppu, bos paren signori? Kerimus s’indipendentzia, ma kerimus puru un’omine novu in d’unu mundu prus zustu. Po tottus! Si nono podimus abarrare italianos po semper. Deus nd’iscampet e liberet.
    Salude e libertade

  • Antonio Satta Tola

    Per mmc
    Nel mese scorso ha avuto un colloquio con circa 50 badanti, in percentuale decrescente, rumene, ucraine,paesi dell’ ex Unione Sovietica,filippine, marocchine e solo qualche sarda. Le sarde non vogliono fare il lavoro di badanti perchè non si accontentano di 1.000 euro al mese. Una sarda per fare la badante mi ha chiesto 4.000 euro al mese, cioè più del doppio del mio stipendio. Ormai molti sardi son diventati “signori” e non vogliono fare i lavori che invece, dico purtroppo, fanno quasi escusivamente persone provenienti dai paesi sopra menzionati.

  • Durante la campagna elettorale delle scorse regionali, un pifferaio magico e burattinaio, raccoglieva applausi ed ovazioni annunciando che i Sardi se la sarebbero cavata facendo i camerieri e/o i giardinieri. Alla fine non aveva tutti i torti e questo è il meglio che possa uscire dal nostro popolo…sic!

  • Ho rilevato che il ruolo di “badante” percepisce un netto di circa 1100 euro mensili.
    Svolgono la mansione soprattutto uomini filippini e donne dell’Est europeo.
    La posizione lavorativa non è qualificante ma estremamente richiesta.
    Perchè in Sardegna tale lavoro non è gradito ai sardi non specializzati?

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