Dai lettori. Sanasanità

5 gennaio 2010 06:0612 commentiViews: 60

Per una volta lasciamo perdere lo scontro politico e parliamo di sanità e servizi. Abbandoniamo la polemica sulle gestioni precedenti, dimentichiamo i paesi immaginari come Lasciatecifareifattinostri e torniamo sulla terra; chiediamoci quali sono i servizi effettivamente necessari, quali cose mancano e proviamo a farle coincidere con le esigenze di bilancio ricordandoci che con le cifre da sole non diamo risposte alle domande della gente, anche se i numeri condizionano comunque un qualsiasi nostro progetto.

Chiediamoci perché non si visita più nessuno; perché si investono 10 minuti nella visita e 20 minuti per chiedere esami laboratoristici-strumentali o ulteriori controlli specialistici.

Chiediamoci che cosa possiamo fare noi, primi fra tutti, i medici, per azzerare le liste d’attesa, e se abbiamo responsabilità in questo. Nessuno escluso.

Chiediamoci perché ci impegniamo per aumentare la sopravvivenza della popolazione in generale e contemporaneamente non prevediamo presidi e strutture per garantire una assistenza dignitosa in futuro (consideriamo come esempio solamente i pazienti affetti da malattie neurologiche invalidanti, da esiti di gravi traumi cranici, da malattia di Alzheimer).

Proviamo quindi a creare una palestra per scontri costruttivi di idee, per condizionare le cose in positivo, oltre che per denunciare quanto di marcio c’è in giro; senza ridurre tutto a contrapposizione sterile, puramente dialettica.

Nuoro 04/01/2010

Antonio Maria Marchi 

12 Commenti

  • Sebastiano Delai

    Quando si parla di Sanità – e per questa intendo salute pubblica – è indispensabile rimettere l’uomo al primo posto, altrimenti rischiamo di parlare assolutamente a vanvera. Se l’uomo occuperà il posto che merita, capiremo subito che Domenico non sbaglia nel dire che la Medicina di Base si può far carico di una canalizzazione più attenta di quella odierna del Paziente verso le strutture specialistiche ospedaliere e non. Lo farà, ovviamente, attrezzandosi ad hoc per la nuova incombenza, utilizzando le risorse messe a disposizione da un rinnovato (sarebbe ora) Servizio di Medicina di Base. Certo oggi il discorso appare in salita, a causa della disorganizzazione che regna in quell’ambito. La conseguenza, però è anch’essa difficile da digerire per il Paziente che inviato impropriamente “in ospedale” finisce in Pronto Soccorso, becca un codice basso, è di intralcio alla vera urgenza e paga anche un primo Ticket… per poi pagarne un altro ancora una volta (finalmente) arrivato all’attività specialistica ambulatoriale chissà quanto tempo dopo…..Vorremmo l’applauso dalla nostra Gente alla quale continuiamo ogni giorno a infliggere queste sofferenze del tutto evitabili?
    Certo, riconosco che non sono discorsi da fare nel momento attuale quando in tanti si sono prodigati a convincerci che la vecchia gestione andava cambiata (e sono perfettamente d’accordo) con una nuova che tardiamo a identificare ancora……

  • M.A. Atzori

    Forse era meglio la Fiat prima di Marchionne, a rischio di chiusura totale?
    Che la crisi finanziaria globale sia colpa sua?

  • Luzianu Piras

    Chiedi ai 1300 operai di Termini Imerese cosa ne pensano di Marchionne.

  • M.A. Atzori

    Condivido in pieno le osservazioni di Oliviero.
    E inorridisco a leggere alcune cose scritte sopra. Quando devi fare una visita più o meno urgente dal tuo medico curante e la sala d’attesa dell’ambulatorio è straripante di gente, e ci metti almeno due ore prima di arrivare al traguardo…è già un incubo così. Figuriamoci se il medico fosse pure costretto (magari da una legge apposita!) a fare la prenotazione!
    E poi, passino gli ospedali periferici, che talvolta sono dei falsi punti di riferimento e magari andrebbero riconvertiti in strutture diverse, ma non capisco perché qualcuno vorrebbe chiudere i poliambulatori. I poliambulatori, quelli ben organizzati, svolgono una funzione importante di decongestionamento degli ambulatori ospedalieri senza costringere i poveri pazienti, soprattutto quelli anziani e i disabili, ad affrontare viaggi faticosi e per alcuni anche troppo dispendiosi in rapporto al loro reddito. Il poliambulatorio periferico riesce anche ad erogare prestazioni a domicilio per gli allettati. E la prenotazione in se, come gesto fisico di prendere il telefono e parlare con chi di dovere, è l’ultimo dei problemi.
    Mi par di capire che i medici ospedalieri non hanno idea della realtà del territorio e delle difficoltà di accesso al sistema sanitario in tante zone della Sardegna.
    Credo che sia perché non c’è integrazione tra ospedale e territorio. Integrazione intesa come comunicazione e collaborazione tra personale sanitario delle varie strutture. Io temo che lo scorporo in atto tra azienda ospedaliera e azienda sanitaria territoriale acuisca ancor più questa frattura. In questa situazione, a mio parere, acquisterà un’importanza ancora maggiore, rispetto ad oggi, il Distretto Sanitario di base come punto strategico di integrazione. Ma ci vuole gente capace a dirigerlo. Gente capace e qualificata.
    Resisterà la politica alla tentazione di scegliere i direttori per sole convenienze, appunto, politiche?
    La scelta dei dirigenti tra persone capaci e qualificate è il primo, primissimo passo per il risanamento delle aziende. Mi viene in mente Marchionne della Fiat. Non credo che sia stato assunto per meriti politici.

  • Domenico Fais

    E no caro Oliviero non ci siamo proprio. Prenotare una visita o un esame a un paziente non è fare il burocrate ma è prendersi cura del paziente. Se il tuo paziente anziano , povero, ti riferisce che perde sangue quando va di corpo e che ha alterazioni dell’alvo, tu prendi il telefono e chiami, con il paziente presente, il centro di endoscopia che ti “DEVE” rispondere al secondo quillo e, dopo aver esposto il caso, prenoti una colonscopia per il giorno x alle ore y dal dott w stai facendo il burocrate o il medico? A te la scelta. Oppure, come succede adesso, consigli… una colonscopia al povero disgraziato, dove, quando , da chi, boh? si arrangi telefoni a chi? a quale numero? ma perdiamine al CUP che nella loro TOTALE ignoranza clinica prenotano la colonscopia tra 8 mesi e nel frattempo il tumore al colon va avanti. Non hai fatto un compito da impiegati con livello da scuola media…ma no hai fatto neanche il medico.

  • Pietro Caggiari

    È ‘un fiume in piena che sempre più si ingrossa.
    La Sanità del Nuorese.
    Quante parole si spendono quando, si parla di Sanità .
    TANTE.
    TROPPE .

    Il tutto è aggravato dal tono , che volge al becero riduttivismo .
    Nessuno è propositivo.
    Non credo che il problema possa limitarsi al tempo dedicato ad ogni singolo paziente , oppure all’esser burocrati o passacarte .

    Le argomentazioni lette ,non mi sembrano esaustive .
    Un vecchio collega, un giorno ebbe a dire:
    “Vedi , il tempo spesso manca, solo se Tu una volta che ti levi il tuo consunto camice ASL, senza salutare moglie e figli, Ti rechi, come un lupo affamato, al tuo ambulatorio, indossi il Tuo lindo camice e con l’ausilio della Tua prosperosa segretaria,fai contento Te stesso ed il Tuo isituto di credito ” .
    Tralasciando questi discorsi da bottega, credo che un medico, visto il giuramento fatto ,debba comunque ,essere riguardo al suo Assistito :
    – un amico certo ;
    – un consigliere fidato, essendo la persona più vicina al suo mondo .
    – …..

    Infine, le lista d’attesa nelle visite specialistiche :
    non ritengo disdicevole se un il medico di famiglia, o altro sanitario si faccia carico del problema;
    con i programmi d’informatizzazione ,che la precedente amministrazione regionale, ci ha portato (chiedere alla Dottoressa DIRINDIN) , tutto ciò dovrebbe essere possibile (stiamo parlando di gestione delle liste d’attesa) ,cosa ci costerebbe farlo, se tutto questo è necessario o utile al nostro amato paziente..
    Un vantaggio lo avremmo, il nostro cuore non sarebbe più a rischio di angor e la nostra coscienza sarebbe più libera.

    P .S .
    Per le argomentazioni su esposte, non mi sembra giusto che un Medico che comunque è a libro -paga della ASL di competenza, cioè del SSN , possa essere biasimato perchè fa anche questo.
    Che ce ne siano tanti.

  • La sanità esiste per dare risposte riguardanti la salute dei cittadini. Gli attori principali del Sistema Sanitario dovrebbero essere i Pazienti e i Medici. La Sanità non funziona perchè così non è. In questo sistema pazienti e medici sembrano essere degli oggetti con un ruolo marginale. I pazienti sono stati trasformati, in questo sistema perverso, in “palline da ping pong” da sbattere da una parte all’altra del sistema, da far girare come trottole prima di ricevere una prestazione. Non entro in merito sulla qualità delle prestazioni che in larga misura possono essere accettabili anche se vengono ottenute dall’ utenza con grande fatica. Il medico dovrebbe fare prevenzione, diagnostica e cura. Per questo è stato assunto e per questo viene pagato. Invece, almeno in molti settori, il medico è stato trasformato in un freddo burocrate compilacarte lasciandoli un tempo talmente piccolo per la sua attività da rendere impossibile l’erogazione delle prestazioni principali per le quali viene pagato.
    Questo è il problema. Pretendere che un medico di base prenoti le visite è un compito da impiegati con livello da scuola media ed è proprio una di quelle cose che un medico di base non dovrebbe fare anche perchè non fa parte del lavoro del medico programmare le prestazioni altrui. Se non vengono capiti questi concetti elementari del ruolo tecnico assegnato a ciascun operatore diventa inutile discutere sulla riforma della sanità e sulla correzione delle storture dell’attuale sistema. L’eliminazione delle liste d’attese è uno dei problemi e non è certamente quello più importante che rientra nella riorganizzazione globale dell’intero sistema di erogazione delle prestazioni. Pe quanto riguarda il Medico di Base espongo un esempio chiarificatore. Se un medico di base in 5-6 ore di ambulatorio vede 50 persone quanto tempo può dedicare a ciascun paziente? Non più di sette, otto minuti. Se ciascun medico dovesse fare giornalmente altre tre ore di ambulatorio è preferibile dedicare questo tempo a prenotare le visite per i pazienti oppure dedicarlo all’ascolto del paziente non per 8 ma per 15 minuti? La sceltà a chi sceglierà di rimodulare il sistema. Nessuno può comunque dimenticare che il tempo minimo richiesto per una normale visita medica è di circa 15 minuti e che l’attuale carico burocratico riduce al minimo questo tempo portandolo a livelli da rendere impossibile lo scolgimento del lavoro del medico. L’eventuale rimodulazione del sistema sanitario dovrebbe avere come obiettivo anche la correzione delle storture di questo tipo se si ha veramente la volontà di dare risposte reali e adeguate alla neccessità di salute dei pazienti.

  • Pietro Caggiari

    Sanasanità .
    Il rompicapo di questo tiepido, inverno, ha un proprio un bel titolo: la Sanità del Nuorese.
    Se ne parla nelle diverse salse, la si cerca di analizzare nei diversi aspetti o componenti.
    Ho letto con molta attenzione gli articoli comparsi su questo blog e, pertanto, voglio fare alcune considerazioni in merito.
    La Sanità privata è più efficiente, insomma migliore di quella pubblica : ASSOLUTAMENTENO!
    Ritengo la cosa non proponibile per diversi motivi:
    1. La Sanità privata si occupa, per larga parte, di Patologie che implicano per il soggetto erogante il servizio, poche Spese e massima resa finanziaria;
    2. nella Sanità privata non esistono terminii, o, meglio, specificità quali: URGENZA, EMERGENZA,TERAPIA SEMI-INTENSIVA e/o INTENSIVA, tutti settori ove certamente si spende e non si guadagn .
    3 ecc. ecc..
    La Sanità privata raccoglie a piene mani, in realtà particolari, ove certi ammministratiori stolti o miopi, sono incapaci e/o accondiscendenti verso certi potentati economico-affaristici.on tutto è oro sull’altra sponda. E’ doveroso migliorarsi. Credo che l’ accoglienza, “l’aspetto alberghiero” meritino una migliore attenzione. Tutto questo perché davanti a noi abbiamo non solo un malato, ma sopratutto UN UOMO malato; costui vive il peggior momento della propria vita, si trova cioè in una condizione di manifesta inferiorità rispetto a chi tale non lo è. Ecco quest’uomo merita il rispetto più assoluto, non foss’altro perchè anche noi possiamo entrare a far parte di questa terrena lotteria. Vorrei comunque ricordare tutti gli sforzi, e sono tanti, che i vari operatori, ognuno per il proprio ruolo, quotidianamente svolge. Gli stessi non debbono essere vanificati dal comportamento deplorevole di pochi. C’è tanto da fare in Sanità. Occorre avere una conoscenza reale del problema, fare un progettazione di alto profilo, verificare rigorosamente ed attentamente quanto programmato. Se ne deduce che i nostri amministratori, debbono agire con chiarezza e coraggio, anche quando è il momento di scelte difficili e magari impopolari (razionalizzare la rete ospedaliera, e quella dei servizi). Basta vedere ciò che è stato fatto in altre regioni più avanzate della nostra; non ci si deve arrampicare ancora una volta sullo specchio della viabilità difficoltosa e cosi via. Spero che l’attenzione della classe politica riguardo al tema in oggetto continui, voglio credere che lo stesso non sia legato ai soli calcoli elettorali, ben sapendo che INPS a parte, la A.S.L. n° 3 è il massimo produttore di buste paga in Provincia.

  • Non sono un esperto del settore, sono un comune cittadino, un utente o cliente, a seconda del punto di vista.
    Mi pongo spesso alcune domande:
    – perchè la sanità privata funziona meglio di quella pubblica?
    – perchè nella clinica la strumentazione viene riparata nel giro di pochi giorni, mentre in molti ospedali esistono macchinari nuovi mai messi in funzione, magari perchè non sono stati istruiti i tecnici che devono utilizzarli?
    – perchè le TAC e tutte le apparecchiature similari non vengono fatte funzionare in continuazione per 24 ore?
    Riguardo i commenti che precedono, purtroppo il medico non è libero di dedicare al malato il tempo che ritiene, ma in molte strutture viene controllato al minuto la produttività di ciascun singolo operatore (potrei fare alcuni esempi), e per quanto riguarda la burocrazia, mi chiedo perchè il primario deve occuparsi dei turni del personale: ho subito un operazione, per fortuna modesta, praticamente da sveglio perchè il chirurgo è entrato adirato dopo aver avuto uno scontro con la capo sala.
    Se questo commento sarà pubblicato, mi farebbe piacere continuare con qualche commento sulla sanità pubblica e privata, con pregi e difetti visti da un utente ( o cliente?).

  • Domenico Fais

    Il problema della sanità, come vado ripetendo da tempo, non è assolutamente complesso.
    È complesso chiudere gli ospedali che non possono offrire prestazioni di alto livello e che non hanno un supporto di servizi adeguato?
    È complesso ridimensionare i poliambulatori nel demagogico “territorio” grande rifugio e spreco di personale infermieristico di alta professionalità che lascia l’ospedale per essere più vicino a casa?
    È complesso stabilire “per legge” che il malato non si deve preoccupare di telefonare da nessuna parte per una prestazione sanitaria ma che questa deve essere prenotata dal medico (di base o ospedaliero)?
    È complesso che negli ospedali si facciano continue ispezioni per valutare il comportamento dei sanitari verso i pazienti e verso i parenti?
    È complesso mettere mano alle liste di attesa e controllare i carichi di lavoro di tutto il personale?
    È complesso mettere il paziente al centro degli interessi del mondo sanitario?
    È complesso… potrei continuare. Non è complesso niente. Di complesso c’è il modo di vedere la sanità non più come una istituzione che ha il principale obiettivo la cura del malato ma la realizzazione di progetti politici, di affari, di potere, di prestigio personale. Forse qui sta la complessità, non prendere provvedimenti impopolari altrimenti si offende qualche sindaco se chiudi un ospedale o un poliambulatorio o si offende qualche politico se togli un privilegio nell’area di raccolta voti. Se poi tocchi la sanità privata-convenzionata (secondo me da abolire) chi si offende? Ma il paziente in tutto questo che fa? Aspetta ovviamente tempi (e governanti) migliori.

  • Marcello Simula

    Rispondo ad Antonio Maria Marchi con una semplicissima domanda:Ti pare possibile che una discussione su questo argomento possa trascendere da valutazioni di tipo politico quando la stessa sigla ASL contiene in sè una contraddizione di termini? La sanità per definizione non può e non deve produrre reddito ma dare assistenza al malato.Usando una triste definizione di questi tempi ti ricordo che “L’utilizzatore finale” della struttura sanitaria è IL MALATO,e su questo sono assolutamente convinto che le nostre opinioni siano concordi.Ma dimmi un po’,considerato che operiamo nello stesso campo,le pastoie burocratiche che ti impediscono di fare il medico a tempo pieno sono prodotti della dialettica/scontro politico e non invece di una visione distorta e perversa dello scopo finale dell’assistenza sanitaria?Il tuo intento è nobile e commovente,ma ritengo la tua analisi del problema alquanto semplicistica e fuorviante in quanto non centra(a mio modesto parere)il problema principale che (io credo)sia questo:quando curi un malato pensa a farlo guarire,non ai bilanci della ASL che si trascina la zavorra dei burocrati per impastoiare chi veramente opera per il bene comune.PS Denunciare le porcate non è contrapposizione sterile,ma far sentire la propria voce di dissenso.Il resto è buonismo inconcludente!!!

  • Il problema della sanità è troppo complesso perchè si possa sintetizzare in brevi interventi.Si possono fare ossevazioni solo su qualche aspetto che riguarda il sistema. Io farò in particolare due osservazioni. Da oltre trent’anni lavoro all’interno del Servizio Sanitario Nazionale come Medico di Medicina Generale. Quando ho iniziato a lavorare all’ interno della Sanità pubblica utilizzavo il mio tempo al 90% per le visite e al restante 10% per la burocrazia e ora, invece, succede l’ esatto contrario. Questa trasformazione non è avvenuta per mia volontà ma per le centinaia di disposizioni di legge che hanno portato a questo risultato. Nel tempo ho maturato l’assoluta convinzione che coloro i quali hanno favorito questa situazione non vogliono che i Medici di Medicina Generale svolgano il loro lavoro,il lavoro per cui sono sono stati assunti: cioè quello di fare i Medici. Le incombenze burocratiche che ci vengono inflitte potrebbero essere tranquillamente svolte da figure che hanno un grado di istruzione di scuola media inferiore.Vengono cioè pagati centinaia di medici per svolgere un lavoro puramente burocratico e questo è causa di un danno enorme per la qualità del servizio e per gli eventi che conseguono ad un accesso di ciascun utente nell’Ambulatorio del Medico di Base.
    Liste d’attesa per visite. Circa dieci anni fa, con vari provvedimenti di tipo amministrativo, si era riusciti, almeno dove io opero, ad abbreviare i tempi delle liste d’attesa portandoli a livelli fisiologici. Con l’avento dell’amministrazione Soru-Dirindin, nell’arco di un paio d’anni, non solo i tempi per ricevere una prestazione specialistica si sono allungati com’ era in precedenza, ma hanno continuato a dilatarsi raggiungendo livelli non giustificabili in una Sanità che si definisce moderna.In parte l’allungamento è stato causato da un tetto sulle prestazioni imposto dall’ Assessore agli Specialisti Convenzionati esterni senza che le stesse prestazioni venissero fatte svolgere agli Specialisti Ambulatoriali e Ospedalieri, come era logico pensare e prevedere. Quindi, di fronte ad un aumento di richiesta di prestazioni specialistiche, anche in rapporto all’aumento dell’età media della popolazione, è stato diminuito il numero delle prestazioni erogate dal Sistema Sanitario nazionale con un conseguente aumento del tempo delle liste d’attesa.
    Queste sono due parzialissime osservazioni su un sistema che richiede una radicale ristrutturazione, tenendo conto naturalmente delle risorse disponibili, e non dei periodici rattoppi paragonabili al gioco delle tre carte, cioè a una presa in giro dell’utenza.
    Io penso che razionalizzando le risorse che Ragione Sardegna mette a disposizione per la sanità i Sardi dovrebbero usufruire di un Servizio sanitario di un livello molto superiore rispetto a quello offerto attualmente.

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