Da Capo Horn a Caput Asini, con un’analisi del conferimento del titolo di Augustus a Soddu

11 ottobre 2012 07:047 commentiViews: 20

Ieri in allegato con Il Sole 24 ore veniva distribuita la prestigiosa rivista di Oscar Giannino “Capo Horn”, dedicata alla Sardegna (titolo di copertina scontatissimo: “L’Isola che non c’è”). Mai letto un tripudio di luoghi comuni, vestiti di precisione statistica, quale quello che ho letto ieri. Mai letto un reportage così smaccatamente asservito ad alcune logiche, al punto da rappresentare il capo dell’Autorità portuale di Cagliari come il genio del prossimo sviluppo della Sardegna, colui che la riformerà e trasformerà perché, udite udite, valorizzerà le aree intorno al porto. Poi c’è un’inchiesta sulla Sardegna Centrale condotta tutta a tavolino, leggendo i Conti Pubblici Territoriali e le rassegne stampa. In sostanza si dice che per esempio a Tossilo c’è il deserto aziendale (vado a memoria sulle imprese allocate: Auricchio, Alimenta, Brundu, Forma, Milia, Fercos, ecc. ecc.); si dice che l’Accordo di Programma ha prodotto un solo insediamento produttivo (sono 69 le imprese finanziate); che a Ottana è rimasto solo il Gruppo Clivati dichiarato d’ufficio dal giornalista “in crisi”, senza far cenno alla vicenda del complotto di stato che lo vuole far chiudere, senza dire che lì è allocata una delle più grandi fabbriche di Pet d’Europa, senza dire che lì c’è Indorama ecc. ecc.. Poi si dice che se si divide, usando i Conti Pubblici Territoriali, l’ammontare dei trasferimenti per il numero di addetti occupati si ottiene l’indice più alto nel Mezzogiorno, ma si dimentica di dire che i Conti Pubblici Territoriali si possono usare per fare questi calcoli se li si depura della previdenza (le pensioni, e in una regione di vecchi come la nostra è più che normale che ci siano molti pensionati) e si si ricorda che in quei trasferimenti ci sono più o meno gli 8/10 delle nostre tasse.
Insomma, proprio un pessimo esercizio di falsa conoscenza in carta patinata.
Oggi Soddu ci dice sulla Nuova Sardegna che si deve passare dall’autonomia alla sovranità. Buongiorno! Lo dica al Pd che ha irriso tutte le mozioni e le posizioni sulla sovranità. Ma ciò che è più strano è che da un po’ la Nuova dà un peso alle parole a seconda di chi le dice. L’altro giorno ha scritto una cosa ridicola: siccome Ottana si è avviata a soluzione, il merito della soluzione sarebbe stato, a otto colonne, dell’interrogazione dell’on. Amalia Schirru! Incredibile! Oggi, siccome le dice Soddu, a cui La Nuova fa mediamente due interviste l’anno per farsi dettare la linea (il veccchio leone continua a leggere libri più di loro e quindi si sottopone volentieri a queste ore di ripetizione per il giornale sassarese), ecco che le parole magiche di ‘sovranità’ e ‘autogoverno’ assumono non più il valore delle parole in libertà o eversive a cui far rispondere con 6 (dico 6) editoriali come è accaduto al sottoscritto, ma delle parole ricche di senso, di pace, di cultura, di maestà, di deità. Ne ho un po’ le scatole piene, e per seguire il consiglio di un mio detrattore, da venerdì riprendo a fare lezione, sono sicuro che riuscirò a curarmi l’orchite.

7 Commenti

  • Mariocarboni

    Correggo .. Il numero della rivista Ichnusa con il saggio di Pietro Soddu è il n. 10 del maggio/giugno 1986
    È doppiamente utile da leggere in quanto Soddu critica sia il bilinguismo che la zona franca allora come oggi cavalli di battaglia del ” fantasma indipendentista” , mentre è riportato anche il discorso di apertura del congresso di Quartu del Psdaz del Segretario Carlo Sanna, di altissimo livello e da conoscere o riconoscere dai non pochi che credono di aver inventato l’acqua bollita dell’indipendentismo e parlano sesso a vanvera di sardismo. Va letto nel contesto di quegli anni ma è straordinariamente attuale

  • Mariocarboni

    Forse anche nella biblioteca del Consiglio si trova il numero 4 dell’83 della rivista Hicnusa con un saggio di Soddu teso a confutare l’indipendentismo del Psdaz che stava mettendo le vele al vento sardista. Utile per tutti, per chi lo conosce per ricordare, per chi lo ignora per capire che si ha a che fare con i soliti paguri trasformisti.

  • Ahi servi sardi!!! ci mancava solo il ritorno dei morti viventi……rendiamoci conto che questa gente ci governa dalla notte dei tempi e ci ha messo nella situazione in cui siamo…mi inquieta il fatto che lo zombie inizi ora a parlare di queste cose

  • Ciao Paolo, sono perfettamente d’accordo con te, sono sempre più convinta che la stampa sia al servizio di pochi anche nei dai paesi.Pensa che in Consiglio Comunale a Guspini ho presentato la mozione sulla zona franca, strano ma vero è stata approvata all’unanimità, hai letto qualcosa sui giornali( ho consegnato tutta la documentazione)? Io no.. Tornando al discorso sovranità e indipendenza, proprio perchè la stampa non dà troppo spazio, è un argomento conosciuto da pochi e allora perchè non muoversi in altro modo? Manifestazioni a tema?

  • Paolo scrisse: “il saldo indicativo del grado di autonomia finanziaria della Sardegna è positivo giacché risulta dalla differenza fra 12,066 miliardi e 11,668, che è pari a 398 milioni di euro”.
    Queste le conclusioni di un elaborato calcolo mirato a dimostrare a Macciotta che la Sardegna si autososterrebbe se indipendente.
    Quanti sardi non conoscono questi dati?
    Troppi!
    Il problema sta nella mancata informazione e nella disinformazione di stato italiano, nonchè nella tendenza alla ginuflessione di troppi politici sardi (destra o sinistrorsi poco cambia).

  • Gian Piero Zolo

    Ma tu non puoi dirle certe cose! Abbi pazienza!
    Cioè le puoi dire in altro modo, per esempio dopo di loro, e tu le hai dette prima. Per esempio dopo il loro permesso, e tu non l’hai chiesto.
    Tu Paolo, e noi, abbiamo il più grosso difetto che si possa avere, non siamo allineati al Pd, al Pdl, al moderatismo,al progressismo, al conservatorismo ai guelfi,i ai ghibellini,non siamo né pro né contro, noi siamo per.
    E siccome non ci allineiamo e non vogliamo farlo, giacché ancora non riescono a tapparci la bocca ci regalano il silenzio stampa.
    Mi chiedo spesso perché non vogliano vedere la portata dei problemi e le soluzioni che spesso sono più vicine di quanto non si creda, su Ottana c’è il lavoro e l’impegno dei sardisti, di te (molto di te), di Bustianu di Muroni e anche quello di Schirru ed altri, a tutti i livelli. Perché mi chiedo, sono contrari a costruire una strada che già percorrono? Serve ancora da sardi stare dietro a partiti che all’interno delle democratiche istituzioni si rendono responsabili del disastro che incombe su tutti noi, mentre i loro quotidiani di riferimento fanno il gossip sulle battute di Renzi e Bersani andando a vedere se poi a riguardo ha riso Marchionne oppure no? Serve molto per capire che molti di noi grazie al cielo stanno pure meglio di altri e potrebbero fottersene allegramente del resto del mondo? Serve molto per capire che noi non lo diciamo, lo URLIAMO che bisogna fare presto, che bisogna farlo insieme, che mentre loro si mettono d’accordo sul da dirsi prima che sul da farsi molti nostri fratelli sono alla disperazione? No, non serve molto, serve essere uomini di buona volontà e non è necessario essere sardisti per esserlo.

  • Soddu è un vecchio democristiano che ha fatto carriera “concordando” una conflittualità permanente con Nino Giagu per essere entrambi vincenti. Ed il gioco è riuscito.
    Oggi parla di sovranità ma che cosa ha fatto il 28 ottobre 1980 (e poi niente altro)incaricato di formare una giunta di “unità autonomistica”, cioè con tutti dentro PCI compreso? A Flaminio Piccoli, segretario della D.C., che gli impose di non fare quel matrimonio rispose: OBBEDISCO! Asservito cinquantenne, rivoluzionario da ottuagenario? Alla Nuova devono aver perso gli archivi e ce lo propongono oggi come salvatore della patria. Est modus in rebus! Insomma non è una buona notizia per combattere l’orchite.

Invia un commento