Contro la peste burocratica

Ecco l’articolo pubblicato ieri, 15 marzo, su L’Unione Sarda.

La Presidenza del Consiglio dei ministri scrive che si può uscire a fare una passeggiata. Il sindaco di Sassari lo vieta.

Chi ha ragione? A leggere la norma, il sindaco. Non si possono autorizzare solo gli spostamenti motivati da necessità e poi permettere le passeggiate. Per agire bene e in fretta, bisogna abituarsi alla logica e alla semplicità. In Italia è difficilissimo.

Stesso discorso vale per i soldi. Si parla in questi giorni di sospendere il pagamento dei mutui. Prima bisognerebbe concordare con l’Unione Europea la modifica dei criteri per i quali si viene iscritti nelle black list bancarie. Infatti, l’impresa che oggi ottenesse il differimento del pagamento dei ratei per l’anno in corso, entrerebbe automaticamente in una specifica categoria dei creditori a rischio e, di conseguenza, non potrebbe più ricevere finanziamenti per 24/36 mesi. Paradossale, ma vero.

Si parla di contributi a fondo perduto, ma se non si vogliono dare spiccioli, prima bisognerebbe fare come si fece nel 2008: elevare la soglia del de minimis a 500.000 euro e consentire il finanziamento anche delle aziende che entrano in crisi per l’epidemia. Oggi non sarebbe possibile aiutarle.

Si parla di sbloccare gli appalti. Vien da sorridere. È come voler svuotare il mare col secchiello. Però ci si potrebbe affidare al buon senso, sospendere l’attività dell’Anac, selezionare tra le vecchie norme quelle che avevano funzionato meglio e abrogare le attuali. Forse qualcosa si sboccherebbe. La situazione reale, però, non fa ben sperare. Nel 2016 venne varato il celebre Codice degli Appalti che affidò all’Anac e alle sue Linee Guida il compito di disciplinare le gare. Tutto fu ingessato da una coltre di paura e di adempimenti. Nel 2019, col cosiddetto Sblocca Cantieri, si decise di varare un nuovo Regolamento unico. Il Regolamento ancora non è disponibile.
E dunque? Nel frattempo si applicano le Linee Guida ingessate e ingessanti. Si dice, allora, di voler sbloccare secondo il modello di Genova? Benissimo, speriamo venga fuori una norma non solo per i grandi appalti – che, magari fra un anno, si scoprirà essere costati il doppio o il triplo del normale – ma anche per i piccoli. La Sardegna potrebbe giovarsene.

Ancora. Il Governo tiene aperti i negozi di alimentari e scopre che agricoltura e allevamento sono strategici. Benissimo, allora, col telelavoro, Agea e Argea smaltiscano il loro arretrato ed eroghino i contributi sulla base delle domande presentate, rinviando i controlli. I Centri di Assistenza in Agricoltura certifichino la completezza delle domande e gli enti pagatori paghino. Si fa così in guerra.

One thought on “Contro la peste burocratica

  • Sulla questione del sindaco di Sassari: ha fatto bene a imporre il divieto di fare attività motoria all’aperto? La questione è interessante perché offre lo spunto per una riflessione più ampia.
    Dal punto di vista giuridico: non saprei se un’ordinanza del sindaco possa eclissare una nota indirizzata dal Ministero degli Interni ai prefetti… Il sindaco avrebbe potuto far chiudere un parco alle attività motorie all’aperto, ma lui ha chiuso tutta la città. Non sono un giurista, però, sicché mi limito a dire che non sono del tutto convinto dell’operato del nostro primo cittadino (venuto alle cronache anche per la sua recente crocera nel Golfo Persico: fonte ANSA).
    Dal punto di vista del buon senso, verrebbe da dire che ha fatto bene, perché i cretini sono sempre in agguato. Ma i cretini sono anche quelli che si fanno prestare il cane dagli amici per fare una passeggiata, che fanno (dicono di andare a fare) la spesa due volte al giorno, che si ritrovano al bar e abbassano la serranda, etc. Pensare di arginare tutti i cretini è come voler svuotare il mare con un cucchiaio…
    In più occorre valutare che ci sono diverse persone – io, almeno, ne conosco – che fanno (facevano) una marcetta tutti i giorni come una medicina prescritta dal medico, per evitare guai gravi alla propria salute (persone responsabili). Infine, quante persone sigillate in casa daranno di matto, dopo un paio di settimane?
    Allora mi chiedo: non sarebbe più di buon senso ribadire che per fare jogging bisogna andare da soli, mantenere certe distanze “anticontagio”, evitare gli affollamenti etc.? E stangare malamente chi contravviene (non dimentichiamolo: si va sul penale)? E non poteva un sindaco intelligente aggiungere, di suo, delle fasce orarie: tipo le prime ore del mattino e la tarda serata, dopo la chiusura dei negozi?

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