Continuità territoriale: perché la Sicilia è ritenuta più appetibile della Sardegna?

14 settembre 2013 07:351 commentoViews: 127

di Angelo Carta – Olbia

Non dobbiamo meravigliarci del fatto che Meridiana, compagnia aerea storica per la Sardegna, preferisca disimpegnarsi sulle rotte isolane, rotte in continuità retribuite da fondi pubblici, ed invece lanci una campagna promozionale con tariffa omnicomprensiva di 50 euro sulle rotte da e per la Sicilia per residenti e nativi, rotte, quest’ultime, in certi casi addirittura quasi doppie, come percorso, rispetto a quelle sarde.

La motivazione principale dell’abbandono è la complessità del bando regionale sardo per ottenere i contributi compensativi sulle rotte in continuità. Uno studio indipendente indica in circa 65 milioni di euro le spese per ottemperare agli sconti e alle condizioni imposti dal bando, a fronte di 46 milioni di euro a disposizione per gli aggiudicatari delle linee; in poche parole, gli oneri superebbero di gran lunga gli onori.

Chi si aggiudica le linee in continuità è vero che ottiene quest’ultime in esclusiva per 4 anni, ma allo stesso tempo accetta delle condizioni che appaiono, a sentire le compagnie, dispendiose all’ eccesso. Faccio degli esempi:  i voli per Roma devono avere, secondo il bando, come scalo Fiumicino e non, ad esempio, Ciampino; quelli per Milano lo scalo di Linate e non, ad esempio, Malpensa o Orio al Serio. Questi scali alternativi  hanno un costo di utilizzo di gran lunga inferiore rispetto ai principali, tanto da essere usati dalle compagnie low coast che hanno così il duplice vantaggio di aggirare l’esclusiva che ha il vettore in continuità su quelle destinazioni spendendo meno e non avendo gli obblighi di frequenza sulle rotte che invece il vettore in continuità deve garantire. Il bando non consente che il volo possa essere annullato o accorpato in caso di percentuale di riempimento bassa. All’atto della presentazione delle domande per accedere ai contributi per la continuità, la Compagnia deve indicare il tipo di aeromobile che intende utilizzare, la capienza e l’età; questi fattori non sono modificabili dopo l’aggiudicazione. Inoltre si devono accettare ovviamente le tariffe per nativi e residenti stabilite dal bando ed un tetto massimo per quelle destinate diciamo agli “altri” passeggeri.

Insomma, la Compagnia che  si imbarca in questo meccanismo della continuità fa due conti e dice di non guadagnare niente.

In Sicilia abitano 5 milioni di persone e la domanda di mobilità è più che doppia rispetto alla Sardegna; il mercato dei voli è “libero”, non esiste continuità, ma le tariffe sono basse per effetto della concorrenza tra compagnie nelle varie tratte aeree. Non essendoci vincoli o condizioni, se non quelle commerciali e di serietà, ogni compagnia può aggredire commercialmente le rotte che ritiene più remunerative con tariffe e frequenze studiate in base al traffico ed alla stagione senza avere vincoli e paletti imposti dalla continuità. E’ una norma elementare che la concorrenza – quando non viene aggirata con accordi di cartello – porti ad un abbassamento delle tariffe.

Per ottenere i vantaggi della concorrenza – opportunamente vigilata e sanzionata in caso di accordo di cartello – bisognerebbe incentivarla e non reprimerla dando linee in esclusiva. Il bando sardo potrebbe essere più semplice cioè mettere a disposizione i denari per tutte quelle compagnie che fanno volare i sardi e i residenti a tariffe stabilite; le compagnie in questo caso dimensionerebbero l’offerta in base alla concorrenza presente; la frequenza dei voli potrebbe essere garantita o dal mercato, cioè dalla pruralità dei vettori presenti, o dallo stesso bando con meccanismi di pluralità/penalità; per abbassare i costi, le compagnie metterebbero in atto tutte le strategie di gestione oggi non possibili visti i paletti imposti sugli aeroporti  e sugli aeromobili (per es. userebbero aeromobili più piccoli e quindi più economici nei periodi invernali ecc ecc).  Insomma, talvolta le cose difficili hanno soluzioni semplici. Una di queste è far fare alle compagnie il loro mestiere, incentivandole con soldi per la continuità accessibili a tutti i vettori, lasciando linee non in esclusiva ma aperte a tutti, cioè attuando le condizioni ( a parte i contributi) che esistono in Sicilia e che l’hanno resa più appetibile rispetto alla Sardegna.

 

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