È successo ieri, per la prima volta in terra sarda.
L’Intelligenza Artificiale si è impossessata del sistema di comunicazione del Consiglio regionale e, imitando una voce maschile consumata dagli anni, ha cominciato a commentare la seduta in corso in stretto idioma sassarese.
Il traduttore simultaneo multilingue del Consiglio regionale è andato in tilt al termine della votazione a scrutinio segreto sulla delibera che voleva cacciare il professor Aledda dalla Consulta per l’emigrazione. Ha distorto – in sassarese greve, lingua non ricompresa tra le ufficiali ammesse in Consiglio – la comunicazione di chiusura dei lavori che il presidente Comandini aveva declamato con tono aulico: «La seduta è tolta» è divenuto «Ajò Desy, piglia l’attrezzi e avìaddi».
La sorpresa per i gaudenti/dolenti/fraudolenti consiglieri è stata doppia.
La prima: l’idioma.
La seconda: il traduttore aveva semplicemente detto la verità: Desy, ritirati gli attrezzi e vattene. E in fretta pure.
Ventinove contrari e solo diciannove a favore: è il conto dei pallini detonati dagli onorevoli banchi. Otto sono i cecchini del Campo Largo che, nel segreto della pulsantiera elettronica, hanno colpito in un attimo l’assessora del Lavoro proprio sulla delibera più rancorosa della storia dell’Autonomia, quella che proponeva al Consiglio la revoca del professor Aldo Aledda da componente della Consulta per l’emigrazione e la sua sostituzione con l’avvocatessa Sara Nicole Cancedda, la stessa che, dopo esser stata sconfitta da Bastianino Mossa al congresso di Alghero della Fasi, ha dato vita a una nuova associazione di emigrati, la SEU (Sardi Emigrati Uniti), battezzata proprio dall’assessora Manca.
Le accuse mosse dall’assessora ad Aledda sono quelle classiche che i politici usano quando devono farti fuori: si è compromesso il rapporto fiduciario, si sono utilizzate espressioni gravemente lesive dell’onorabilità dell’ente Regione.
Quando l’assessora ha letto la motivazione, è cominciata la ribellione in turritano stretto dell’AI: solo nel cicalino di Comandini si è sentito un chiaro e distinto «Ma girami li guglioni», che l’assessora, giustamente indignata, ha immaginato pronunciato da Comandini, costretto a una rapida smentita gestuale che invece confermava, per il viso ilare e rubicondo, la sua intima soddisfazione per un sistema di comunicazione intelligente che aveva dato forma ai suoi più profondi pensieri.
In verità il professor Aledda – esperto in fenomeni migratori, con alle spalle anche una solida collaborazione con il deputato del Pd Fabio Porta, eletto nella circoscrizione estera del Sud America – avrebbe soltanto osato rivolgere critiche al piano triennale dell’emigrazione presentato dall’assessora Manca nel corso di una riunione della Consulta.
«Non è vero – ha affermato la Manca dopo l’agguatino in Aula – mi ha anche dato dell’analfabeta funzionale».
«E va’ rasgiòni?», ha domandato ancora il traduttore simultaneo turritano, tra lo stupore generale e l’affannosa rincorsa dei commessi per provare a disinstallarlo. Un analfabeta funzionale è una persona che sa leggere e scrivere le parole, ma non riesce a comprendere, analizzare o usare in modo efficace testi complessi, dati o calcoli nella vita di tutti i giorni. La domanda delle macchina era giustificata e estendibile a tutto il Consiglio regionale.
Una volta messo a tacere l’infernale apparecchio (il quale si è incredibilmente trasferito a casa mia e, mentre scrivo, mi parla da video come suggeritore), e appreso che la Desy ha pure sospeso il contributo annuale alla Fasi (50.000 euro – così, tanto per capire chi comanda), tra i consiglieri si è aperta la caccia ai franchi tiratori.
La conta è presto fatta: 48 presenti in Aula, 21 di minoranza, 27 di maggioranza. I voti contro la Giunta sono stati 29. Dunque otto sono quelli del Campo Largo che hanno dissentito dalla fatwa della Manca.
Da dove arrivano?
Più della metà dal Pd, uno dai 5 Stelle, uno da Uniti per Todde e uno da Orizzonte Comune.
«E ga’ ti credi frate Indovino?», mi chiede. Mi trova pronto: «No, aggiu l’arecci a parabà».
Ma la verità è che i tiratori franchi sono almeno due in più, perché due consiglieri del centrodestra, di coprire le spalle al professor Aledda, non ne hanno proprio voluto sentire. E non lo hanno neppure nascosto.
I 5 Stelle, con l’empatico Alessandro Solinas, hanno fatto sapere che quanto accaduto in Aula è un fatto gravissimo e hanno chiesto un’immediata verifica di maggioranza.
«O crisantemu, a me mi n’esci la risa», ha chiosato il mio suggeritore, riportandomi alla lingua naturale della politica sarda: quella del ridicolo.

A bider isto, abarra a vedere!
Mi sono permesso di chiedere a mio 🤣suocero (mastru ‘e ascia novantenne) quale fosse il termine utilizzato per mettere alla porta gli scappati di casa, ovvero quelli che erano perennemente imboscati, alla ricerca di poco lavoro durante il lavoro. Risposta: poche parole ma precise rivolte a quelli di cui sopra; “Piggia li ferri e baidinni in pressa e, si no ti anda be’, cominzia a curri’ chi si no ti zi portu eu a fora!” ! E va’ rasgioni? 🤣🤣🤣🤣🤣
“Personaggino” (la Desirè) con una rendicontazione in campagna elettorale di “zinquzentu euri” (e tutti ghissi chi ha rigaraddu?). Vabbè, “a conto di confusione ha pigliaddu” dalla presidenza. “Arumancu Solinas…si cagliava muddu!”. “Fazzia (Desirè) l’ischandaru a tutti ghissi chi li dizziani su Fb:”non vuoi vista (traduzione italica dallo slang sassarese).
Povera cara Desy, chi semina vento raccoglie tempesta e l’assessora di vento ne ha seminato tanto.
Bocciata con demerito 🤫 dai compagni di viaggio.
L’articolo è fantastico, altro che IA ,
la sua professore è intelligenza naturale, c’è una ironia sottile che taglia come una lametta.
Complimenti è sempre un piacere leggere i suoi articoli.
Essu…Professo’, con lei l’Accademia e la Politica ci avranno pure guadagnato ma la Letteratura ci ha perso…
Ne scriva più spesso, se è vero che il riso fa buon sangue di pezzi così ne abbiamo proprio bisogno.
Castigat ridendo mores, dicevano gli antichi, se non ricordo male…
Roddulandu dilla risa😂😂😂
Puru a me mi zi fuggi la risa dizzini in Sossu.
Pari arimani chi s’è drummidda innantu a lu monti (non l’Olimpo, Monte Bianchino) e arimani s’è scidadda a Monte Oro (lato ex inceneritore).
Bisogna fare un plauso ad Alessandra Todde per la pazienza che dimostra, dopo questo schiaffone da parte del Consiglio, dopo i balletti in assessorato, dopo l’assenza in aula durante la finanziaria, dopo la scorta di terzo livello invisibile, dopo i viaggi intercontinentali in business class e dopo che il fratello acquisisce titoli on demand ancora non ha pronunciato le fatidiche parole ” pigia li ferri e avviaddi”. Santa subito!
..ma quindi adesso mi dimettono la Desirée… già non sarà squartarata in un imboscata per non mandarla più a Roma (… l’eleganza… a volte ) perché con la Nuova Pessima Legge Elettorale bisogna certificare chi è la Prima Donna (ma guarda, il caso … a volte ) Intoccabile e Sicuramente Eletta ?
Sxiadadedda….
@Alba: sarebbe più corretto: “pigia” e non “piglia”
Dite al Prof. Aledda che se vuole stare tranquilllo in futuro è meglio che si tesseri coi Cinquestasche.
Desirée: che figura! 😂😂😂
Standing ovation! pardon, non so come si dica in turritano stretto.
In questo post noto un errore : non e’ «Ajò Desy, piglia l’attrezzi e avìaddi». ma la frase di uso comune e’ «Ajò Desy, piglia li ferri e avìaddi».
( non commento sui franchi tiratori perché non so chi abbia dissentito dalla proposta)