Consiglio ai naviganti: non dite balle e continuate a lavorare perché il governo ci sta ammazzando

3 ottobre 2013 07:321 commentoViews: 126

A me hanno insegnato fin da bambino che quando si è nei guai non bisogna dire balle. Meglio tacere e aspettare di capire. Ma ancor più, quando si è nei guai non si deve cercare compagnia per cercare di fare di tutta un’erba un fascio. Non accetto che si dica: “Era questo l’andazzo”. No. Ognuno parli per sé.
Oggi leggo delle solennissime stupidaggini dette – o forse mal capite dai giornalisti – da miei colleghi consiglieri regionali, sull’onda della paura provocata dall’inchiesta della magistratura sull’utilizzo dei fondi dei gruppi. Tra queste una è straordinaria: secondo questa tesi, solo recentemente si è varato un sistema di verifica del fatto che le risorse siano destinate realmente a attività politiche con relativa documentazione del costo intestata al Gruppo e non al Consigliere. Ne conseguirebbe, secondo le mirabili dichiarazioni del consigliere in oggetto, che: 1) prima i capigruppo davano i soldi a membro di segugio senza pezze giustificative (cosa non vera; semplicemente prima le pezze potevano non essere conservate); 2) poiché prima non c’era un controllo a monte della destinazione delle somme erogate ai consiglieri, i capigruppo o i tesorieri erogavano ai singoli consiglieri in anticipo, come se si trattasse di una paghetta mensile esentasse (cosa che se accadeva, accadeva in alcuni gruppi, non in tutti); 3) poiché chi erogava le somme erano o i capigruppo o i tesorieri, secondo la fantastica ricostruzione del consigliere in oggetto, i consiglieri spendevano per cose legittime e i tesorieri e/o i capigruppo erano degli allocchi che non controllavano, anzi davano i soldi in anticipo come se fossero i loro (cosa non vera, perché io ho conosciuto capigruppo che onoravano solo le fatture dei fornitori di beni e servizi e non versavano un euro ai consiglieri regionali).
Io e altri (e se non siamo tanti, non siamo neanche pochi) siamo l’esempio vivente che questa ricostruzione è falsa o è pertinente ad alcuni gruppi e non a tutti. Mai avuta una paghetta (o pagona, a seconda dei casi), mai aggiunto un euro al mio reddito; mai gestite sul mio conto personale risorse pubbliche.  Quindi il consigliere in oggetto parli per sé o per i suoi, non per tutti.
Nel frattempo, il Governo italiano ci fotte con grandissimo gusto. Sulla Vertenza Entrate sono stati raggiunti nell’ultimo anno e mezzo importanti risultati. Adesso il Governo è alle strette. Che cosa fa? Dal 2010, dico dal 2010, non trasmette alla Regione i FABBISOGNI DEFINITIVI che ogni anno, entro il 31 dicembre, vengono elaborati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. Ha scritto l’Assessorato alla Programmazione: “Come noto, è sulla base dei fabbisogni definitivi che la Ragioneria Generale dello Stato opera i conguagli in favore della Regione. Questi, ordinariamente, sono disposti a distanza di uno o due anni rispetto agli esercizi di riferimento, non appena si rendono disponibili tutti gli elementi contabili. Le quote dei tributi spettanti alla Regione, infatti, sono quantificabili annualmente solo in via provvisoria, per l’impossibilità di conoscere entro il 31 dicembre l’ammontare esatto dei gettiti tributari riscossi o venuti a maturazione nel corso dell’esercizio.
La mancata puntuale trasmissione dei fabbisogni definitivi non solo non consente di conoscere con immediatezza e precisione le risorse statutarie di pertinenza regionale, ma rende anche estremamente difficoltosa la predisposizione del quadro previsionale delle entrate tributarie regionali”.
In buona sostanza, il Governo nasconde la base di calcolo delle compartecipazioni, e la politica? La politica dorme col pannolino.

 

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