Comunicato stampa del Partito dei sardi. Chiarezza degli obiettivi (lo Stato sardo), stile (costruiamo ponti e alleanze), strategia (saper creare i presupposti per vincere) e rispetto delle persone (saper dire anche ‘no’ rispettando la dignità e la storia altrui)

21 ottobre 2013 11:167 commentiViews: 52

logoPSSi è celebrato ieri, domenica 20 ottobre, a Macomer, il primo direttivo nazionale del Partito dei Sardi. È stato un importante momento di partecipazione e condivisione, con oltre 200 delegati da ogni parte dell’isola e un approfondito dibattito sulla situazione politica, le scelte da compiere, le strategie di mettere in atto per dar seguito al forte radicamento e alla grande attenzione suscitate dalla nascita del Partito.

Oltre ad aver deciso una serie di importanti iniziative collettive di cui daremo notizia nei prossimi giorni, il direttivo del Partito dei Sardi ha riconfermato il potenziale valore strategico di un’alleanza con i partiti del centrosinistra nell’ottica della costituzione di una coalizione per una Sardegna sovrana e democratica. Al contempo, tuttavia, il direttivo ha espresso l’unanime e ferma volontà di chiedere ai potenziali alleati il rispetto del codice etico che noi per primi ci siamo imposti, tale per cui i candidati non possono essere né indagati né ambire a un terzo mandato come consiglieri regionali.

La determinazione nel porre senza isterie ma in modo chiaro la questione morale nasce da motivazioni politiche. Fatto salvo il principio garantista per cui un inchiesta non è una condanna resta tuttavia il fatto che se si vuole dare ai sardi e alla Sardegna l’opportunità di esprimere un esecutivo forte e autorevole, capace di portare avanti un vero programma di cambiamento e sovranità, allora bisogna che la coalizione per una Sardegna sovrana e democratica si proponga senza ombre, dimostrando di essere esempio e testimonianza della nuova fase di trasparenza, cambiamento, coraggio che si vuole determinare nella nostra terra e per la nostra gente.

Il rispetto di un codice etico come quello del Partito dei Sardi – reso pubblico in tempi non sospetti e in forma non strumentale nell’agosto del 2013 – è la prima garanzia di poter vincere le elezioni e vincerle con forza e entusiasmo, mettendosi dunque nella migliore condizione per dare alla Sardegna quelle riforme strutturali nazionali che le servono per incamminarsi lungo la via dell’autodeterminazione e della prosperità.

Il direttivo nazionale del Partito dei Sardi ha infine ribadito la necessità di proseguire o aprire il dialogo con quelle forze, indipendentiste e non, che vedono nella sovranità dei sardi un elemento centrale nella definizione di visioni e programmi per la Sardegna e vogliono farsene carico attraverso l’azione di governo e non brandirla come semplice elemento strumentale o di testimonianza. In tal senso proseguirà l’interlocuzione già avviata con il Partito dei Rossomori e con altre forze che anche all’interno del tavolo del centrosinistra hanno dato segnali in tal senso. Come già detto il Partito dei Sardi resta aperto alla costruzione di ponti, purché siano costruiti bene. Vale a dire, possano servire a dare risposte alla crisi che attanaglia i sardi e possano mettere già oggi la nostra terra nella condizione di comportarsi da Stato, per divenire Stato.

 

Paolo Maninchedda     Franciscu Sedda

 

7 Commenti

  • Giusi Boeddu

    Per Giampiero: bellissima la poesia e giusto il momento per proporla. Quello che mi piace di tutto questo è che le questioni reali e concrete, vengano accarezzate da momenti di poesia in grado di colmare la distanza tra la comprensione della ragione e quella del cuore e dell’anima.
    Stando in questo solco, vorrei sottolineare la grande intelligenza emotiva e relazionale di Paolo e Franciscu che sono riusciti a tessere, in tutte le occasioni di incontro (quella di domenica a Macomer compresa)un clima di ascolto appositivo, di contenuto, democratico.
    L’incontro a Cagliari per il giuramento simbolico andrà a concretizzare un presupposto democratico di partecipazione e di co-responsabilità, qualcosa che in molti enunciano ma che non sanno, o non vogliono, realizzare.
    Credo che la strada iniziata sia quella giusta “[pro] ider tota intrea alluta in sole cando si pesat, pàsidu, su ‘entu [sa terra mia]”.
    Giusi Boeddu

  • Gian Piero Zolo

    Edmondo, hai ragione, avevo pensato di farne anche una traduzione, ma,pur occupandomi di poesia da anni il rischio di tradurre immagini in castronerie è molto alto. Mi scuso e cercherò di porre rimedio.

  • Edmondo Costa

    Ero a Macomer, presente, attivo, convinto di sostenere, con grande forza, un’idea da Sardo.
    Ho cercato di capire, di tradurre, la poesia di Juanne Fiori de Ittiri, riportata da Gian Piero Zolo.
    Ci sono riuscito solo in parte, ma, tengo a dirlo, non mi sono assolutamente sentito in colpa!
    Per essere veramente uniti, nella nostra Isola, nessuno dovrebbe credere di essere, di vivere, di pensare, di comunicare, come se fosse solo.
    Con amicizia.

  • Pranzo autofinanziato e siamo pure andati in attivo di 95 euro.
    SEMPRE PER LA TRASPARENZA

  • Enrico Cadeddu

    Tutti gli interventi di ieri sono stati chiari, decisi, ragionati, approfonditi, sereni.
    Semplicemente, una bellissima mattinata.

  • Gian Piero Zolo

    Su ‘entu, pasidu, s’est pesande…
    Deris torrande a domo a pustis de s’atopu de sa manzanada, mi sonaiant in sos remuzos de sos pessamentos sas bisiones de una poesia de Juanne Fiori de Ittiri. Est custa.

    CAMINERAS
    Mai m’istraco intro su pensamentu
    de t’ider terra mia alluta in sole!
    e cun ‘sos fizos tuos de ‘onzi tempus
    unidos cando torrat su ‘eranu.
    Camineras de lughe ‘ido luntanu
    cando si pesat pàsidu su ‘entu
    e a bratzos abertos s’abreschìda
    dad’a su mundu una diàda noa.
    Camineras de lughe ‘ido luntanu
    e tott’in tundu brinchende sa vida
    s’intendet in su tèbiu manzanu
    infustu appenas de friscu lentore.
    Chentu rios de prata a passu lentu
    s’isterren intro sos baddijos caldos
    pispiènde sas laras de sa terra
    sidìda da-e tempus e assutta.
    E deo terra mia, amada terra,
    mai m’istraco intro su pensamentu
    de t’ider tota intrea alluta in sole
    cando si pesat, pàsidu, su ‘entu.

    Juanne Fiori de Ittiri

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