Come danneggiare le imprese con la burocrazia. Il bando dell’Assessorato al Turismo per le imprese turistiche: 27 documenti da presentare e 18 parametri da calcolare

26 aprile 2012 07:448 commentiViews: 18

pinocchioPremessa
L’Assessorato del Turismo ha emesso un bando, sull’Asse 4 del Por-Fesr 2007-2013 dal titolo altisonante: “Interventi materiali ed immateriali per completare e migliorare l’offerta delle imprese turistiche”.
Per pubblicare questo bando è stato bloccato e smontato illegittimamente quello, a investimenti già autorizzati, del cosiddetto Pia Turismo, dicendo che il Pia era appesantito da procedure eccessivamente farraginose. Sull’annullamento del Pia, un vero sopruso di Regione, torneremo.
Investimenti ammissibili
Che cosa dice il nuovo Bando? Lo si capisce dagli investimenti dichiarati ammissibili: ammodernamento delle imprese turistiche attraverso la realizzazione di servizi annessi (piscine, ristoranti, centri benessere ecc.). Insomma, banalissime ristrutturazioni degli alberghi. E’ una buona strategia? Ne parliamo dopo, adesso andiamo a vedere se l’obiettivo dichiarato più volte dall’Assessore Crisponi di attivare una procedura semplificata che potesse permettere alle imprese di partecipare con estrema facilità di accesso superando la complessità dello strumento PIA turismo, è stata rispettata.
Qualsiasi impresa voglia partecipare, per redigere la domanda dovrà utilizzare informazioni evincibili da ben 27 documenti diversi che poi dovrà ovviamnete acquisire.

La domanda da presentare: un manicomio
Riporto l’elenco degli indicatori e dei documenti necessari per la stima di ciascun punteggio:

1) Indicatore relativo all’incremento dell’occupazione max 2 punti.

2) indicatore relativo all’accessibilità delle persone disabili max 4 punti con un minimo del 5% dell’investimento ammissibile;
Documentazione necessaria per la determinazione del punteggio: progetto tecnico, computo metrico con evidenza delle spese finalizzate alla realizzazione di tali opere.

3) indicatore relativo alla fruibilità dei servizi alle persone ed alle famiglie max 2 punti con un minimo del 10% dell’investimento ammissibile;
Documentazione necessaria per la determinazione del punteggio: progetto tecnico, computo metrico con evidenza delle spese finalizzate alla realizzazione di tali opere.

4) indicatore relativo alle priorità attribuibili ad imprese giovanile e femminili max 4;
Documentazione necessaria per la determinazione del punteggio: Certificato d‘iscrizione alla Camera di Commercio e atto costitutivo.

5) Indicatore relativo al possesso di certificazioni Ecolabel, Emas, Iso 14001 max 4 punti;
Documentazione necessaria per la determinazione del punteggio: documenti/ provvedimenti certificati rilasciati dagli organi competenti.

6) Indicatore relativo alla capacità di destagionalizzazione dei flussi turistici, max 10 punti.
Documentazione necessaria per la determinazione del punteggio : copia delle comunicazioni trasmesse per l’attestazione dei periodi di apertura relativi agli anni 2009-2010-2011.

7) Indicatore relativo ai servizi annessi ( ristoranti, centri congressi, SPA, strutture sportive) strutture max 10 punti.
Documentazione necessaria per la determinazione del punteggio : Progetto più computo metrico con l’indicazione della spesa per servizi annessi.

8) Indicatore relativo al miglioramento della classe energetica degli edifici max 4,5 punti;
Documentazione necessaria per la determinazione del punteggio : Attestato di certificazione energetica con data antecedente la validazione della domanda.

9) indicatore relativo alla realizzazione di impianti ad energia rinnovabili max 5,5 punti:
Documentazione necessaria per la determinazione del punteggio:
• Contratto in corso di validità con la società erogatrice con il servizio di fornitura di energia elettrica dalla quale risulti la potenza installata e fruibile della fornitura.
• Piano di investimenti per la realizzazione degli impianti eventualmente approvato da un istituto di credito se l’investimento programmato non è realizzato interamente con capitale proprio.
• Autorizzazioni necessarie per la realizzazione della tipologia d’impianto,
• Dichiarazione di rinuncia agli incentivi per la produzione di energia elettrica previsti dal MISE.

10) indicatore relativo all’inserimento del progetto all’interno di un progetto integrato max 1 punto.

11) Indicatore relativo all’apporto di capitale proprio max 10 punti.
Documentazione necessaria per la determinazione del punteggio : certificazione della richiesta bancaria attestante la disponibilità dei mezzi finanziari di cofinanziamento dell’iniziativa.

12) Indicatore relativo al miglioramento del rapporto tra le presenze e la capacità massima produttiva dell’attività ricettiva max 3 punti;
Documentazione necessaria per la determinazione del punteggio : Copia della comunicazioni trasmesse in ottemperanza alla normativa vigente attestanti le presenze degli anni 2009 – 2010 – 2011.

13) Indicatore relativo al rapporto medio tra le presenze registrate negli ultimi tre esercizi e la capacità produttiva effettiva dell’attività ricettiva max 1,5 punti.
Documentazione necessaria per la determinazione del punteggio:
• Copia della comunicazioni trasmesse in ottemperanza alla normativa vigente attestanti le presenze degli anni 2009 – 2010 – 2011;
• Copia delle comunicazioni trasmesse in ottemperanza alla normativa attestanti i giorni di apertura relativamente agli anni 2009 – 2010 – 2011.

14) Indicatore relativo alla tipologia di struttura ( albergo, villaggio albergo, albergo diffuso, albergo rurale ecc.)

15) Indicatore relativo alla cantierabilità max 0 ;
Documentazione necessaria per la determinazione del punteggio: Documentazione attestante lo stato dell’iter completo dell’elenco degli atti autorizzativi necessari e di quelli ottenuti per l’avvio e la realizzazione dell’investimento (DUAAP, DIA ecc.);

16) Indicatore relativo alla presenza di garanzie di consorzi Fidi 1,5.
Documentazione necessaria per la determinazione del punteggio: delibera di concessione di finanziamenti da parte di una banca con allegata la garanzia di un consorzio fidi.

17) indicatore relativo alla velocità della spesa entro 9 mesi dal decreto max 10 punti;

18) Indicatore relativo al livello di aggregazione delle imprese max 2 punti.

La procedura: un altro manicomio già collaudato
Come si vede, la semplificazione è andata a farsi benedire, ma non basta, perché dopo la presentazione della domanda c’è il suo esame e chi ha esperienza di Pubblica Amministrazione sa bene che risulta sempre più complicato per gli enti istruttori verificare la correttezza della realizzazione di un progetto se gli indicatori sono in numero così elevato. Bisogna sempre ricordarsi che lo scostamento, anche parziale, di uno solo degli indicatori rispetto a ciò che si è dichiarato, implica per le imprese la revoca delle agevolazioni; pertanto un numero elevato di indicatori è un’oggettiva complicazione sia per l’impresa che per l’ente istruttore nell’ attività di controllo finale. Ma non è finita qui.
Come si svolge la procedura?
Provo a descriverla.
Essa implica una prima ed una seconda fase. Nella prima vengono individuate le cosiddette imprese prioritarie che verranno invitate al completamento della documentazione, ed in tale fase non è richiesta la documentazione attestante la disponibilità dei mezzi finanziari di cofinanziamento, ciò implica la definizione di una graduatoria effettuata sulla base della presentazione delle sole domande on line che “altera” l’attendibilità dell’elenco delle imprese prioritarie che potranno essere beneficiarie delle agevolazioni ed essere realmente in grado di realizzare gli investimenti. , in quanto nessun investimento ammesso in graduatoria potrà chiaramente essere realizzato in essenza di mezzi finanziari sufficienti.
I ritardi nella pubblicazione del bando ( 29 marzo 2012) rispetto all’ approvazione delle direttive di attuazione dello strumento in questione avvenuta nel novembre del 2011, determineranno la concentrazione dell’attività istruttoria nel periodo estivo, ponendo seri problemi relativamente al rispetto della tempistica indicata dal bando sia per il fatto che gli imprenditori del settore turistico sono impegnati nella piena gestione delle loro attività nel periodo di più elevate presenze, sia in considerazione del fatto che generalmente i funzionari dell’amministrazione regionale e delle banche sono in ferie. Inoltre,, secondo le disposizioni del Bando, la SFIRS può predisporre un’apposita Commissione di valutazione composta da propri esperti ed eventualmente integrata da altri esperti con pluriennale esperienza sulle tematiche oggetto di valutazione individuati dall’Assessorato Regionale al Turismo.
Più o meno la stessa procedura è stata messa in atto per il Pia industria 2010, con quali risultati sul piano della tempistica? Le imprese hanno presentato domanda di agevolazione in data 14 dicembre 2010, la Regione ha stilato una graduatoria di imprese prioritarie in data 31 dicembre 2010 e le stesse sono state invitate a presentare la documentazione definitiva entro il 22 aprile 2011. Poiché l’amministrazione regionale non ha individuato tempestivamente gli esperti esterni che avrebbero dovuto integrare le valutazioni della banca che ha svolto l’istruttoria ad oggi (dopo 17 mesi dalla data di presentazione della domanda) le imprese non hanno ricevuto ancora una risposta sugli esiti istruttori. Tali ritardi hanno determinato la decadenza di molte delibere di concessione dei mutui presentate dalle imprese a dimostrazione del cofinanziamento, che con la stretta del credito non verranno rinnovate, situazione che determinerà l‘impossibilità a confermare l’agevolazione ottenuta anche nei piani d’investimento valutati positivamente.

Ristrutturazioni o sviluppo? Era meglio il Pia Turismo
Torniamo adesso alle prime domande: serviva un bando per banali ristrutturazioni? Serviva annullare il Pia Turismo?
L’Assessorato al Turismo è partito dalla preoccupazione per la rilevazione di un indice di occupazione medio annuo delle strutture turistiche in Sardegna estremamente basso; in virtù di questo dato incontestabile, l’Assessorato ha concluso che in Sardegna non si debbano fare nuovi alberghi e infatti il nostro bando indiscriminatamente vieta di agevolare la realizzazione di nuove strutture ricettive in tutto il territorio regionale. In tal senso non è stata effettuata alcuna distinzione tra aree del territorio regionale sovradimensionate in termini di numero di posti letto (Gallura, per esempio) e quelle carenti di ricettività. Il bando non finanzia infatti neanche gli ampliamenti finalizzati all’incremento dei posti letto di strutture esistenti quando un aumento anche limitato sarebbe indispensabile per rendere economicamente sostenibile la gestione di una struttura ricettiva esistente.
Per esempio nel Sulcis Iglesiente – investito dalla crisi Alcoa e Eurallumina –  negli scorsi anni sono stati realizzati importanti investimenti pubblici volti alla valorizzazione dei siti di archeologia industriale con la finalità di poter promuovere forme di turismo complementari a quella balneare, ma quest’area della Sardegna rimane caratterizzata da strutture ricettive poco qualificate sotto il profilo quantitativo e qualitativo.
In ultima analisi, se l’obiettivo dichiarato più volte dall’Assessore Crisponi è stato quello di attivare una procedura semplificata che potesse permettere alle imprese di partecipare con estrema facilità di accesso superando la complessità dello strumento PIA turismo, tale obiettivo, come si è visto, è stato disatteso. Non solo: con un’attenta analisi è possibile rilevare che è stata replicata la complessità della procedura rendendo però il nuovo strumento carente di tutti gli elementi di innovatività che erano stati introdotti da uno strumento come il PIA Turismo che permetteva alle imprese la definizione di un Piano di sviluppo aziendale organico e funzionale rispondente alla possibilità di realizzare congiuntamente investimenti produttivi, formazione e servizi reali senza dover chiedere alle imprese l’inoltro di tre diverse domande di agevolazioni su differenti strumenti e relativi bandi a diversi assessorati, Turismo, Industria e Lavoro.

Chi pagherà la causa civile per danni per la revoca del Pia Turismo?
Non sono ammissibili al bando delle ristrutturazione, le imprese che l’Assessorato alla Programmazione ha invitato ad iniziare gli investimenti dichiarando l’imminente pubblicazione del bando PIA turismo tra l’ottobre del 2010 ed il febbraio del 2011.
L’Assessore alla Programmazione Giorgio La Spisa invitò tra l’ottobre del 2010 ed il febbraio del 2011 le imprese titolari di strutture turistiche alla presentazione di una domanda di aiuti che avrebbe autorizzato le stesse all’avvio degli investimenti, riconoscendo l’ammissibilità delle spese sostenute nell’ambito della domanda da candidare alla richiesta delle agevolazioni di cui all’imminente bando Pia Turismo.
Tale decisione preclude oggi agli imprenditori che hanno presentato la domanda di aiuti entro il 28 febbraio 2011 relativa al PIA Turismo 2011 ed hanno contestualmente avviato a realizzazione gli investimenti in essa indicati, di partecipare, qualora fossero ammissibili, al nuovo bando , poiché gli investimenti sono già stati avviati e sono pertanto inammissibili per le regole stabilite a livello comunitario.
Per analoghi errori commessi dall’Amministrazione regionale in relazione al bando della legge regionale n.9/98 nel 2001, le imprese che hanno già presentato domanda di aiuti, se si candidassero al nuovo bando, non sarebbero considerate ammissibili per aver contravvenuto alla regola che impedisce di avviare gli investimenti prima della presentazione della domanda. Infatti già nel 2001 l’amministrazione regionale emanò un bando della legge regionale 9/98 contravvenendo anche allora ad alcune regole relative alla disciplina degli aiuti di stato alle imprese con la stessa motivazione. In merito a tale caso la Corte di Giustizia ha chiesto alle autorità italiane di procedere al recupero degli aiuti concessi illegalmente alle imprese. Si ritiene indispensabile l’immediata emanazione del bando PIA Turismo pluriannunciato dall’assessore La Spisa per evitare i già evidenti danni causati da gli inammissibili ritardi.

8 Commenti

  • Ai colleghi Biologi interessati comunico che il Commissario straordinario dell’Ordine nazionale, Lucio Botte, si è dimesso accompagnando l’atto con una importante lettera (il contenuto sul sito dell’ordine http://www.onb.it).
    Fra breve si andra’ a nuove elezioni.
    Il sottoscritto sta lavorando assiduamente per la regionalizzazione dell’Ordine, in modo da fornirgli l’importanza e la snellezza di cui necessita un organismo deputato a dare servizi agli iscritti sardi anzichè costituire un comodo scranno per reucci italiani.
    Sono a disposizione dei colleghi con diritto al voto che fossero interessati a partecipare.

    Marco M. Cocco
    Biologo

  • Oltre la vox clamans di Maninchedda la politica dov’è? Sottomessa al potere economico-finanziario può (per me non deve) non essere così disonorevole, ma sottomessa alla burocrazia che dalla politica dipende in modo diretto è troppo. Oppure vi è in entrambi i casi un gioco di mutualità ed allora tutto si spiega. Ai cittadini però non serve.
    Ma è possibile che l’assessore, esperto in strutture turistiche che spero non lo mettano in conflitto di interessi, non abbia visto, prima di licenziarlo, il Bando? Gli è sfuggito di mano ivi compresa la revoca del Pia con il carico di possibili risarcimenti non di modesta entità?A ognuno la risposta che riterrà.
    Andando a curiosare nel bando c’è da chiedersi quali saranno i criteri per valutare ex ante la “destagionalizzazione” attribuendo ben 10 punti. Secondo me si valuta un racconto infarcito di balle e nulla più. E poi chi avrà la capacità di rispondere in modo convincente ai punti 7-11-17? Le imprese giovanili e femminili? Gli operatori sardi si conteranno sulle dita di una mano, degli altri non so. E comunque tutta gente che non ha il problema di fine mese.
    Vogliamo interrogarci se è davvero utile spendere risorse in questo settore sostanzialmente monopolizzato da un pugno di imprenditori? Qualcuno obietterà: danno lavoro. Si, formano specialisti per pulire piatti e cessi per la durata di un trimestre. Per i giovani sardi sogno un altro futuro.

  • Caro Paolo, a me è capitato il caso della mancata traduzione/introduzione nel bando regionale di disposizioni comunitarie che disciplinano specifiche situazioni.
    Ovviamente, disposizioni a vantaggio dell’utente, beneficiario delle agevolazioni.
    Mi sono sempre chiesto del perchè di questa carenza: mi sono dato tante risposte.
    L’unica cosa certa e che, in ogni caso, è sempre l’imprenditore che si assume tutte responsabilità e risponde penalmente di tutto.
    Tutte queste norme e richieste documentali servono a tutelare la burocrazia?
    E quando mai i burocrati sono stati chiamati a rispondere penalmente e con il loro patrimonio?

    Sergio

  • che figura!

    il ministro non sa che i suoi burocrati stanno comprando altre auto blu!

    e che figura i farfugliamenti del ministro grilli che risponde ad una interrogazione parlamentare citando leggi e norme, cioè leggendo la pappardella che gli hanno preparato i suoi burocrati, senza riuscire a spiegare i motivi che possano giustificare l’acquisto.

    e non ditemi che sono fissato contro la burocrazia!

    sempre e comunque FORZA PARIS

  • E poi hanno il coraggio di dirmi che la deregulation burocratica non è un intervento per agevolare le imprese…

  • Uno splendido quadro della distanza che oggi esiste tra gli annunci e le prassi conseguenti……

    parliamo di semplificazione, snellimento di tempi, decisioni rapide, dematerializzazione dei documenti, procedure online, egovernment….

    tutte belle parole da conferenza stampa, da intervista…. MA!!!

    la realtà è PROPRIO LONTANA e
    tutti proprio tutti ne facciamo le spese

    Amarezza

  • Mancanza di snellimento procedurale e criteri di aggiudicazione dei punteggi lasciati a troppe variabili soggettive e personali…

  • Complimenti per la disamina attenta e precisa della situazione e del nuovo bando; non è facile districarsi tra i meandri dei percorsi tecnico amministrativi pensati e disegnati dalla burocrazia.

    La prima considerazione che mi viene in mente è che per le imprese cha hanno già effettuato investimenti si ripeterà qualcosa di simile alle aziende agricole che poi sono state costrette a restituire il contributo.

    La seconda considerazione che faccio, e mi dispiace di essere ripetitivo ma è il mio chiodo fisso, è che l’assessore è vittima e prigioniero del suo apparato burocratico: ma tutti questi indici, e tutte queste valutazioni, chi se le è pensate?
    se le sognano di notte?

    Ormai è acclarato: la burocrazia è autoreferenziale, si inventa regole per poter affermare la propria onnipotenza ed onnipresenza, e giustificare la propria inefficienza ed improduttività.

    Concordo assolutamente col prof: stiamo parlando di fondi 2007-2013, ed il risultato sarà che i soldi non saranno spesi in tempo.

    L’ho già scritto: applichiamo la norma: IL DIRIGENTE è RESPONSABILE DELLA MISURA AFFIDATAGLI e quindi del raggiungimento dell’obiettivo, cioè la spendita dei soldi.

    Il vero dramma è che nessuno presenta i conti, e sopratutto che NESSUNO LI CHIEDE.

    La burocrazia di equitalia sta uccidendo le imprese, ed è responsabile dei suicidi degli imprenditori, ma monti dice che in grecia ce ne sono stati di più, quindi siamo a posto: ma si può essere più cinici?

    Ma un giorno o l’altro il popolo non ne potrà più di subire.
    Ho paura di quel momento, spero che riusciremo a cambiare le cose in modo democratico, ccivile e pacifico.

    FORZA PARIS

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