Collegio Europeo per la Sardegna. Appello al Presidente Pigliaru

13 marzo 2014 11:003 commentiViews: 347

EuropaIl Parlamento europeo verrà rinnovato il prossimo giugno attraverso l’elezione dei suoi 785 eurodeputati che saranno i portavoce di 492 milioni di cittadini. Dopo quello indiano, con i suoi 342 milioni di votanti, quello europeo è il secondo parlamento più grande del mondo. Al suo interno vengono prese importanti decisioni che riguardano la vita di tutti noi. Già oggi un meccanismo decisionale come la codecisione, la quale è divenuta la procedura legislativa ordinaria, conferisce lo stesso peso al Parlamento europeo e al Consiglio dell’Unione in numerosi ambiti (ad esempio, trasporti, ambiente, protezione dei consumatori, ecc.). I due terzi delle leggi comunitarie sono adottate congiuntamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio.

Gli elettori italiani eleggono 73 deputati al Parlamento europeo. L’elezione avviene con sistema proporzionale ed è possibile esprimere il voto di preferenza per singoli candidati. Il territorio è diviso in cinque circoscrizioni elettorali: Nord-ovest, Nord-est, Centro, Sud, Isole; ciascuna circoscrizione elegge un numero di deputati proporzionale al numero di abitanti risultante dall’ultimo censimento della popolazione. L’assegnazione del numero dei seggi alle singole circoscrizioni è effettuata, con decreto del Presidente della Repubblica da emanarsi contemporaneamente al decreto di convocazione dei comizi elettorali.

L’accorpamento in un’unica circoscrizione di Sardegna e Sicilia non permetterà al popolo sardo di eleggere un proprio europarlamentare in quanto i siciliani sono più numerosi di noi. E questo lo sappiamo tutti. Il nostro voto non varrà niente e a Strasburgo andranno solo deputati siciliani, come ormai accade da trentanni. Chiediamo pertanto al governo Italiano e al Parlamento il varo di un provvedimento urgente ad hoc che permetta lo scorporo della Sardegna dalla circoscrizione Sicilia-Sardegna, con la creazione di un “collegio” sardo quindi di un’ulteriore circoscrizione.

L’istituzione della circoscrizione Sardegna non è una questione di parte. Si tratta invece di un problema che attiene alla qualità della democrazia, sul quale vi è stata una notevole convergenza tra le varie forze politiche, come dimostrano le diverse proposte di legge presentate e il dibattito in corso in Sardegna.

Chiediamo al neo Presidente della Regione Prof. Francesco Pigliaru di avviare con i parlamentari sardi il confronto per chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri Dr. Matteo Renzi di proporre al Governo un provvedimento urgente ad hoc che consenta lo scorporo della Sardegna dalla circoscrizione Sicilia-Sardegna, con la creazione quindi di un’ulteriore circoscrizione, da approvare in tempo utile per le prossime consultazioni elettorali europee.

Sarebbe un atto dovuto in vista di una migliore definizione del rapporto diretto che la Sardegna può e deve avere con le istituzioni europee, perché la nostra isola, stante la sua condizione di insularità e di regione portatrice di originali valori storici linguistici e culturali, non può e non deve essere rappresentata da soli due parlamentari. Questa è infatti la rappresentanza che scaturirebbe dall’accoglimento della proposta che formuliamo e che appare comunque del tutto inadeguata: si pensi che Malta (benché stato sovrano) con appena 400 mila abitanti è rappresentata da ben 6 eurodeputati.

Per queste ragioni, lo scorporo costituisce solo la prima tappa di una iniziativa politica forte che dovrà portare la Sardegna ad avere una rappresentanza adeguata nel Parlamento europeo, con un proprio collegio autonomo e rappresentativo, distinto dalla rappresentanza numerica italiana.

Cagliari, 12 marzo 2014

Pierluigi Marotto
Presidente associazione Sardegna Sostenibile e Sovrana

Luca Pizzuto
Coordinatore regionale Sinistra Ecologia e Libertà

Franciscu Sedda
Segretario nazionale Partito dei Sardi

Gavino Sale
Presidente Irs-Indipendentzia Repubrica de Sardigna

Salvatore Lai
Portavoce  Sardegna Pulita

3 Commenti

  • Pier Paolo Demuru

    Questo aspetto va messo in termini perentori, o si ottiene la modifica dell’attuale sistema elettorale, dando anche a noi la possibilità di eleggere in nostri rappresentanti, oppure è il momento buono per marcare la differenza e sottolineare che non abbiamo bisogno di “padrini” che nulla hanno a che fare con la nostra cultura ed il nostro territorio. Unica alternativa, complicata ma con effetti speciali, si candidino in Sardegna, solo due esponenti dell’area sovranista, uno capace di riscuotere consenso in area csx e l’altro in area cdx, facciamo votare tutti per loro in modo convinto e probabilmente riusciamo ad ottenerne qualcosa. La cosa è complicata, evidente, ma è assai più complicato il continuare a farci prendere per il c…, causa assenza di pal.. – autorevolezza- o peggio accordi sottobanco, da parte di troppa presunta rappresentanza politica sarda.

  • Lukas Baffo

    E ve ne siete accorti adesso? Io ho votato solo una volta per il Parlamento europeo, quando il PSd’AZ si era presentato con altri movimenti autonomisti italiani e fu eletto Mario Melis. Poi ho scritto a Bruxelles per questa facenda che oggi proponete voi (posso documentare), ma mi risposero che era compito del governo italiano fare modifiche alla legge elettorale per l’elezione dei suoi rappresentanti. Io sono d’accordo con voi per quanto riguarda il creare una circoscrizione autonoma dalla Sicilia che essendo più numerosa per abitanti non ci lascia il modo di eleggere nostri rappresentanti. E da quando ha cessato Mario Melis che non voto per il Parlamento europeo e non voterò neanche questa volta se le cose rimarranno, come credo che rimarranno, come sono adesso. Non credo che un governicchio come abbiamo adesso non eletto dal popolo si prenda la briga di cambiare la legge a due mesi dalle elezioni. Ma se ci riuscvite a essere influenti voi come istituzione (io ero un semplice cittadino che protestava), vedrò se tornare a votare per il Parlamento europeo….spetterò gli sviluppi del caso… ripeto ci credo poco ma chissà…
    Fortza Paris

  • Sarebbe ora, riuscire ad ottenere quello che ci spetta e che nessuno ci ha mai dato. La Sicilia, dal canto suo, ha sempre avuto, fregandosene altamente di noi sardi. Penso sia arrivato il momento di farci sentire con forza, per ottenere i nostri diritti. Il GOVERNATORE della Sardegna, con la nuova giunta Regionale, dovrebbero fare il massimo per ottenere questo obiettivo.

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