Codice Pruppu

7 marzo 2010 09:5310 commentiViews: 14

102I fatti: il Consiglio regionale trova una via d’uscita per Tuvixeddu. Tutti ne parlano bene. Maggioranza e opposizione riescono a dialogare e a intendersi, in chiaro, in pubblico, senza segreti. Chi si oppone (con più di un difetto di comprensione degli atti e dei fatti)? Il giornale immobiliare Unione Sarda. Bene. Io so perché. L’ho scoperto leggendo un antico codice dove si svela la struttura di un disegno chiamato Codice Pruppu per la sua dimensione tentacolare. Ora io ho altro da fare che bisticciare con l’Unione, ma la Giunta non si sogni di seguire l’Unione e di ignorare il Consiglio. Per il resto, nei prossimi mesi, anche l’elettorato avrà modo di capire e di trasformare il polpo in un moscardino.

10 Commenti

  • MaH. Io penso che che Zuncheddu consideri questa vicenda di Tuvixeddu una sorta di concorrenza sleale . Si può fare soldi investendo nel mattone e costruendo ogni cosa in ogni dove , oppure, forse più facilmente e magari anche con maggiori guadagni e minori rischi, montando e cavalcando clamorosi contenziosi, soprattutto quando (magari) il mercato non considera più tanto conveniente la costruzione di abitazioni.
    Forse anche lui avrebbe gradito uno stop per i suoi meravigliosi palazzi con vista su Tuvixeddu e S.Gilla????

  • Probabilmente il codice Pruppu è bipartisan. Allora, se non per sbarazzarcene quanto meno per limitarlo, la domanda nasce spontanea e come direbbe Totò: “noi (del popolo) volevamo sapere, per andare, dove dobbiamo andare, per dove dobbiamo andare !?”
    In altre parole signori e signore del Partito Sardo d’Azione, alle prossime amministrative potrò votare i Padri Costituenti per il nuovo Statuto, per la Nostra nuova Carta o, come dire, è stato tutto bel gioco?

  • Questo sito non basta On….
    Rilancio di nuovo…
    Facciamo Un giornale di informazione vera…

    E’ giunta l’ora che i Sardi si Tolgano la Benda…

  • Gli immobiliaristi sono due l’un contro l’altro armati. Ma statene certi che non si faranno male.Il polpo sarà ancora una volta il popolo sardo che pagherà il conto senza che sappia nulla di nulla.
    Si può dire che ci siamo rotti l’ozzac?

  • Esoterico

    Inizia da qui la battaglia per Cagliari che Lei, Prof, aveva pensato di avviare già un mese fa con alcuni articoli su questo sito. Troppo banale!
    Lei “sa combattere” e l’ha dimostrato. Questo destino non le consentirà di sottrarsi alla mischia.

    Occorre pazienza e non essere avventati. Per questa ragione i saggi osservano continuamente le porte d’ingresso ed esaminano attentamente ciò che precede e ciò che segue: governano senza forzature artificiali, fanno la tara a ciò che la gente dice per capire quale sia la realtà; ed una volta afferratala, non parlano più e cercano di capire come trarne beneficio.
    Essi esaminano e chiariscono i propostiti delle persone per vedere con quali siano in armonia e con quali siano in disaccordo. Quindi, dapprima si conformano ai propositi altrui; poi, quando vogliono aprirsi, danno valore alla comunicazione; e, quando vogliono chiudersi, danno valore alla segretezza. Questi due modi sono molto sottili.
    Aprire e chiudere: sono usati per trasformare e influenzare l’evoluzione di tutte le cose.
    Attraverso un esame riflessivo del passato si può indagare e valutare. Aprendo e chiedendo si può influenzare il futuro.
    Professore, questa città va ancora studiata: non potrà farlo da solo e tantomeno con i quattro corpi che ha attorno. Le mancano le teste. Quando le condizioni create sono conformi ai fatti, gli altri verranno da Lei spontaneamente: questa é una rete per catturare le persone. Quindi, Lei deve motivare le persone con la giusta retorica. Quando vuole avere deve dare.
    Cosa ha dato Lei a questa città? Dov’é la sua organizzazione? Quant’é vasta la sua rete? E’ forse ora di aprire?
    Su “pruppu” é l’intricata matassa di relazioni gattopardesche che avvinghiano la città, così come lo scirocco la opprime in certi giorni di inizio estate. Non può reciderle da solo, ma si guardi dai politici di professione. Non é l’Unione: il sistema é più complesso.
    L’unica speranza di salvarsi sta nel non perdere mai di vista la pubblica utilità.
    Può sottrarsi da questa sfida?
    Ha un anno di tempo. Attendiamo.

  • Fa bene l’on. Maninchedda a non glissare e a tenere il punto su questa vicenda, a costo di mettersi contro quel gelatinoso sistema di potere che in questi 10 anni si è concentrato nelle mani dell’Unione Sarda e del suo editore.

    L’editoriale di oggi dell’Unione appare confuso, privo di contenuti informativi, stizzito, contro tutto e tutti, contro qualunque ricerca di soluzioni: così incomprensibile sul piano del merito e dell’argomento che viene da pensare che il Direttore, nello scriverlo, abbia avuto qualche difficoltà a seguire un percorso logico e giornalisticamente dignitoso.Insomma viene da pensare che il contenuto dell’articolo risponda sopratutto a una esigenza dell’editore/ imprenditore Dott. Sergio zuncheddu.

    Quale esigenza? Quella di un uomo che ha (tramite il gruppo dell’Unione Sarda)concentrato in sè un immenso potere di orientamento e di condizionamento dell’opinione pubblica sarda, e di Cagliari in particolare, di contrasto di quelle strategie imprenditoriali che entrano in competizione con le proprie (sia in Sardegna che in altre regioni) e che, inevitabilmente in assenza di solide ragioni imprenditoriali / giuridiche e editoriali, utilizza il sensibile strumento costituito da un giornale per colpire chi si muove in una direzione non pienamente coerente con le preprie aspettative e con i propri progetti (edilizi, finanziari, politici etc.).

    Un meccanismo (quello dell’utilizzo strumentale degli strumenti dell’informazione)forse oramai metabolizzato e considerato quasi normale in questa Italia amorale, ma che non può essere certo condiviso da un vecchio lettore dell’Unione Sarda come me.

    Se il Direttore dell’Unione pensasse di ritornare sull’argomento gli consiglierei di illustrare ai lettori tutti gli aspetti della vicenda Tuvixeddu, puntando però a indicare una soluzione seria ed equilibrata al contrasto esistente fra la attuale richiesta di una maggiore tutela del colle rispetto a quella (peraltro avanzata, contenuta nell’Accordo di Programma e nel PIA)di 10/15 anni fa e i contenuti contrattuali che sono alla base dell’accordo stipulato fra il Comune, la Regione, i Ministeri e i privati, senza il quale (è bene ricordarlo) il Comune di Cagliari sarebbe oggi nel pieno di un dissesto finanziario di dimensioni eccezionali.

    Il problema di oggi è quello del governo dei processi complessi in una società sviluppata come la nostra e basata (per fortuna) su uno stato di diritto: nel senso che le azioni di governo non possono essere estemporanee, cervellotiche o populistiche (leggi Soru e discepoli)e però occorre anche trovare soluzioni nell’interesse pubblico che nel frattempo muta a favore della progressiva tutela del territorio e dell’ambiente naturale e costruito.

    Chi vuole può non condividere la soluzione tratteggiata dal Consiglio Regionale e sostanzialmente uguale a quella che Maninchedda propone da tempo: è però necessario che a ciò si accompagni la messa in campo di una soluzione alternativa, credibile, legale e positiva, non una litania stantia della tutela virtuale, nè una gelatinosa proposta di melina giornalistica, forse funzionale ad altri disegni lontani da Tuvixeddu.

  • Le semrerò ripetitivo, ma vorrei sapere dove e chi vanno le volumetrie di Tuvixeddu dopo l’acquisizione del colle da parte della Regione e quanto costa al contribuente l’intera operazione.
    Lei che è attento a quanto Cagliari costa all’intera Sardegna, ci dia una mano a chiarire spiegandoci meglio cosa è il codice PRUPPU.
    Ho l’impressione che il vecchio progetto di Soru sia sempre operativo con altri beneficiari.
    Grazie per il chiarimento

  • Enzo Punico

    Vada avanti prof che la smettano i palazzinari di fare la voce grossa con Unione Sorda – organo del cemento- non le la faranno a impedire la grande operazione immaginata da Lei di tutela del Colle – grazie a noi sardisti riusciremo a salvare la necropoli- se altri vogliono spendere soldi per inutili uffici paghino coi i soldi del ponte di messina. E basta- bravo prof. avanti così senza temere le ire dei costruttori senza scrupoli. Quella che hanno fatto contro di lei è abominevole. Nei prossimi giorni la attaccheranno direttamente ma stia in palla.

  • Veramente sconcertante il tentativo anche maldestro, le argomentazioni mi sembrano piuttosto deboli, di minare sul nascere un’iniziativa politica che, per chiunque abbia un briciolo di buon senso, pare oramai l’unica strada realisticamente percorribile per venire fuori da questa impasse, nel miglior modo possibile e nei tempi più brevi.
    Mai vista tra l’altro una tale condivisione, nell’accoglimento di questo primo risultato, tra destra, sinistra, ambientalisti, sindaci, assessori, costruttori.. Sn certo che domani non mancheranno le occasioni per ridividersi sui particolari e sul modo di intendere e applicare quanto sinteticamente espresso in quell’ordine del giorno, ma non possiamo negare che dal punto di vista politico il passo avanti sia stato strepitoso e forse inaspettato.
    Il polpo ha messo in guardia? Chi ha orecchie per intendere il codice pruppu, intenda.

  • Siamo marinati eh!

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