Chi non ricorda le circostanze dell’elezione, contestata dal Pd, di Fabio Albieri a presidente dell’Egas, l’ente che dovrebbe – e mai il condizionale fu più pertinente – controllare Abbanoa?
Era il 10 dicembre 2025: Albieri appoggiò il disegno infausto – ne vedremo gli effetti sin dal bilancio Abbanoa dell’esercizio in corso – di decapitalizzare Abbanoa pur di non andare a gara per la gestione del Servizio Idrico Integrato della Sardegna.
I Cinquestelle, guidati dal portavoce della Presidenza Gasparetti, responsabile non solo della comunicazione diretta, ma anche di quella indiretta della presidente Todde (quella comunicazione che viene affidata a terzi, senza impronte digitali, che si struttura sugli spifferi, sui ricordi degli autisti o dei consulenti o dei fratelli infernali maestri del tradimento), parlavano allora di “acqua pubblica” contro “acqua privata”, una panzana colossale che non stiamo qui a riassumere.
Ebbene, con l’aiutino del Centrodestra (a Nizzi non parve vero fare un “favore” alla Todde, perché con Nizzi ogni favore è debito) Albieri venne rieletto per la terza volta presidente Egas (quando si dice una vocazione, retribuita) ma, si disse, solo fino all’approvazione del Bilancio dell’ente.
Quale è il metodo Cinquestelle per remunerare politicamente gli alleati politici e compromettere l’efficienza dello Stato?
Semplice: non approvare il bilancio di Egas ed evitare, così, che Albieri finisca il suo mandato.
Ma non approvare il Bilancio di Egas ha qualche conseguenza, non è mica un’omissione da nulla.
La mancata approvazione del consuntivo comporta che da aprile (siamo a luglio) l’ente non possa più erogare un solo euro ad Abbanoa (non si dovevano fare investimenti importanti sulla rete? Ah già, dimenticavo, non ce n’è bisogno perché Nuoro senz’acqua dimostra che Abbanoa è efficiente); i dipendenti sono senza produttività perché il Comitato Istituzionale d’Ambito non si riunisce da febbraio e non approva la relazione sulla performance; tutta l’attuazione della pianificazione e della programmazione è sospesa.
E tutto per cosa?
Per continuare a dare uno stipendio ad Albieri.
Questo è il metodo Cinquestelle: amichettismo in cambio del degrado dello Stato.

Amichettismo a 35 milioni l’anno. Come disse un loro senatore in una famosa riunione 5 stelle:”calma amici, calma: ci sono più poltrone…che culi!”
Basta verificare la vita e provenienza politica di Albieri.
La presidente ha solo deluso una corrente politica
” parlavano allora di “acqua pubblica” contro “acqua privata”, una panzana colossale ” Prof c’è gente convita che Abbanoa sia un azienda privata e prende per buono quello che la Presidente sbandiera , per inciuci leggere l’unione di oggi l’intervista del signor Onorato tutti civici per vincere facendo Accordi con Uniti per Todde ,Milia e Cuccureddu ,
poi leggere l’intervento di Beppe Grillo sul suo blog
Do ut des: non c’ è niente di nuovo sotto il sole.
Concordo Paolo1: la scatoletta di tonno se la sono mangiata insieme al contenuto.
Quando si fanno questi inciucci politici, con partiti profondamente diversi tra loro che si uniscono pur di non cedere il proprio trono, è normale che poi non si riesca a governare. Ne abbiamo un esempio concreto in Regione e lo vediamo anche nel Governo. La stessa identica situazione si è verificata all’EGAS, dove il Movimento 5 Stelle ha cercato di confermare Albieri con il sostegno di una parte del centrodestra. Una maggioranza così fragile e raccogliticcia è destinata a non reggere. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: la mancata approvazione del bilancio consuntivo ha comportato che, già da aprile (e siamo ormai a luglio), l’ente non possa più erogare un solo euro ad Abbanoa. Eppure si parlava di investimenti importanti. Invece, senza il bilancio approvato, si continua ad andare avanti zoppicando, cercando di volta in volta accordi tra partiti, anziché garantire una gestione stabile, efficiente e nell’interesse dei cittadini. E la famosa “scatoletta di tonno”, che i 5 Stelle avevano promesso di aprire, mi sa che è rimasta ben chiusa.