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Ciechi utilizzati per nominare dirigenti

Posted on 29 Novembre 202529 Novembre 2025 By Paolo Maninchedda 7 commenti su Ciechi utilizzati per nominare dirigenti

Ricevo da una famiglia cagliaritana questa lettera (e il fatto che la riceva io, che sono niente, rivela quanto ormai i quotidiani sardi siano così asserviti al potere da essere, in termini informativi, meno di niente):

Egregio Professor Maninchedda,
mi chiamo ******** e le scrivo insieme a **********. Siamo i genitori di ******** che ha una disabilità plurima e frequenta la seconda classe del Liceo delle Scienze Umane. 
Le scriviamo affinché ci aiuti a comprendere ciò che sta succedendo all’Istituto dei Ciechi presso il quale ******** veniva seguito da un punto di vista didattico. Non riusciamo ancora a capire le ragioni per cui, a partire dal mese di ottobre, non siamo più stati supportati dall’Istituto: i servizi sono improvvisamente stati interrotti senza che nessuno dei responsabili ci abbia mai dato una spiegazione.
Confidiamo nella sua sensibilità
Cagliari 27/11/2025

L’Istituto di cui parla la lettera è l’Istituto dei ciechi della Sardegna “Maurizio Falqui”, una ex Ipab divenuta recentemente Azienda pubblica di servizi alla persona, un ente regionale oggetto di una recentissima delibera di Giunta.
La storia di questo Istituto è lunga, basti pensare che è commissariato dal 2017 e che solo ultimamente si sono messe in atto le procedure per la revisione dello Statuto e la nomina del Consiglio di Amministrazione. Per tutta la durata del regime commissariale, l’Istituto ha sempre erogato i servizi ai ragazzi con questa (e altre) disabilità.
Le funzioni di controllo sono esercitate dall’Assessorato alla Sanità.
Nelle delibere per il commissariamento delle passate Giunte regionali, la proposta di nomina e di proroga veniva avanzata dall’assessore alla sanità.
Invece, l’ultimo commissario è nominato dalla Giunta su proposta della Presidente Todde, di concerto con l’assessore della sanità.
Il commissario è un funzionario della Presidenza della Regione.
Mentre le Regione fa tutte queste cose, i servizi ai ciechi veri, non a quelli morali, a quelli veri, continuano ad essere erogati, sebbene nella forma della somministrazione di lavoro interinale (almeno, ciò è quanto ho potuto accertare).

Un po’ di storia più remota. Il 23 ottobre del 2024 viene adottata questa pasticciatissima delibera. La Presidente, dopo aver riepilogato la storia dell’ente, ricorda che occorre prorogare il commissario in carica e che egli è un funzionario dell’Assessorato alla Sanità, come appare naturale che sia.
Ma la Presidente non è contenta e spiega che «che l’art. 6, comma 2, del D.P.Reg. n. 3/2008, prevede che all’azienda pubblica si applichino i princìpi relativi alla distinzione dei poteri di indirizzo e programmazione dai poteri di gestione e, in considerazione del fatto che l’attuale Commissario è dipendente della Direzione generale delle Politiche Sociali, per motivi di opportunità ritiene avocare a sé, fino al termine del mandato commissariale, detti poteri, lasciando le funzioni di controllo presso il competente Servizio della Direzione generale delle Politiche Sociali».
Invoco l’aiuto di un glossatore per decodificare il fulgido pensiero della presidente, la quale ritiene evidentemente meglio operante la distinzione tra indirizzo e controllo, avocando a sé, che già lo detiene, le funzioni di indirizzo, sommandovi però quelle gestionali di una fase commissariale, e lasciando all’assessorato quelle di controllo. Ci sarebbe stato da chiedere a quale folle dirigente sia passato per la testa di caricare sulla presidente funzioni gestionali così dirette. Fatto è che, udite udite, anche il commissario segue il presidente e passa dall’essere stato un funzionario dell’Assessorato alla sanità a divenirlo della Direzione generale della Presidenza.

Questa stessa delibera imperiale che imperialmente metteva sotto il controllo diretto della Presidente il commissariamento di un ente originariamente caritatevole e oggi di Servizi alla persona (e ci vuole un certo coraggio a fare bassa politica su questi enti), inventava una strategia furbissima, che nessuno, proprio nessuno, è in grado di capire: mette in capo al Direttore generale della Presidenza la predisposizione del nuovo Statuto nel quale, tra le altre cose, dovranno essere definite, come da mandato della Giunta, oltre che le funzioni degli organi, anche i requisiti di accesso al ruolo di Direttore generale, affermando che essi devono essere gli stessi previsti dalla Legge regionale 31/1998.
La frase esatta è la seguente: “di affidare al Direttore generale della Presidenza, sollevando da tale incombenza per ragioni di opportunità il Commissario straordinario, stante il potenziale conflitto di interessi, il compito di predisporre una proposta di modifica dello statuto”.
E dove starebbe il potenziale conflitto di interessi? Ah, certo, sarebbe presente qualora il commissario si presentasse poi alla selezione per la carica di Direttore dell’Ente. Ma tu vuoi vedere che…?

L’opera del Direttore generale della Presidenza sul nuovo Statuto è un capolavoro di blindatura, di vestito su misura: lo Statuto non rinvia, per i requisiti di accesso alla carica di Direttore, alla legge 31/98 come prevede la delibera, ma indica i requisiti della 31/98 nel testo (così da fare ciò che non si deve fare, perché se il rinvio è a una norma lo è anche alle sue successive modifiche e integrazioni, se invece è un elenco dettagliato di requisiti, ogni qual volta lo si intenda modificare, bisogna modificare lo Statuto); non solo, include anche prescrizioni di pesatura dei titoli alla Commissione di concorso. Mai vista una cosa del genere in uno Statuto.

Fatto è che il Cda ha pubblicato la manifestazione di interesse per il ruolo di Direttore .
Da questo momento, i servizi ai ciechi veri sono sospesi.
Irraggiungibile l’Agenzia Interinale che reclutava la psicologa che materialmente erogava i servizi.
Irraggiungibile la psicologa stessa.
È in servizio solo qualche amministrativo, ma in un clima omertoso di inspiegabile profondità.
In sostanza, tutto si è fermato, le famiglie sono disperate, e tutto sembra essere stato orientato al reclutamento del nuovo Direttore che, dato il paventato conflitto di interessi, non è difficile immaginare chi potrà essere.

Nell’attesa del Direttore, oggetto di maggiori attenzioni da parte della Regione di quelle riservate ai ciechi veri, il Consiglio regionale ha stanziato con la Finanziaria (Legge 12/2025) all’art. 1, c.25 ben due milioni di euro all’anno per tre anni per l’Istituto ciechi.

Riepilogando: Direttore ipotecato in itinere, scorta finanziaria pronta, nuova bardana politica sull’assistenza sociale accuratamente predisposta.
La mia banale posizione è la seguente: fate chi cazzo vi pare direttore dell’Ente, trasformatelo in quello che volete, ma fate lavorare chi ci lavora e erogate realmente i servizi alle persone con questa disabilità.
Ah, certo, dimenticavo, la conduzione e il presidio politico di un ente regionale asssitenziale ha come corollario le assunzioni nell’ente, quindi lo spoils system di chi ci lavora per reclutare devoti. Vado a prendermi un antiemetico.

 

 

Politica, Servizi, Vetrina

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Comments (7) on “Ciechi utilizzati per nominare dirigenti”

  1. Raimondo ha detto:
    2 Dicembre 2025 alle 15:53

    “Irraggiungibile l’Agenzia Interinale che reclutava la psicologa che materialmente erogava i servizi. Irraggiungibile la psicologa stessa.
    È in servizio solo qualche amministrativo, ma in un clima omertoso di inspiegabile profondità.” Forse essendo una struttura della Pubblica Amministrazione occorrerebbe lavorarci per titoli e concorsi pubblici. E forse i ciechi hanno bisogno di ben altro che psicologi. Forse non si sa che in Sardegna ci sono solo 7 persone con qualifica certificata e riconosciuta per lavorare nella riabilitazione delle persone con disabilità visiva. Forse occorre fare bandi di concorso veri e non passare tramite i favori delle agenzie interinali. Alla famiglia consiglio di rivolgersi alle associazioni che operano sempre e con professionalità sul territorio sardo.

  2. Ginick ha detto:
    29 Novembre 2025 alle 18:04

    Egr. Prof,
    A proposito del Suo antiemetico, mi sa tanto che sarò costretto anch’io a prenderlo,ma PRIMA di leggere ciò di cui Lei, con solita dovizia di particolari, ci racconta sulla sempre peggiore gestione del bene regionale affidato a questi
    imbelli, volutamente nel termine non inserisco tra e ed elle il diffusissimo popolare “ci” col quale comunemente il volgo definisce gli attori principali del momento politico regionale che stiamo vivendo!
    Sul resto non mi soffermo, ma inglobo,con la speranza che i conati non prendano il sopravvento,visto che la farmacia sotto casa oggi, sabato sera, è chiusa e non mi va di uscire per potermi acquistare uno scatolone pieno di antiemetici (colgo l’occasione dato che siamo in periodo di blackfriday,si risparmia e consiglio anche a Lei e a tutti i Suoi lettori di approfittare dell’opportunità per una scorta annuale. Ma si affretti, domani scade l’offerta) !!
    Buon fine settimana e….buoni acquisti!!

  3. Antonio ha detto:
    29 Novembre 2025 alle 15:06

    vergogna giocare sulla pelle di persone disabili per soli fini di potere

  4. Mario Pudhu ha detto:
    29 Novembre 2025 alle 10:09

    Ma ant a fàghere a “assistenza sociale” fintzas sos gabbinetos pùbbricos de sas istatziones (FF.SS., Arst, aeroportos e…) cun tantu de Direttore de nómina imperiale e “spoils system” fintzas in cue?

  5. paolo ha detto:
    29 Novembre 2025 alle 09:57

    La frase “apriremo il governo come scatolete” è una citazione del M5S (Movimento 5 Stelle) che simboleggia l’intento di rendere il Parlamento trasparente e accessibile, rompendo con la classe politica tradizionale. La metafora è stata ripresa più volte per criticare il M5S, accusato di non aver mantenuto la promessa di trasparenza una volta entrato al governo.
    Qua và immedesimato il tutto per la Regione.

  6. Gioele ha detto:
    29 Novembre 2025 alle 09:53

    Che tristezza.

  7. A ha detto:
    29 Novembre 2025 alle 09:45

    Ogni volta che mettono mani a qualcosa che funziona creano casini e distruzione nel (,neanche troppo) malcelato tentativo di favorire qualche ammighideddu.
    Come sempre si mangiano tonno e scatoletta….

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