Ho avuto la fortuna di ascoltare dal vivo, a Bologna, tanti anni fa, Alessandro Barbero quando ancora non era nessuno, ma era già qualcuno per chi studiava. I suoi interessi ruotavano intorno all’ideologia del ceto cavalleresco ed era un vero piacere ascoltarlo per le sue notevoli capacità ermeneutiche. Leggeva le fonti e le faceva respirare, come deve fare uno storico.
Poi è arrivato il Barbero personaggio televisivo, conferenziere a budget, insomma, un altro Barbero, dal quale in silenzio mi sono allontanato, come da un amico che si vede percorrere le strade del palcoscenico, mutando progressivamente se stesso in favore delle ragioni dello spettacolo.
Eppure, nonostante un certo disagio, non ho mai provato per lui il fastidio che provo per Mieli e Cazzullo, nei quali l’interesse commerciale è così evidente da risultarmi volgare. Forse perché, pur nel graduale accondiscendere alle tecniche e alle movenze del venditore televisivo, egli ha mantenuto una dignità argomentativa e logico-critica che me lo ha mantenuto caro.
La prima grande incrinatura della stima che provo verso il professore è arrivata quando ha pubblicato La voglia dei cazzi e altri fabiaux medievali (2020). Mi occupavo allora, e solo incidentalmente, di una pista di ricerca che mi aveva incuriosito e cioè la progressiva scomparsa dai penitenziali medievali (i manuali per i confessori che indicavano che cosa chiedere e che pene comminare) della domanda, rivolta alle donne, se avessero usato un fallo finto (molimen, in latino, che potremmo tradurre gingillo), da sole o in compagnia, per procurarsi piacere. Sono interessato a questi temi perché mi fanno ridere e perché penso che l’esperienza del piacere sia stata in Europa una delle porte per la limitazione del potere (il piacere sessuale è una delle poche cose che non necessita di un potere organizzato per essere esercitato e dunque, come insegnarono i libertini del Seicento, è una strada della e per la libertà).
Commentavo allora a lezione Le sohait des viz (il sogno dei cazzi), il fabliaux che apre la raccolta di Barbero e dunque conoscevo bene il testo e la letteratura di settore. Il suo libro era ed è assolutamente al di sotto dei suoi standard, eppure lui conosce molto bene la letteratura francese medievale. Si tratta di un libro fatto per acchiappare un po’ di pruriti erotici, nient’altro. Mi tenni la delusione e andai avanti.
Qualche giorno fa, il Comitato per il no ha diffuso il video dell’intervento di Barbero nel quale annunciava il suo voto negativo per il referendum sulla riforma della giustizia. Quattro milioni di visualizzazioni in pochissimo tempo.
Perché?
Perché lui è bravo e perché la gente ormai lo ascolta come si ascolta un oracolo.
Ebbene, fiduciosamente ho ascoltato il video e mi ha fatto letteralmente schifo: una sequenza di menzogne. Il cuore dei testi è dato dalla denuncia dell’imminente controllo politico della magistratura come in epoca fascista, cosa falsissima, la legge non mette in alcun modo la magistratura sotto il controllo politico. È falso.
Tanto è stata grande la menzogna che a sfidare Barbero scende in campo oggi sul Corriere della Sera Antonio Di Pietro che dice cose sacrosante: «Confrontiamoci in pubblico e gli dimostro che stavolta non ha letto la storia, né la riforma. Il fascismo non voleva le carriere separate, ma le ha unite per controllarle meglio. Questa riforma elimina la stortura fascista, non la introduce. E per uno storico falsificare i fatti è più grave che per un magistrato». Un’analisi più dettagliata della posizione di Barbero è qui.
Io capisco che la Sinistra movimentista, quella più partigiana che decide cosa pensare dopo aver analizzato cosa pensa la Destra, stia chiamando a raccolta i militanti per trasformare il referendum sulla Giustizia in un referendum sulla Meloni, come accadde per Renzi. Lo capisco, ma non lo approvo.
La Sinistra deve divenire una forza credibile di governo per candidarsi al governo e non lo diverrà finché terrà il rapporto equivoco con i Cinquestelle che la trascinano in ogni avventura abbia il vago sentore di essere popolare, a prescindere dal contenuto reale dell’avventura. Conte è animato solo dalla sua bulimia per Palazzo Chigi.
Io, nel mio piccolissimo, ne ho i sacrosanti coglioni pieni di votare sempre con gli allarmi antifascisti alle porte, in modo da non ragionare mai nel merito e sempre e solo in preda alla paura. Voterò sì, perché conosco e ho conosciuto da vicino l’assoluta assenza di limite del potere della magistratura. E penso che la Giustizia in Italia sia un luogo di sofferenza per i cittadini, perché essi vengono oppressi da un potere corporativo troppo forte e capace di comprimere le libertà fondamentali. Voto Sì da libertario e da liberal-democratico. Se un mio illustrissimo collega come Barbero si mette a fare il demagogo, io ne soffro, per lui e per me.

Ai Signori del NO invito a leggere la supercazzola del presidente del tribunale di Milano dopo l’oscenita’ della scoperta della bozza della sentenza già redatta PRIMA della fine del processo. Saluti.
https://www.agi.it/cronaca/news/2026-01-21/avvocato-tavolo-giudici-sentenza-processo-35213694/
Sono contento di leggere uno scambio di opinioni che, seppur non entrando nel merito delle ragioni del No o del Si, resta comunque all’interno del perimetro dell’oggetto del contendere.
Personalmente, se dovessi scegliere per schieramento, dovrei votare No. Più per opposizione ad una legge fatta da un governo di destra che perché mi senta (per carità) rappresentato da uno qualsiasi degli attuali partiti di minoranza. Ma non voglio fare questo. Vorrei capire la legge e comprendere le eventuali conseguenze di una introduzione della riforma, posto che non applicarla lascerebbe semplicemente le cose come stanno.
E per capire la legge, mi spiace, Paolo Maninchedda, non è sufficiente leggerla. Perché una legge è un documento tecnico, per addetti ai lavori, per chi sa comprendere nel merito e nelle possibili implicazioni con altre norme il vero valore e significato del documento.
Ma la stragrande maggioranza degli italiani non ha queste caratteristiche.
Sono d’accordo, infatti, con chi nei commenti ha scritto che non è il referendum lo strumento idoneo per decidere se adottare o meno una riforma di questa portata. Perché è vero, come hanno scritto alcuni di voi, che la riforma (o mantenere le cose come stanno) inciderà sulla vita reale dei cittadini (almeno di chi sarà costretto ad avere a che fare con la giustizia amministrata nei tribunali). Ma è anche vero che la stragrande maggioranza delle persone che andranno a votare (sempre meno) lo farà esclusivamente esprimendo una preferenza che sarà espressione della propria appartenenza politica che, a rendere la cosa ancora più pietosa, in Italia è una delle cose più labili che esista, con persone (politici o persone comuni) che cambiano appartenenza a seconda del momento, della convenienza o del prurito.
Io non voglio fare questo: voglio andare a votare (perché andrò a votare in ogni caso) e voglio esprimere una posizione convinta.
Perciò chiedo a voi, potreste darmi una mano a capire? Non tiratemi in ballo i giudizi sul Governo o sui partiti di opposizione o gli allarmi al fascismo. Molti di voi hanno scritto di come aspetti di estrema importanza sarebbero influenzati dall’adottare la riforma o rifiutarla. Potreste spiegarmi perché?
Vi ringrazio.
Molto interessante questo scambio di vedute.
Tutte posizioni che possono essere condivise o meno, il problema però credo sia sempre lo stesso, mantenere onestà intellettuale.
Per esempio, non credo che andare a votare o meno, votare si o no sulla mancata fiducia che ispira Nordio “autore tra l’altro della abrogazione del Reato di Abuso d’Ufficio”, da molto da pensare, soprattutto per il fatto che la suddetta norma è stata apprezzata in egual misura da sindaci di centro, di destra e di sinistra.
Alberto, per favore, non replicare qui stupidaggini propagandistiche. Il giudice naturale, l’unico che è assimilabile alla scelta del medico o dell’avvocato, non è scelto per sorteggio ma secondo le procedure vigenti. Per sorteggio vengono estratti i componenti dei CSm, e non mi pare per niente una cattiva scelta, perché contrasta la politicizzazione del Csm, di cui abbiamo tante, tantissime prove, anche in Sardegna. A me non sta bene che le procure vengano lottizzate un tot a Destra, un toit a Sinistra e un tot al Centro. Quanto all’estrazione, è in vigore da tempo in tanti settori. Per esempio, nell’università le commissioni di concorso sono estratte e nessuno se ne lamenta.
Egregio John, la invito a controllare gli altri sistemi giudiziari europei. Tutti, dico tutti, prevedono la separazione delle carriere, che peraltro è solo un aspetto della riforma, perché non significherebbe nulla senza i due Csm e senza l’alta corte che giudichi i magistrati che sbagliano. Nei prossimi giorni pubblicherò il quadro sinottico degli ordinamenti giudiziari in Europa: vedrà come le carriere unificate sono tipiche dei sistemi autoritari.
In sintesi: se si leggesse la legge, si scoprirebbe che aumenta notevolmente la garanzia del giusto processo previsto dalla Costituzione: accusa e difesa si costituiscono dinanzi a un giudice realmente terzo, non legato da colleganza e militanza con l’accusa. Ecco perché penso che aumenterebbe la possibilità che non si ripetano i casi Tortora e Scardella, perché il processo è più equilibrato. Sul caso Renzi, lei dimentica che il procuratore che lo indagò alla fine se ne dovette andare da Firenze, ma la invito a leggere i due libri di Renzi, molto documentati e verso i quali lacuno non ha sporto querela.
Francesco, siamo da capo. Stiamo al merito, si legga la legge e decida dopo averla letta. A me sembra una legge ragionevole, finalmente liberale e libertaria.
Invece io penso che serva moltissimo ai cittadini, perché la riforma ha un cuore strutturale: la carriera per merito e non per militanza e l’aumento della responsabilità del magistrato. Sarà molto meno facile diprima indagare o incarcerare un cittadino senza adeguate prove. Non mi sembra per niente poco.
Caro Proff Paolo spero che potremo restare buoni amici anche se la pensiamo in modo diverso…io sono combattuto tra votare un bel no grande come una casa o non andarci nemmeno a votare…perché,mi scusi il francesismo è semplicemente una grande presa per i fondelli…a questi nullafacenti e scappati di casa che governano non gli frega un accidente della sostanza che non è quella che nemmeno Lei (tu?) racconti ….il problema non è se ha ragione Barbero (che io stimo) o Dipietro (che ho conosciuto e che stimo sempre meno) ma il fatto che questa riforma non serve ai cittadini e con tutti i problemi che hanno i cittadini non cambierà un accidente per i problemi che loro hanno con questa giustizia che arriva quando sei defunto (a proposito è quello che afferma anche Gratteri che stimo) insomma non se la prenda con Barbero perché nessuno è perfetto ma se da una mano per dare una pedata nel sedere a questo pseudo ministro della ingiustizia è sicuramente cosa buona ….un abbraccio
Non so se andrò a votare, ma non mi ispira alcuna fiducia il guardasigilli Nordio, autore tra l’altro della abrogazione del Reato di Abuso d’Ufficio.
Non so ancora cosa voterò, sono dubbioso e di questa destra non mi fido. A dire il vero, non mi fido dell’intera classe politica che ci governa da Roma come da Cagliari. A Cagliari, poi, abbiamo perso il treno, ahinoi!!!
Non mi fido di chi voterà no solo perché si sente di sinistra; non mi fido di chi voterà si perché ritiene di essere di destra e dunque deve essere contro i sinistri.
Quindi ancora non so che fare, considerato anche che diverse persone che apprezzo, dalle quali cerco di carpire le nobili ragioni a monte della scelta che sponsorizzano, portano idee diametralmente opposte e, forse, troppo difficili da capire per i non addetti ai lavori. La scelta, dunque.
Dal momento che Lei, Professore, alberga, a buon diritto, nel mio personale panhteon, provo a porle qualche quesito nella speranza di riuscire, valendomi delle Sue risposte, a prendere la decisione più consapevole possibile.
Per farlo prendo spunto da alcuni dei Suoi punti, che riporto per comodità:
1) nell’ordinamento attuale un magistrato che sbaglia dolosamente è premiato anziché sanzionato;
non è ciò che accade anche con tutti gli altri mestieri e professioni dove vi sia il “pubblico” di mezzo, quando a “sbagliare” anche dolosamente è un protetto?
Non sono più un giovincello e ne ho viste ormai di ogni risma.
La riforma proposta, in quale modo favorirebbe la persecuzione del magistrato che “sbaglia” con dolo?
2) nell’ordinamento attuale le carriere dei magistrati, che si riverberano sulla qualità della Giustizia praticata, non sono informate al merito ma alla militanza (e ne abbiamo luminosi esempi anche in Sardegna);
anche in questo caso, in quale modo la riforma potrà essere volano del merito e della competenza?
3) nell’ordinamento attuale troppo frequentemente i magistrati coprono gli errori dei loro colleghi piuttosto che riformarli (se vuoi posso allegare esempi sardi anche recentissimi);
se fosse possibile, senza che questo le arrechi nocumento, non sarebbe male conoscere gli esempi che ha da fare
4) nell’ordinamento attuale non sono stati introdotti anticorpi adeguati a che i casi Tortora e, in Sardegna, Scardella non si ripetano;
la riforma attuale li introduce? Quali?
5) nell’ordinamento attuale è stato possibile che le banche dati a disposizione della magistratura siano state utilizzate per dossierare i politici e passare ai giornalisti le informazioni sensibili;
immagino, anche se sono un profano, che durante la fase istruttoria, ma non solo, il magistrato non sia l’unico ad avere accesso a informazioni sensibili. Le notizie sparate in prima pagina o utilizzate per dossierare tizio o caio sono una barbarie che affonda le proprie radici nel passato e che andrebbe risolta, senza ombra di dubbio.
Se la riforma ponesse fine a tale barbarie, non nego che solo per questo motivo potrei votare si.
6) nell’ordinamento attuale è stato possibile che le cimici che hanno intercettato Palamara siano state spente quando parlava col Procuratore capo di Roma;
7) nell’ordinamento attuale è stato possibile che Renzi e tutta la sua famiglia finissero sotto indagine sul nulla;
Renzi è stato assolto mentre il padre, se non ricordo male, è stato condannato. Qui mi viene da dire che la magistratura dovrebbe aver funzionato a dovere e così l’indipendenza dell’inquirente dal giudicante: infatti, il giudicante, ha accolto, o respinto, al 50% le richieste del PM
8) nell’ordinamento attuale è stato possibile in Sardegna che io sia stato indagato e spiato per tre anni, con cambio continuo del capo di imputazione, per ragioni politiche e senza uno straccio di riscontro documentale.
Per quanto obbrobrioso possa essere per una persona onesta essere spiata e sottoposta a indagini pretestuose, non credo, personalmente, che la soluzione sia quella di eliminare le intercettazioni.
La ringrazio per l’attenzione.
Con immensa stima
Io voterò NO a questo referendum.
Non per nostalgia, non per conservatorismo, non per difendere l’attuale sistema.
Voterò NO perché questa riforma è pericolosa e perché viene raccontata con una semplificazione disonesta.
La separazione delle carriere viene venduta come una misura di chiarezza:
chi accusa da una parte, chi giudica dall’altra.
Sembra logico. Sembra pulito.
Ed è proprio questo il problema.
Nel sistema italiano, separare le carriere non riduce il potere della magistratura:
lo concentra.
Un pubblico ministero separato, con una carriera autonoma, una propria legittimazione e un proprio CSM, non diventa più debole.
Diventa più forte.
Diventa un attore politico di fatto, anche se non eletto.
Diventa una figura che accusa, parla, comunica, orienta l’opinione pubblica senza contrappesi reali.
Chi dice che questa riforma “riduce il potere delle toghe” o non capisce come funziona il potere o mente sapendo di mentire.
Il rischio non è il ritorno del fascismo — questa è propaganda da quattro soldi.
Il rischio è la nascita di un potere moralmente legittimato, mediaticamente protetto e istituzionalmente blindato, che nessuno riesce più a riequilibrare.
Un potere che non governa, ma condiziona.
Che non decide, ma indirizza.
Che non risponde a nessuno, ma parla “in nome del bene”.
E i poteri che parlano in nome del bene sono sempre i più pericolosi.
Il referendum è lo strumento sbagliato per affrontare una materia del genere.
Chiede ai cittadini di rispondere SÌ o NO a una questione che richiederebbe responsabilità politica, riforme organiche e assunzione diretta di colpa.
Qui invece si scarica tutto su una scheda elettorale e su una campagna emotiva.
Non mi fido di una riforma che promette equilibrio creando nuove asimmetrie.
Non mi fido di chi urla “più garanzie” mentre costruisce un potere ancora meno controllabile.
Non mi fido di chi usa la parola “chiarezza” per evitare di parlare delle conseguenze.
Per questo voterò NO.
Non per difendere ciò che c’è, ma per evitare qualcosa di peggio.
E lo dico chiaramente:
questa riforma non mette ordine,
non rende la giustizia più giusta,
e non restituisce libertà ai cittadini.
Rende solo il potere più solido.
E il potere solido, quando sbaglia, non si corregge più.
Egregio, la scomposta campagna per il no che ANM, correnti ed amici vari stanno portando avanti con menzogne quotidiane (è di oggi la fake che i pc in dotazione sarebbero spiati dal governo stante che il software fu modificato nel 2019 durante il mandato del pentafarlocco ministro Bonafede anche costui se ha dichiarato esserne all’oscuro) la dice lunga sul terrore che serpeggia tra i magistrati. E, come ben sa chi ha un minimo di cultura, la separazione era prevista dal nuovo ccp Vassalli, già motivo sufficiente per portare a compimento la riforma del 1988. È la composizione a sorteggio che terrorizza lorsignori i quali andranno a perdere i poteri che le correnti vergognosamente garantiscono al fine di realizzare le porcherie che ben conosciamo.
Agli altri, quelli privi di quel minimo di cultura civica rinnovo il mio sincero augurio di dover entrare in contatto con quel mondo. Saluti.
A tutti coloro che in questo blog stanno facendo dichiarazione di voto per il SI pongo una semplice domanda: accettereste che il vostro medico curante ( oppure il vostro avvocato, in caso di bisogno, oppure semplicemente il vostro meccanico) venisse scelto per sorteggio??? A voi l’ardua risposta
https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/01/19/news/barbero_e_le_sue_discutibili_idee_sul_referendum_della_giustizia-20992994/
Come sempre in Italia interesse e commenti salgono di numero quando l’argomento è polarizzato e assume un aria da “derby” (sempre bello quindi)
Mi reputo di sinistra (mi scusi Professore, so che è allergico ) e sardista e voterò si perché ho letto la proposta e non vedo alcun pericolo, casomai un opportunità
Cordialità
Invito quelli che votano no a leggere questo articolo su Huffington Posto dal titolo ” Caro Barbero, sul referendum sulla giustizia le sue idee sono molto discutibili ” di Stefano Esposito
Post scriptum
Vorrei ricordare a tutti i grandi innamorati di quei grandi padri costituenti che essi scrissero anche l’art. 138, in base al quale la Costituzione si può cambiare.
Io voterò SI e mi impegnerò pubblicamente con il Comitato e con le Camere penali nella battaglia per salvare la legge costituzionale.
Non riesco a comprendere come un italiano/europeo medio, di adeguata cultura, che abbia letto almeno qualcosa sulla tutela sostanziale dei diritti (e che voglia continuare a vivere in Europa e non in Iran o Cina) possa votare NO..
Non nego la buona fede di qualcuno che davvero si è fatto convincere: ma sono intimamente convinto che agli orchestratori della irosa campagna per il NO non importi granché della divisione delle carriere: al contrario essi invece si sentono annientati dalla previsione del sorteggio, vera arma di distruzione delle carriere correntizie, e della manipolazione politica nella gestione della categoria.
Sono anche convinto che la maggior parte dei magistrati sia abbastanza neutrale; ed altrettanto convinto che molti non si schierino per paura, e che attendano, per respirare liberamente, che vinca il SI.
Faremo di tutto per aiutarli a restare in una magistratura indipendente..
Pietrochiodo, quindi lei vota no contro tutti, ma il suo voto è a favore dle sistema che conetsta. La dupilicazione dei CSM è quanto è diffuso negli stati liberal-democratici, ma in Italia nons ene accorgono.
Egregio Alberto, mi dispiace aver turbato il suo animo con le mie parolacce. Invece io credo che un aumento della responsabilità in capo ai magistrati e la fine della carriera per militanza e non per merito siano degli anticopri importanti. Lei è convinto che non cambierà nulla, ma vota per non cambiare nulla. Tanti fichi di buona fortuna.
Molte sì, purtroppo non tutte.
Vincerà il SI perché è giusto così
Barbero non è ahinoi! l’unico esempio di storico che falsa la materia che divulga, allo scopo di ingannare e non certamente di insegnare in maniera corretta e completa. E sarà strano, ma non pochi di questi pseudo-storici sono stati “premiati” con onorificenze cavalleresche dai vari presidenti della repubblica. Servire il regime e non la verità storica è una gravissima ed imperdonabile mancanza di onestà intellettuale e di etica.
Credo che chiunque abbia avuto a che fare suo malgrado con la magistratura non possa che votare si. Il cittadino comune che si trova al suo cospetto si sente inerme e piccolo come una formica difronte a una corporazione che fa come gli pare, non ha contraddittorio o arbitro e a volte se ne frega altamente di prendere visione dei fatti solo perché vuol scrivere il proprio copione della vicenda spinta da una visione più politica che reale dei fatti. Metterla sempre sul piano “pericolo fascista” stufa, sta diventando più ridicolo e noioso del sentire la storia “al lupo al lupo” a meno che tu non abbia 6 anni. Giorgia Meloni e lontana anni luce dall’idea di centrodestra iniziale, denota estremismi di pensiero e onestamente è ancora lì solo perché “è la meno peggio” agli occhi della maggioranza dei pochi che ancora vanno a votare. Auguro a nessuno di trovarsi contro un magistrato, perché allo stato attuale è sinonimo di ingiustizia e diseguaglianza.
prof per me il comitato per il SI dovrebbe divulgare la legge che pochi conoscono si fidano dei Barbero di turno , signor Ladu ” questo schifo di governo ” come dice lei come mai viene sempre promosso dalle agenzie internazionali qualcosa vorrà dire
Egr. Professore, mi ha incuriosito la risposta che ha dato a Medardo e mi chiedo (per comprendere e non polemicamente, sia chiaro) se le storture segnalate nell’elenco da lei esposto, verrebbero effettivamente corrette con la riforma. La ringrazio per l’eventuale sua risposta.
Gentile Professore,
voterò NO e non per star dietro a Barbero, la cui opinione, pur legittima, è solo una delle tante. Voterò NO perché questo schifo di campagna referendaria è infarcita di menzogne a supporto di pseudoideologie contrapposte, e il merito specifico dei temi in questione non mi sembra proprio alla portata dei comuni mortali. Voterò quindi NO perchè la Costituzione è sacra e preferisco tenermela stretta così com’è, piuttosto che stravolgerla al buio. Voterò NO anche perchè il solo fatto che la proposta di referendum provenga da questo immondo governo dall’anima irrimediabilmente fascista, amico di Trump, Orban e simili personcine perbene, mi allarma oltremodo; anche se la riforma fosse “innocua” o addirittura migliorativa, non mi fido lo stesso. Voterò NO perché esisteranno pure magistrati incapaci o comunque non all’altezza del proprio ruolo, cosa che non ci piace ma purtroppo capita in tutte le categorie professionali (penso a medici, insegnanti, forze dell’ordine, etc), e quando ci tocca affidarci a loro vorremmo l’infallibilità, ma sappiamo che non è umanamente esigibile. Voterò no perché sento Nordio e penso alle capriole nella tomba dei nostri padri costituenti. Voterò no perchè alla Meloni qualcosa deve pur cominciare ad andare storto.
Un saluto
Mariella Grasso
Egregio prof,
Mi duole dirle che tutte le 8 ragioni che ha indicato per votare no (in risposta a Medardo) non c’entrano un fico secco con la separazione delle carriere e con altri temi del referendum. Dico fico secco per non usare altro termine scurrile di cui invece talvolta fa uso lei. Chi vota si pensando che la giustizia migliori sta solo cullando una illusione. NO NO NO
Egregio professore
voterò no perché questa non è “la riforma della giustizia “ ma semplicemente uno smembramento della magistratura con duplicazione del CSM con conseguente aumento delle poltrone
Nessun problema della giustizia verrà risolto
Barbero , Mieli , Cazzullo : benemeriti della divulgazione culturale .
Tolgono audience al grande fratello all’isola dei famosi ai ballerini sotto le stelle
Anche Barbero , come tutti gli studiosi, ha pubblicato lavori di variabile caratura .
Appunto, un voto non sul merito delle cose ma sempre sulla prevalenza delle parti. Io voto Sì per il contrario, per il merito e contro lo spirito di fazione.
Prof penso che sia una riforma inutile che non servirà a rendere più efficiente la magistratura. Per questo ci vuole ben altro ,d’altronde la Meloni. Vuol far passare questa riforma piuttosto che impegnarsi in qualcosa di utile per gli italiani. Professo’ può votare si oppure no qluestò è importante ma negare che ci sia un atto di forza da parte di questo schifo di governo. che sta innalzando all ennesima potenza il fallimento dell Italia non va bene, per questo io voto no, un no anche. Contro il governo. A si biri.
Egr. Prof.
In estrema sintesi: voto SI perché non ho fiducia nell’attuale struttura organizzativa della magistratura ed il caso Palamara ha scoperchiato il pentolone dove essa appare nella parte più chiassosa e vistosa, non certo numerosa, dei suoi componenti asserviti a corporazioni simil massoniche senza le quali nessuno fa carriera e con chiari e definiti indirizzi politici verso cui si appoggiano determinati partiti per portare avanti problematiche che altrimenti avrebbero bassi riscontri popolari. Sono stato sempre contrario ad aggregazioni di persone per motivi professionali, vedi gli Ordini, perché invece che promuovere, quando necessari, giuste osservazioni e giudizi critici e biasimevoli nei confronti degli iscritti che sbagliano, si trasformano in palestra di difese e rivendicazioni di cause corporative, ritenendo che ogni suo componente sia al di sopra del giudizio del volgo e che una sua condanna da parte dei probi colleghi danneggi in modo sacrilego l’ intera categoria, invece che darle onore e rispetto! Per tutto ciò voterò Si, e poi, per la separazione delle carriere, per il sorteggio dei componenti degli organi più rappresentativi della magistratura, affinché non sia uno squillo di tromba a richiamare ogni componente al dovere di comportarsi, non secondo coscienza, ma secondo le direttive imposte dalla loro appartenenza alla congrega e grazie alle quali si trovano a ricoprire il ruolo che in quel momento la loro “corrente” chiede di essere visibili trasmettitori delle istanze più utili per tutti loro e per i loro ben noti sodali accomunati da un solo desiderio: vogliono che nulla cambi perché tutto va bene,signora la marchesa!!
Esattamente il contrario di ciò che desiderano gli italiani!
Cordiali saluti
Deo voto “SI” pro su pagu chi cumprendho e chi conto.
Ma sa realtade est chi amus a sighire in sa bassa. In d-una inciviltade dominante de gherra faghindhe e a fàghere, sempre armendhe e andhendhe, isperamus nessi de fagher menzus…
Ritengo Barbero uno dei più grandi bluff in circolazione.
Non soltanto (e basterebbe) perché le sue competenze storiche sono a dir poco sopravvalutate, come dimostra la supercazzola con cui si smarcò su una domanda relativa alla storia della Sardegna senza dire assolutamente niente, perché niente di quella storia conosce (il video è disponibile su youtube).
Ma anche e soprattutto perché il suo sapere soccombe sistematicamente alla sua esigenza di essere costantemente al servizio delle narrazioni di quel gruppo di potere e dei suoi stolti seguaci che per brevità chiameremo “sinistra”.
Sui coglioni pieni di dover votare sempre con gli allarmi antifascisti nulla da aggiungere: si tratta delle solite narrazioni del predetto gruppo di potere e stolti seguaci che, in totale assenza di una proposta politica degna di questo nome, deve pur aprire bocca per dimostrare che esiste, e raccattare quei voti che poi si trasformeranno in posizioni di potere, e in stipendi da consulenti nella pubblica amministrazione per i loro affiliati.
Caro Medardo, voto Sì perché:
1) nell’ordinamento attuale un magistrato che sbaglia dolosamente è premiato anziché sanzionato;
2) nell’ordinamento attuale le carriere dei magistrati, che si riverberano sulla qualità della Giustizia praticata, non sono informate al merito ma alla militanza (e ne abbiamo luminosi esempi anche in Sardegna);
3) nell’ordinamento attuale troppo frequentemente i magistrati coprono gli errori dei loro colleghi piuttosto che riformarli (se vuoi posso allegare esempi sardi anche recentissimi);
4) nell’ordinamento attuale non sono stati introdotti anticorpi adeguati a che i casi Tortora e, in Sardegna, Scardella non si ripetano;
5) nell’ordinamento attuale è stato possibile che le banche dati a disposizione della magistratura siano state utilizzate per dossierare i politici e passare ai giornalisti le informazioni sensibili;
6) nell’ordinamento attuale è stato possibile che le cimici che hanno intercettato Palamara siano state spente quando parlava col Procuratore capo di Roma;
7) nell’ordinamento attuale è stato possibile che Renzi e tutta la sua famiglia finissero sotto indagine sul nulla;
8) nell’ordinamento attuale è stato possibile in Sardegna che io sia stato indagato e spiato per tre anni, con cambio continuo del capo di imputazione, per ragioni politiche e senza uno straccio di riscontro documentale.
Caro Paolo, voterò no perché non mi fido. Voterò no perché non capisco la ragione di modificare la costituzione per lo o,32 % dei magistrati che nel corso della loro carriera passano dal ruolo giudicante a quello accusatorio e viceversa. Voterò no perché tutta la campagna referendaria (per il si e per il no) non è sul merito delle cose ma è uno schieramento ideologico contrapposto all’altro e non è dato capire le ragioni degli uni e degli altri. Voto no perché non detesto la magistratura ma alcuni, molti o pochi che siano, magistrati che mal interpretano il proprio ruolo. Fare il contrario sarebbe tal quale detestare santa romana chiesa perché ci sono i preti pedofili o la politica perché ci sono politici corrotti. Voto no perché tra i padri costituenti del passato e quelli odierni preferisco ancora i primi.
Con immutato affetto
Medardo