C’è un pezzo di Sardegna dentro Terna? Intanto, un sincero grazie a Dio per Rossella Urru

19 luglio 2012 07:216 commentiViews: 11

urruDentro Terna Spa, la società che fa utili più della Coca Cola solo perché esiste, c’è forse un pezzo di Sardegna, e non un pezzo qualunque. Si tratta di questo. Il 30% (più esattamente il 29,9%) di Terna è della Cassa Depositi e Prestiti. Il 30% della Cassa Depositi e Prestiti è di un gruppo di Fondazioni bancarie, all’interno del quale quella che ha la partecipazione più alta è la Fondazione Banco di Sardegna, presieduta dall’avv. Antonello Arru, che stimo e del quale sono amico. Arru è un uomo oggi molto potente, ma soprattutto molto intelligente, cioè in grado di capire grandi e complesse partite. Non solo: vive in Sardegna e non solo a Cagliari, anche nell’interno, secondo quella residenza itinerante che è ormai una consuetudine di molti in Sardegna. Esiste dunque il tramite, non banale e non marginale, per portare la questione E.On-Terna vs Ottana all’interno del sancta santorum della società. Non solo. Terna non ha mai reso noti gli accordi che stipula per gli impianti essenziali, accampando privacy e riservatezza. Chi è il Garante della privacy? Si chiama Antonello Soro, grande amico di Arru e persona cui io sono fortemente legato; un sardo non cossighiano, cioè non di quelli che usano la Sardegna per far carriera. Un uomo giusto, insomma. Ci sono tutte le condizioni non solo per ottenere giustizia, ma comunque per essere ascoltati, per porre le questioni in modo non questuante, per indurre questo colosso a rispettarci. I nostri dossier, opportunamente firmati e con tutti i crismi dell’ufficialità, arriveranno sui tavoli di Arru e Soro.
Rossella Urru è libera. Ringraziamo Dio.

6 Commenti

  • Antonello M

    Per Rossella capisco che è difficile pensare che in Nord Europa la tv l’avrebbero acquistata organizzando una semplice asta di beneficenza. Nel nostro popolo c’è un sacco di gente con le palle. La televisione dal momento che l’accendi prende il telecomando e ti guida. NovaTelevisione ha la sede principale ad Oristano, ma è presente anche a Cagliari, medio Campidano, Nuorese, Marghine e Planargia.Ti sembra poco per iniziare.
    Metti Telenova, la si parla di cose giuste Immagina…………Unidade

  • Per Sig. Antonello M.: qualsiasi mezzo di comunicazione, credo sia valido, per divulgare ogni tipo di notizia che come nel caso di Terna, ci tocca da vicino e interessa la nostra società, le nostre vite, il nostro ambiente e la nostra economia. La diffusione di una notizia va fatta con qualsiasi strumento di comunicazione, nessuno escluso, altrimenti si rischia di tagliare fuori targhet di utenza, quindi viva Dio che, nell’epoca tecnologica in cui viviamo, gli strumenti di divulgazione sono tanti rispetto ai tempi passati.
    Trovo poi che sia in contraddizione quando parla di internet quale strumento di diffusione limitata e afferma poi di voler “tenete accesa” Telenova, visto che è una tv locale, dunque anch’essa limitata e di piccole dimensioni, rapportata ad altre realtà del panorama regionale. Posto che comunque, l’importanza degli strumenti di comunicazione, non deve essere commisurata al sacrosanto diritto di dare e divulgare la notizia, infatti ritengo che l’esercizio della democrazia, passa anche attraverso la voce di una piccola emittente televisiva, quale Telenova è attualmente.
    Ho qualche dubbio, poi sulla qualità del servizio offerto da Telenova, e non mi riferisco alla professionalità dei giornalisti che ci lavorano, quanto a chi li dirige e a chi li ha diretti in passato. Penso che sia stata e sia una emittente decisamente allineata, e di regime, pronta ad assecondare gli equilibri calati e dati dalle forze politiche che di volta in volta si alternano, senza andare alla ricerca delle notizie che generano quella dialettica che mette a confronto opinioni diverse. Trovo che, sia poco attenta alle diversità delle micro realtà, che spesso rappresentano una ricchezza del nostro territorio. Non giova che dia notizie fotocopia a carattere regionale, talvolta scopiazzate da altre emittenti a vocazione regionale. Mancano le notizie alternative, le inchieste che potrebbero essere scomode, ad esempio, per non andare molto lontani, quella di Terna, visto che Telenova fa pure cronaca nuorese! E l’affaire sul latte ovicaprino, forse non riguarda anche Oristano e provincia? Silenzio assoluto, giusto per citare due notizie incomode.
    L’idea di rilevarla è auspicabile (sul “come”, da lei esposto ho qualche perplessità) prima di tutto per riattivare i posti di lavoro; secondo poi per dar voce a quelle idee e a quei progetti di Sardegna sui quali tutte le Tv e i giornali locali fanno cartello ignorandoli, e che invece sono cari a tanti sardi. Quella idea di Sardegna Indipendente, che ha voglia di rimboccarsi le maniche per il bene del suo popolo, fatto anche di menti illuminate, le quali credono nella reale possibilità di costruire un futuro di autodeterminazione economica, fiscale, sociale e culturale.

  • E intanto Tirrenia……………Fuori tema? No, un altro tassello contro, assieme alla sentenza della Cassazione sulla lingua.Tagliata!

  • Antonello M

    Scusa l’uscita di tema Paolo ma questi sarebbero temi che avrebbero la necessita di un canale comunicativo di eccellenza in cui internet strumento cmq utilissimo ha una diffusione ancora limitata per una massa ancora distratta e succube di una televisione narcotizzante, quindi dannosa. Telenova Oristano viaggia in brutte acque per mancanza di liquidi, la mia proposta sarebbe quella di rilevarla come per esempio “Danimarca e Paesi Nordici docet”, con quote azionarie di 20 30€ o più, che moltiplicati per es. X 100mila soci ci farebbero arrivare a cifre da sogno che si avvererebbe. L’inizio di un lavoro che si concretizzerebbe con un azione di proposta di sottoscrizione con un semplice blocchetto in madre e figlia, tipo sagra paesana dove chi aderisce alla raccolta fondi, con il tagliando madre ritirato diventa socio di un progetto democratico che lo vede principale protagonista della vita amministrativa di una televisione che in periodo di oscurantismo ci garantirebbe un raggio di luce che squarci il buio che ci opprime e ci relega ai margini di un processo di sovranità, che nonostante i timidi approcci da parte di una classe p0litica distatta, stenta a decollare e avrebbe appunto bisogno di una spinta, per questo una TV. Stiamo parlando di una televisione ancora accesa e attiva anche se in affanno economico, con una struttura sana di professionisti abilitati, che professionalmente sarebbero in grado di soddisfare qualsiasi palinsesto elaborato d’informazione politica culturale sociale e quantaltro. Ci sarebbero solo lati positivi dallo sviluppo, facilmente individuabili che andrebbero approffonditi in altra sede. Apriamo questo spazio comune siamo tanti e in tanti siamo rimasti soli, ritroviamoci. Tottusu impare. Rispondiamo a distanza di secoli a Carlos V e diciamoli che i Sardi finalmente si sono uniti UNITI. “=!” anno della Rinascita o megnus in saldu “des’arbeschida”.Deo ce creo e seo a disposizione anima e cropus, no ispettaus atru.

  • Gioisco con te, Paolo, e mi unisco ai ringraziamenti a Dio per la figlia di Sardegna ritrovata. Per le altre cose spero che riuscirai comunque ad andare avanti con coraggio, aiutando sempre anche chi sembra andarti contro

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