Ammalarsi in Sardegna è molto pericoloso. Può capitare di subire un intervento oncologico, di subire poi un trattamento di radioterapia (…) Ma in Italia può anche succedere che se un politico si porta dietro in Cina, a carico dello Stato, la sua segreteria, la magistratura apra un’inchiesta; se lo fa un Rettore e magari non solo la segretaria, ma anche i figli, è tutto regolare (…) Oggi ricorre l’82simo giorno di silenzio della Nuova Sardegna sulle legittime domande sulle procedure di laurea del Presidente della Regione.
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Il Presidente Solinas prescrive all’Ats di limitarsi all’ordinario. Inutile cercare l’atto sul sito della Regione: l’ultimo comunicato stampa on line è del 23 agosto 2018.
Ecco il testo della lettera. (…) Nello stesso giorno, però, e questo la dice lunga sul disordine amministrativo derivante dal passaggio dello Stato dalla condizione liquida a quella gassosa, il dirigente delle risorse umane dell’Ats pubblicava sul sito dell’Azienda l’attivazione delle Strutture complesse di ortopedia afferenti ai presidi unici di area omogenea. Insomma, the show must go on…
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Non si è pensato alla sanità partendo dai pazienti, quindi dai disagi che la malattia genera.
Si è pensato alla sanità partendo dalle strutture.
Un esempio: se un ospedale ha fatto due interventi per un tumore al colon e i pazienti sono entrambi morti, quell’ospedale non deve più operare.
Nella programmazione sanitaria, invece, quell’ospedale è una struttura che ha tutte le carte in regola per continuare a fare quel tipo di interventi.
Partire dalle strutture anziché dalle malattie dei pazienti significa fare questi errori.
La sanità delle strutture è quella dell’assessore Arru, candidato del PD con Massimo Zedda.
Il 24 febbraio vota Partito dei Sardi, scegli di stare dalla parte dei pazienti.

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Uno degli errori più grandi dell’Assessore Arru, oggi candidato nelle liste del centrosinistra, è l’ospedale oncologico di Cagliari trasformato nel retrobottega del Brotzu.
Prima disponeva di un chirurgo dedicato al tumore alla mammella, oggi ha un chirurgo che deve saper fare interventi dall’esofago al retto.
Prima aveva 82 ore di sala operatoria, ora ne ha 36.
La conseguenza è che una donna che si ammala di tumore, prima veniva operata nei 30 giorni, oggi ne deve aspettare 70.
La sanità della prepotenza ha distrutto un servizio di eccellenza. (LEGGI E GUARDA IL VIDEO)

La politica della prepotenza ci priva delle opportunità e delle eccellenze.
C’è un chirurgo che si è specializzato a Houston nel più grande centro trapianti degli Stati Uniti, è rientrato in Sardegna ed è stato messo a “fare vene varicose” e, ovviamente, ora opera in un importante ospedale della penisola.
Oppure il caso Cellino: va via dalla Sardegna perché gli si impedisce di fare lo stadio.
Oggi è a Brescia dove la squadra di calcio sta salendo in serie A e l’amministrazione comunale gli consente di fare lo stadio.
Dobbiamo ragionare. Dobbiamo ridurre l’incidenza della politica e restituire spazio alla libertà e alle persone che meritano. (LEGGI e guarda il video)

Il destino dei piccoli ospedali della Sardegna non può essere la chiusura. Chi li vuole chiudere, li vuol chiudere perché li ritiene inefficienti dal punto di vista sanitario.
In poche parole, pensa che i medici che lavorano in questi piccoli ospedali non siano efficienti. Il responsabile di questa scelta ha un nome e un cognome: Luigi Arru, candidato del Partito Democratico per Massimo Zedda.
Noi diciamo un’altra cosa: LASCIAMO APERTI GLI OSPEDALI ma trasferiamo anche nei piccoli ospedali l’efficienza e l’eccellenza che abbiamo altrove.
NON CHIUDIAMO IL DIRITTO ALLA SALUTE DEI PICCOLI CENTRI MA TRASFERIAMO NEI PICCOLI CENTRI L’ECCELLENZA DI CUI DISPONIAMO ALTROVE.
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Ieri il dottor Moirano, che ho casualmente incontrato nella hall di un albergo e ovviamente cortesemente salutato, ha dichiarato alla stampa che “l’ego del chirurgo non deve mai prevalere sulla salute del paziente”.
Vale anche per Moirano: l’ego del manager non deve mai prevalere sulla salute di una intera nazione. Quindi abbiamo chirurghi sardi giudicati egotici e manager piemontesi prepotenti e inefficenti erti sullo scranno del giudizio altrui come pavoni con la coda aperta prima dell’accoppiamento.
Noi siamo avversari di Moirano e della sua psicologia coloniale d’accatto. (LEGGI)

Sanità dei militanti, non dei meritevoli

Sarà l’effetto della candidatura dell’assessore della sanità Luigi Arru, ma contestualmente il dottor Moirano divulga comunicati trionfalistici sulla sanità sarda. Dinanzi alla propaganda di regime, forse servono numeri veri: 1796 prenotazioni in meno per una mammografia, 78 giorni in più come attesa per una colonscopia, 1923 prenotazioni in meno per una visita cardiologica con un tempo di attesa aumentato di 4 giorni (…) Nel frattempo, sono aumentati i concorsi e le promozioni per meriti politici, tutto questo sulla testa dei pazienti che sono le vere vittime di questo sistema sanitario fondato sull’occupazione politica del potere sanitario.
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Fibromialgia: fine della clandestinità

La Sardegna fino a ieri partecipava all’indifferenza italiana: da ieri ha fatto una scelta diversa, ha scelto di combattere la malattia e di garantire l’assistenza sanitaria ai malati. (…) In un mondo che pensa solo al successo e al potere e fa finta di non vedere la tragicità del dolore e della morte, il Partito dei Sardi ha vinto una battaglia di civiltà guardando in faccia la debolezza umana, organizzando i poteri e i servizi per combatterla, ricostruendo trame efficienti di solidarietà e di diritto. (LEGGI)

Moirano e la questione morale

È giusto che il controllore di Moirano, il direttore generale dell’Assessorato alla Sanità della Regione Autonoma della Sardegna, partecipi a una selezione per direttore di presidio ospedaliero indetta dal suo controllato, il dott. Moirano?
No, non è giusto.
È permesso dalla legge?
Sì.
L’innocenza legale è innocenza morale?
No. La storia è ricca di colpevoli impuniti, innocenti legalmente, ma colpevoli moralmente. (LEGGI)

E dunque è successo questo: è successo che Giuseppe Maria Sechi, all’insaputa dell’assessore, e ragionevolmente all’insaputa dello stesso Moirano, ha presentato domanda per dirigere un ospedale di Cagliari. Poi è accaduto che la commissione, all’insaputa di Arru, di Moirano e di Sechi, ha certificato che Sechi era idoneo alla funzione; infine Moirano, all’insaputa di Arru e di Sechi ha nominato Sechi direttore del presidio ospedaliero. (…) Qui, invece, ci si lava le mani chiudendo gli occhi e pensando che tutti siano ciechi, sordi e un po’ imbecilli. Ma le mani, anche strofinate con pasta abrasiva, sono sporche.
Noi vi manderemo via. (LEGGI)

Inutili bugie sanitarie

Una delle caratteristiche dello scontro politico nei contesti, come quello sardo, tra chi ha e chi non vuole una coscienza nazionale è la disciplina delle verità. (…)
Nella sanità sarda si registra una tendenza parossistica dell’Ufficio stampa della Regione a mistificare la realtà in prossimità delle elezioni. I quotidiani, che ormai non esercitano più neanche lo spirito critico di base fondato sulla memoria dei fatti pregressi, ripetono i gloriosi comunicati stampa. La gente salta a piè pari gli articoli incensanti e si fida del proprio istinto che dice che la sanità in Sardegna è non malata, malatissima, agonizzante perché asfissiata da eccesso di controllo politico e di alterazione dei dati reali (…) (LEGGI)