Quale sarà il risultato? Almeno prossimo a quello di Moirano: blocco delle assunzioni, rarefazione del materiale sanitario essenziale nei reparti, scomparsa dei servizi in periferia al netto dei medici di base, grande pasticcio sul Mater Olbia ( su cui torneremo nei prossimi giorni in modo molto dettagliato) e circa 26 milioni di euro di ‘utile’.
Ebbene sì, il mitico Moirano avrebbe così ben gestito la sua azienda che, avendo avute assegnate le risorse, dopo aver fatto soffrire tutti i sardi è riuscito a ‘risparmiare’ 26 milioni. Non avere una visione della sanità come diritto, (…) Questo vuol dire governare i sardi odiandoli: subordinarli a logiche contabili con suprema indifferenza ai loro diritti.
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Quindi si sostengono i costi di finanziamento di una clinica privata ubicata in Sardegna, perché il Mater non è ormai niente di più che una clinica privata cui è stato in appalto il Nord Sardegna, con la contrazione della posta di bilancio per pagare altri debiti e il disavanzo, mandata in rischio rosso dall’urgenza di finanziare la suddetta clinica privata.
Nei prossimi giorni continueremo a mostrare come questa vicenda riveli una grandissima assenza di consapevolezza di che cosa sia uno Stato e di che cosa sia il diritto.

Lega russa, stagno sardo

La Lega sperimenta che cosa vuol dire fare un giro di valzer con i russi, il Consiglio regionale sperimenta che cosa significa la sua ambizione ad assomigliare sempre più non all’uomo della strada, ma all’uomo del bar dello sport. (…) Per la prima volta una clinica privata, il Mater Olbia, viene finanziata non per i posti letto accreditati (60) ma per l’intero ammontare dei posti accreditabili (202). Non solo. La norma della copertura finanziaria è un capolavoro di follia.
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Mater Floris: il giro dei soldi

In buona sostanza, con una delibera molto elaborata nel percorso tra le leggi di riferimento, si è aumentata la spesa sanitaria per l’acquisto di prestazioni dal Mater Floris non del 20% del tetto precedente, come autorizzato dalla legge nazionale italiana, ma con molto di più, come espressamente vietato dalle leggi nazionali, coprendo i nuovi costi per il momento con soldi destinati a pagare vecchi debiti, ma nel futuro prevedendo di coprirli o con l’incremento dello stanziamento complessivo per la sanità o con corrispondenti tagli a servizi e strutture pubbliche.

Nel momento in cui la Giunta regionale ha sovrastimato il budget del Mater Olbia con 25 milioni di euro per il residuo semestre 2019, sancendo contemporaneamente che le risorse non utilizzate (ragionevolmente intorno ai 16 milioni di euro) sarebbero state distribuite tra gli altri privati (che già dispongono di un loro stanziamento specifico di oltre 98 milioni di euro l’anno), il Mater ha garantito lo sfondamento del budget annuale agli altri privati. Il Mater Olbia è diventato il Mater Floris.
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Di fatto, lo stanziamento complessivo per la sanità privata è stato incrementato usando il Mater Olbia come vettore. (…) La possiamo definire “Operazione debito” ma anche “Operazione egoismo” perché è orientata a soddisfare non interessi generali, ma un equilibrio politico tra minoranze ricche della società e a garantire antichi impegni del Centrodestra col Qatar; in una parola è un’operazione di chi intende la politica come usurpazione di legittimazione popolare per consolidare il privilegio di pochi, il fallimento dello Stato, la rendita di pochissimi.
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Invece la delibera del 20 giugno stanzia per il 2019 per il Mater 25 milioni, ma, e qui sta il bello, la spesa viene coperta togliendo soldi al capitolo delle Perenzioni, cioè attingendo alle somme accantonate per pagare debiti della Regione che la Regione stessa sa di dover pagare. In genere le perenzioni riguardano gli enti locali, vuoi per Piani di sviluppo locale, vuoi, e più frequentemente, per lavori pubblici. (…)
Chi rimarrà con i piedi scoperti?
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Mater Olbia: dentro i secondi?

Fatto è che, scendendo per li rami, ma pur sempre scendendo, poi si è aperta la strada, diversa da quella originaria, di creare una buona clinica privata ma non un polo di eccellenza internazionale. Rideterminato in questo modo il profilo, sono cominciate le prime chiamate dei vertici dei reparti.
In chirurgia che succede?
Succede che si è preso un chirurgo del Brotzu, stimato e apprezzato a Cagliari nella struttura pubblica, e lo si è reclutato per il Mater Olbia. Per i sardi, cambia solo il luogo dove andare a farsi operare, ma per il sistema sanitario della Sardegna il saldo è a zero.
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Parlare di “squadre di incappucciati” per designare le pattuglie del Corpo Forestale che hanno operato per gli abbattimenti è un indicatore lessicale di schieramento: dall’altra parte. (…) Oggi ricorre il 31esimo anniversario della morte di Enzo Tortora (…) Continuano gli effetti imperiali di Moirano (…) Oggi è l’88esimo giorno di silenzio della Nuova Sardegna (…) Tuttavia, giungono vocine che direbbero (seppure con un grande e imposto silenzio stampa) che qualcosa si muove in altre sedi e in altre amministrazioni dello Stato (italiano) (LEGGI)

Ammalarsi in Sardegna è molto pericoloso. Può capitare di subire un intervento oncologico, di subire poi un trattamento di radioterapia (…) Ma in Italia può anche succedere che se un politico si porta dietro in Cina, a carico dello Stato, la sua segreteria, la magistratura apra un’inchiesta; se lo fa un Rettore e magari non solo la segretaria, ma anche i figli, è tutto regolare (…) Oggi ricorre l’82simo giorno di silenzio della Nuova Sardegna sulle legittime domande sulle procedure di laurea del Presidente della Regione.
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Il Presidente Solinas prescrive all’Ats di limitarsi all’ordinario. Inutile cercare l’atto sul sito della Regione: l’ultimo comunicato stampa on line è del 23 agosto 2018.
Ecco il testo della lettera. (…) Nello stesso giorno, però, e questo la dice lunga sul disordine amministrativo derivante dal passaggio dello Stato dalla condizione liquida a quella gassosa, il dirigente delle risorse umane dell’Ats pubblicava sul sito dell’Azienda l’attivazione delle Strutture complesse di ortopedia afferenti ai presidi unici di area omogenea. Insomma, the show must go on…
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Non si è pensato alla sanità partendo dai pazienti, quindi dai disagi che la malattia genera.
Si è pensato alla sanità partendo dalle strutture.
Un esempio: se un ospedale ha fatto due interventi per un tumore al colon e i pazienti sono entrambi morti, quell’ospedale non deve più operare.
Nella programmazione sanitaria, invece, quell’ospedale è una struttura che ha tutte le carte in regola per continuare a fare quel tipo di interventi.
Partire dalle strutture anziché dalle malattie dei pazienti significa fare questi errori.
La sanità delle strutture è quella dell’assessore Arru, candidato del PD con Massimo Zedda.
Il 24 febbraio vota Partito dei Sardi, scegli di stare dalla parte dei pazienti.

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