Sanità

La sanità sarda dai Savoia ai Borbone
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La sanità sarda dai Savoia ai Borbone

di Paolo Maninchedda
Prima di tutto i fatti.
L’Imperatore Moirano ha assunto questo atto.
Si tratta della proroga delle nomine a suo tempo fatte dei dei Coordinatori delle cosiddette Aree tematiche. (…)
Ora, non è la presenza o l’assenza dei coordinatori di area tematica che qualifica la nostra sanità (che sta cadendo a pezzi con un impoverimento drammatico dei servizi), però conta moltissimo se nella gestione si è chiari o bizantinissimi.
Se una cosa non si può fare, non si fa.
Se si è costretti dalle circostanze a farla, non la si proroga.
Se si assume un atto illegittimo e per di più lo si proroga, si dà un segnale esterno di furbizia burocratica che non è veramente ciò di cui ha bisogno la Sardegna, con buona pace di Sua Maestà.

La Sardegna immobilizzata dalla retorica inconcludente e dalla superficialità dilagante
Economia Energia Infrastrutture Lavoro e impresa Politica Sanità Stato sardo

La Sardegna immobilizzata dalla retorica inconcludente e dalla superficialità dilagante

di Paolo Maninchedda
Iniziamo dalle strade. L’Anas ieri ha annunciato la fase 2 dell’operazione rebranding della ex Salerno-Reggio Calabria (…) investimenti tecnologici per fare dell’autostrada la smart road italiana: sarà interamente cablata, dotata di hot spot wi-fi ogni 300 metri per dare e ricevere informazioni e creare una connessione unica.
In Sardegna, invece, si combatte per cose meno tecnologiche: asfalti, buche, crolli e ritardi. (…) Cosa serve? Servono poteri prima che risorse; poteri per poter fare noi e non dover chiedere ad altri, per di più spesso distratti quando non imbroglioni.
Se sembra troppo ardita la parola ‘imbroglione’, rivelo una piccola anticipazione di un dossier che sto raccogliendo sulle imprese non sarde che vincono gli appalti in Sardegna. Lo sto raccogliendo per poi pubblicarlo (…)
Nel frattempo due ministri della Repubblica, Carlo Calenda e il vacanziere Gianluca Galletti, hanno sottoposto al dibattito pubblico il documento sul Sistema Energetico Nazionale (SEN). La Sardegna vi ha un posto di assoluto rilievo, si decide sulle sue centrali elettriche, vi si scrive che si vuol fare un nuovo elottrodotto da 1000 MW, ma soprattuto si capisce (pag. 16) che non si crede nella dorsale e che invece si ritiene più percorribile “la metanizzazione della Sardegna tramite Small Scale GNL potrebbe consentire di avviare la fornitura di gas in modo modulare, utilizzando e completando le reti esistenti, avviando al contempo il primo pilota di Sulphur Emission Controlled Area (SECA)per il traffico marittimo nel Mediterraneo”. Nell’allegato 2, poi, la metanizzazione della Sardegna occupa uno spazio rilevante, da p.224 a p. 231. Leggete queste pagine dove viene delineata chiaramente la strategia dei depositi costieri e anche la loro ubicazione (Cagliari, Oristano e Sassari) e poi fatevi la domanda chiave: giuste o sbagliate che siano queste scelte, quanto e dove hanno coinvolto i Sardi?

Ci censurano, ma noi andiamo avanti. Finalmente comincia a essere disponibile un po’ di letteratura sulla Asl unica e dice che è sbagliata
Politica Sanità Stato sardo

Ci censurano, ma noi andiamo avanti. Finalmente comincia a essere disponibile un po’ di letteratura sulla Asl unica e dice che è sbagliata

di Paolo Maninchedda
Ieri il Consigliere regionale del Partito dei Sardi Augusto Cherchi ha diffuso questo comunicato: «(…) Il provvedimento non è stato votato in attesa delle audizioni dei direttori generali della aziende sanitarie e con l’impegno dell’assessore, in previsione dell’approvazione definitiva in Giunta, di stralciare quelle parti che si pongono in contrasto con le prerogative del Consiglio. Si pone dunque una questione politica rilevante: perché si propongono alla Giunta atti che intaccano le prerogative consiliari, per poi dichiarare la disponibilità a modificarli quando il problema viene sollevato in Commissione? Ritengo quanto meno che ciò che è accaduto oggi in Commissione sia meritevole di una riflessione politica».
Ecco, io non so rispondere alla domanda e la cosa mi dispiace profondamente.
Nel frattempo comincia ad essere disponibile qualche studio sul valore, l’efficacia e l’efficienza della nascita delle Asl uniche, fenomeno dogmatico diffuso nell’Italia centralistica. È uscito su Saluteinternazionale.info questo articolo. Leggetelo e convincentevi che non sempre ‘grande’ è ‘bello’. È una regola che vale per tutto: non sono le dimensioni a fare la differenza, ma l’intelligenza dell’organizzazione.

L’Anas usa i cerotti. Moirano va in Piemonte. La Giunta ci dà ragione, ma sottovoce
Politica Sanità Stato sardo

L’Anas usa i cerotti. Moirano va in Piemonte. La Giunta ci dà ragione, ma sottovoce

di Paolo Maninchedda
Venerdì, mentre ritornavo da Sassari a Cagliari, con la mia macchina (lo dico a scanso di equivoci con la severissima Corte dei Conti italiana, che costa 600mila euro l’anno alla Regione Sardegna senza alcun vantaggio per la Regione Sardegna e che sta ancora sbucciando il bilancio 2016 così da tenere bloccato il 2017, con grande felicità di comuni e imprese che non vedono un euro da ottobre. È la siccità di bilancio che accompagna quella idrica. Le cose che uso io sono tutte mie: telefono, macchina, penne, matite ecc. ecc.; della Regione ho solo la fatica in presa diretta e indirettamente gli acciacchi – non pochi – dovuti agli odiatori seriali che si scatenano contro tutti coloro che hanno un ruolo) ho avuto una visione: un tratto di ben tre chilometri di asfalto nuovo: dal km 172 al km 175 nella direzione verso Cagliari la macchina ha smesso di rumoreggiare, rimbalzare, grattugiare, sbandare e lamentarsi. È un miracolo, ho pensato, poi sono arrivato a Campeda e mi sono ritrovato proiettato nel consueto film di guerra (…) Invece che cosa fa Moirano o chi per lui, il 18 aprile? Per la gara degli infusori si avvale di una convenzione con la Centrale di Committenza della Regione Piemonte. La ragione? Perché la progettazione di questa difficilissima gara per gli infusori dei diabetici era già conclusa in Piemonte. Valutate voi. Io non credo che sia incidente questo argomento, perché è veramente troppo debole, ma noto che mentre la Regione Sardegna fa molto per creare la sua centrale di committenza, mentre l’assessorato rafforza la politica delle Asl capofila, la Ats va in Piemonte per una banalissima gara di infusori. Sotto sotto c’è la sfiducia verso i sardi, verso la capacità delle strutture della Sardegna di saper fare ciò che peraltro hanno già dimostrato in passato di saper fare. (…) Il 3 maggio abbiamo approvato in Giunta gli indirizzi per la redazione dell’atto aziendale dell’Ats. (…) La cosa più bella per me, però, è stata leggere le pagine 26-29: si istituiscono i dipartimenti territoriali della prevenzione, della salute mentale e del farmaco. E quanto sono grandi questi genialissimi dipartimenti? Sentite qui: si prevede che siano tre: 1) dipartimento zona nord: Sassari-Gallura; 2) Dipartimento zona centro: Oristano, Nuoro e Ogliastra; 3) Dipartimento zona Sud: Sulcis, Medio Campidano, Cagliari e Città Metropolitana.
Adesso tornate ai tempi del dibattito sulla Asl unica e ricordate che il Partito dei Sardi, da solo, aveva sostenuto che la cosa più razionale sarebbe stata passare non a una sola Asl, ma a tre. Ci fecero a pezzi in modo cortese, nel senso che manco ci considerarono esistenti in vita. Si andò dritti al varo del dogma dell’Immacolata Asl Unica. Poi però, appena si è costretti a passare dagli ideologemi ai servizi reali alle persone, si scopre che non si possono gestire i servizi di prevenzione, della salute mentale e del farmaco da Sassari, ma neanche dalle 8 aree socio sanitarie neo istituite. E quindi, sotto sotto, in silenzio, si fanno i tre dipartimenti, cioè si dà ragione al Partito dei Sardi, ma con stizza, tra le righe.

Moirano e il sardomasochismo
Indipendenza Politica Sanità Stato sardo

Moirano e il sardomasochismo

di Paolo Maninchedda
Ieri, mentre i normali mortali si occupavano di strade franate, di aziende dello Stato italiano che fanno quello che vogliono perché nessuno le controlla, di siccità, di pozzi e aziende che fingono di essere agricole e invece producono mais per produrre energia elettrica e bevono acqua come disperate, mentre i mortali combattevano con i problemi vecchi e nuovi e con l’invecchiamento biologico delle proprie cellule, l’imperatore Moirano, di porpora vestito, ha visitato i senatori laticlavi del Consiglio regionale.
Anche chi aveva una sola psoriasi al suo passaggio è guarito. Basta toccarlo e l’organismo si rinnova.
Oggi sui giornali c’è un po’ di polemica. Se la prendono col PD che lo porta in giro come la madonna di Bonaria. Ma che male c’è? Gli dedichino anche una festa patronale, non è rilevante.
Di rilevante c’è invece che Moirano non ha ancora dimostrato la sua utilità e non per colpa sua, per colpa del sardomasochismo esterofilo sardo, questa sì una malattia che colpisce soprattutto gli uomini di cultura che odiano la Sardegna, che pensano che la Sardegna sia solo un luogo di fallimenti storici e che quindi necessiti sempre di un legato propretore che venga dalla capitale dell’Impero e integri, con la sua scienza, la periferica e incivile Sardegna nel mirabile mondo civile della Repubblica italiana intesa come porta di ingresso nella civiltà e nella modernità (CONTINUA)

Latte: soldi investiti e soldi sprecati
Agricoltura Economia Lavoro e impresa Politica Sanità

Latte: soldi investiti e soldi sprecati

di Paolo Maninchedda
Posto che oggi abbiamo la luminosa notizia sanitaria, secondo la quale l’imperatore Moirano ha assicurato lo sblocco delle assunzioni a Nuoro (nessuno che abbia il coraggio di chiedere a sua Maestà, che ancora deve dimostrare di possedere i requisiti di eccellenza extra sarda che gli hanno consentito di conquistare la corona, se e come il piano dei risparmi che sta programmando non stia incidendo sul livello dei servizi – Sassari e Nuoro sono già scoppiate, a breve salta per aria Oristano) e posto anche che tanto è inutile occuparsi della tragedia finanziaria della sanità perché sembra ineluttabile che ci si vada a rompere la testa fino a spappolarsela, occupiamoci di altro. Occupiamoci di latte.
Non ho ancora potuto leggere la forma assunta dopo il dibattito in Aula dall’articolo della finanziaria che stanzia i 14 milioni di euro per rafforzare la misura indigenti, ossia il ritiro delle eccedenze del formaggio pecorino romano. Non mi stupì che la prima versione dell’emendamento avesse trovato tutti concordi i dirigenti dell’amministrazione regionale: era talmente complicato da destare la certezza che i soldi non si sarebbero spesi. Ma poniamo che il testo sia stato migliorato e che i soldi siano spendibili e ottengano l’effetto desiderato: l’aumento del prezzo del latte e quindi del reddito dei produttori (continua)

E adesso, chi sono gli addormentati?
Economia Informazione Lavoro e impresa Politica Sanità

E adesso, chi sono gli addormentati?

di Paolo Maninchedda
Io non ricordo a memoria che ci sia mai stata una Giunta che abbia registrato a poco più della metà del suo mandato un incremento del 14% dei posti di lavoro, registrato a gennaio. A gennaio dico, non nei trimestri delle stagioni turistiche: a gennaio.
Non ricordo neanche un’altra Giunta che abbia visto registrare, come invece è accaduto a questa Giunta, un incremento del 20% delle cessazioni dei contratti a tempo determinato e una diminuzione delle cessazioni dei contratti a tempo indeterminato del 10%.
Ignazio Ganga ha ragione di essere prudente e di volere aspettare conferme, ma il dato è lì a dire che evidentemente la Giunta “drummida” di cui tanti parlano, non è poi proprio così “drummida”. Se anche vogliamo interpretare questi dati come sintomi e non come dati strutturali, essi non vogliono dire che manca una politica dello sviluppo, ma che una politica dello sviluppo comincia a dare i suoi frutti. Tutto il retoricume autonomista degli anni passati; tutta l’autocelebrazione di alcune scelte di governo, attraverso anche megafoni universitari, non può annoverare sintomi di ripresa di questo tipo. Questa Giunta ha il difetto di non sapere raccontare ciò che fa; però è meglio essere pessimi parolai ma efficienti amministratori, che eccellenti incantatori di serpenti che addormentano il popolo con le sinuosità delle proprie menzogne.
Qui se c’è qualcuno “drummidu” è chi è fermo nel fare politica ai soliti sistemi italici: interdizione, malevolenza, maldicenza, conservazione, dissipazione, distribuzioni a pioggia e quant’altro. Il cancro morale della vecchia politica animata dall’odio, dall’ignoranza e dal parassitismo di classi dirigenti che senza politica sarebbero senza mestiere, è sempre lì pronto ad aggredire ogni nobiltà come la ruggine sui metalli.

L’informazione dell’Unione Sarda, l’informazione seria e la magistratura. Post Scriptum sulla Sanità
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L’informazione dell’Unione Sarda, l’informazione seria e la magistratura. Post Scriptum sulla Sanità

di Paolo Maninchedda
Premetto che ho un ottimo rapporto col direttore dell’Unione Sarda e con molti dei giornalisti che ci lavorano. Però ci sono cose che vanno puntualizzate perché riguardano la responsabilità personale di ciascuno di noi e quando la responsabilità riguarda la sicurezza delle persone si entra in una sfera molto pericolosa per le libertà individuali.
Ritorno all’accusa formulata dall’Unione Sarda qualche giorno fa, con un titolo assolutamente falso : “Rischio alluvioni: la Regione copia le mappe“. Ci ritorno perché è tempo di inchieste a strascico sul rischio idrogeologico, cioè di inchieste con reti grandissime e maglie piccolissime, per cui, giacché come è noto, la polizia giudiziaria legge i giornali secondo un paradigma ancora non decifrato dai comuni mortali (bisognerà trovare un’altra stele di Rosetta) e ne trae conclusioni spesso devastanti per la vita dei comuni mortali, bisogna sempre smentire (abbiamo fatto male a non farlo sulla questione dighe).