Sanità

Per favore, non fate fesserie
Bilancio Politica Sanità

Per favore, non fate fesserie

La prossima settimana la Giunta dovrebbe varare una manovrina di assestamento e inevitabilmente e obbligatoriamente dovrà trovare denaro per coprire parte del disavanzo finanziario sanitario (che, se ho fatto bene i conti, sommando i valori del 2017, dovrebbe aggirarsi intorno ai 600 milioni e forse 700).
Ieri, mentre noi del Partito dei Sardi davamo conto durante una conferenza stampa della nostra posizione sulla riforma della rete ospedaliera, giungeva voce che nella manovrina di assestamento si immaginava di coprire almeno 200 milioni di buco sanitario. (CONTINUA)

In Lombardia l’accorpamento delle Asl e degli ospedali sta generando una marea di problemi. Tornare indietro in Sardegna?
Politica Sanità Stato sardo

In Lombardia l’accorpamento delle Asl e degli ospedali sta generando una marea di problemi. Tornare indietro in Sardegna?

di Paolo Maninchedda

Su Quotidiano Sanità è apparso un articolo interessante, firmato dai responsabili dell’ANAAO, sulla riforma sanitaria lombarda, ispirata, come quella sarda, agli accorpamenti e alle fusioni.
Il dato su cui riflettere è il seguente: davvero è sempre ragionevole accorpare gli ospedali? La domanda è ancora più esigente se si considera che in Commissione sanità è iniziata l’analisi della rete ospedaliera sarda, sulla base del primo documento elaborato dalla Giunta che oggi è assolutamente datato.
Anche in Lombardia si è cercato di chiudere alcuni punti nascita e alcuni piccoli ospedali con numeri non adeguati. Poi è accaduto che là dove la popolazione si è fatta sentire si sono salvati ospedali e punti nascita, dove ha taciuto si è chiuso tutto. Si vuole procedere così anche in Sardegna?
In Lombardia, non solo su base regionale, ma anche su base cittadina i problemi piuttosto che diminuire sono aumentati, soprattutto quando le fusioni hanno riguardato presidi ospedalieri distanti tra loro o con consolidate differenti specializzazioni.
A Cagliari, l’accorpamento dell’Oncologico, del Microcitemico e del Brotzu tutto ha prodotto fuorché un miglioramento dei servizi. In questi giorni, gli accorpamenti previsti di diversi Pronti Soccorso sta facendo tremare i polsi a non pochi medici.
A Sassari la situazione sembra aver raggiunto il livello di guardia, diversamente un servizio quale quello andato in onda sulla 7 non sarebbe stato realizzato (le cause per danni spaventano molto le emittenti).
La politica delle fusioni è chiara: se prima i direttori generali dovevano ridurre i doppioni presenti all’interno dello stesso ospedale (CONTINUA)

La Giunta regionale ignora chi soffre: noi no. Il dolore è un nemico della società civile. Una società che non cura e ignora il dolore non è civile
Politica Sanità

La Giunta regionale ignora chi soffre: noi no. Il dolore è un nemico della società civile. Una società che non cura e ignora il dolore non è civile

di Paolo Maninchedda
Si chiama terapia del dolore e evidentemente non è tra le priorità dell’assessore regionale alla sanità, per cui chi soffre di dolori cronici in Sardegna deve rassegnarsi a soffrire punto e basta.
Noi del Partito dei Sardi siamo esattamente dalla parte opposta di questa indifferenza.
Con la Giunta, su alcuni temi, si sta ponendo un problema molto serio. Sembra che gli argomenti non si possano affermare per la loro intrinseca ragionevolezza, ma se e solo se sono sostenuti e dichiarati con forza. Per cui, o si scende in piazza, o si minaccia una crisi, o si alzano i toni o tutto resta immobile.
È mai possibile che un ragionamento razionale non venga assunto come prioritario perché lo merita e non solo perché chi lo rappresenta ha la forza di dichiararlo tale?
Il nostro Consigliere Augusto Cherchi solleva il problema dal 2015: prima con una lettera aperta datata 13 ottobre 2015; poi con una interpellanza datata 23 febbraio 2016; adesso con una mozione, datata 6 giugno 2017.
La mozione è stata firmata da 32 consiglieri regionali.
Capite? Per far valere le proprie ragioni un consigliere di maggioranza, dopo averle proposte con garbo e ragionevolezza, deve cercare 32 firme per sperare che l’argomento venga assunto come prioritario.
Ma di che argomento si tratta? (…)
Si calcola che in Europa ne soffrano circa 80 milioni di persone, cioè una persona su cinque, con un peso stimato sulla economia europea dall’ 1,3% al 3% del prodotto interno lordo tra costi sanitari diretti e costi indiretti pari a 500 milioni di euro di giorni lavorativi persi ogni anno (dati European Pain Network: The EPN Manifesto) (CONTINUA)

La sanità sarda dai Savoia ai Borbone
Politica Sanità

La sanità sarda dai Savoia ai Borbone

di Paolo Maninchedda
Prima di tutto i fatti.
L’Imperatore Moirano ha assunto questo atto.
Si tratta della proroga delle nomine a suo tempo fatte dei dei Coordinatori delle cosiddette Aree tematiche. (…)
Ora, non è la presenza o l’assenza dei coordinatori di area tematica che qualifica la nostra sanità (che sta cadendo a pezzi con un impoverimento drammatico dei servizi), però conta moltissimo se nella gestione si è chiari o bizantinissimi.
Se una cosa non si può fare, non si fa.
Se si è costretti dalle circostanze a farla, non la si proroga.
Se si assume un atto illegittimo e per di più lo si proroga, si dà un segnale esterno di furbizia burocratica che non è veramente ciò di cui ha bisogno la Sardegna, con buona pace di Sua Maestà.

La Sardegna immobilizzata dalla retorica inconcludente e dalla superficialità dilagante
Economia Energia Infrastrutture Lavoro e impresa Politica Sanità Stato sardo

La Sardegna immobilizzata dalla retorica inconcludente e dalla superficialità dilagante

di Paolo Maninchedda
Iniziamo dalle strade. L’Anas ieri ha annunciato la fase 2 dell’operazione rebranding della ex Salerno-Reggio Calabria (…) investimenti tecnologici per fare dell’autostrada la smart road italiana: sarà interamente cablata, dotata di hot spot wi-fi ogni 300 metri per dare e ricevere informazioni e creare una connessione unica.
In Sardegna, invece, si combatte per cose meno tecnologiche: asfalti, buche, crolli e ritardi. (…) Cosa serve? Servono poteri prima che risorse; poteri per poter fare noi e non dover chiedere ad altri, per di più spesso distratti quando non imbroglioni.
Se sembra troppo ardita la parola ‘imbroglione’, rivelo una piccola anticipazione di un dossier che sto raccogliendo sulle imprese non sarde che vincono gli appalti in Sardegna. Lo sto raccogliendo per poi pubblicarlo (…)
Nel frattempo due ministri della Repubblica, Carlo Calenda e il vacanziere Gianluca Galletti, hanno sottoposto al dibattito pubblico il documento sul Sistema Energetico Nazionale (SEN). La Sardegna vi ha un posto di assoluto rilievo, si decide sulle sue centrali elettriche, vi si scrive che si vuol fare un nuovo elottrodotto da 1000 MW, ma soprattuto si capisce (pag. 16) che non si crede nella dorsale e che invece si ritiene più percorribile “la metanizzazione della Sardegna tramite Small Scale GNL potrebbe consentire di avviare la fornitura di gas in modo modulare, utilizzando e completando le reti esistenti, avviando al contempo il primo pilota di Sulphur Emission Controlled Area (SECA)per il traffico marittimo nel Mediterraneo”. Nell’allegato 2, poi, la metanizzazione della Sardegna occupa uno spazio rilevante, da p.224 a p. 231. Leggete queste pagine dove viene delineata chiaramente la strategia dei depositi costieri e anche la loro ubicazione (Cagliari, Oristano e Sassari) e poi fatevi la domanda chiave: giuste o sbagliate che siano queste scelte, quanto e dove hanno coinvolto i Sardi?

Ci censurano, ma noi andiamo avanti. Finalmente comincia a essere disponibile un po’ di letteratura sulla Asl unica e dice che è sbagliata
Politica Sanità Stato sardo

Ci censurano, ma noi andiamo avanti. Finalmente comincia a essere disponibile un po’ di letteratura sulla Asl unica e dice che è sbagliata

di Paolo Maninchedda
Ieri il Consigliere regionale del Partito dei Sardi Augusto Cherchi ha diffuso questo comunicato: «(…) Il provvedimento non è stato votato in attesa delle audizioni dei direttori generali della aziende sanitarie e con l’impegno dell’assessore, in previsione dell’approvazione definitiva in Giunta, di stralciare quelle parti che si pongono in contrasto con le prerogative del Consiglio. Si pone dunque una questione politica rilevante: perché si propongono alla Giunta atti che intaccano le prerogative consiliari, per poi dichiarare la disponibilità a modificarli quando il problema viene sollevato in Commissione? Ritengo quanto meno che ciò che è accaduto oggi in Commissione sia meritevole di una riflessione politica».
Ecco, io non so rispondere alla domanda e la cosa mi dispiace profondamente.
Nel frattempo comincia ad essere disponibile qualche studio sul valore, l’efficacia e l’efficienza della nascita delle Asl uniche, fenomeno dogmatico diffuso nell’Italia centralistica. È uscito su Saluteinternazionale.info questo articolo. Leggetelo e convincentevi che non sempre ‘grande’ è ‘bello’. È una regola che vale per tutto: non sono le dimensioni a fare la differenza, ma l’intelligenza dell’organizzazione.

L’Anas usa i cerotti. Moirano va in Piemonte. La Giunta ci dà ragione, ma sottovoce
Politica Sanità Stato sardo

L’Anas usa i cerotti. Moirano va in Piemonte. La Giunta ci dà ragione, ma sottovoce

di Paolo Maninchedda
Venerdì, mentre ritornavo da Sassari a Cagliari, con la mia macchina (lo dico a scanso di equivoci con la severissima Corte dei Conti italiana, che costa 600mila euro l’anno alla Regione Sardegna senza alcun vantaggio per la Regione Sardegna e che sta ancora sbucciando il bilancio 2016 così da tenere bloccato il 2017, con grande felicità di comuni e imprese che non vedono un euro da ottobre. È la siccità di bilancio che accompagna quella idrica. Le cose che uso io sono tutte mie: telefono, macchina, penne, matite ecc. ecc.; della Regione ho solo la fatica in presa diretta e indirettamente gli acciacchi – non pochi – dovuti agli odiatori seriali che si scatenano contro tutti coloro che hanno un ruolo) ho avuto una visione: un tratto di ben tre chilometri di asfalto nuovo: dal km 172 al km 175 nella direzione verso Cagliari la macchina ha smesso di rumoreggiare, rimbalzare, grattugiare, sbandare e lamentarsi. È un miracolo, ho pensato, poi sono arrivato a Campeda e mi sono ritrovato proiettato nel consueto film di guerra (…) Invece che cosa fa Moirano o chi per lui, il 18 aprile? Per la gara degli infusori si avvale di una convenzione con la Centrale di Committenza della Regione Piemonte. La ragione? Perché la progettazione di questa difficilissima gara per gli infusori dei diabetici era già conclusa in Piemonte. Valutate voi. Io non credo che sia incidente questo argomento, perché è veramente troppo debole, ma noto che mentre la Regione Sardegna fa molto per creare la sua centrale di committenza, mentre l’assessorato rafforza la politica delle Asl capofila, la Ats va in Piemonte per una banalissima gara di infusori. Sotto sotto c’è la sfiducia verso i sardi, verso la capacità delle strutture della Sardegna di saper fare ciò che peraltro hanno già dimostrato in passato di saper fare. (…) Il 3 maggio abbiamo approvato in Giunta gli indirizzi per la redazione dell’atto aziendale dell’Ats. (…) La cosa più bella per me, però, è stata leggere le pagine 26-29: si istituiscono i dipartimenti territoriali della prevenzione, della salute mentale e del farmaco. E quanto sono grandi questi genialissimi dipartimenti? Sentite qui: si prevede che siano tre: 1) dipartimento zona nord: Sassari-Gallura; 2) Dipartimento zona centro: Oristano, Nuoro e Ogliastra; 3) Dipartimento zona Sud: Sulcis, Medio Campidano, Cagliari e Città Metropolitana.
Adesso tornate ai tempi del dibattito sulla Asl unica e ricordate che il Partito dei Sardi, da solo, aveva sostenuto che la cosa più razionale sarebbe stata passare non a una sola Asl, ma a tre. Ci fecero a pezzi in modo cortese, nel senso che manco ci considerarono esistenti in vita. Si andò dritti al varo del dogma dell’Immacolata Asl Unica. Poi però, appena si è costretti a passare dagli ideologemi ai servizi reali alle persone, si scopre che non si possono gestire i servizi di prevenzione, della salute mentale e del farmaco da Sassari, ma neanche dalle 8 aree socio sanitarie neo istituite. E quindi, sotto sotto, in silenzio, si fanno i tre dipartimenti, cioè si dà ragione al Partito dei Sardi, ma con stizza, tra le righe.

Moirano e il sardomasochismo
Indipendenza Politica Sanità Stato sardo

Moirano e il sardomasochismo

di Paolo Maninchedda
Ieri, mentre i normali mortali si occupavano di strade franate, di aziende dello Stato italiano che fanno quello che vogliono perché nessuno le controlla, di siccità, di pozzi e aziende che fingono di essere agricole e invece producono mais per produrre energia elettrica e bevono acqua come disperate, mentre i mortali combattevano con i problemi vecchi e nuovi e con l’invecchiamento biologico delle proprie cellule, l’imperatore Moirano, di porpora vestito, ha visitato i senatori laticlavi del Consiglio regionale.
Anche chi aveva una sola psoriasi al suo passaggio è guarito. Basta toccarlo e l’organismo si rinnova.
Oggi sui giornali c’è un po’ di polemica. Se la prendono col PD che lo porta in giro come la madonna di Bonaria. Ma che male c’è? Gli dedichino anche una festa patronale, non è rilevante.
Di rilevante c’è invece che Moirano non ha ancora dimostrato la sua utilità e non per colpa sua, per colpa del sardomasochismo esterofilo sardo, questa sì una malattia che colpisce soprattutto gli uomini di cultura che odiano la Sardegna, che pensano che la Sardegna sia solo un luogo di fallimenti storici e che quindi necessiti sempre di un legato propretore che venga dalla capitale dell’Impero e integri, con la sua scienza, la periferica e incivile Sardegna nel mirabile mondo civile della Repubblica italiana intesa come porta di ingresso nella civiltà e nella modernità (CONTINUA)