Sanità

La posizione del Partito dei Sardi sull’ostracismo contro i sardi in sanità
Politica Sanità

La posizione del Partito dei Sardi sull’ostracismo contro i sardi in sanità

di Franciscu Sedda
Il Partito dei Sardi prende atto delle scelte fatte in queste ore dal dottor Moirano.
Com’era intuibile ciò che risulta da queste scelte è che nella sanità sarda pare non esserci neanche una persona sufficientemente capace, onesta, affidabile per rivestire uno dei ruoli apicali nella futura ASL Unica.
Come Partito dei Sardi lo avevamo previsto e oggi lo constatiamo: non c’è la volontà di investire sulle nostre competenze, di valorizzarle e farle crescere. Ora tuttavia il problema non è il dott. Moirano e le sue scelte tecniche. Il problema è nel peccato originale, tutto politico, forse inconsapevole ma certamente favorito nei fatti dal Presidente e dalle scelte di Giunta in materia sanitaria: l’inconscia convinzione che i sardi fossero incapaci di risolvere i problemi della sanità sarda, che il problema della sanità sarda fossero i sardi che lavorano in sanità.

I nostri soldi, gli errori del passato e i consumi del presente. Le infrastrutture e il bruco della sanità
Infrastrutture Politica Sanità Stato sardo

I nostri soldi, gli errori del passato e i consumi del presente. Le infrastrutture e il bruco della sanità

di Paolo Maninchedda
Il comune di Nuoro reclama dalla Regione 4 milioni di euro per sistemare le gallerie di Pratosardo e di Mughina.
Sebbene non sia colpa dell’attuale amministrazione né della precedente, quelle gallerie hanno difetti strutturali e dimenticanze manutentive gravi che vengono dal glorioso passato autonomistico. La Regione interverrà, secondo forme e dimensioni possibili e compatibili col magro bilancio regionale.
Chi amministra oggi la Regione non ha le risorse per tutto: investimenti, manutenzioni, sostegno alle imprese, diritto allo studio, protezione civile, università, ricerca, innovazione tecnologica ecc.
Deve scegliere perché il gettito fiscale, decurtato impunemente dallo Stato di 600 milioni di accantonamenti, non è in grado di sostenere l’attesa di diritti civili e di sviluppo economico che la gente avverte come dovuta e non negoziabile.
Il tema centrale è dunque aumentare la ricchezza e non sprecare. Noi dobbiamo coprire ancora i 238 milioni di euro del disavanzo finanziario della sanità per l’anno 2015, previsti dalle manovre messe in atto dalla finanziaria 2016 (qui una tabella per avere il quadro delle uscite e delle coperture previste dalla manovra).

Il complesso di inferiorità delle classi dirigenti sarde (da salotto)
Cultura Infrastrutture Politica Sanità Stato sardo

Il complesso di inferiorità delle classi dirigenti sarde (da salotto)

di Paolo Maninchedda
Considerate questa circostanza: è sempre più frequente che un sardo che vada all’estero abbia successo, abbia cioè fuori dalla sua terra il riconoscimento che in patria non ha avuto.
Uno studente di sociologia del primo anno, ma anche semplicemente un uomo con un po’ di buon senso, ne dedurrebbe che il problema è dato dal contesto sardo e dall’inesorabile logica della falce: l’erba in Sardegna deve essere regolata tutta alla stessa altezza, i fili che svettano devono essere decapitati. Incredibile, in questo senso, la solenne fesseria di questi giorni secondo cui occorre chiamare un manager italiano della sanità perché i sardi hanno creato il deficit sanitario. Se potessimo fare una seria storia del deficit in Sanità, scopriremmo che ci sono stati sardi che hanno fatto buchi e sardi che hanno risanato i buchi. Scopriremmo pure che gli stessi che oggi invocano il Risolutore hanno concorso a decapitare i bravi e a promuovere gli spendaccioni. Noi dobbiamo opporci a tutto questo. Noi dobbiamo investire in fiducia. Oggi la Nuova parla di autarchismo; autarchismo una cipolla! La Sardegna è sempre stata un Paese accogliente. Noi vogliamo e amiamo chi ci scieglie, da qualunque parte del mondo venga e qualunque lingua parli. Se godessimo di una piena sovranità, rivedremmo tutto, dai programmi scolastici al fisco, dai diritti civili ai diritti politici: diventeremmo il paese più libero e libertario del mondo, ben diverso dal Paese dogmatico e dunque ipocrita che è l’Italia.Chi nasce in un’isola ha già geograficamente il senso del limite. Se gli si ficca nel cuore un freno a mano dalla nascita, lo si rovina, lo si inibisce, lo si condanna. Se si sospetta di essere condannati da un destino ostile a una condizione di minorità, si educa alla paura, alla subordinazione, alla resa. I ragazzi vanno amati, non plagiati e costretti a diffidare di sé. Noi vogliamo costruire un Paese moderno perché amiamo le persone e la terra e odiamo la falce e le sue conseguenze.

I rapporti umani in politica
Editoriale Infrastrutture Politica Sanità Stato sardo

I rapporti umani in politica

di Paolo Maninchedda
In politica nascono, come in tutte le attività umane, rapporti di amicizia che si evolvono anche in affetti sostanzialmente familiari (io, quando ho iniziato, ho vissuto un affetto filiale che tuttora mi riscalda l’anima). Ovviamente questa vita affettiva riguarda chi ha cuore, chi nutre l’anima vivendo e non temendo i sentimenti.
Tutto ciò premesso, in questi giorni, come nei precedenti di due anni e mezzo, io ero impegnato, nell’ordine:

Dobbiamo perdonarci le debolezze e prometterci la grandezza del futuro
Economia Politica Sanità

Dobbiamo perdonarci le debolezze e prometterci la grandezza del futuro

di Paolo Maninchedda
Una delle attività più difficili è tentare di mettersi nei panni dei propri interlocutori, cercare di capirne fino in fondo le ragioni. Quando si prova a farlo, e lo si dovrebbe fare sempre, si scopre che spesso vi sono altri fattori che interferiscono con le ragioni di ciascuno, tra questi: i pregiudizi, l’ignoranza (nel senso tecnico del non sapere non nel senso morale del colpevole presumere di sapere), i fattori psicologici (antipatia, stizza, disagio, fastidio ecc. ecc.).
Il problema è sempre, però, in primo luogo avere delle ragioni e delle convinzioni. In secondo luogo avere coscienza che, se si fa politica, queste ragioni devono avere un chiaro radicamento nell’interesse pubblico.
Questa è la teoria. La pratica è che le ragioni sono soffocate da fattori psicologici a volte insuperabili: problemi di ruolo, di prestigio (la Sardegna è ancora molto spagnoleggiante in questo senso); piccole e grandi eruzioni di invidia; superficialità e smemoratezza rispetto al dibattito storico maturato; grande tentazione di sporcare tutto guardo non si governa e di pulire tutto quando si governa.

Dove si produce nuova ricchezza in Sardegna? Con un post scriptum sulla sanità e sui manager
Editoriale Lavoro e impresa Politica Sanità Stato sardo

Dove si produce nuova ricchezza in Sardegna? Con un post scriptum sulla sanità e sui manager

di Paolo Maninchedda
Ieri il Sole 24 ore ha pubblicato la graduatoria delle province italiane fondato sulla variazione di valore aggiunto prodotto.
Prima in Italia la provincia di Oristano.
Non sono minimamente d’accordo col presidente della Confindustria oristanese che attribuisce questo dato alla presenza di campi eolici e fotovoltaici nel territorio (vi sono altre province con presenze più consistenti e tessuto produttivo consolidato. A Oristano c’è il polo agro-alimentare della Sardegna ed è quello che sta tirando.
Ma ciò che più mi preme far notare è il dato morale: se le imprese di Oristano fanno registrare nel 2015 il miglior incremento di valore aggiunto (+45,3%) è indiscutibile che i sardi sanno essere moderni, capaci e competitivi. Evidentemente sappiamo reggere e interpretare anche le sfide più importanti.

Siamo capaci di reggere le grandi sfide? Io credo di sì
Editoriale Persone Politica Sanità Stato sardo

Siamo capaci di reggere le grandi sfide? Io credo di sì

di Paolo Maninchedda
Oggi la stampa dà conto di un raffreddamento dei rapporti tra me e il Presidente della Regione sul tema della nomina del direttore generale della Asl unica.
I rapporti personali tra me e il presidente sono solidi come sempre, al di là della dialettica su temi circoscritti.
Il mio Partito non ha avanzato alcuna candidatura apicale per alcuna Asl sopravvissuta e ha riconosciuto al Presidente e all’Assessore alla Sanità il diritto/dovere della proposta.
Qui finisce l’informazione sulle decisioni in corso.
Su un tema di carattere generale però posso dire la mia in modo disteso.
I sardi hanno le capacità per affrontare le grandi sfide? Io credo di sì.
In primo luogo c’è da farsi una domanda. Perché quasi tutte le costituzioni del mondo prevedono che per candidarsi ai ruoli

Gli appalti e la Sardegna: adesso sterilizziamo le lenzuola col traghetto
Economia Lavoro e impresa Politica Sanità Varie

Gli appalti e la Sardegna: adesso sterilizziamo le lenzuola col traghetto

di Paolo Maninchedda
Chi decide chi vince le gare d’appalto? Risposta semplice: le commissioni di gara.
I commissari rispondono di ciò che fanno in tutte le sedi ma nella coscienza della gente non sono i veri responsabili delle scelte, viceversa attribuite sempre all’organo politico. Eppure non è così. La politica trova le risorse finanziarie e individua gli obiettivi (strade, porti, depuratori ecc.), ma chi vince e chi perde lo decidono i commissari di gara.
Perché in Puglia vincono prevalentemente le imprese pugliesi e in Sardegna no? È tutta colpa delle imprese sarde oppure c’è una mentalità burocratico-amministrativa da cambiare?
L’ultimo episodio è di ieri: Confindustria e sindacati raccontano in un comunicato una storia che, appena approfondita, ha un che di tragico e di ridicolo.
Sembrerebbe che la Asl di Olbia abbia bandito una gara per il lavaggio e la sterilizzazione delle divise mediche, delle lenzuola e di tutti i teli dei presidi ospedalieri, nonché per la fornitura di kit sterili. Il bando prevedeva la sostituzione giornaliera di tutto il materiale sporco con materiale sterilizzato.
Chi vince? Un’impresa del Lazio e sembrerebbe che abbia vinto scrivendo che avrebbe ritirato lo sporco in Sardegna,