Primo: vivere come chi ha una buona coscienza. Secondo: abbandonare i timori, le perplessità, i dubbi inoculati dai concorrenti e dagli invidiosi. Sereni. Terzo: sorridete agli avversari: porta bene. Quarto: dobbiamo essere capillari. Si deve votare dalla Nuova Zelanda a Esterzili, da Tula a Sarroch, da Maddalena a Sant’Antioco. Dobbiamo far cantare la polifonica della libertà della Sardegna. (…) Settimo: fregatevene delle dicerie del Pd. Non ascoltateli. Ignorateli. Hanno paura del nostro successo e tentano di rompere il nostro entusiasmo. Sono impopolari e fanno mazza brutta. Loro cugurrano, voi sorridete. (LEGGI)

Primarias: una Nazione senza barrosi

C’è spazio per chi non si vuole consegnare né a Salvini né al Pd. La Destra e la Sinistra italiane si confrontano e si alternano alla guida della Sardegna da vent’anni. Hanno in comune il loro terreno di battaglia: la Sardegna immobile. Cominciamo a dirlo tra due giorni: siamo una Nazione, il presente immobile ci sta stretto. Noi siamo come gli Armeni sotto i Turchi, come gli Algerini sotto i Francesi, come gli Indiani sotto gli inglesi. Noi siamo un popolo controllato, sotto tutela, asfissiato. Le Primarias sono aria pura e cambiamento certo.
Il nostro nemico principale è l’ignoranza. Per ignoranza e calcolo c’è chi preferisce essere grande per il re o per la Repubblica che fare grande la propria patria. (LEGGI)

Voi Sardi che vivete nei continenti del mondo aiutateci da lì, dove siete, a dire qui, in Sardegna, dove stiamo noi, che non siamo un insieme casuale di uomini e donne; che non stiamo gli uni con gli altri perché costretti dal mare.
Aiutateci a dire che stiamo insieme perché lo vogliamo, perché non viviamo questa terra come una condanna né come un destino, ma come un dono. (…)
Noi siamo una Nazione.
Abbiamo la forza per attraversare il futuro, dare un senso collettivo al presente, restituire giustizia al passato.
Noi siamo una Nazione dell’Europa e del Mediterraneo. Nessuno ci può rappresentare, nessuno ci può interpretare, nessuno ci può difendere, nessuno ci può guidare se non noi stessi. (LEGGI)

Oggi sulla stampa è evidente l’impatto che ieri ha avuto il lancio della nostra ‘Rivolta fiscale’.
La spiego in poche parole. (…) L’effetto sarà che l’intera Sardegna con un gesto simbolico e legale potrà dire che questo regime fiscale è insostenibile perché non è sardo, ma lombardo: in una parola è un sistema fiscale coloniale, come lo era il regime fiscale sul sale in India.
Difficile? No, semplice e entusiasmante.
Ieri sono stato intervistato da due sedicenni. La più bella intervista della mia vita. (LEGGI)

Giovedì, alle 18, alla Corte del Sole, nel primo dibattito politico tenuto apertamente in un centro commerciale, spiegheremo le Primarias, ma anche come è possibile far partire la rivolta fiscale della Sardegna senza commettere reati. Quando si iniziano processi rivoluzionari come questo, bisogna liberare la politica dal sospetto che sia una cosa sporca. Bisogna fare molta pulizia, privata e pubblica. Una Nazione nasce da una rivoluzione legale, non da un condono strisciante e trionfante. (LEGGI)

Il Pd ha paura delle suppletive e scappa da Cagliari. Questa volta non ci fregano: non si vota in base alla paura dei fascisti e dei comunisti. Chi dice: “Prima noi”(il Pd) “poi loro”(i Sardi) ci ha stufato perché ci prende per stupidi. Se invece dal 6 al 16 dicembre in tanti diremo che la Sardegna è una Nazione, il passo successivo può essere che per me sia il carcere (sto preparando la rivolta fiscale e giovedì ne parlerò alla Corte del sole, ore 18, Sestu) ma per loro è il pensionamento, perché nascerebbe un mondo completamente nuovo. Chiedo aiuto a giovani e vecchi: facciamo la scelta giusta, non sotto il segno della paura, ma sotto il segno della nostra libertà. Ricordatevi come si vota. (LEGGI)

di Giovanni Panunzio
Chi vincerà le Primarias, organizzate dal Partito dei Sardi, sfiderà altri quattro candidati alla Presidenza della Regione: tre autorizzati dall’empireo e uno da un blog. Il centrodestra e il centrosinistra si sono ricompattati con due esponenti scelti dagli apparati di sempre, vincolati a Roma e Milano e riassemblati per l’occasione perché impauriti dal successo del M5S alle politiche del 4 marzo scorso. Il M5S, a sua volta, si è affidato alle cosiddette “regionarie”: potrebbe apparire una scelta dal basso, ma non lo è. Il motivo è semplice. Il M5S non è un movimento che è nato dalla base, ma dall’altezza: sua altezza Beppe Grillo. Se dicessi sua bassezza, Beppe si rattristerebbe. LEGGI

Giovedì prossimo, alle 18, alla Corte del Sole di Sestu, nella sala del ristorante La pecora rosa, presenteremo le Primarias. Ci saranno tutti i candidati. Per la prima volta si parlerà di Nazione Sarda dentro un Centro Commerciale, dentro uno dei luoghi dove è facile diventare da uomini che siamo banali e distratti consumatori. Ricordiamoci sempre come si vota, così dal 6 dicembre cominciamo a farlo. Chi sta all’estero e ci sta aiutando molto, continui a farlo, per favore. I Sardi non sono bene informati: serve il passa parola. (LEGGI)

Abbiamo messo in campo un voto legale che smentirà la Costituzione italiana. Ricordatevi sempre come si vota.
Da casa, in silenzio e senza che alcuno lo veda, ogni sardo potrà dire allo Stato italiano, all’Europa e al mondo, che non è vero che l’Italia è una e indivisibile: c’è la Sardegna.
Facciamola civilmente pagare con un voto a tutti quelli che ci hanno disprezzato nei secoli e negli anni (…) Questa volta, o ci arrestano o non ci fermano, e siccome sono anni che ci prepariamo alla galera, non ci fermano neanche se ci arrestano. (LEGGI)

Come si vota per la Nazione Sarda?
Ecco il video che lo spiega. Fatelo girare. Sardi di tutto il mondo, unitevi con un clic. Sarà la prima volta nella quale ci aiuteremo a vicenda. Fatelo girare, profuma di libertà. Ieri a Cagliari c’eravamo tutti, fuorché il Pd, e non si è bisticciato. Un miracolo. Oggi a Macomer ci saremo tutti, fuorché il Pd: una conferma. Alla fine, un attimo prima della presentazione delle liste, vedrete che accadrà il miracolo dell’unità della Nazione Sarda. (LEGGI)

Domani vediamoci a Macomer, ore 10, centro Polifunzionale, via degli Artigiani. Passiamo dalla Sardegna orizzontale che tutti visitano e calpestano, a una Sardegna verticale che decide, aggrega, risolve, dà prospettive e risolve problemi. Nessun sardo vuole essere più costretto a emigrare perché la sua terra è resa povera e inospitale da uno Stato sbagliato.
Votare per la Nazione è votare per la liberazione dal destino segnato. (LEGGI)

Da qualche giorno la Guardia di Finanza può accedere alle banche dati dei conti correnti senza dover chiedere l’autorizzazione del magistrato. Questa è l’Italia del cambiamento: un’Italia di polizia fondata sul sospetto, pericolosissima nel suo affermare che se non si ha niente da temere non si deve aver paura. Bisogna opporre una visione libertaria a questa cultura dilagante del controllo e del dominio. Venite a Macomer sabato prossimo, alle 10, al centro polifunzionale: una riunione di uomini liberi, che insieme diventeranno forti, per dire che la scintilla di divinità insita nell’uomo è la sua libertà insopprimibile.(LEGGI)