Politica

I governi e la realtà
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I governi e la realtà

di Paolo Maninchedda
C’è una cultura di governo astratta e una cultura di governo efficace.
La prima è la cultura dei consulenti, cioè di quelle persone che per mestiere si specializzano nella descrizione dei processi e nell’indicazione delle soluzioni in astratto praticabili e auspicabili.
Le nostre scuole e le nostre uiversità insegnano questa cultura. Nelle facoltà umanistiche, gli studi storici sono frequentemente viziati da quell’abuso di ragione che porta gli storici a fare i profeti del passato, cioè a rappresentare la realtà come se nel momento in cui i fatti sono avvenuti, fosse realmente possibile prevederne l’evoluzione. Così pure, gli studi di diritto pubblico vengono sviluppati in una sorta di camera sterile rispetto al conflitto politico e ciò porta il giurista a considerare il diritto come una scienza autonoma che, purtroppo, ogni tanto insidiata dal conflitto degli interessi.

Meno pigrizia più coraggio
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Meno pigrizia più coraggio

di Pina Garippa

Ad avere figli adolescenti non si rischia solo l’esaurimento ma si impara anche tanto.
In questo periodo con mio figlio si studia l’illuminismo. In particolare mi colpisce questo concetto interessante di Kant, che avevo dimenticato: “Gli uomini pur essendo stati creati liberi di emanciparsi (naturaliter maiorennes) si accontentano molto volentieri di rimanere “minorenni” per tutta la vita. Questa condizione è dovuta o a comoda pigrizia o al non avere il coraggio di cercare la verità”.
Gli illuministi pensavano che la ricerca della verità consistesse nel servirsi bene del proprio intelletto. A guardarci intorno e a leggere i giornali, in verità, qualche dubbio ogni tanto mi viene su quanto l’uomo sia in grado, se lo possiede, di usare bene l’intelletto.

Lavorare di più, lavorare tutti.  O abbiamo coraggio o Ottana, Tossilo, Porto Torres ecc.  chiudono
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Lavorare di più, lavorare tutti.
O abbiamo coraggio o Ottana, Tossilo, Porto Torres ecc. chiudono

di Paolo Maninchedda
Sono stati diffusi i dati sulla disoccupazione in Sardegna. In totale i disoccupati sono 117.000, per un tasso di disoccupazione pari al 17,5%. Un dato disaggregato svela che un giovane su due è disoccupato.
Dinanzi a questi dati si possono prendere due strade: quella degli interventi correttivi (che porterebbe qualcuno a usare toni trionfalistici sui giornali se magari si riuscisse a diminuire il tasso di disoccupazione di uno 0,7% o addirittura di un punto) o quella degli interventi coraggiosi e strutturali.
Io sono per questi ultimi, solo che per realizzarli ci vuole molto coraggio e bisogna percorrere strade completamente nuove per le imprese e per i sindacati.
Un esempio? Un esempio.
Nel 2006 la Volkswagen era drammaticamente in crisi. I sindacati, guidati da Bernd Osterloh firmarono un accordo storico. Allora gli operai tedeschi lavoravano 4 giorni

Consigli per fare carriera in Regione
Editoriale Politica

Consigli per fare carriera in Regione

di Paolo Maninchedda
Ieri, mi hanno chiamato diversi giornalisti per sapere qualcosa sulla formazione della Giunta regionale. Ora, io ho una certa allergia prepuziale – in questo periodo – verso l’informazione, per cui mi contengo, faccio l’educato, non dico parolacce, abbasso il tono della voce, do consigli, cammino molto per sforgare il mio iperattivismo, ma ammetto di non sapere una cipolla sulla formazione della Giunta regionale, come tanti altri. Si pone dunque il problema, per questi signori che ogni giorno devono scrivere qualcosa anche se non c’è niente da dire e da raccontare, del tema delle conversazioni. Da un po di giorni il tema è la ‘competenza’. Io ho un cervello anarchico, che ricorda molto proprio per la sua anarchia, perché per memorizzare bisogna associare le cose da ricordare con cose ridicole che suscitino un’emozione e lascino nel cervello una ordinata traccia biochimica. E che cosa mi succede? Mi succede che mentre parlo con questo giornalista mi ricordo del principio di Peter.

E non c’è niente da capire
Politica

E non c’è niente da capire

di Paolo Maninchedda
Ieri, dopo pranzo, abbiamo ascoltato il Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana. Prosit!
Nessuna difficoltà a capire.
Primo punto: il presidente vuole “un assegno universale per chi perde il posto di lavoro”. Quanto costa? Con quali soldi? Non si sa. Non c’è niente da capire.
Secondo punto: il presidente vuole “un piano straordinario per l’edilizia scolastica” (la scuola non è fatta di muri pur facendosi tra i muri, tuttavia è sempre bene ricordarsi che non è fatta di muri ma di persone), fino al punto di allentare il Patto di stabilità per realizzarlo. Come? Con quali soldi? Quanto vale il Piano? Quale è la copertura finaziaria? Non si sa. Non c’è niente da capire.