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Resistere all’Anas
Informazione Infrastrutture Politica

Resistere all’Anas

di Paolo Maninchedda
L’Unione Sarda riporta alcune battute scambiate con me ieri sera sui disservizi causati da una gestione ottusa, centralistica, prepotente e insopportabile dell’Anas del patrimonio infrastrutturale e cantieristico della Sardegna.
Mi pare che comunque tra i sardi stia maturando la consapevolezza, a tutte le latitudini politiche, che non è più ragionevole e degno far gestire il nostro sistema di trasporti a società italiane che trattano la Sardegna come una periferia della periferia, che si pavoneggiano di ogni centimetro della Sassari-Olbia aperto come se si trattasse dell’esito del loro lavoro e non del nostro, e invece si nascondono quando le strade crollano e ci vogliono anni per ripararle o quando un’impresa lavora a rilento in disprezzo della sicurezza e dell’economia. Proprio le inanimate infrastrutture testimoniano dell’urgenza di una coscienza nazionale sarda che sappia interpretare modernamente i nostri desideri e diritti di sviluppo e di felicità.
Questo il testo della mini-intervista:

“Tre esposti alla procura e, secondo voci per ora non confermate, un

Nessuna trivella a Su Gologone
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Nessuna trivella a Su Gologone

di Paolo Maninchedda
Talvolta bisogna insistere, soprattutto quando nei titoli dei giornali si continua a ripetere una grande bugia e nella pratica politica si continua a manipolare la gente senza informarla correttamente.
Lo ripeto: nessuno, ma proprio nessuno, ha mai pensato di trivellare alcunché a Su Gologone.
Di più: la posizione della Regione, che risulta a verbale, è stata quella che nell’area del monumento naturale non si dovesse toccare neanche una pietra.
Ancora: la Regione ha escluso qualsiasi attività invasiva, anche di studio, non solo nell’area del monumento naturale ma anche nell’area Sic.
Ripeto anche altre cose, perché l’unico modo per difendersi dalle manipolazioni è ripetere la verità. Nel 2015 i sindaci della Baronia hanno chiesto che si (…..)
In questo contesto, pubblico, trasparente, aperto, antidogmatico e tutto fuorché autoritario, è successa una cosa curiosa.
Avantieri ho scoperto di dover partecipare il prossimo 22 aprile a un convegno a Oliena su questo argomento organizzato dall’ordine dei geologi della Sardegna, che ovviamente non mi aveva minimamente interpellato.
L’invito è arrivato ieri, per una data, il 22, per la quale io sono impossibilitato a svolgere alcuna attività per ragioni personali. Tuttavia ho pensato di mandare una lettera all’ordine dei geologi, perché penso che gli ordini professionali debbano avere un ruolo più sul versante metodologico e scientifico che su quello politico e propagandistico. La lettera è questa. (CONTINUA)

Su Abbanoa un petardo a scoppio ritardato e un assalto prossimo venturo
Editoriale Informazione Infrastrutture Politica

Su Abbanoa un petardo a scoppio ritardato e un assalto prossimo venturo

di Paolo Maninchedda
Ieri l’Agcm ha pubblicato il parere su Abbanoa già notificato e divulgato due mesi fa in Sardegna. Però, la pubblicazione è stata ritenuta da un giornale su due una nuova notizia, tale da determinare l’apertura dell’Unione Sarda di oggi. Il caso merita attenzione perché spiega come funziona l’informazione nel mondo delle post verità (che è comunque un mondo dove i giornali che dopano le notizie vendono sempre di meno).
Succede che un tempo i giornalisti andavano a verificare le notizie. Prima verifica da fare: la notizia era vecchia o nuova? Era vecchia. Quale era la novità? La pubblicazione sul bollettino dell’Agcm. In sostanza L’Unione Sarda ha dato la prima pagina e il titolo di apertura a una notizia che ha lo stesso peso della pubblicazione sul Buras di un avviso già noto e divulgato. (…) L’anno prossimo il ruolo della Regione diminuirà sensibilmente, ma occorrerà anche certificare il percorso svolto, in modo da distinguere le responsabilità da quel momento in poi. Questo triennio ha risultati misurabili a fronte di responsabilità assunte con coraggio e trasparenza. Spero che dal 2018 non si ricrei quella nebulosa di responsabilità equivoche, di passaggi del cerino, di atti di pianificazione fatti non sui numeri ma sui sentimenti, che hanno portato il Gestore nelle situazione precedente il 2014. Spero, ma temo invece che non sarà così e che si sprecherà l’azione di risanamento e di riordino, certamente dura, faticosa, imperfetta e perfettibile, che abbiamo realizzato. Tuttavia chi lo vorrà fare, chi vorrà nuovamente superare l’opportuno confine tra politica di indirizzo da un lato e gestione dall’altro, lo dovrà fare lasciando le impronte digitali, perché alla fine del processo di capitalizzazione la Regione certificherà i suoi risultati e lo stato di consistenza esistente al termine del triennio di risanamento. (CONTINUA)

Sulle intercettazioni si scopre finalmente il dolore personale. Le posizioni di Pignatone e di Soro
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Sulle intercettazioni si scopre finalmente il dolore personale. Le posizioni di Pignatone e di Soro

di Paolo Maninchedda
Oggi un uomo pubblico sa che il suo telefono è una sorta di telefono pubblico, c’è poco da fare.
Non occorre essere perseguitati da alcun magistrato per essere intercettati: basta un esposto, una o più segnalazioni, una notizia sul giornale e/o una qualsiasi notitia criminis che obblighi la magistratura ad indagare.
Mettiamo nel conto che si sa tutto di tutti e ci si metta l’anima in pace.
Tuttavia ci sono aspetti che toccano i diritti fondamentali della persona che in Italia sono stati drammaticamente ignorati e ci sono aspetti culturali che vengono drammaticamente semplificati. (…)
Leggere le parole usate su questo tema dal Procuratore della Repubblica di Roma Pignatone in una recente lucidissima lettera a Repubblica, mi ha aperto il cuore. Scorgere nell’impostazione culturale di un uomo dotato di così grande potere il pudore per l’intimità altrui e addirittura scoprire che nelle Procure d’Italia, in assenza di un’iniziativa del legislatore, ci si sta regolando per rendere significativo ai fini delle indagini solo ciò che realmente lo è, fa ben sperare sulla crescita della cultura giuridica della Repubblica Italiana
A Pignatone ha fatto eco un bellissimo intervento di Antonello Soro sul Messaggero. Antonello, da tempo e in drammatica solitudine, sta cercando di sensibilizzare il mondo politico italiano sull’incidenza della Rete sulla struttura delle libertà personali e sull’intacco che essa può determinare su sfere inviolabili della natura umana e del suo statuto civile. Una volta pubblicati in rete certi atti giudiziari, letti secondo una prospettiva giustizialista, divengono eterni, definitivi, sempre rinvenibili, incidenti sui profili pubblici ma anche curricolari delle persone. (CONTINUA)

Su Oliena un castello di menzogne
Informazione Infrastrutture Politica

Su Oliena un castello di menzogne

di Paolo Maninchedda
Leggo oggi sul giornale di trivelle a Su Cologone e di appelli al confronto e alle scelte condivise.
In giornata verrà divulgato un comunicato ufficiale dell’Assessorato, ma sin d’ora mi preme dire che se c’è qualcuno che si è sottratto costantemente al confronto pubblico sul tema della valorizzazione e utilizzo dell’importante risorsa idrica e ambientale di Su Gologone nell’intero areale compreso tra Oliena, Dorgali e Orosei, questo non è certamente il sottoscritto. Ci sono riunioni, e verbali di riunioni, che attestano chi era presente e chi no, che dicono chi accetta il piacere e la responsabilità della fratellanza tra sardi e chi no.
Se c’è qualcuno che ha sempre detto di essere molto restio a spostare una sola pietra nella delicatissima area dove oggi avviene il prelievo dell’acqua, in condizioni non ottimali né sul piano ambientale né sul piano funzionale, questo è il sottoscritto.
Se c’è qualcuno che prima di fare qualsiasi cosa ha preteso, sostenuto dalla competenza e dalla passione dei tecnici del Genio Civile, un approfondito studio, mai fatto prima, delle nostre risorse idriche sotterraneee, questo è il sottoscritto.
Se c’è qualcuno che prima di fare qualsiasi cosa, compreso lo studio in corso, ha rispettato tutte le procedure di legge anche semplicemente per misurare una portata, questo è il sottoscritto insieme ai tecnici del Genio Civile. Attualmente è solo in corso uno studio, come è in corso lo studio di Fruncu ‘e Oche per Siniscola; attualmente è solo in corso il primo studio scientifico mai fatto e viene condotto non secondo procedure politiche, ma secondo tecniche e procedure previste dai protocolli scientifici e dalle leggi di tutela e di intervento. (…) O si vuole che continui la maledizione ottocentesca per cui i Sardi si raccontano tra loro favole e poi deve arrivare il solito tedesco o il solito piemontese a dire quanto è alto un monte, quanto è profonda una caverna, quanto è la portata di una fonte? Continua

E adesso, chi sono gli addormentati?
Economia Informazione Lavoro e impresa Politica Sanità

E adesso, chi sono gli addormentati?

di Paolo Maninchedda
Io non ricordo a memoria che ci sia mai stata una Giunta che abbia registrato a poco più della metà del suo mandato un incremento del 14% dei posti di lavoro, registrato a gennaio. A gennaio dico, non nei trimestri delle stagioni turistiche: a gennaio.
Non ricordo neanche un’altra Giunta che abbia visto registrare, come invece è accaduto a questa Giunta, un incremento del 20% delle cessazioni dei contratti a tempo determinato e una diminuzione delle cessazioni dei contratti a tempo indeterminato del 10%.
Ignazio Ganga ha ragione di essere prudente e di volere aspettare conferme, ma il dato è lì a dire che evidentemente la Giunta “drummida” di cui tanti parlano, non è poi proprio così “drummida”. Se anche vogliamo interpretare questi dati come sintomi e non come dati strutturali, essi non vogliono dire che manca una politica dello sviluppo, ma che una politica dello sviluppo comincia a dare i suoi frutti. Tutto il retoricume autonomista degli anni passati; tutta l’autocelebrazione di alcune scelte di governo, attraverso anche megafoni universitari, non può annoverare sintomi di ripresa di questo tipo. Questa Giunta ha il difetto di non sapere raccontare ciò che fa; però è meglio essere pessimi parolai ma efficienti amministratori, che eccellenti incantatori di serpenti che addormentano il popolo con le sinuosità delle proprie menzogne.
Qui se c’è qualcuno “drummidu” è chi è fermo nel fare politica ai soliti sistemi italici: interdizione, malevolenza, maldicenza, conservazione, dissipazione, distribuzioni a pioggia e quant’altro. Il cancro morale della vecchia politica animata dall’odio, dall’ignoranza e dal parassitismo di classi dirigenti che senza politica sarebbero senza mestiere, è sempre lì pronto ad aggredire ogni nobiltà come la ruggine sui metalli.

La bancarotta premeditata delle Province
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La bancarotta premeditata delle Province

di Mariano Meloni
Noam Chomsky, uno dei maggiori linguisti viventi, nei suoi scritti esplicita la strategia utilizzata per privatizzare i servizi pubblici: «Questa è la tecnica standard per la privatizzazione: togli i fondi, assicurati che le cose non funzionino, fai arrabbiare la gente, e lo consegnerai al capitale privato». Tale strategia può essere modificata, senza peraltro snaturarne l’idea base: togli i fondi, assicurati che le cose non funzionino, fai arrabbiare la gente, e potrai abolire l’ente pubblico.
Questo mi pare sia accaduto alle province italiane negli ultimi tempi e meno male che il referendum per la loro abolizione riguardava anche altri aspetti, sia costituzionali che politici, altrimenti sono convinto che l’applicazione di questa strategia sarebbe stata definitiva.

Sermonellosi in aumento, Arru non trova i vaccini
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Sermonellosi in aumento, Arru non trova i vaccini

di Paolo Maninchedda
Inutile, totalmente inutile cercare la verità sui giornali. Questa malattia della sermonellosi ormai ha colpito tutti ed è associata alla scrupolopenia.
In sostanza, l’urgenza di dire qualcosa porta a sermonellare sulle balle (vedi le bombe a Olbia oggi sulla Nuova); il fastidio dei fatti (noto in medicina con il nome ‘E mi viene un malumore‘ ogni volta che la Regione raggiunge un risultato) porta la notizia di Capoterra a pagina 26 dell’Unione Sarda (….)