di Paolo Maninchedda
Egregio Procuratore,
ieri la società sarda Abbanoa ha subito il decimo attentato in tre anni.
Nessun colpevole.
Non posso sapere se ci sono indagini in corso, ma per il momento, nessun colpevole.
Non solo: nessuno che si chieda: “Perché?”.
Il penultimo attentato è del 30 ottobre, nello stesso palazzo in cui è avvenuto quello di ieri. Coincidenze?
E che dire di un archivio spostato per essere messo in sicurezza e subito dopo dato alle fiamme?
Perché? Perché si distrugge un archivio se non che per distruggere tracce di procedimenti amministrativi?
Signor Procuratore, vede, non ha alcuna rilevanza penale, ma io sono stanco di essere lasciato solo.

di Paolo Maninchedda
1) I giornali italiani non spostano più un voto e questo ha diminuito moltissimo il loro valore.
2) I talk show italiani sono ammuffiti. I dati di ascolto dicono che andare da Bruno Vespa rende meno che fare un buon video su Youtube.
3) Nessuno lo dice ma tutti lo sanno: bisogna ritornare all’intervento pubblico in economia. I leader della sinistra italiana che si sono concettualmente subordinati al tatcherismo sono usciti sconfitti dalla storia.
4) Il Qatar congelerà, a mio avviso, la sua attività in Italia. Troppi soldi in ballo in un Paese che è un disastroso pasticcio. O la Sardegna fa qualcosa in proprio o perderà anche l’investimento nel Mater Olbia e nella Costa Smeralda.

di Paolo Maninchedda
È finalmente compiuto l’ultimo atto dello scontro tra la Regione e le banche per la rinegoziazione dei mutui regionali agevolati per la prima casa. Nella seduta di oggi la Giunta, su mia proposta, ha approvato la disdetta delle convenzioni attualmente in vigore con Banco di Sardegna, Banca Intesa San Paolo e Unipol Banca e l’avvio di una nuova procedura di gara per selezionare, a condizioni riviste, nuovi istituti di credito.
La Giunta ha il dovere di difendere l’interesse dei cittadini che hanno diritto ad avvantaggiarsi delle leggi dello Stato e della particolare congiuntura che vede i tassi bancari particolarmente bassi. Questa dei mutui è un’esperienza significativa della contrapposizione tra un sistema bancario abituato ad egemonizzare i suoi clienti e una rinnovata coscienza del diritto alla tutela del risparmio e della ricchezza individuale.
Le banche sono soggetti egoistici del mercato e non istituzioni; bisogna esserne consapevoli ed agire di conseguenza per limitarne e disciplinarne il comportamento.

di Paolo Maninchedda
Mai vista una pressione propagandistica del Governo italiano sulle masse così articolata, capillare, ossessiva, ripetuta e martellante come quella che l’insieme degli apparati di Stato, la Rai, Mediaset, la stampa veramente di regime (si pensi al giornale unico Repubblica-Corriere-La Stampa), stanno mettendo in atto per indurre la gente a votare SÌ.
Bisogna ribellarsi alla manipolazione. Bisogna resistere.
È in atto un vero colpo di Stato delle coscienze che meriterebbe una grande resistenza politica e morale.
Ho fatto la mia scelta in Africa nel 1982: non sto con banche e finanzieri, sto con l’altra parte del mondo, con chi produce ricchezza, con chi lavora, con chi educa, con chi ama e non si approffitta degli altri, con chi pretende di difendere la propria libertà, la propria intimità, la grandezza, unicità e intimità della propria anima. Uso per combattere l’unico potere di cui realmente dispongo: questo sito.
Le dieci regole della manipolazione: conoscerle per difendersene

di Paolo Maninchedda
Ieri il Quotidiano Unico (Repubblica, il Corriere e La Stampa) ha tentato, ignorando milioni di persone che ormai ‘masticano’ se proprio non ‘parlano’ l’inglese, di manipolare per l’ennesima volta gli elettori in vista del referendum.
Il Financial Time, celeberrimo giornale finanziario inglese, noto anche a chi non lo legge per una mirabile barzelletta sull’analfabetismo dei nonni di un tempo e sull’avverbio ‘evidentemente’, ha pubblicato un articolo di Wolfang Münchau intitolato: “Italy’s referendum holds the key to the future of the euro”, e cioè: “Il referendum italiano ha la chiave del futuro dell’euro”.
Titolo pauroso del Corriere: Allarme del Financial Times sul referendum: il «No» potrebbe accelerare l’ uscita dell’Italia dall’euro. (…)
il resto del ragionamento è frutto dello schematismo geometrico inglese, ben noto agli scrittori britannici che ci hanno scritto sopra tante pagine satiriche. In sostanza il buon Wolfang scrive che se Renzi perde, vincono le opposizioni (Forza Italia, Movimento Cinque Stelle e Lega) accomunate dall’antieuropeismo e dall’ostilità all’Euro. Ma come, Münchau non si è accorto che proprio nelle ultime settimane Renzi sta facendo l’antieuropeista? Non si è accorto che in Italia la cosa più probabile che possa accadere è l’accordo Renzi-Forza Italia, posto che Confalonieri, custode delle aziende di Berlusconi, è chiaramente orientato, come tutte le televisioni del cavaliere, per il Sì? No, non se n’è accorto, ma non appena il Financial Times emette un piccolo peto di confusa preoccupazione, ecco che i corifei della paura, i Mangiamorte della ragione, ripetono con la bocca ciò che altri fanno con parti meno addestrate del nostro fragile corpo umano.

di Paolo Maninchedda
Ieri ero a Roma per ragioni d’ufficio. Ne ho riportato una sconfortante sensazione di decadenza e di disordine, di propaganda priva di saggezza. Noi siamo condannati a vivere in uno Stato, la Repubblica italiana, frantumato, tenuto insieme più dalla retorica che dalle istituzioni. Siamo ancora, purtroppo, alla partitocrazia: non c’è lo Stato, cioè il funzionamento ordinario delle istituzioni secondo le previsioni della legge. Al posto dello Stato c’è un gruppo di potere, più o meno largo, che si sotituisce allo Stato. Questa anomalia democratica si vede, si sente nei corridoi, si coglie nel disordine crescente, si avverte nelle scoperture finanziarie di tante chiacchiere, si registra nella stupida consegna di milioni di dati personali alla rete in nome della trasparenza (questa è l’ultima genialata di Cantone) quale è il cosiddetto Freedom of information act (Foia, un nome una garanzia che poteva venire solo da una cultura infoiata di giustizialismo), le linee guida per l’accesso civico (una norma sacrosanta che in Italia, ovviamente, si è trasformata in un grande sacrificio di privacy sull’altare della faciloneria politica),

di Paolo Maninchedda
Provo a raccontare una storiella semplice semplice.
Da mesi era noto a Cagliari che il presidente della Repubblica Cinese avrebbe fatto uno scalo tecnico in Sardegna.
Come mai in Sardegna e non in Sicilia? È giusto chiederselo, visto che proprio la Sicilia, con un rapidissimo colpo di mano governativo ha scippato a metà anno il G8 alla Sardegna. È giusto chiederselo perché sui rapporti col gigante asiatico, come sulle risorse del G8, c’è il solito scannatoio competitivo che la Repubblica italiana richiede e impone alle sue regioni e ai suoi cittadini.
Il presidente della Repubblica Cinese viene in Sardegna perché la Regione Sarda ha lavorato nei mesi scorsi per costruire relazioni virtuose (basti ricordare la missione in Cina di Paci).
Ebbene, è bastato che il Primo Ministro Renzi annunciasse la sua venuta nell’Isola che tutto il lavoro fatto dalla Sardegna venisse dimenticato dai media.
È colpa di Renzi? No, è responsabilità di un’abitudine a farsi dettare la linea da chi è più grande e quindi sembra più forte.
Ma è certo che se il 16 ci sarà un ‘accudidu’ quello sarà proprio il Presidente del Consiglio italiano.
Non ho forze per commentare l’inchiesta sui lavori dopo l’alluvione di Olbia. Non ne ho voglia, dico solo

di Paolo Maninchedda
Non sono pochi quelli che ritengono che la politica sia e debba essere immune da sentimenti, amicizie e affinità personali.
Io non sono tra questi.
Non vi è una sola attività sociale che possa prescindere dalla fiducia, la quale scatta non solo per motivi razionali, ma anche per ragioni affettive, perché si ‘sente’ che l’interlocutore è in buona fede, che è una brava persona, che non ti vuole colpire, che ha a cuore i tuoi stessi obiettivi generali, che ti riconosce e ti apprezza come interlocutore, che è consapevole del bene che riceve da quanti danno più del dovuto.
All’interno di questo perimetro ci stanno anche tutte le dialettiche su problemi specifici che la realtà può proporre. Fuori da questo perimetro sta la bassa insinuazione, la maldicenza, l’attacco tanto più gratuito quanto più disinformato, l’odio di potere.
Personalmente ho da tempo assunto una regola: non litigo né polemizzo con chi scivola nei bassifondi dell’invidia e dell’odio. Un tempo pensavo che occorresse contrastarli, oggi penso che debbano cuocere nel loro brodo. Ovviamente fino ad una certa soglia, oltre la quale non polemizzo, ma denuncio. Sto passando settimane difficili

di Paolo Maninchedda
Ieri sono andato a Bonorva, con Pier Mario Manca e con Gianfranco Congiu, a sostenere i progetti di sviluppo e di legalità proposti e realizzati dall’Amministrazione comunale.
Venerdì avevo accompagnato il sindaco nell’incontro con il Presidente Pigliaru che ha riguardato sia la foresta di Mariani a Bonorva, sia Surigheddu e Mamuntanas. Il Presidente avrebbe voluto che già venerdì scorso venisse assunta la delibera che coinvolgerà Forestas e Corpo Forestale in un’attività di recupero delel terre pubbliche all’uso pubblico e ai programmi di sviluppo locale: probabile che venga assunta questo venerdì.
Tuttavia, ieri il Consiglio Comunale aperto è stata anche un’occasione per una discussione non rituale tra gli amministratori presenti e la Regione (in questo caso rappresentata dal sottoscritto). Ne è venuto fuori un quadro severo per la Giunta regionale, ma non tanto sulle grandi prospettive (certo, è stato chiesto che se si intende fare un Master Plan per le zone interne, le zone interne siano conosciute e ascoltate), ma molto sul quotidiano svolgersi della vita istituzionale (un po’ ciò che ha scritto Biolchini nei giorni scorsi sull’incapacità della macchina regionale, sia politica che amministrativa, di essere coesa ed efficiente sul ‘quotidiano’).

di Paolo Maninchedda
C’è da chiedersi perché ad un certo punto in Consiglio regionale è venuto fuori l’acronimo Ats per il nome della Asl unica; lo si può certo leggere “A Ti Esse”, ma anche “Azz”, e qui inevitabilmente verrebbe da chiedersi quale forza delle cose abbia prodotto un nome così evocativo. Forse la consapevolezza che si sta facendo una grande fesseria? Ma no, perché presupporre percorsi più arditi di un ricciolo barocco? Tutto è frutto della forza delle cose, della natura del momento, che ha l’intensità della tragedia e il ridicolo di una maschera beffarda. Chi però, per mille motivi e senza alcun merito, ha la dura consapevolezza che la vita non è uno scherzo, non vive bene questi giorni amari. Stasera parleremo di sanità a Nuoro; parleremo di sanità vera, di malattie e cure, non di riforme e organizzazione. Parleremo dell’essenziale: malati, medici e strutture. Chi non ha voglia di scherzare, è il benvenuto.

di Paolo Maninchedda
Biciclette Ieri la Giunta, su mia proposta, ha deciso di destinare altri 7 milioni di euro al progetto delle piste ciclabili regionali. Complessivamente si arriva dunque a 15 milioni: 8 stanziati col mutuo e 7 ora.
Avantieri l’Arst ha presentato i risultati del suo lavoro sul piano di fattibilità della rete: in questi giorni trasmetterà il Piano vero e proprio.
Rispetto alla prima ipotesi formulata dalla Giunta di un circuito di 2700 km, l’Arst, d’intesa con l’Università di Cagliari che ha condotto lo studio, propone di scendere a una rete di 1500 km con, erò, un aumento signiicativo delle piste ad uso esclusivo.