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Sardegna e Libertà

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Categoria: Indipendenza

La puzza non è uno scherzo. I razzismi latenti e la politica debole

Posted on 25 Settembre 20178 Ottobre 2017 By Paolo Maninchedda 1 commento su La puzza non è uno scherzo. I razzismi latenti e la politica debole
La puzza non è uno scherzo. I razzismi latenti e la politica debole

Questo è l’articolo del Messaggero, unico quotidiano a dare la notizia, che riporta l’affermazione di Grillo contro il Psd’Az. Si tratta di una frase carpita durante una festa e ha dunque il valore che ha (…) Poi c’è un’altra consapevolezza: a discettare, come dice Grillo, del popolo sardo dall’attico dei benpensanti, non si paga nulla. Perché Grillo non se la prende, che so io, con capo del Mossad? O perché non prova a dire: «Oh, c’è una puzza di ascelle che manco in un Commissariato della Polizia di Stato». Lo capiamo bene perché non lo dice, perché costerebbe molto dirlo (…)

Cultura, Fisco, Indipendenza, Informazione, Politica

Molti insulti, poche idee

Posted on 11 Agosto 20178 Ottobre 2017 By Paolo Maninchedda 2 commenti su Molti insulti, poche idee

La pubblicazione della Costituzione della Repubblica di Sardegna ha scatenato da un lato qualche attenzione in più sul tema strategico del sistema dei poteri di cui la Sardegna dispone (il segretario del Pd ha accettato di assumere questo tema come centrale, e per noi è già un risultato interessante). Dall’altro, intrecciandosi con la nostra posizione sui milioni degli interventi per la pastorizia negoziati sul camion, come la volta precedente con la Coldiretti, e come la volta precedente dichiarati ma non trovati. E sono partiti i soliti insulti e i soliti linciaggi, da cui ci difendiamo serenamente.

Agricoltura, Bilancio, Costituzione, Indipendenza, Informazione, Politica

Sa Carta pro sa Repúbblica de Sardigna

Posted on 9 Agosto 201722 Dicembre 2017 By Paolo Maninchedda 2 commenti su Sa Carta pro sa Repúbblica de Sardigna

Il Partito dei Sardi ha approvato nella sua Assemblea Nazionale del 24 giugno la bozza di una Costituzione della Repubblica di Sardegna che oggi sottopone all’attenzione di tutti i sardi disponibili a immaginare e costruire un futuro diverso, fatto di nuove opportunità, nuove responsabilità, nuove libertà e nuove solidarietà.
Si tratta dell’ossatura di una carta costituzionale aperta a tutti i contributi che possano ulteriormente migliorarla. Dà solo un’idea dello Stato che vorremmo costruire, fondato su un forte equilibrio tra le libertà individuali, il sistema dei diritti e dei doveri, i vincoli sociali, le solidarietà civiche.

Indipendenza, Politica, Stato sardo

Il fisco italiano: irrazionale e ingiusto

Posted on 24 Luglio 20178 Ottobre 2017 By Paolo Maninchedda

Oggi sarò a Sassari a parlare di tasse. Sono davvero le stesse in tutto il territorio della Repubblica italiana e in quello della Regione Sardegna? Sono giuste, cioè adeguate al livello di ricchezza che si produce e ai servizi che si erogano? Ci si trova alla Camera di Commercio alle ore 17.30 per discuterne con Luigi Pelazza, il giornalista della trasmissione Le Iene (CONTINUA)

Fisco, Indipendenza, Informazione, Politica

La Corte Costituzionale: peggio per voi che vi fate fregare. Le nuove frontiere della slealtà di Stato

Posted on 5 Luglio 20175 Luglio 2017 By Paolo Maninchedda 2 commenti su La Corte Costituzionale: peggio per voi che vi fate fregare. Le nuove frontiere della slealtà di Stato

di Paolo Maninchedda
Ho letto sulla Nuova Sardegna una lettura ottimistica dell’ultima sentenza della Corte Costituzionale che ha rigettato i ricorsi delle regioni a statuto speciale sugli accantonamenti.
Intanto è opportuno leggersela per intero: la trovate qui.
La sentenza è durissima, altro che chiacchiere, e peserà enormemente sugli equilibri finanziari della Sardegna.
Ciò che è più rilevante è la parte in cui viene dimostrato che l’accordo tra la Regione e il Governo Renzi stipulato il 21 luglio 2014 non era stato adeguatamente protetto dalla possibilità per il Governo di prevedere ulteriori oneri per la Sardegna, mentre era stato espressamente previsto che la Sardegna realizzasse il pareggio di bilancio. L’unico accordo stipulato da una Regione a Statuto Speciale che abbia previsto clausole severe anche per lo Stato è stato quello del Trentino Alto Adige, nel quale si esclude testualmente la possibilità di apportare modifiche peggiorative, con la sola salvezza della ricorrenza di esigenze eccezionali di finanza pubblica, ma, in tal caso, per importi già predeterminati nelle clausole del patto. (…) In sostanza, la Corte Costituzionale della Repubblica Italiana ha sancito che è colpa degli ingenui se lo Stato è sleale, perché è dimostrato che chi non è stato ingenuo e ha presupposto la slealtà di Stato, alla fine si è rivelato prudente e ha difeso adeguatamente gli interessi della sua gente (vedi Trentino).
Dinanzi a una slealtà di Stato che si impanca anche a ideologia giuridica della slealtà di Stato, occorrerebbe reagire come popolo e come istituzioni, ma per farlo bisogna credere nella possibilità e nell’opportunità di mobilitare il popolo (CONTINUA)

Bilancio, Fisco, Indipendenza, Politica, Stato sardo

Sacrificarsi per essere credibili e salvare la Sardegna

Posted on 27 Giugno 201727 Giugno 2017 By Paolo Maninchedda

di Paolo Maninchedda
A leggere il profluvio di commenti sui dati elettorali ci si perde e, soprattutto, si perde tempo.
Un dato è certo: l’italiano medio è stato educato da qualche decennio di commercializzazione dell’opinione pubblica a votare per esprimere ciò che non vuole, non ciò che vuole.
Poi accade che questa educazione alla contrarietà prima di tutto, a dire che ciò che fanno gli altri è sempre disastroso e che comunque è sempre colpa di qualcuno produca una grande solitudine e il progressivo abbandono dell’impegno civile. Non a caso in Italia ha votato solo il 46% degli elettori e in Sardegna il 42%.
Bisognerebbe insegnare nelle scuole che una persona in Sardegna decide per due perché l’altra rinuncia. E il bello è che il rinunciatario non conosce chi decide per lui. (…)
Il tema del clientelismo è per noi rilevante, perché se esiste, si svela in campagna elettorale.
Bene, noi del Partito dei Sardi, in tutte le campagne elettorali siamo cresciuti lentamente, non abbiamo avuto picchi, non abbiamo avuto campioni di preferenze, e quando abbiamo avuto degli exploit personali, li abbiamo avuti con persone prive di cariche e di potere, cioè impossibilitate a esercitare qualsiasi tipo di clientela.
A Oristano, in particolare, noi non siamo stati un partito campione di preferenze, altri sì; noi siamo stati una parte politica che ha tenuto il punto della sua convinzione: non ci si doveva presentare con una pretesa egemonica all’elettorato oristanese.
Non solo. Noi, che riteniamo urgente l’apertura di un conflitto pacifico e regolato con lo Stato italiano, ma pur sempre di un conflitto politico parliamo, non abbiamo esteso all’attività amministrativa del governo della Regione questa posizione, e abbiamo consentito che l’approfondimento sulle nostre posizioni non bloccasse l’attività della Giunta.
A Sassari una crisi nata sul sindaco è stata socializzata sulla coalizione. Ma a leggere le motivazioni delle dimissioni dei tre assessori sassaresi, la crisi era prima, e resta oggi, chiaramente incardinata sul primo cittadino. Invece si è scelto di farla divenire virale ed estesa a tutto il corpo della coalizione. Una crisi di palazzo è divenuta una crisi che corre sui marciapiedi della città. È questo il modo di sacrificarsi per la propria gente?

Costituzione, Indipendenza, Oristano, Politica, Stato sardo

Elezioni: cresciamo dappertutto. Avanti così

Posted on 12 Giugno 201712 Giugno 2017 By Paolo Maninchedda 5 commenti su Elezioni: cresciamo dappertutto. Avanti così

di Paolo Maninchedda
È un po’ prematuro fare l’analisi del voto, perché i dati non sono stabilizzati, ma alcune tendenze sono visibili.
Nelle realtà rurali eravamo già forti e ci rafforziamo ancora con nuovi consiglieri comunali e nuovi sindaci (vedi la conferma di Girasole, gli eletti a Badesi e Ozieri, la grande vittoria a Tresnuraghes etc.)
Nelle realtà urbane siamo diventati una forza politica strutturata, in grado di superare i fatidici sbarramenti che tutti quelli che odiano la diversità di pensiero ineventano per risolvere la differenza con la forza.
A Selargius cresciamo di 7 volte rispetto all’unico risultato precedente, quello delle regionali: passiamo da circa l’1% a circa il 7%.
A Oristano abbiamo fatto un miracolo: abbiamo costruito una posizione politica che è stata riconosciuta e premiata dagli elettori. Non una posizione per differenza dai due poli del centrosinistra e del centrodestra, ma una posizione con valori e programmi propri: una posizione europeista, liberaldemocratica, solidaristica ma non assistenzialistica, una posizione nazionale sarda pluralistica. Vincenzo Pecoraro ha ottenuto con una campagna elettorale cortissima un risultato storico.
Il dato di partito conferma la nostra presenza in città e dice che siamo presenti per le nostre idee, dice che siamo un dato stabile non un fatto temporaneo.
Tutte insieme queste cose trasmettono una sicurezza: non siamo più un partito solo dell’interno della Sardegna: siamo un partito nazionale sardo, radicato anche in area urbana. Non siamo più un partito prigionerio del 3%; siamo un partito capace di fare la differenza e di vivere anche solo sulle proprie gambe. (CONTINUA)

Elezioni, Indipendenza, Informazione, Politica

L’illegalità come forma di lotta politica del Governo italiano

Posted on 11 Giugno 201711 Giugno 2017 By Paolo Maninchedda 1 commento su L’illegalità come forma di lotta politica del Governo italiano

di Paolo Maninchedda
Ieri abbiamo avuto il solito annuncio: il Governo italiano ha impugnato l’ennesima legge finanziaria della Sardegna. (…)
Se tutto questo è noto da tempo, il problema politico oggi in campo non è l’ennesima descrizione di ciò che è avvenuto, ma la decisione su ciò che sta avvenendo ormai da tempo. Intendo dire che la rilevanza politica dell’azione del Governo Gentiloni (perché, ricordiamolo, non è lo Stato che ha impugnato, ma il Governo; lo Stato, semmai, attraverso la Corte Costituzionale deciderà sul conflitto) richiede una decisione, non una spiegazione o peggio una domanda.
Decidere è la parte più difficile per chi rappresenta il popolo e lo governa.
Oggi occorrerebbe decidere, ma io ho il dubbio che si sappia su che cosa decidere. (…) Che cosa sta facendo da anni Roma verso la Sardegna? Dichiara illegittimo ogni suo tentativo di esercitare anche in forme comuni e non eroiche o provocatorie il suo possibile autogoverno.
Non voglio adesso discettare sulla differenza tra illegale (non conforme alla legge) e illegittimo (privo delle condizioni previste dalla legge per essere valido), ma vorrei concentrarmi sul contenuto politico delle due azioni come vengono messe in campo dai due governi: usare il diritto per esercitare l’egemonia politica.

(CONTINUA)

Europa, Indipendenza, Informazione, Politica, Stato sardo

Si può fare politica e non odiare

Posted on 4 Giugno 201721 Agosto 2017 By Paolo Maninchedda 6 commenti su Si può fare politica e non odiare

di Paolo Maninchedda
Ieri sera, verso le 20, mi hanno chiamato dalla redazione della Nuova Sardegna per chiedermi se intendevo replicare alla lettera aperta di Claudia Zuncheddu che oggi L’Unione pubblica integralmente. Ho risposto che non conoscevo il testo e che quindi non potevo replicare. Me lo hanno inviato. Ho risposto come segue, ma non prima di aver notato un fatto. Dopo le dimissioni ho registrato un moto di simpatia da parte della gente che mi ha fatto compagnia. Mi sembra però che dia fastidio a una parte del ceto politico. Quando accadono queste cose, quando succede che i sentimenti diano fastidio, allora significa che c’è qualcosa di profondo che non va. L’Unione, dal canto suo, oggi pubblica il testo della Zuncheddu come apertura di un dibattito nel mondo indipendentista a partire dalle mie dimissioni. Il mio testo non era un’apertura di dibattito e non aveva come contenuto solo il mio modo di vedere la costruzione dell’indipendenza della Sardegna. Inoltre né io né il mio partito abbiamo mai voluto parlare solo col mondo indipendentista, ma con tutti i sardi. Pensiamo che parlare solo tra indipendentisti sia un grave errore politico. Ma se si ritiene di aprire un dibattito con una lettera che per l’80% del suo testo persegue lo scopo di dileggiare un’altra persona, allora si raggiunge un altro risultato: si fraintende la politica. Pazienza, si supererà anche questa. Questo il mio testo, che trovate sulla Nuova.(CONTINUA)

Editoriale, Indipendenza, Informazione, Politica, Stato sardo

I sardi sono aperti

Posted on 1 Giugno 20171 Giugno 2017 By Paolo Maninchedda
I sardi sono aperti

di Paolo Maninchedda
C’è un brano un po’ trascurato di Passavamo sulla terra leggeri di Sergio Atzeni che invece ha un altissimo contenuto per la coscienza della civiltà dei sardi.
«I fenici sbarcarono a Ch’ia, sbocco di una valle fertile e con molte fonti, a meridione, fra i monti e il mare, alla foce di un torrente. Otto navi. Molti uomini, donne, cavalli. Spedirono ambasciatori. Capivamo la loro lingua. Era simile alla lingua degli uomini del mare. Chiedevano di potere costruire un porto per comprare e per vendere. Comprare formaggi, sale, carne salata di cervo e di pecora. Vendere gioielli, stoffe e spezie».
Notate la frase centrale: «Capivamo la loro lingua».
Chi ha coste, chi ha porti, chi ha solo mare intorno, vuole capire la lingua degli altri, vuole parlare e ascoltare, perché diversamente muore.
Noi siamo fortunatamente condannati a capire la lingua di tutti, perché siamo un isola e vogliamo commerciare, scambiare prodotti, conoscenze, ospitare, viaggiare, produrre ricchezza e farne produrre ai nostri amici. (…) Domani vado a dire questo e altro a Oristano perché le elezioni amministrative non sono una questione locale, sono una questione educativa. Nelle elezioni amministrative si struttura la possibilità di mobilitarci come popolo, di aprirci come nazione, di governarci con competenza e giustizia.

Elezioni, Indipendenza, Politica

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