Giustizia

Crisi della giustizia in Sardegna: ci scrive il senatore Luciano Uras
Giustizia Politica

Crisi della giustizia in Sardegna: ci scrive il senatore Luciano Uras

Caro Paolo,
ho letto con attenzione ciò che hai scritto. E come ti avevo preannunciato ti rispondo.
Alcune delle tue argomentazioni, racconti di fatti accaduti e circostanze certificate di ingiustizia, di disfunzioni, anche gravi, del settore giudiziario della macchina pubblica sono fondate e incontestabili. Descrivono situazioni difficili da sopportare soprattutto per chi diviene vittima di tali sciagurati eventi, anche indirettamente, come succede ai familiari, soprattutto a quelli più vulnerabili e fragili, come i figli in tenera età. Quei fatti e quelle circostanze segnano profondamente la vita degli innocenti, molte volte in modo irreparabile.
Ciò detto, i principi del diritto e i diritti declinati
(CONTINUA)

Morti e silenzi di Stato e di stampa
Giustizia Politica

Morti e silenzi di Stato e di stampa

La Moby Prince sta ai Sardi come la morte del nostro collega Regeni sta alla sola famiglia Regeni che sta sperimentando, in solitudine, come un delitto di Stato venga derubricato a mistero di Stato per eccesso di evidenza: è chiarissimo chi ha ucciso Regeni, ma non lo si vuole dire. Ormai è chiarissimo perché sono morti i nostri concittadini e perché una nebbia di Stato abbia impedito di vedere l’evidenza per 27 anni.
Oggi non si possono commentare altre notizie, non ci si può occupare di schermaglie politiche, bisogna stare fermi e dire a gran voce che la Sardegna non dimentica 140 morti di Stato. (…) A fronte di tutto questo, che dovrebbe portare le istituzioni sarde ad alzare un vero conflitto istituzionale con lo Stato italiano, perché ciò che in Italia è chiamata Giustizia (e non lo è) è una questione di Stato, la Sardegna politica non si è fermata, non si è indignata, non ha fatto… (LEGGI)

Oggi a Siamaggiore. Domani tutti in galera?
Giustizia Politica

Oggi a Siamaggiore. Domani tutti in galera?

Stasera alle 17.300 sarò a Siamaggiore a discutere di indipendenza e autonomia con Christian Solinas, Antonello Cabras, Gianmario Demuro e Vito Biolchini. Ci vado ricco di emozioni e suggestioni: ieri ho assistito all’ultima lezione del mio collega e amico Peppino Marci, in un clima di fortissima intensità sia culturale che emotiva. (…) Se stasera a Siamaggiore venisse la Polizia Giudiziaria, come verrà, e dovesse stendere un rapporto sulle nostre idee (con un differenziale di cultura e di conoscenza abissale che li porterebbe a ridurre un romanzo ideologico a una barzelletta da caserma) e mi vedesse insieme ai nostri consiglieri regionali e ai nostri sindaci e scrivesse che le nostre idee sono anticostituzionali e pertanto illegali (ma oggi resteranno delusi, perché per dichiarare illegale la nostra posizione bisogna faticare molto, studiare di più e essere bugiardi), perché non potrebbe scrivere che noi non siamo un partito ma un’associazione a delinquere? Da qui a ipotizzare la corruzione è un gioco…

Giustizia, intercettazioni e privacy: ciò che nella penisola si censura, in Sardegna si pratica. Unica speranza, il garante della privacy
Giustizia Politica

Giustizia, intercettazioni e privacy: ciò che nella penisola si censura, in Sardegna si pratica. Unica speranza, il garante della privacy

Il problema è la facilità con cui i Gip consentono di 15 giorni in 15 giorni le intercettazioni a carico di una persona per mesi e mesi in attesa del reato, accumulando di fatto big data che poi restano nella disponibilità di chi deve costruire l’accusa, divenendo il materiale attingibile per le narrazioni accusatorie del PM.

Le intercettazioni: può capitare anche a voi di andare in galera
Evidenza Giustizia Politica

Le intercettazioni: può capitare anche a voi di andare in galera

Tra i politici sardi e i giornalisti, pochissimi si interessano di giustizia giusta, di processi giusti, di diritto alla privacy, di carceri e di libertà. I politici perché hanno paura di alcuni magistrati (ma un politico che guida il popolo e ha paura è un povero coniglio – con i suddetti magistrati – mannaro – con i cittadini – di cui non mancano autorevoli esempi in vita) e i giornalisti perché stanno con i magistrati che sono, ai loro occhi, coloro che denudano il potere e consentono loro di raccontarlo. (…) Questa pensata del Ministero di evitare la trascrizione integrale della intercettazioni e di sostituirle con una sintesi è una pessima pensata.