Come scriveva Sciascia, sull’onda di Poe, l’evidenza è il miglior nascondiglio. Su Pasolini sappiamo che a ucciderlo fu un branco, ma non lo sappiamo. Per Aldo Moro, poi, siamo al paradosso: sappiamo che tutti quelli che hanno detto che fu tenuto prigioniero in via Montalcini e ucciso dentro la famosa R4 hanno mentito, ma nessuno chiede ai vari Morucci, Moretti, Faranda di dire la verità. Tutti aspettano che muoiano tutti (sono già morti: Andreotti, Cossiga, Gallinari, Maccari). Nel caso Mollicone, solo a distanza di 18 anni si è proceduto a fare le analisi autoptiche che dimostrano (…) Potrei parlare anche di Sardegna, ma, perché non dirlo, è imprudente. (LEGGI)

Ancora oggi, a due settimane da Pasqua, l’agnello viene venduto a 2,35 al kg in Sardegna: un prezzo ignobile che se sommato al prezzo del latte, ancora oggi ampiamente sotto il fatidico euro, non soddisfa la copertura dei costi. Eppure tutto tace; (…) Oggi sui giornali c’è l’ennesima puntata della cronaca giudiziaria relativa all’inchiesta sull’utilizzo dei fondi dei gruppi consiliari. Processo di primo grado a distanza di dieci anni dai fatti. (…) La vicenda del Porto Canale di Cagliari è così riassumibile: poiché Cagliari ha la sua principale infrastruttura nella friggitrice legata alla sua movida… (LEGGI)

Di mestiere faccio il filologo. Cerco testi, fonti. Il nostro progenitore fu il Tommaso che volle mettere il dito nelle ferite di Gesù.
Uno dei poteri più forti della Repubblica italiana, la Giustizia, è insondabile rispetto alla sua verità. Non è possibile studiarla. I suoi atti sono protetti da una cortina di polvere e di burocrazia, di arretratezza voluta e praticata per rendere impenetrabile ad uno studio filologico i suoi atti. (…) Ci sono assoluzioni seriali che non mettono in discussione mai i metodi di indagine. Faccio qualche esempio su Oristano. Il 1 febbraio 2019 sono stati assolti con formula piena l’ex sindaco di Bosa… (LEGGI)

Giovedì, alle 18, alla Corte del Sole, nel primo dibattito politico tenuto apertamente in un centro commerciale, spiegheremo le Primarias, ma anche come è possibile far partire la rivolta fiscale della Sardegna senza commettere reati. Quando si iniziano processi rivoluzionari come questo, bisogna liberare la politica dal sospetto che sia una cosa sporca. Bisogna fare molta pulizia, privata e pubblica. Una Nazione nasce da una rivoluzione legale, non da un condono strisciante e trionfante. (LEGGI)

Da qualche giorno la Guardia di Finanza può accedere alle banche dati dei conti correnti senza dover chiedere l’autorizzazione del magistrato. Questa è l’Italia del cambiamento: un’Italia di polizia fondata sul sospetto, pericolosissima nel suo affermare che se non si ha niente da temere non si deve aver paura. Bisogna opporre una visione libertaria a questa cultura dilagante del controllo e del dominio. Venite a Macomer sabato prossimo, alle 10, al centro polifunzionale: una riunione di uomini liberi, che insieme diventeranno forti, per dire che la scintilla di divinità insita nell’uomo è la sua libertà insopprimibile.(LEGGI)

Quanto vale la follia del reddito di cittadinanza? Circa 7 miliardi. Lo Stato italiano ha sottratto con destrezza alla Sardegna 3 miliardi di euro di tasse pagate dai sardi, che si pagano interamente sanità e trasporti. Circa la metà dei favori elettorali di Di Maio sono pagati dunque dai sardi. (LEGGI)

Per sempre in mano ai giudici

Adesso le leggi italiane si chiamano così: Spara Ladri, Fuori i negri, Spazza i Corrotti. Adesso il Ministro della Giustizia Bonafede ha proposto l’abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Il risultato è che se io vengo puntato da uno o più magistrati (e non sto parlando in astratto) e in primo grado vengo assolto, un magistrato, senza limite di tempo può costringermi a stare in giudizio fino alla Cassazione per sempre. Il gatto può giocare col topo quanto vuole. Questa è l’Italia contro cui combattere. (LEGGI)

Qualche giorno fa la Corte di Cassazione (sentenza 21362) ha sancito che il quadro normativo vigente consente legittimamente alle forze dell’ordine di conservare nei propri archivi i dati e le informazioni relativi a indagati la cui posizione è sfociata in un’archiviazione. (…) Vediamo di capire che cosa accade se un addetto della polizia giudiziaria dovesse consultare sul mio nome gli archivi delle forze dell’ordine. Immediatamente vedrebbe non ciò che io sono realmente, ma ciò di cui sono stato sospettato a mio insaputa (per un certo lasso temporale) oppure vedrebbe ciò di cui sono stato realmente accusato dopo l’iscrizione al registro degli indagati per poi, magari, essere prosciolto con un’archiviazione. Accadrebbe, insomma, un’immediata assimilazione della mia vita normale a quella di un pregiudicato. (LEGGI)

Domani alle 18 in via San Saturnino 7 a Cagliari (Villanova coworking) sono stato invitato a una conversazione con Antonello Cabras sul tema delle politiche del Mediterraneo.
Io e Cabras facciamo parte della minoranza che nella Repubblica italiana sente odore di guerra nel Mediterraneo (…) Ieri ha parlato il neo ministro della Giustizia. Primo annuncio: gli agenti sotto copertura per combattere la corruzione. Alla domanda sul rischio che l’agente sotto copertura divenga un agente provocatore, il ministro ha risposto che si starà attenti. Bene, staremo a vedere, ma resta un’impostazione che è drammatica in Italia: sulla corruzione si lavora sull’onda di dati indisponibili (…) Cercate in rete che cosa dice e scrive l’avvocato Francesco Morcavallo, ex giudice del tribunale dei minori di Bologna. (…) Facciamo un nuovo Stato. È meglio. (LEGGI)

Ieri il capogruppo del Partito dei Sardi ha diffuso il comunicato che segue, largamente snobbato dalla Nuova Sardegna e riassunto in un pastoncino politico dall’Unione Sarda. Nessun problema: facciamo da soli.
Noi non rinunciamo a porre sul tavolo della politica le questioni vere, non quelle effimere.
E la questione principale era e resta quella dei rapporti con lo Stato italiano. Non serve la politica delle buone relazioni personali, già sperimentata, per esempio con l’ex ministro Delrio (…) Questa forza ci porta ad avere coraggio anche nel fare politica a Oristano dove, a leggere i giornali, dura da almeno due anni una diffusa inchiesta sul Partito dei Sardi e nel frattempo, guarda un po’, le imprese che subentrano negli appalti pubblici ad altre imprese non solo licenziano, ma addirittura quando riassumono, pagano di meno gli operai. A che è servito approvare una legge sugli appalti in Sardegna con clausole sociali stringenti? (LEGGI)

Prima storia di persecuzione fiscale

Iniziamo a pubblicare le storie di persecuzione fiscale che ci sono state trasmesse.
Come si potrà leggere, il contribuente sta di fronte all’Agenzia delle Entrate come l’imputato sta di fronte ai Procuratori della Repubblica, cioè per un lungo periodo senza difese. Ma poi accade che le commissioni tributarie siano presiedute da magistrati che non si sa che competenza abbiano in materia fiscale. Nel frattempo si è affermata in Sardegna – e solo in Sardegna – una consuetudine: quando il contribuente ha ragione si compensano le spese legali, quando ha torto paga anche le spese legali dell’Agenzia. (LEGGI)

Oggi pubblico la prova della persecuzione fiscale cui viene sottoposta la Sardegna.
Questa tabella svela nella colonna L il rapporto del riscosso ogni mille abitanti in Sardegna nel 2015 a seguito degli accertamenti dell’Agenzia delle Entrate. Soggetto attuatore della scarnificazione, Equitalia.
Siamo la seconda regione d’Italia, dopo la Campania. (..) Noi del Partito dei Sardi promuoveremo per Settembre una grande mobilitazione popolare contro il fisco italiano, contro il metodo poliziesco degli accertamenti, contro la colpevolizzazione del contribuente, contro il ricatto di Stato per cui o si pagano le imposte sulle ipotesi di reddito formulate dall’Agenzia delle Entrate o si subiscono drammatici accertamenti.
Post Scriptum: Siccome sono un po’ stanco della pressione di più di una Procura che rovista in ogni cosa che faccio, ma soprattutto in ciò che non faccio e non ho fatto, perché irritata… (LEGGI)