Elezioni

È arrivata la bufera. L’Italia va in frantumi. Noi costruiamo la Nazione Sarda
Elezioni Politica Stato sardo

È arrivata la bufera. L’Italia va in frantumi. Noi costruiamo la Nazione Sarda

di Paolo Maninchedda
L’Italia è in una crisi mortale e salutare. Mortale perché è ormai un sistema fondato sull’interdizione dei poteri e quindi è un sistema immobile. Ogni decisione che voglia trasformare la realtà si scontra con i mille poteri che devono condividerla o controllarla. Il Partito dei Sardi partecipa alle vittorie di Sinnai e Monserrato e alle sconfitte di Olbia e Carbonia.
Un’Italia in crisi è un vantaggio per lo Stato Sardo; se solo si comprendesse che questo è il momento di far nascere un grande partito della Nazione Sarda che affermi la diversità degli interessi dei sardi da quelli degli italiani, che affermi che abbiamo bisogno e diritto a un fisco diverso, a una scuola diversa, a una politica dei porti e degli aeroporti diversa, a una politica estera commercialmente più dinamica, a una sanità diversa, a una difesa diversa, a un credito diverso, a un mondo del lavoro diverso, in una parola abbiamo bisogno di farci uno Stato Sardo a misura dei nostri interessi non di quelli altrui, se solo si capisse questo, in questo momento la Sardegna potrebbe avvantaggiarsi di un grande momento di confusione della Republica.

Abbanoa: nel mirino di chi?
Economia Editoriale Elezioni Politica Stato sardo

Abbanoa: nel mirino di chi?

di Paolo Maninchedda
L’Unione dice che io sarei nel mirino. Non so bene di chi, ma se si pensa che lo sia di questi arruffapopolo da fine settimana pre-elettorale si sbaglia, perché per tenere qualcuno nel mirino, è necessario che questi si nasconda, cioè sia in qualche modo un bersaglio sfuggente. Io non scappo da un beneamato nulla, vado al lavoro tutti i giorni e torno a casa la sera. Di quale mirino si parla? Non c’è bisogno di mirino, io sono ‘a vista’, tutti i giorni, dove vogliono e come vogliono. Niente da nascondere, tutto in chiaro: bilanci messi in ordine, posti di lavoro salvati, fallimento evitato, tubature marce tolte da sottoterra, soldi impegnati per rinnovare reti e impianti, certificazione di qualità realizzata, organismo di valutazione attivato, rinnovati tutti gli organi, piano contro gli sversamenti a mare avviato, autorità di monitoraggio sollecitate e attive, deverticalizzazione della società realizzata, politichetta clientelare e affaristica cancarata. Quale mirino?
Certo è che ancora c’è molto da lavorare, ma da lavorare, appunto, non da polemizzare o chiacchierare per cercare di far carriera politica sull’acqua. Sull’acqua è riuscito a camminare uno solo, gli altri sono inevitabilmente affondati.

No, per noi non va tutto bene. Manteniamo vivo il desiderio di cambiare il mondo
Editoriale Elezioni Lavoro e impresa Politica Stato sardo

No, per noi non va tutto bene. Manteniamo vivo il desiderio di cambiare il mondo

di Paolo Maninchedda
Ieri ho ascoltato Renzi in televisione (con qualche fatica, ma l’ho ascoltato).
Ho capito che cosa mi sta ferendo della comunicazione anche della maggioranza che governa in Sardegna, anche della Giunta di cui faccio parte.
Mi sta ferendo la paura del senso critico, della razionalità applicata alla complessità.
Noi vogliamo uno Stato nuovo, perché l’attuale è intaccato alle radici.
Per produrre cambiamento occorre avere spirito critico e profonda conoscenza della realtà. Noi non siamo cicisbei del Settecento che coprono le pustole della sifilide con la cipria. Noi cerchiamo gli antibiotici per curarla. le nostre elezioni sono animate dalla determinazione a cambiare tutto, non un pezzo, perché è l’architettura dello Stato che va profondamente cambiata.

Macchina prelevata dai vigili e chi ti trovo? Un indipendentista
Editoriale Elezioni Politica Stato sardo

Macchina prelevata dai vigili e chi ti trovo? Un indipendentista

di Paolo Maninchedda
Siccome sono distratto, ieri mattina ho parcheggiato proprio là dove avrei dovuto esporre il disco orario e, ovviamente, ho esposto solo il fantasma della mia distrazione. Morale: alle ore 15.30 la macchina si era volatilizzata verso l’autoparco della Polizia muncipale in Viale Elmas, a Cagliari.
“Le elezioni come vanno?”. A parlare, in credibilmente in modo umano, l’esattore dell’autoparco, il Caronte della mia macchina.
«Bene, se ci voterete», rispondo.
“Eh, ma voi cosa volete fare?” mi chiede, con espressione di chi sa di dover essere convinto e di non dover fare la fatica di convincere.
“Vogliamo fare l’indipendenza delal Sardegna”.
“Eh certu! Non ci sono riusciti gli altri e ci riuscite voi?”
“E Lei pensi quello che le pare. Noi siamo più pazienti e determinati e la faremo.

Noi pensiamo all’indipendenza. Il problema del CCCG
Elezioni Politica Stato sardo

Noi pensiamo all’indipendenza. Il problema del CCCG

di Paolo Maninchedda
Si vota a Cagliari, a Carbonia e a Olbia. Ma anche a Siniscola, Baunei e Sinnai.
Noi presentiamo le nostre liste, abbiamo i nostri candidati.
Cosa proponiamo?
E poi sappiamo bene come rispondere al CCCG.
Il CCCG è la domanda di un certo tipo di elettori: Che Cosa Ci Guadagno?
Per rispondere in modo comprensibile poniamoci l’annosa domanda se la prostituzione sia generata dalle prostitute o dai clienti.
Io sono stato sempre dell’avviso che sia generata dai clienti, perché nessun uomo e nessuna donna ha in cuor suo alcuna intenzione di vendersi.
Così, nel sistema elettorale, la colpa del diffondersi del CCCG non è di chi vende, ma di chi compra.