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I ricchi votano SÌ e pretendono obbedienza. Chi è in difficoltà ed è libero vota NO. Regole e video per non farsi manipolare
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I ricchi votano SÌ e pretendono obbedienza. Chi è in difficoltà ed è libero vota NO.
Regole e video per non farsi manipolare

di Paolo Maninchedda
Mai vista una pressione propagandistica del Governo italiano sulle masse così articolata, capillare, ossessiva, ripetuta e martellante come quella che l’insieme degli apparati di Stato, la Rai, Mediaset, la stampa veramente di regime (si pensi al giornale unico Repubblica-Corriere-La Stampa), stanno mettendo in atto per indurre la gente a votare SÌ.
Bisogna ribellarsi alla manipolazione. Bisogna resistere.
È in atto un vero colpo di Stato delle coscienze che meriterebbe una grande resistenza politica e morale.
Ho fatto la mia scelta in Africa nel 1982: non sto con banche e finanzieri, sto con l’altra parte del mondo, con chi produce ricchezza, con chi lavora, con chi educa, con chi ama e non si approffitta degli altri, con chi pretende di difendere la propria libertà, la propria intimità, la grandezza, unicità e intimità della propria anima. Uso per combattere l’unico potere di cui realmente dispongo: questo sito.
Le dieci regole della manipolazione: conoscerle per difendersene

Il fermo biologico del referendum: il problema non è alzarsi presto, ma all’ora giusta
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Il fermo biologico del referendum: il problema non è alzarsi presto, ma all’ora giusta

di Paolo Maninchedda
Ieri è emersa dall’assemblea del Pd un’indicazione chiara: fino al referendum non si parlerà non solo di rafforzamento (ma va anche considerata l’altra opzione, quella dell’alleggerimento) della Giunta, ma anche di tutte le altre cose salienti.
In sostanza il Pd ha proposto che l’ultimo mese di campagna elettorale non venga disturbato da altre emergenze.
Il problema è che le emergenze ci sono tutte e non hanno l’orologio biologico del referendum, per cui il 5 dicembre, quando ci sveglieremo da questa orgia di mistificazioni e di veleni di cui si sta riempendo il dibattito referendario, ci troveremo di fronte a situazioni incancrenite e per di più in un contesto drammatico.

Questi siamo noi
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Questi siamo noi

di Paolo Maninchedda
In che anno siamo? Iniziamo da qui.
Siamo forse nel dopoguerra?
No, siamo 71 anni dopo. Che significa?
Significa che gli analfabeti in Sardegna praticamente non esistono; significa che abbiamo migliaia di laureati e di diplomati, una buona minoranza dei quali, sufficiente alle funzioni di governo della Sardegna, hanno più successo altrove che in patria; significa che ogni suggestione industrialistica e dirigistica è finita; significa che la terra, oggi, non è più sinonimo di arretratezza contadina ma di opportunità e di salute; significa che il sapere non è più distinto in scientifico e umanistico, ma è uno, con il mondo delle scienze esatte che guarda all’immaginazione come alla migliore delle sue risorse (sicut Einstein docet); significa che l’innocenza della Sinistra e l’arroganza della Destra italiane sono finite con una guerra – gli anni del terrorismo – e con un omicidio di Stato, quello di Moro; significa che noi abbiamo visto fallire gli anni dell’Autonomia, trascorsi in dissipazioni e trionfalismi, in egemonie oligarchiche e in carriere personali

Da “The young Pope” agli errori giudiziari, dai linciaggi di stampa a Napalm 51
Cinema Cultura Editoriale Politica

Da “The young Pope” agli errori giudiziari, dai linciaggi di stampa a Napalm 51

di Paolo Maninchedda
Il Vangelo di oggi agita tanti fantasmi civili, scuote alle fondamenta l’ipocrita cultura italiana in cui, ahimé, siamo cresciuti. Ne riporto il testo: (…) Verremo giudicati, questo è il primo punto. E già su questo ci sarebbe da ridire. L’uomo non ha sempre pensato di essere giudicato al termine della sua vita. Anzi, per un lungo periodo ha ritenuto che la vita non fosse sua davvero, ma che in realtà si trattasse di un copione scritto da altri di cui ciascuno è solo un interprete, come può esserlo un bravo e convincente attore. Come si sarebbe potuto giudicare un attore per aver interpretato un copione non scelto? Certi studi sul cervello e sul patrimonio genetico di ciascuno inducono a pensare che i copioni esistano. (…)
La piccola borghesia italiana ha formato i bambini sul libro Cuore e gli adulti sul rancore.

I rapporti umani in politica
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I rapporti umani in politica

di Paolo Maninchedda
In politica nascono, come in tutte le attività umane, rapporti di amicizia che si evolvono anche in affetti sostanzialmente familiari (io, quando ho iniziato, ho vissuto un affetto filiale che tuttora mi riscalda l’anima). Ovviamente questa vita affettiva riguarda chi ha cuore, chi nutre l’anima vivendo e non temendo i sentimenti.
Tutto ciò premesso, in questi giorni, come nei precedenti di due anni e mezzo, io ero impegnato, nell’ordine:

Facebook: come ci usa, come ci incattivisce
Cultura Editoriale Politica

Facebook: come ci usa, come ci incattivisce

di Paolo Maninchedda
L’Economist, in un articolo dell’aprile scorso, dava conto dei motivi del successo di Facebook. In particolare spiegava come e perché è riuscito a diventare un business. Ecco il passaggio centrale del testo (in traduzione libera): «Il fattore più importante nel trasformare Facebook in un enorme business è la quantità di dati raccolti. Gli utenti condividono volentieri stock di dati con Facebook, come i loro interessi, la biografia, la posizione e gli amici. Facebook può anche tenere traccia di tutto ciò che gli utenti visitano in linea: qualsiasi cosa con un “Mi piace” retroagisce informazioni su Facebook, così l’accesso attraverso le credenziali Facebook ad altri siti. Nessun’altra società di web, con l’eccezione di Google, ha più dati sugli utenti di quelli raccolti da Facebook. Questa è la base del successo (commerciale ) di Facebook. Gli inserzionisti sono in grado di raggiungere gli utenti con grande precisione, in base a ciò che Facebook sa di loro, e stanno spendendo una quota enorme dei loro budget pubblicitari on-line sul social network.

Dove si produce nuova ricchezza in Sardegna? Con un post scriptum sulla sanità e sui manager
Editoriale Lavoro e impresa Politica Sanità Stato sardo

Dove si produce nuova ricchezza in Sardegna? Con un post scriptum sulla sanità e sui manager

di Paolo Maninchedda
Ieri il Sole 24 ore ha pubblicato la graduatoria delle province italiane fondato sulla variazione di valore aggiunto prodotto.
Prima in Italia la provincia di Oristano.
Non sono minimamente d’accordo col presidente della Confindustria oristanese che attribuisce questo dato alla presenza di campi eolici e fotovoltaici nel territorio (vi sono altre province con presenze più consistenti e tessuto produttivo consolidato. A Oristano c’è il polo agro-alimentare della Sardegna ed è quello che sta tirando.
Ma ciò che più mi preme far notare è il dato morale: se le imprese di Oristano fanno registrare nel 2015 il miglior incremento di valore aggiunto (+45,3%) è indiscutibile che i sardi sanno essere moderni, capaci e competitivi. Evidentemente sappiamo reggere e interpretare anche le sfide più importanti.

No monsignore, il creato è imperfetto e il male esiste e non si sa il perché
Editoriale Politica

No monsignore, il creato è imperfetto e il male esiste e non si sa il perché

di Paolo Maninchedda
Il vescovo di Rieti Domenico Pompili ha dichiarato in una sua omelia: «I paesaggi che vediamo e che ci stupiscono per la loro bellezza – recita un passaggio – sono dovuti alla sequenza dei terremoti. Le montagne si sono originate da questi eventi e racchiudono in loro l’elemento essenziale per la vita dell’uomo: l’acqua dolce. Senza terremoti non esisterebbero dunque le montagne e forse neppure l’uomo e le altre forme di vita. Il terremoto non uccide. Uccidono le opere dell’uomo!».
Però, al di là dei chierici e delle loro narrazioni a posteriori che fanno tornare tutti i conti e raddrizzano anche le gambe dei cani, i conti non tornano. Il creato è imperfetto e come ha avuto un inizio avrà una fine, perche lentamente sta morendo, come insegna il secondo principio della termodinamica.
Bisogna saper stare dritti di fronte al male e al dolore ed è faticoso proprio perché entrambi non hanno senso.