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Lui folgorante in solio vide il mio genio e tacque
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Lui folgorante in solio vide il mio genio e tacque

di Paolo Maninchedda
Esattamente come il Berlusconi in difficoltà poco prima di lasciare Palazzo Chigi, anche Renzi prova non ad accettare il duro confronto con la realtà ma a costruire una realtà di comodo.
Come Berlusconi, butta il pallone in tribuna e dà la colpa all’Europa dell’austerity. Cosa c’entra l’Europa con la crisi del sistema bancario italiano? Nulla. Cosa poteva fare Renzi? Tutto, ma non l’ha fatto per gli evidenti imbarazzi sulla questione Banca Etruria. (…)
Ieri però Renzi era in Sardegna, intervistato e omaggiato da tutti, ma nessuno, dico nessuno, gli ha fatto la domanda che era indispensabile fargli: perché ancora oggi il governo italiano non ha avviato alcuna procedura per notificare a Bruxelles che la Sardegna è un’isola? Io so cosa rischio a non associarmi al coro. Personalmente vedo lo strapotere appannato di Renzi, ma non mi impressiona. Io sto da un’altra parte e so perfettamente che votando NO ho un’opportunità di cambiamento, mentre il Sì significa la ripetizione ad oltranza del mondo inconcludente di facciata che in questi due anni ha avuto un potere enorme e non l’ha saputo usare per il bene di tutti.

Ciò che la sinistra italiana non sa
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Ciò che la sinistra italiana non sa

di Paolo Maninchedda
Trump sta vincendo, spiego il perché.
C’è un motivo per cui per un lungo periodo la parola ‘democrazia’ fu sostituita nei libri e nei discorsi dalla parola ‘repubblica’. In Grecia, dove la parola era nata, la democrazia aveva costantemente generato la tirannide, perché prima aveva generato il terrore dell’ostracismo e di altre pratiche incapaci di accogliere il dissenso. Oggi c’è da chiedersi perché la democrazia stia generando leader così simili a quelli tragici, per gli altri e non per se stessi, comparsi sulla scena in momenti drammatici della storia universale.
La prima risposta è che la democrazia genera, come suo modello di gestione, l’oligarchia, ossia il governo stabile di pochi, sovrapposto all’apparente sovranità di tutti. In Italia accadde con la partitocrazia del secondo dopoguerra, la cosiddetta Prima Repubblica. I partiti etnici, i partiti tribù, come li chiamava Pannella, sostituirono uno Stato debole, garantirono a una piccola élite una lunga permanenza nei posti di potere,

Questi siamo noi
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Questi siamo noi

di Paolo Maninchedda
In che anno siamo? Iniziamo da qui.
Siamo forse nel dopoguerra?
No, siamo 71 anni dopo. Che significa?
Significa che gli analfabeti in Sardegna praticamente non esistono; significa che abbiamo migliaia di laureati e di diplomati, una buona minoranza dei quali, sufficiente alle funzioni di governo della Sardegna, hanno più successo altrove che in patria; significa che ogni suggestione industrialistica e dirigistica è finita; significa che la terra, oggi, non è più sinonimo di arretratezza contadina ma di opportunità e di salute; significa che il sapere non è più distinto in scientifico e umanistico, ma è uno, con il mondo delle scienze esatte che guarda all’immaginazione come alla migliore delle sue risorse (sicut Einstein docet); significa che l’innocenza della Sinistra e l’arroganza della Destra italiane sono finite con una guerra – gli anni del terrorismo – e con un omicidio di Stato, quello di Moro; significa che noi abbiamo visto fallire gli anni dell’Autonomia, trascorsi in dissipazioni e trionfalismi, in egemonie oligarchiche e in carriere personali

Da “The young Pope” agli errori giudiziari, dai linciaggi di stampa a Napalm 51
Cinema Cultura Editoriale Politica

Da “The young Pope” agli errori giudiziari, dai linciaggi di stampa a Napalm 51

di Paolo Maninchedda
Il Vangelo di oggi agita tanti fantasmi civili, scuote alle fondamenta l’ipocrita cultura italiana in cui, ahimé, siamo cresciuti. Ne riporto il testo: (…) Verremo giudicati, questo è il primo punto. E già su questo ci sarebbe da ridire. L’uomo non ha sempre pensato di essere giudicato al termine della sua vita. Anzi, per un lungo periodo ha ritenuto che la vita non fosse sua davvero, ma che in realtà si trattasse di un copione scritto da altri di cui ciascuno è solo un interprete, come può esserlo un bravo e convincente attore. Come si sarebbe potuto giudicare un attore per aver interpretato un copione non scelto? Certi studi sul cervello e sul patrimonio genetico di ciascuno inducono a pensare che i copioni esistano. (…)
La piccola borghesia italiana ha formato i bambini sul libro Cuore e gli adulti sul rancore.

Ieri a Bonorva un allarme per la Giunta
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Ieri a Bonorva un allarme per la Giunta

di Paolo Maninchedda
Ieri sono andato a Bonorva, con Pier Mario Manca e con Gianfranco Congiu, a sostenere i progetti di sviluppo e di legalità proposti e realizzati dall’Amministrazione comunale.
Venerdì avevo accompagnato il sindaco nell’incontro con il Presidente Pigliaru che ha riguardato sia la foresta di Mariani a Bonorva, sia Surigheddu e Mamuntanas. Il Presidente avrebbe voluto che già venerdì scorso venisse assunta la delibera che coinvolgerà Forestas e Corpo Forestale in un’attività di recupero delel terre pubbliche all’uso pubblico e ai programmi di sviluppo locale: probabile che venga assunta questo venerdì.
Tuttavia, ieri il Consiglio Comunale aperto è stata anche un’occasione per una discussione non rituale tra gli amministratori presenti e la Regione (in questo caso rappresentata dal sottoscritto). Ne è venuto fuori un quadro severo per la Giunta regionale, ma non tanto sulle grandi prospettive (certo, è stato chiesto che se si intende fare un Master Plan per le zone interne, le zone interne siano conosciute e ascoltate), ma molto sul quotidiano svolgersi della vita istituzionale (un po’ ciò che ha scritto Biolchini nei giorni scorsi sull’incapacità della macchina regionale, sia politica che amministrativa, di essere coesa ed efficiente sul ‘quotidiano’).

Umberto Eco: “Pericle era un figlio di puttana”. Una lettura per esercitare l’intelligenza e l’indipendenza in un tempo di grandi manipolazioni
Cultura Politica

Umberto Eco: “Pericle era un figlio di puttana”. Una lettura per esercitare l’intelligenza e l’indipendenza in un tempo di grandi manipolazioni

di Paolo Maninchedda
Ieri, un amico mi ha messo sul tavolo il discorso di Pericle agli ateniesi, pronunciato agli inizi della Guerra del Peloponneso. Lo scopo era sostanzialmente quello di suggeririmi di lavorare per l’indipendenza della Sardegna, producendo nei sardi quella suggestione democratica che Pericle era stato capace di suscitare negli ateniesi.
E mi parte un malumore! E non so il perché! Mi rimane in testa per tutta la giornata un fastidio immotivato.
Il discorso di Pericle è bellissimo, anche troppo! C’era qualcosa che sapevo su quel testo e che non mi ricordavo.
Poi ieri notte, al ritorno da un incontro di cantina con indipendentisti, l’illuminazione: avevo letto un articolo di Umberto Eco che contestualizzazva bene il vero scopo di Pericle, il quale era un grande populista e quindi uno che a me non piaceva e non piace.
Basta leggere i giornali di oggi o i blog e per rendersi conto che la giornata di ieri è stata allietata da tanti colleghi di Pericle, da tanti comizi facili facili e ad effetto, da tanti discorsi immemori, tutti però orientati non a cambiare in meglio la realtà, ma solo a replicare l’ennesima disputa per l’egemonia sul popolo.
Le egemonie non mi piacciono, sanno tanto di impero. Come pure non mi piacciono i pericolosissimi furbi che lanciano il pane ai poveri per chiedere loro di impiccare i loro avversari. L’abuso del popolo è pur sempre un abuso che personalmente comtrasto.
Riporto in successione una traduzione del discorso di Pericle e il bellissimo articolo di Eco.

Il discorso di Pericle

L’articolo di Umberto Eco

Il complesso di ostilità e il complesso di inferiorità: due malattie morali della Sardegna
Cultura Infrastrutture Politica Stato sardo

Il complesso di ostilità e il complesso di inferiorità: due malattie morali della Sardegna

di Paolo Maninchedda
Ieri in Consiglio regionale è andata in onda l’ennesima replica della Commedia dell’Arte. L’opposizione, giacché è prigioniera dell’idea che fare l’opposizione vuol dire essere sempre e comunque contro, ha voluto fare l’opposizione dicendo una marea di sciocchezze sul Patto della Sardegna, guidate non da una visione alternativa o da verifiche puntuali, ma solo ed esclusivamente da uno spirito di contrapposizione condito con battute ad effetto. Uno scrittore li ha chiamati “ragionamenti all’urbigna”, quei ragionamenti contro tutto e contro tutti, rivolti all’universo-mondo (l’urbe globale, da cui ‘urbigna’), che cercano e trovano, per atterrare nel cuore degli ingenui, l’estetica delle paronomasie, del tipo ‘patto/pacco’, o ‘donna/danno’: roba da bar, insomma.
Da cosa sono guidati questi comportamenti? Non certo dal confine ideologico tra la Destra e la Sinistra, ma solo dal complesso di ostilità, ossia dalla prigione concettuale di chi vuole farsi avversario e nemico di qualcuno a prescindere da ciò che dice e da ciò che fa.

Le cose che i giornali non dicono: test di medicina, formaggi, pannelli solari e aeroporti
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Le cose che i giornali non dicono: test di medicina, formaggi, pannelli solari e aeroporti

di Paolo Maninchedda
Si chiama inerzia, si legge abitudine. Anche giornalisti e cronisti dinanzi alla realtà che cambia non riescono a trovare nuove parole, nuovi concetti, nuove impostazioni narrative per raccontare ciò che sta accadendo.
Provo a dare un contributo sulle notizie di ieri e avantieri.
Test di medicina Come ogni anno i risultati dei test di ammissione alle Università sarde e italiane svelano una difficoltà degli studenti sardi ad accedere alle facoltà a numero chiuso, in testa Medicina. La prima domanda è: le scuole sarde preparano adeguatamente gli studenti? Siamo più ignoranti degli altri o meno allenati alla forma del test?
Pannelli solari Ieri il Consiglio regionale della Sardegna si è schierato contro le speculazioni sul solare termodinamico che si vorrebbero far passare non per quello che sono, affari, ma addirittura come investimenti strategici per la Nazione Italiana, fino al punto da consentire l’esproprio di un’azienda privata. La sostanza di questo voto, la sostanza politica, sfuggita a molti degli intervenuti ma molto chiara ai più informati, è che questo no è detto dritto in faccia a chi c’è dietro questa iniziativa, che è un conglomerato politico-amminsitrativo incardinato nell’entourage del Governo Renzi.
Formaggi