Cultura

Da “The young Pope” agli errori giudiziari, dai linciaggi di stampa a Napalm 51
Cinema Cultura Editoriale Politica

Da “The young Pope” agli errori giudiziari, dai linciaggi di stampa a Napalm 51

di Paolo Maninchedda
Il Vangelo di oggi agita tanti fantasmi civili, scuote alle fondamenta l’ipocrita cultura italiana in cui, ahimé, siamo cresciuti. Ne riporto il testo: (…) Verremo giudicati, questo è il primo punto. E già su questo ci sarebbe da ridire. L’uomo non ha sempre pensato di essere giudicato al termine della sua vita. Anzi, per un lungo periodo ha ritenuto che la vita non fosse sua davvero, ma che in realtà si trattasse di un copione scritto da altri di cui ciascuno è solo un interprete, come può esserlo un bravo e convincente attore. Come si sarebbe potuto giudicare un attore per aver interpretato un copione non scelto? Certi studi sul cervello e sul patrimonio genetico di ciascuno inducono a pensare che i copioni esistano. (…)
La piccola borghesia italiana ha formato i bambini sul libro Cuore e gli adulti sul rancore.

Ieri a Bonorva un allarme per la Giunta
Ambiente Cultura Informazione Politica Stato sardo

Ieri a Bonorva un allarme per la Giunta

di Paolo Maninchedda
Ieri sono andato a Bonorva, con Pier Mario Manca e con Gianfranco Congiu, a sostenere i progetti di sviluppo e di legalità proposti e realizzati dall’Amministrazione comunale.
Venerdì avevo accompagnato il sindaco nell’incontro con il Presidente Pigliaru che ha riguardato sia la foresta di Mariani a Bonorva, sia Surigheddu e Mamuntanas. Il Presidente avrebbe voluto che già venerdì scorso venisse assunta la delibera che coinvolgerà Forestas e Corpo Forestale in un’attività di recupero delel terre pubbliche all’uso pubblico e ai programmi di sviluppo locale: probabile che venga assunta questo venerdì.
Tuttavia, ieri il Consiglio Comunale aperto è stata anche un’occasione per una discussione non rituale tra gli amministratori presenti e la Regione (in questo caso rappresentata dal sottoscritto). Ne è venuto fuori un quadro severo per la Giunta regionale, ma non tanto sulle grandi prospettive (certo, è stato chiesto che se si intende fare un Master Plan per le zone interne, le zone interne siano conosciute e ascoltate), ma molto sul quotidiano svolgersi della vita istituzionale (un po’ ciò che ha scritto Biolchini nei giorni scorsi sull’incapacità della macchina regionale, sia politica che amministrativa, di essere coesa ed efficiente sul ‘quotidiano’).

Umberto Eco: “Pericle era un figlio di puttana”. Una lettura per esercitare l’intelligenza e l’indipendenza in un tempo di grandi manipolazioni
Cultura Politica

Umberto Eco: “Pericle era un figlio di puttana”. Una lettura per esercitare l’intelligenza e l’indipendenza in un tempo di grandi manipolazioni

di Paolo Maninchedda
Ieri, un amico mi ha messo sul tavolo il discorso di Pericle agli ateniesi, pronunciato agli inizi della Guerra del Peloponneso. Lo scopo era sostanzialmente quello di suggeririmi di lavorare per l’indipendenza della Sardegna, producendo nei sardi quella suggestione democratica che Pericle era stato capace di suscitare negli ateniesi.
E mi parte un malumore! E non so il perché! Mi rimane in testa per tutta la giornata un fastidio immotivato.
Il discorso di Pericle è bellissimo, anche troppo! C’era qualcosa che sapevo su quel testo e che non mi ricordavo.
Poi ieri notte, al ritorno da un incontro di cantina con indipendentisti, l’illuminazione: avevo letto un articolo di Umberto Eco che contestualizzazva bene il vero scopo di Pericle, il quale era un grande populista e quindi uno che a me non piaceva e non piace.
Basta leggere i giornali di oggi o i blog e per rendersi conto che la giornata di ieri è stata allietata da tanti colleghi di Pericle, da tanti comizi facili facili e ad effetto, da tanti discorsi immemori, tutti però orientati non a cambiare in meglio la realtà, ma solo a replicare l’ennesima disputa per l’egemonia sul popolo.
Le egemonie non mi piacciono, sanno tanto di impero. Come pure non mi piacciono i pericolosissimi furbi che lanciano il pane ai poveri per chiedere loro di impiccare i loro avversari. L’abuso del popolo è pur sempre un abuso che personalmente comtrasto.
Riporto in successione una traduzione del discorso di Pericle e il bellissimo articolo di Eco.

Il discorso di Pericle

L’articolo di Umberto Eco

Il complesso di ostilità e il complesso di inferiorità: due malattie morali della Sardegna
Cultura Infrastrutture Politica Stato sardo

Il complesso di ostilità e il complesso di inferiorità: due malattie morali della Sardegna

di Paolo Maninchedda
Ieri in Consiglio regionale è andata in onda l’ennesima replica della Commedia dell’Arte. L’opposizione, giacché è prigioniera dell’idea che fare l’opposizione vuol dire essere sempre e comunque contro, ha voluto fare l’opposizione dicendo una marea di sciocchezze sul Patto della Sardegna, guidate non da una visione alternativa o da verifiche puntuali, ma solo ed esclusivamente da uno spirito di contrapposizione condito con battute ad effetto. Uno scrittore li ha chiamati “ragionamenti all’urbigna”, quei ragionamenti contro tutto e contro tutti, rivolti all’universo-mondo (l’urbe globale, da cui ‘urbigna’), che cercano e trovano, per atterrare nel cuore degli ingenui, l’estetica delle paronomasie, del tipo ‘patto/pacco’, o ‘donna/danno’: roba da bar, insomma.
Da cosa sono guidati questi comportamenti? Non certo dal confine ideologico tra la Destra e la Sinistra, ma solo dal complesso di ostilità, ossia dalla prigione concettuale di chi vuole farsi avversario e nemico di qualcuno a prescindere da ciò che dice e da ciò che fa.

Le cose che i giornali non dicono: test di medicina, formaggi, pannelli solari e aeroporti
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Le cose che i giornali non dicono: test di medicina, formaggi, pannelli solari e aeroporti

di Paolo Maninchedda
Si chiama inerzia, si legge abitudine. Anche giornalisti e cronisti dinanzi alla realtà che cambia non riescono a trovare nuove parole, nuovi concetti, nuove impostazioni narrative per raccontare ciò che sta accadendo.
Provo a dare un contributo sulle notizie di ieri e avantieri.
Test di medicina Come ogni anno i risultati dei test di ammissione alle Università sarde e italiane svelano una difficoltà degli studenti sardi ad accedere alle facoltà a numero chiuso, in testa Medicina. La prima domanda è: le scuole sarde preparano adeguatamente gli studenti? Siamo più ignoranti degli altri o meno allenati alla forma del test?
Pannelli solari Ieri il Consiglio regionale della Sardegna si è schierato contro le speculazioni sul solare termodinamico che si vorrebbero far passare non per quello che sono, affari, ma addirittura come investimenti strategici per la Nazione Italiana, fino al punto da consentire l’esproprio di un’azienda privata. La sostanza di questo voto, la sostanza politica, sfuggita a molti degli intervenuti ma molto chiara ai più informati, è che questo no è detto dritto in faccia a chi c’è dietro questa iniziativa, che è un conglomerato politico-amminsitrativo incardinato nell’entourage del Governo Renzi.
Formaggi

Il complesso di inferiorità delle classi dirigenti sarde (da salotto)
Cultura Infrastrutture Politica Sanità Stato sardo

Il complesso di inferiorità delle classi dirigenti sarde (da salotto)

di Paolo Maninchedda
Considerate questa circostanza: è sempre più frequente che un sardo che vada all’estero abbia successo, abbia cioè fuori dalla sua terra il riconoscimento che in patria non ha avuto.
Uno studente di sociologia del primo anno, ma anche semplicemente un uomo con un po’ di buon senso, ne dedurrebbe che il problema è dato dal contesto sardo e dall’inesorabile logica della falce: l’erba in Sardegna deve essere regolata tutta alla stessa altezza, i fili che svettano devono essere decapitati. Incredibile, in questo senso, la solenne fesseria di questi giorni secondo cui occorre chiamare un manager italiano della sanità perché i sardi hanno creato il deficit sanitario. Se potessimo fare una seria storia del deficit in Sanità, scopriremmo che ci sono stati sardi che hanno fatto buchi e sardi che hanno risanato i buchi. Scopriremmo pure che gli stessi che oggi invocano il Risolutore hanno concorso a decapitare i bravi e a promuovere gli spendaccioni. Noi dobbiamo opporci a tutto questo. Noi dobbiamo investire in fiducia. Oggi la Nuova parla di autarchismo; autarchismo una cipolla! La Sardegna è sempre stata un Paese accogliente. Noi vogliamo e amiamo chi ci scieglie, da qualunque parte del mondo venga e qualunque lingua parli. Se godessimo di una piena sovranità, rivedremmo tutto, dai programmi scolastici al fisco, dai diritti civili ai diritti politici: diventeremmo il paese più libero e libertario del mondo, ben diverso dal Paese dogmatico e dunque ipocrita che è l’Italia.Chi nasce in un’isola ha già geograficamente il senso del limite. Se gli si ficca nel cuore un freno a mano dalla nascita, lo si rovina, lo si inibisce, lo si condanna. Se si sospetta di essere condannati da un destino ostile a una condizione di minorità, si educa alla paura, alla subordinazione, alla resa. I ragazzi vanno amati, non plagiati e costretti a diffidare di sé. Noi vogliamo costruire un Paese moderno perché amiamo le persone e la terra e odiamo la falce e le sue conseguenze.

Facebook: come ci usa, come ci incattivisce
Cultura Editoriale Politica

Facebook: come ci usa, come ci incattivisce

di Paolo Maninchedda
L’Economist, in un articolo dell’aprile scorso, dava conto dei motivi del successo di Facebook. In particolare spiegava come e perché è riuscito a diventare un business. Ecco il passaggio centrale del testo (in traduzione libera): «Il fattore più importante nel trasformare Facebook in un enorme business è la quantità di dati raccolti. Gli utenti condividono volentieri stock di dati con Facebook, come i loro interessi, la biografia, la posizione e gli amici. Facebook può anche tenere traccia di tutto ciò che gli utenti visitano in linea: qualsiasi cosa con un “Mi piace” retroagisce informazioni su Facebook, così l’accesso attraverso le credenziali Facebook ad altri siti. Nessun’altra società di web, con l’eccezione di Google, ha più dati sugli utenti di quelli raccolti da Facebook. Questa è la base del successo (commerciale ) di Facebook. Gli inserzionisti sono in grado di raggiungere gli utenti con grande precisione, in base a ciò che Facebook sa di loro, e stanno spendendo una quota enorme dei loro budget pubblicitari on-line sul social network.

Perché abbiamo chiesto un piano straordinario per l’archeologia sarda?
Cultura Fisco Politica

Perché abbiamo chiesto un piano straordinario per l’archeologia sarda?

di Paolo Maninchedda
Nell’ultimo vertice di maggioranza dedicato alla verifica programmatica, il segretario nazionale del Partito dei Sardi ha annunciato che per noi, dopo l’approvazione della legge sull’Agenzia delle Entrate, sono importanti due temi:
1) una nuova iniziativa sulle accise (di cui parleremo nei prossimi mesi);
2) un grande piano per l’archeologia della Sardegna.
Intanto abbiamo ribadito al Presidente che noi sosteniamo la proposta dell’archeologo Raimondo Zucca per l’acquisto delle aree intorno a Monti Prama. In secondo luogo, abbiamo ricordato che il grande patrimonio archeologico della Sardegna è la parte più internazionalizzabile della sua identità, il suo miglior passaporto (per il momento).
Non abbiamo ricevuto obiezioni e dunque ci riserviamo di presentare a breve una proposta articolata in termini di obiettivi, risorse, occupazione diretta e indiretta e formazione.