Cassa integrazione, sovranità, elezioni e slealtà di stato

4 gennaio 2013 08:4513 commentiViews: 51

Il Governo ha comunicato che non corrisponderà alla Sardegna il saldo di 46 milioni di euro per il 2012 su cui aveva preso impegni non più tardi dell’ottobre 2012. Implicitamente dichiara anche di sottrarsi per lo stesso importo dagli impegni (ancora da sottoscrivere) per il 2013.
Io avevo denunciato questo rischio in Commissione Bilancio e la Giunta aveva dichiarato che occorreva non stanziare subito alcuna somma dal Bilancio regionale prima che il Governo svelasse le sue vere intenzioni. Ora l’ha fatto e l’ha fatto nel modo consueto: slealmente, convinto com’è, il Governo italiano, che la Sardegna può essere umiliata, tanto non reagisce.
Dove sono andati i soldi promessi ai sardi a ottobre? Ve lo dico io: in Puglia, sono andati in Puglia, la regione che ha sottoscritto dopo la Sardegna un accordo col Ministero ed è stata più scaltra dei sardi ad andare subito e rapidamente all’incasso.
C’è un rischio immediato di mancata liquidazione degli assegni? No, non credo, perché 1) firmando l’accordo con i sindacati l’8 gennaio prossimo, la regione ativerà gli 87 milioni di euro già disponibili; 2) perché la Regione ha la forza finanziaria di supplire al disimpegno dello Stato e in più, con la norma varata con l’esercizio provvisorio, si possono coprire gli assegni oltre i tetti dei dodicesimi mensili di bilancio. Insomma, nella peggiore delle ipotesi occorrerà stanziare in finanziaria 150 milioni di euro (50 a copertura del 2012 e 100 per il fabbisogno 2013). Tuttavia, sia chiaro, bisognerà fare una spending review degli ammessi alal Cassa integrazione: il caso, non eccezionale, di persone in Cassa integrazione dall’età di 18 anni per i successivi 10 non sarà ragionevolmente più sostenibile.
Colgo questa occasione per rispondere a quanti continuano a rappresentare il percorso verso l’indipendenza come una follia perché la Sardegna non avrebbe la forza finanziaria per reggersi. Bene, la Sardegna già con le sue forze sta pagando interamente la sanità, interamente la continuità territoriale e il trasporto pubblico locale (la vera follia degli accordi del 2006), ormai paga circa la metà del welfare (cassa integrazione e mobilità). L’unica cosa che non paga sono le pensioni che, però, ed è bene che i detrattori dell’indipendenza e i fautori dell’autarchia (è assurdo che si leghi la sovranità all’equilibrio di bilancio; gli Usa hanno un debito pubblico pauroso e una sovranità fortissima) se ne rendano conto, le pensioni chi le riceve se le ha pagate, o perché ha versato i contributi per pagare i pensionati di allora o perché ha versato comunque i contributi per sé. Oggi, l’ultimo tradimento di Stato conferma che dobbiamo far da soli. Concludo: io non sono per niente convinto che il mondo indipendentista debba candidare i propri uomini al Parlamento italiano. Forse sarebbe più opportuno dire ai sardi che si vogliono candidare ad andare in quel catino di menzogne e tradimenti che è il Parlamento italiano che se vogliono i voti dei sardi indipendentisti e sovranisti debbono sottoscrivere una serie di impegni programmatici. Con un’esclusione netta: io non tratterei con Berlusconi e tantomeno con La Russa. Berlusconi ha rubato ai sardi i fondi Fas; non ha riconosciuto ai sardi le compartecipazioni erariali; ha fregato i sardi con la Tirrenia (grazie anche a qualche debolezza locale); ha fatto accordi vantaggiosi sul piano fiscale con Trentino, Friuli e Val d’Aosta e non con la Sardegna; ha preso per i fondelli tutti con i russi nel Sulcis; ha dato il via libera a Scaroni a non far arrivare il gas dall’Algeria a favore del gas russo; a Roma, ha fatto l’accordo con Storace, uno dei rappresentanti più oscuri della Destra intollerante italiana. La Russa, come è noto, non nasconde di essere più che di Destra. Ecco, io con tutti questi non parlerei. Ma io sono io e, come ha scritto santamente Peretti, sono isolatissimo e sconfitto.

13 Commenti

  • Riprendo l’argomento. Ecco la conseguenza dell’operato del legislatore sardo e della giunta regionale, concorso pubblico addio

    http://www.regione.sardegna.it/documenti/1_19_20130115101030.pdf

  • Rosella Soliani

    I Sardisti a mio avviso sono quelli che con impegno e abnegazione costruiranno consenso intorno ad una nuova e onesta classe dirigente in occasione delle prossime regionali, dimostrando con l’azione di avere metabolizzato una volta per tutte questo benedetto congresso.

  • giovanni piras

    Scusatemi ma non ne potevo più, parrebbe che dopo questo pseudo congresso non sia successo nulla. Buon anno a tutti.
    Chin sa sardigna in su coro

  • giovanni piras

    Un periodo esistevano i vuoti a rendere, ora quelli a perdere, ha ragione Paolo L.
    Ormai non abbiamo più nulla da aspettarci con questa dirigenza, non li considera più nessuno, cosa vogliamo progammare. I sardisti sono quelli che hanno perso il congresso (sic), si fa per dire.

  • La Sardegna alimenta l’Italia, non il contrario. Basta affermarlo la dimostrazione è facile: sono pronto alla discussione.
    Quanto alle pensioni: si tratta di un diritto individuale maturato verso la gestione delle pensioni, non verso lo Stato: forse non tutti sanno che la Russia continua a pagare le pensioni e gli altri obblighi individuali agli ex cittadini dell’Unione Sovietica diventati cittadini degli stati CSI. Vi sono altri esempi. Fortza Paris

  • Grazie Paolo, le tue ricostruzioni fantasiose ma sempre e rigorosamente orientate a trovare nel sottoscritto un colpevole mi fanno veramente piacere.

  • Mario Pudhu

    S’elencu de sas cosas infames chi faghent sos guvernos italianos cun sa Sardigna comente l’at fatu s’On. Maninchedda est tropu curtzu, fintzas si a chie serrat sos ogros no li tiat bastare mancu a lu fàghere longu cantu est, ca própriu paret chi de ogros no ndhe zughet, antzis no ndhe cheret zúghere (e sos “eletti” a deputados e senadores za andhant bene gai!).
    Mi dimandho sempre ite sensu tenet a sighire a dare fidúcia a s’Itàlia si no a sighire in s’illusione, pro nos agatare sempre male e peus. E si sa passéntzia de sos Sardos no est cussa de sos àinos, dughentos e passa annos chi “comintzat a mancare”!!! Personalmente so de tres legisladuras chi s’ischeda mia a su presidente de su ségiu meu pro eletziones a su Parlamentu italianu bi la torro fata a biculedhos: carchi furbu tiat nàrrere chi, pro gai e pro gai, est menzus mancu a bi andhare a ‘votare’: ma deo no so unu chi s’irméntigat, ne unu chi no faghet contu de su votu pro su chi depet bàlere e mancu unu chi no tiat ischire votare e ne, gràtzias a Deus, unu chi no bi la faghet ne a solu e ne acumpanzadu, za bi la fato a solu e no fato mancu contu chi a faedhare o a istare mudos est sa matessi cosa. Ocannu s’ischeda mia che la fúlio a s’isterzu de s’arga fata a biculedhos: fidúcia a s’Itàlia e a sos guvernos suos mai prus e ne mai prus a chiesisiat, de sos Sardos, chi sigat a cufrimmare sa fidúcia prus assurda a s’Itàlia. Depimus isfiduciare s’Itàlia e totu sos chi si proponent pro bi la cufrimmare, siant atacados a carchi locomotiva de partidu italianu o siant a cadhu a s’àinu de sos partidedhos sardos (cosa ancora prus assurda, ca daet totu sa giustificatzione e totu su logu chi cherent a sos partidos italianos). Ca si, cun totu su chi s’Itàlia nos at fatu e sighit male e peus a fàghere, li cufrimmamus sa fidúcia nostra, si podet ischire ite lampu tenimus de nos lamentare? Ite cherimus dae s’Itàlia?
    In cantu a s’isolamentu de s’On. Maninchedda, deo chi so istadu in su PSdAz prus de isse tenzo un’idea; ma isoladu at a èssere chie zughet cusséntzia e fatza de ortigu (ca si depet tupare ogros, origras, buca, nasu e fintzas àteru, pro s’atacamentu a carchi cosa chi mai at a nàrrere in cara de zente): sa pessone líbbera no est mai isolada. E Paulu Maninchedda est pessone líbbera. Cumprendho sa dificurtade de èssere in d-unu partidu de sas cadiredhas o afariedhos e no de s’ideale chi serbit in sa manera prus assoluta a sa Sardigna (e no a sos chi current a si candhidare a parassitas e pedulianos de s’Itàlia ca nois Sardos tiaimus àere unu bilànciu in passivu!): Maninchedha tiat èssere custrintu a ndh’essire a solu, isse ebbia, de sa magioràntzia de sa RAS totu fide in s’Itàlia (ojamomia sos àteros!). Deo est vint’annos chi cussidero su PSdAz unu partidu mortu. MORTU. Si bi at bios pro su bene de sa Sardigna lu dimustrent (e za lu podent dimustrare, postu chi neune est unu fóssile fintzas a candho torrat àlidu). E creo chi sos isolados siant sos mortos. Tocat a cumprèndhere isolados de ite (o de chie).

  • Ci siamo conosciuti da poco a Macomer. Non ci abbattiamo! Bisogna ripartire dai comuni e dalle province, rinnovare il sardismo dalla base. Ci sono tante persone che simpatizzano ma che non escono allo scoperto perchè l’attuale collocazione è stata una forzatura. Riconquistiamo la Sardegna

  • E con la sua sconfitta ha tirato dentro l’85% del partito che era con lei.
    Ha voluto rispettare il conservatore presidente padrone e il risultato è che il Psdaz sparirà,fino a quando qualcuno non spazzerà la classe dirigente di ora e ricollocherà il partito nella sua posizione ,che non è con Cappellacci e con Assessori fasulli ,ma vicino alle persone e al popolo.
    Il partito ha già commissariato metà federeazioni,per tarpare le ali alla sua anima rivoluzionaria e non poltronaria come è ora.
    Nel frattempo a frotte ,ambigui personaggi stanno prendendo il potere ,creando la possibilità di buone posizioni per le prossime Regionali.
    Si voteranno da soli ,perchè nel frattempo i sardisti veri che hanno ancora idee si stanno collocando su altre forze.
    Altro che “non voglio spaccare il partito” andrà ad essere isolato e ai minimi storici,con buona pace di chi a avuto speranza.

  • Professore, non so davvero dire se lei sia sconfitto, ma sicuramente non è solo.

  • Evelina Pinna

    Serve una politica di mediazione urgente. Gli ultimi sviluppi del rapporto Stato-Sardegna sono una sorta di bollettino di guerra e confermano una linea virtuale di resistenza armata che va affrontata con fermezza chiarendo certe restrizioni politiche, certa fallacia nelle trattative sociali ed economiche, che sta determinando l’impoverimento irreversibile della Regione. La Sardegna è oggi serva fiscale dell’Italia e il treno di abusi contro l’autonomia che si è perpetuato negli anni ci vedrà tutti responsabili se non facciamo fronte compatto.

  • C’è anche la slealtà della Regione e della Vosrta maggioranza.

    http://www.regione.sardegna.it/j/v/58?s=1&v=9&c=161&c1=1291&id=33380

    Addio ai conocorsi pubblici, con buona pace del merito, dei disoccupati, di chi è figlio di nessuno e di tutti quelli che aspettano una possibilità.
    Certo l’argomento è forse meno interessante di quello proposto nell’articolo ma di non minore interesse per tutte le categorie di soggetti sopra menzionati.
    Un buon inizio anno,ma come diceva una pubblicità per pochi…ma non per tutti.
    Atti concreti della maggioranza di cui fa parte anche Lei.
    Auguri.

  • vi prego non ditemi che c’è questa possibilità di alleanza con Berlusca… ma perchè non costruite il famoso polo con i movimenti? ma non con liste unitarie: ognuno con la sua lista. sarebbe verametne la prova del nove di un allenza sovranista

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