Carezze dell’Unione Sarda

7 febbraio 2010 12:0437 commentiViews: 30

023Oggi L’Unione mi dedica un’intera pagina. Eccola. Commento filologico. Occhiello: Le intercettazioni telefoniche effettuate tra gennaio e aprile 2009 nell’inchiesta su una presunta corruzione (notare la finezza: compare la parola “corruzione”). Titolo: Cualbu, Maninchedda e gli altri ( notare: si comunica una gerarchia, Maninchedda è il più importante). Sottotitolo: Dalle telefonate i rapporti tra il costruttore e la politica (notare: l’occhiello si lega col sottotitolo et voilà).
Non era passata neanche qualche ora che è arrivata al sito la prima mail. Eccola: “Sul caso Tuvixeddu. Parlando di commistioni tra politici e affari privati mi sembra la persona meno adatta. Proprio lei che in pubblico si atteggia “integerrimo”, e in privato si permette di arruffianarsi avidi imprenditori. Faccia un esame di coscienza e ricordi che di questi tempi “scripta et verba manent” (nelle intercettazioni telefoniche!)”. Firma, marco (mai un cognome, un bel numero di telefono, una faccia!).
Scrivo perché è giusto non fare finta di niente.
Primo: non sono contrario alle intercettazioni telefoniche sugli uomini politici, anzi.

Secondo: son felice di essre stato intercettato e che da ciò che io ho detto non è risultato niente che possa lontanamente apparire come un reato, posto che il magistrato, che non indagava certo contro di me, non ha neanche ipotizzato mie colpe e ha archiviato il procedimento contro altri.
Terzo: io parlo al telefono con imprenditori, sindacalisti, funzionari regionali, presidenti di associazioni, segretari di partito e lo faccio sempre come se parlassi in pubblico. Anche quando ricevo qualcuno nel mio studio in Consiglio regionale c’è sempre gente. Non ho paura di parlare con gli imprenditori, li accompagno negli uffici della Regione, ragiono con loro sulle norme regionali, sulla loro attuazione, sui loro difetti; come discuto con i sindacalisti dell’integrazione al reddito dei cassintegrati, dei corsi professionali per riqualificarli, del modo migliore per rinforzare redditi e competenze. Un uomo politico non deve avere paura delle relazioni che attiva per creare coesione. Discuto e mi adiro con i funzionari regionali che presuppongono un mondo pieno di ladri e quindi complicano le procedure per difendersene, senza accorgersi che quando un procedimento amministrativo per un’impresa dura mediamente 312 giorni, l’imprenditore in grado di tollerare queste lungaggini è più probabile che sia un imbroglione che non una persona onesta. Bisticcio molto con i miei colleghi, perché Cagliari, tra scelte urbanistiche, acqua, sanità e quant’altro, costa troppo alla Sardegna. L’ho sempre detto e continuo a dirlo. Tutto ciò premesso, veniamo a Tuvixeddu.
Io ho da tempo una posizione chiara, dichiarata in pubblico e messa per iscritto. La mia posizione è la seguente: compriamo Tuvixeddu e facciamone un grande parco. Posizione diversa da quella della Giunta Soru (prima pongo i vincoli -censurati dal Tar- e poi tratto) e da quella di Cualbu, che ha sempre difeso la sua intenzione di voler realizzare gli immobili della sua area. La mia è una posizione isolatissima. Io penso che sia meglio trattare e comprare adesso, piuttosto che attendere un contenzioso legale o un arbitrato che potrebbe costare più di 100 milioni di euro alle casse esauste della Regione, il dissesto delle finanze del Comune di Cagliari e un grande vantaggio per Cualbu e per i suoi soci.
Conosco e sono amico di Gualtiero Cualbu. Ho fatto convegni pubblici con lui. Penso che la Giunta Soru con lui abbia sbagliato e abbia sbagliato su Tuvixeddu. Ho la libertà di consentire e di dissentire con lui su qualsiasi tema.  Posso farlo con tutti quelli che mi frequentano. Nella telefonata riportata sul giornale, gli dico, come è accaduto altre volte, qual è la mia posizione, che non è la sua. Parlo, come ho sempre fatto, della deviazione dalla verità delle cose prodotta da un eccesso di ideologicizzazione della vicenda Tuvixeddu. Dico anche che l’avvocato Steri individuava un punto debole nella mia posizione nel fatto che ancora pendeva una sentenza del Tar o del Consiglio di Stato, non mi ricordo. Si fa riferimento, nelle parti non virgolettate ad una mia informazione al Presidente della Regione su una modifica del Por che gli avrebbe legato le mani: non mi ricordo di che cosa parlassi, ma io ho il dovere di avvertire il presidente delle procedure della spesa che possono inibire l’efficacia delle decisoni. Poi si riporta una frase mia, infelice, in cui dicevo se e quando il procuratore Marchetti “avrebbe sciolto i cani”. Bene: me ne assumo la responsabilità. Io sono convinto che solo la magistratura fare chiarezza sul conflitto di interessi che agita Cagliari.
Adesso al termine di queste righe, che scrivo con la consapevolezza della portata dell’attacco politico in atto nei miei confronti,  perché l’effetto prodotto dal giornale è quello di farmi apparire non come latore di una proposta unica e originale, comprare Tuvixeddu e farne un grande parco, ma come un fiancheggiatore di un imprenditore interessato a difendere i suoi affari, ho deciso di formalizzare per iscritto a tutte le sedi, la mia posizione su Tuvixeddu. Voglio che resti traccia verbalizzata di ciò che penso.
Per il resto, capisco tutto in politica, meno la malvagità. Al signore che mi accusa di arruffianarmi imprenditori, suggerisco di chiedersi una cosa: un uomo come me, sentito dai magistrati su Saatchi, su Sardegna Fatti bella, sui soldi dei gruppi consiliari, ascoltato e evidentemente intercettato, se mai avesse avuto i rapporti equivoci che lui ipotizza con gli imprenditori avidi, avrebbe potuto sopravvivere al vaglio attento dei magistrati e degli avversari politici? La mia colpa, agli occhi di questo signore, è che io parlo con gli imprenditori, come con altri. Continuerò a farlo, continuerò a discutere con loro delle mie posizioni e delle loro, e lo farò proprio perché ho una coscienza pulita che mi consente di farlo.

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37 Commenti

  • Mi assoccio alla richiesta di Massimo e sollecito una presa di posizione chiara dell’On.le Maninchedda riguardo la decisione della giunta regionale di acquistare nuovi edifici in costruzione a Cagliari per gli uffici regionali alla modica cifra di 125 milioni di euro. Non vorremo che tale atto sia un’altra cambiale in bianco che la giunta Cappellacci deve onorare a spese di tutti i Sardi.

  • Onorevole Maninchedda, il giornalismo finalizzato agli affari non lo condivide nessuno e per questo mi auguro che il psd’az manifesti la propria contrarietà all’ampliamento (eventuale) degli uffici a S.Gilla (non è necessario e oltretutto 125 milioni di euro sono una cifra colossale in questo momento) prima che la barca di Cappellacci affondi, poiché se nel 2004 una compravendita di questa portata poteva passare sotto silenzio ora l’opinione pubblica è molto più attenta.

  • Caro Paolo, questi sono tempi bui e mi sembra sempre più pericoloso questo gioco per colpire ed eliminare chi prova anche solo a chiedersi il perchè delle cose.
    cerchiamo di svegliarci da questo torpore, che avvelena le nostre menti e tentiamo, almeno tentiamo, di creare un’alternativa per la nostra terra.
    resisti!
    ciao

  • Paolo Maninchedda

    No, non sono d’accordo, Granito (ma perché non vi firmate?). Io posso e devo intrattenermi al telefono con chiunque, soprattutto con chi è dentro uno scontro politico e amministrativo. Che differenza c’è a intrattenersi con un imprenditore o con un gruppo di lavoratori che chiede di essere stabilizzato senza concorso? Il problema non è intrattenersi, ma avere proprie posizioni, non chiedere niente a nessuno e non interferire sulle decisioni altrui. Ma di tutte queste cose parlerò in Aula.

  • Resta comunque il fatto che un esponente politico non deve intrattenersi al telefono con un imprenditore del calibro di Cualbu con un contenzioso di quella portata in corso. E’ incauto anche telefonarsi per scambiarsi gli auguri di Natale.

  • Giornalismo spazzatura. Si prendono dei nomi, li si associa in un titolo con la parola corruzione e si inizia la campagna mediatica senza nessuna reale notizia.

  • Giù la maschera, Maninchedda! Le intercettazioni parlano chiaro!
    L’abbiamo scoperta: Lei è uno che dice le parolacce!
    E non solo cacca o culetto!
    Ma non lo sa che è peccato?
    Ma non si vergogna?
    Mia zia non La voterà più, scurrilaccio che non è altro!
    E poi, che vuol dire che Lei parla con chiunque?
    Lei deve parlare solo con i giornalaisti (e senza dire parolacce), possibilmente solo con quelli che offrono le chiappe!

  • Tore Faedda

    “Poi si riporta una frase mia, infelice, in cui dicevo se e quando il procuratore Marchetti “avrebbe sciolto i cani”. Bene: me ne assumo la responsabilità. Io sono convinto che solo la magistratura fare chiarezza sul conflitto di interessi che agita Cagliari.”

    Su tutto il resto si può capire condividere o meno ma in questa italia e in questa sardegna frasi come questa caro onorevole meriterebbero un approfondomento giudiziario sulla sua persona anche per escludere che lei, onorevole, sia uno di quei cani da “sciogliere”.

  • Se qualcuno crede di poter infangare la figura di Paolo Maninchedda con queste zozzerie si sbaglia di grosso,è iniziato l’attacco alle spalle di chi ha il coraggio di parlare in faccia,caro Paolo abbiamo capito da tanto tempo che la tua figura è scomoda per tante persone che sguazzano nell’illegalità ,di questo non ti devi preoccupare però,ribatteremo colpo su colpo a tutti questi miserabili attacchi.
    l’informazione sana non esiste più,è al servizio dei disonesti.

    Con eterna amicizia
    Michelino.

  • Gurdati le spalle ……. ma anche il fianco.

  • Luciano Urru, pediatra Sardo di Gavoi

    Peter Arneth con un articolo del genere ha preso il premio Pulitzer!!!
    Mi rivolgo a tutto lo staff dell’Union… Jack… Partecipate, sicuramente ve lo prendete !!Velo!!
    E dire che sono cresciuto con QUEL GIORNALE nel cuore… Chissà che parte anatomica mi tocca cambiare per gioire di cotanta seria informazione!…
    Le ascelle, vi leggerò sotto le ascelle!! E che altro.
    Siete una forza epica della gastronomia mondiale: siete i cuochi della realtà!
    Ad maiora!!

    PS
    Sto per telefonare al “politico” (.E che diamine almeno maiuscolo!)… Intercettatemi!!

  • C’era da aspettarselo che prima o poi gli sgherri di Sorcinelli sarebbero resuscitati. Non mi piacciono gli accostamenti con Soru, lui ha un altra storia. Forza Paolo, sei una persona per bene e chi ti segue da tempo lo sa; spero di avere, un giorno, la possibilità ed il coraggio di alzare la voce come fai tu per cambiare questo stato di cose.
    Fortza Paris

  • Efis Pilleri

    L’articolo su L’UNIONE SARDA provoca conati di vomito ma non otterrà sicuramente gli effetti che si propone chi ha ordito la manovra. La tecnica utilizzata è ormai preistorica, in tempi di disinformazione quotidiana. I miei complimenti a Paolo: questa pagina di giornale dimostra semplicemente che la sua azione è incisiva e disturba i manovratori di turno. A suo tempo ci sono passato anche io per motivi del tutto analoghi e per problemi sempre riconducibili ad interessi sul territorio di Cagliari.

  • Ritengo doveroso ripresentare un mio precedente commento che ti riguardava… Perchè ti poni domande quando le risposte le conosci bene?
    • Puoi non essere stato minacciato ma le tue precisazioni, “non sono mica tonto”… “siamo troppo esposti e vulnerabili “….”comprensibilmente preoccupati”……” “il nostro sentimento è quello della paura” … “Quando tutto tace chi parla è esposto, fragile, isolato, facilmente calunniabile ed eliminabile “, contraddicono il tuo argomentare!
    Sono giustappunto i sentimenti che albergano nel cuore di chi ha subito sottili minacce , qualche calunnia in itinere, segnali impercettibili di sordo rancore e astio, bisbigli percepiti di eventuali ritorsioni che, uno “mica tonto” come te, mette in fila, concatena ed infine deduce.
    Non sei tonto e quindi hai percepito in lontananza segnali di tempesta…
    Attrezzati a contrastarla e per non essere solo circondati di audaci!
    # 8 dicembre 2009 alle 17:53

    Il dramma è che non chiedi aiuto agli audaci……

  • Nulla di nuovo all’orizzonte, tanto rumore per nulla: coraggio, l’importante è fare tutto alla luce del sole. Non come certi ex governatori che ricevevano in gran segreto per fare i loro affari imprenditori del peso e trascorso giudiziario del tipo Ligresti e CO.Io resto convinto che Zuncheddu in verità non ce l’abbia tanto con Paolo – questo è solo fumo negli occhi – quanto invece con Cualbu. Cercherò di spiegare perchè.

  • è già partito l’uso strumentale delle intercettazioni pure su Fb… qualche amministratore (ex) del Comune di Iglesias sta affilando le lame e tira dentro tutti… Caro Paolo, ha tutta la mia personale solidarietà, stanno arrivando tempi bui, che Dio ci protegga.

  • Che delusione l’Unione Sarda, da grande giornale a strumento di killeraggio politico. Si allinea alla Pravda.
    Sono pronto anch’io a sottoscrivere un abbonamento per un giornale libero, sardo e indipendente, che non risponda a potentati economici o editoriali ma ad un azionariato diffuso e pensante.

  • Quello che lei dice circa l’esproprio ed il fatto che in ogni caso la vicenda sarà onerosa per la Sardegna è assolutamente vero. Come è vero che la procedura descritta sia quella corretta, in ragione della quale essendo oggi giorno l’indennizzo per l’esproprio fondato sul prezzo di mercato questo nel caso in esame non potrà che essere elevato. Anche perchè è sacrosanto e giusto tutelare il privato che ha fatto legittimo affidamento su atti posti in essere dalla pubblica amministrazione, sia questa regione, comune e quant’altri.
    È altrettanto vero, però, che il Consiglio di Stato ha ribaltato la sentenza del TAR. Sempre dal punto di vista tecnico nei giudizi amministrativi, avendo ad oggetto la legittimità di provvedimenti amministrativi, i Giudici possono solo accogliere o respingere il ricorso. Quando accolgono annullano quando respingono confermano.
    Con la sua sentenza il Consiglio di Stao nell’annullare la sentenza del TAR ha affermato esplicitamente che il provvedimento del sovrintendente era assolutamente legittimo. Nel fare ciò ha spiegato le ragioni della sua decisione, argomentando la legittimità del provvedimento del sovraintendente alla luce di un palese difetto di motivazione del provvedimento concessorio (questo si immotivato). detto ciò la sentenza si è fermata e diversamente non poteva essere. Non ha detto che un eventuale provvedimento concessorio motivato diversamente sarebbe stato legittimo, ne poteva farlo. Ha detto solo che il sovraintendente ha fatto bene ad annullare stante l’assoluta mancanza di motivazione del provvedimento concessorio. Il resto sono solo ipotesi e supposizioni che non hanno fondamento. Unica conseguenza certa della sentenza è la riviviscenza del provvedimento che ha annullato la concessione. Non a caso nel dispositivo precisa che per effetto della decisione “respinge il ricorso proposto davanti al TAR “. cioè il ricorso del’impresa. Quindi ribalta la situazione venutasi a creare con tale decisione.
    Questi sono però solo dettagli tecnici. Forse anche noiosi.
    Quello che è più rilevante è, come già detto, l’assenza della regione nel procedimento davanti al Consiglio di Stato. Assenza ancora più evidente a fronte della costituzione in giudizio davanti TAR e della pochezza, Lei dirà constatata a posteriori, del provvedimento concessorio. A mio parere la Regione quale principale attore sulla scena aveva il sacrosanto dovere di partecipare a quel giudizio sia per difendere una posizione o un altra, non spetta a ma dare consigli o prendere simili decisioni. Ma doveva esprimersi, prendere una posizione. L’incertezza la mancanza di chiarezza poi permettono azioni da retrobottega, per non dire altro, quale quella che sta portando avanti l’unione sarda e sulla quale concordo in maniera totale su quanto da Lei scritto. Anzi la risposta è stata fin troppo garbata considerato l’uso strumentale di un mezzo come una intercettazione telefonica, dalla quale non emerge niente, che voca nell’immaginario collettivo scenari foschi. Solo questo per il resto sono assolutamente solidale con lei e con chiunque si ritrovi in tali situazioni che in Italia non sono infrequenti, anzi.

  • Ora capirà le carezze di Unione/Videolina. Toccherà anche a lei ora che ha capito cosa vuol dire “sciogliere i cani” non “fare prigionieri”, è il linguaggio della destra.
    Chiaro ora? C’era chi voleva difendere il bene comune ed è stato massacrato anche dallo stesso gruppo che ora carezza lei. Poi c’era la criccona imprenditori, avvocaticchi di sinistra, giudici del TAR e massoneria, tuvix affare del secolo Lei molto democristianamente, che voleva tenere insieme tutti tome e cemento. L’ultima sentenza del Consiglio di Stato e la richiesta di archiviazione del PM Caria (no a Santoni) siano chiarissime. Rileggiamo onestamene questa brutta storia, lei è una persona per bene. Alcuni amici è bene perderli.

  • cosimo mazzette

    “Si comunica una gerarchia “ dice Paolo. E io dico “è provocazione allo stato puro”. È una macchina studiata per colpire scientificamente con il bisturi l’avversario. Ma tutto ciò ha una spiegazione logica.
    Si ha il timore di chi emerge combattendo lo status quo, di chi si adopera a rendere pubbliche le malefatte, di chi condanna i nepotismi a trecentosessanta gradi, di chi controlla lo sperpero delle risorse pubbliche, di chi cerca di smascherare i lestofanti imboscati nella P.A.
    Si ! ….in questo Paolo è in vetta alla piramide, è l’acume della montagna.
    Ma……tutto ciò da fastidio a molti, i quali si affidano a certa stampa per denigrare le persone scomode.
    Paolo è attualmente il faro da spegnere, sta bruciando i tempi e scende in campo tra la gente per affrontare i problemi umani, sociali ed economici dei comuni mortali (cosa non ammessa ad un onorevole, che a braccio, parla serenamente senza slogan e/o frasi fatte).
    È ingombrante per quelli che sgomitano non avendo le capacità di arrivare al potere.
    Siamo in aperta campagna elettorale. Non si può tollerare che un semplice consigliere (tra l’altro del Psd’az) lavori ad oltranza, riempiendo le sale e conquistando ogni giorno consenso.
    Sono d’accordo con Paolo, in politica si accetta (quasi) tutto ….non la malvagità.
    Sighi a Honca harta, semus un tue.
    Ps. concordo con Giovanni, facciamo il Ns. giornale e mettiamo a disposizione i 30 €./mese per autofinanziarci.
    Saludos Gosomo

  • Ciao Paolo,
    non aver paura, vai avanti. Vince sempre chi ha idee, chi è libero e chi ha amici sinceri. Qualcuno, forse, è già in campagna elettorale. Dopo qualche mese, magari … ti invita a pranzo.
    Giuseppe

  • Da filologo a filologo: quel servizio sul giornaletto è un vero linciaggio.
    Con tutta la mia solidarietà.
    Marcello

  • Caro Paolo, hai veramente ragione.
    È uno schifo e questa gente fa schifo.
    Bàlzano immediatamente all’occhio del profano – che dà una affrettata scorsa all’Unione – sia il tuo cognome che il succulento contenuto che dovrebbe essere celato all’interno dell’articolo, ovvero: “Maninchedda è stato beccato con le mani nella marmellata e ora lo denigriamo come si fa con il delinquente!” Un classico comportamento della stampa che nell’etologia comportamentale degli animali equivale al tentativo di emarginazione del singolo dal branco.
    Una volta letto l’articolo ti accorgi che il titolo era una cazzata, che hanno voluto associare il tuo nome alla corruzione e a oscure manovre e in realtà non solo non hai mai detto nulla di compromettente ma anzi: hai cercato di mediare e sei stato propositivo, non demagogicamente, per trovare una soluzione su Tuvixeddu anzichè continuare a rischiare di fare cadere sui cittadini gli esiti di una causa milionaria.
    Incredibilmente stolto, puerile e in malafede l’articoletto (a centro pagina) di spiegazione e scuse del perchè della pubblicazione delle intercettazioni (Excusatio non petita accusatio manifesta!).
    “Unione falsa”, la chiamano molti amici: non hanno torto.
    Vai avanti così.

  • Caro Paolo, vai avanti, è chiaro che vogliono colpire un simbolo la tua indipendenza dai potentati economici: se ti attaccano è chiaro che non hai fatto favori e non sei al loro servzio.

  • Forse Soru non era il malvagio che l’Unione ci ha voluto far credere per 5 anni e forse contro di lui sono stati usati gli stessi mezzi che si usano oggi a palle incatenate.
    Sul tema, il merito Tuvixeddu e non il gossip, suggerisco la lettura della sentenza del Consiglio di Stato del 5 febbraio scorso (n. 00538).
    Saluti e tenga duro.

  • E gia, è tosto essere investiti dalla corazzata multimediale Ugnone/Videolina. Questa è gente che oltre a “sciogliere i cani” non “farà prigionieri”. Il puzzle si è completato mi pare. C’era chi voleva difendere l’interesse di tutti ed è stato massacrato anche dallo stesso gruppo che ora “massaggia” lei. Poi c’era tutta una bella greffa di Casteddu, imprenditori, avvocati, madamine, giudici del TAR e massoni assortiti, che invece se ne catafottono delle necropoli puniche (peraltro costruite in pieno centro cittadino in piena violazione dell’editto di Saint Cloud). Poi c’è anche la terza posizione, la sua, molto democristiana, che voleva salvare capra e cavoli. Mi sembra che l’ultima sentenza del Consiglio di Stato e la richiesta di archiviazione del PM Caria (tranne che per Santoni) siano chiarissime per chi le vuole leggere senza prosciutto negli occhi.

  • Una precisazione di natura tecnica.
    Il consiglio di stato con il “ribaltamento” non ha posto sotto tutela alcunché. leggete la sentenza pubblicata sul blog di Sardegna Democratica. In realtà il consiglio dice che é necessario motivare meglio la relazione paesaggistica e il nulla osta. Niente vieta all’imprenditore di ripresentare la richiesta, meglio motivandola; al comune di approvarla e alla soprintendenza di approvarla.
    Qualora la regione dovesse optare per l’esproprio (nei fatti già in atto, perché la proprietà subisce un grave danno da tutta sta vicenda) dovrà seguire le norme vigenti, le quali, in presenza di un piano attuativo approvato legittimamente, prevedono il ristoro della proprietà secondo un criterio di indennizzo pari al valore di mercato. Quale sia il valore di mercato, decurtato eventualmente di quel 20% accettato dalla giurisprudenza recente, starà a una terna di periti estimatori nominati dalle parti e dal Tribunale e, in secondo istanza, dalla corte d’appello, ma solo in caso di contestazioni di una della parti.
    Fate una ricerca giurisprudenziale su internet e ditemi…

  • Enea Dessì

    Anch’io mi chiedo: perchè l’Unione Sarda ha deciso di pubblicare una intercettazione che a ben vedere non dice proprio niente? Ho la sensazione, Paolo, che hai pestato i calli a qualcuno con la richiesta che hai pubblicato su questo sito per scoperchiare certi affari a Cagliari e la cosa, evidentemente, non è passata inosservata. Oppure l’intervento nel consiglio regionale? Come sai io ho dovuto abbandonare il campo e mai più mi sognerò di investire in Sardegna: mi sto leccando ancora le ferite e mi pesano anche le umiliazioni subite da certi funzionari e commissari liquidatori. Pazienza, me la sto spassando tra gli USA e la Libia e ti posso garantire che non vorrò mai più stare male come sono stato male in Sardegna. Spero che questa vicenda non ti faccia altretanto male e che continui la tua battaglia con onore e convinzione.

  • Marco (un altro)

    E’il buon senso ad aver suggerito a molti cittadini che la trattativa tra le parti fosse l’unica strategia utile. Non è il solo a pensarla in quel modo, mi creda. Ritengo che una bella fetta di opinione pubblica condivida la sua posizione.
    Eserciti il suo diritto di replica sulle pagine dell’Unione in risposta alle gentili carezze finalizzate a mal rappresentarla agli occhi di chi (i più) non legge oltre i titoli.

  • “…esiste in Sardegna una vera e propria emergenza informazione. In discussione non è la linea politica editoriale che ciascuna testata si sceglie liberamente; il problema è la completezza dell’informazione, la necessità d’informare correttamente e compiutamente, di non nascondere le notizie, di non nascondere la verità. L’INFORMAZIONE NON È UN PRODOTTO, UNA MERCE, NON È UN ELEMENTO QUALSIASI DI UN QUALSIASI PROCESSO PRODUTTIVO. La Costituzione, le convenzioni internazionali, considerano l’informazione secondo quella che è la sua natura più vera: una liberta fondamentale, presupposto indispensabile per il libero esercizio di tutte le libertà.” Tratto da Massimo Dadea “La febbre del Fare” Cuec 2009

    L’articolo di oggi sull’Unione Sarda non è informazione. Non è una Carezza….

  • Ho l’impressione che sulla vicenda ci sia ancora molto da chiarire.
    1) perché l’Unione si interssa tanto a Paolo Maninchedda ?
    2) perché il ministero dei Beni Culturali sta marcando stretto l’affaire Tuvixeddu (vedi interrogazioni di Granata presidente commissione Cultura)
    3) perchè Soru voleva fermare i progetti, dove voleva utilizzare quelle volumetrie?
    4) che ruolo ha Zoncheddu ( per quello che ne so fiancheggia l’ala esclusa del PDL )
    Forse dalla risposta a queste domande può venire anche la risposta al primo punto.

  • Anche se non sarà pubblicato ma sarà da Lei comunque letto, le volevo dire che io sono fra quelli elettori delusi che speravano tanto nel duo Maninchedda-Soru. Adesso mi dispiace tanto che dopo Soru vogliono far finire Lei nel tritacarne con obiettivi non certo nobili.

  • Caro Paolo, lo avevi previsto tempo fa; hanno iniziato l’attacco, lo hanno fatto male a mio avviso.
    Credo ci si debba aspettare altri regali simili, la disinformatjia prosegue.

  • Sono perplesso e preoccupato. Qui è L’Unione che sta sciogliendo i cani… chi devono azzannare?

  • Salve, il giudizio sulla Sua lineare e chiara posizione che finora l’ha distinta, per un attimo è vacillato, è inutile negarlo! Le persone a me vicine che hanno letto il giornale e che non capiscono un’acca di politica e di affari, intendendo in senso buono l’espressione, hanno detto: “tutti uguali”. Grazie per aver chiarito il fatto, ma ahimé si vede che siamo in campagna elettorale e che questa malvagità come Lei la definisce, é solo l’inizio di un gran massacro! Nulla di nuovo all’orizzonte. Buona domenica.

  • Tutto quello che Lei dice è vero e condivisibile.
    Allo stato è però necessario evidenziare, per completezza nel racconto, che il Consiglio di Stato nel ribaltare la sentenza del TAR Sadegna ha ritenuto legittimo il provvedimento del sovraintendente di Cagliari. La sentenza mi sembra sia stata pubblicata ieri. Stando così le cose i luoghi sono tutelati con il venire meno della necessità di acquisirli.
    Ma ciò che più lascia stupiti è che la Regione Sardegna nel giudizio davanti al Consiglio di stato non si è constituita. A differenza di quanto accaduto davanti al TAR ed ai tempi dela precedente Giunta.
    Se non fosse stato per il Ministero ad oggi non si sarebbe giunti al ribaltamento della decisione presa dal tar sardegna che annullava i provvedimenti della sovraintendenza. In tempi in cui si parla di indipendenza ed autonomia, spetta al Ministero ripristinare la legalità in merito ad una vicenda di interesse archeologico che si gioca sul territorio sardo. La mancata costituzione nel giudizio da parte della Giunta non penso sia molto edificante per la stessa e per la maggioranza che la sostiene. In soldoni ci ha pensato il ministero a fare riprestinare la legalità.

  • Il risultato è che l’unione sarda inaugura la stagione a mo di libero, sparge solo veleni e pure inconsistenti.
    La gente libera…… sa leggere cosa c’e scritto e non si scandalizza affatto.
    Anzi… si chiede!!! Ma perché compro questo giornale?

    Fare una analisi sarebbe inutile, sono veramente dei pezzi di M…..

    Io personalmente, arrivati a questo punto non lo comprerò più e avanzo una proposta…

    Paolo… facciamo un giornale libero regionale autofinanziandoci.. L’unione e la nuova mi costano 60 euro al mese..
    Io li do in abbonamento a chi ha voglia di fare un giornale libero di informazione, fatto di giornalisti seri e liberi che sappiano fare il loro lavoro e lo facciano nella piene libertà e non sotto dettatura del direttore di turno.
    Perchè non pubblicano le telefonate del loro editore con i politici di turno suoi amici e non?
    O quelle con funzionari dello stato che controllano in un modo o nell’altro le sue aziende.
    Sicuramente non ci sarà niente di scandaloso credo!!! Ma perchè Maninchedda e Cualbu si e invece Zoncheddu et…. altri NO?

    Rivolgendomi a lui imprenditore da questo post, se legge, gli chiedo…
    Se non sapevi di questa caduta di stile del tuo giornale, poni subito riparo, continuando cosi perdi lettori e copie, e un buon imprenditore non va in passivo.

    per quanto concerne la mia proposta a Paolo, hai la mia mail, quando vuoi io i miei 60 euro mensili che oggi spendo per il giornale, li do a te se hai voglie e tempo e persone che vogliono fare un foglio libero ed indipendente ” e serio” in Sardegna.

    Con Rinnovata Stima
    Giovanni

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