Tutte le fonti che abbiamo consultato sullo stato di attuazione del nuovo stadio del Cagliari – alcune dirette, altre di seconda mano, ma affidabili – convergono su circostanze che potremmo definire gravi, precise e concordanti. Ma sono circostanze da verificare, perciò poniamo domande, con l’intento di illuminare la penombra dentro la quale si stanno nascondendo i nuovi padroni della Sardegna, che sono padroni di capitale vecchio stile, mai come oggi potenti e infiltrati dentro le istituzioni sarde, ufficialmente governate dalla Sinistra, o meglio dalla Sinistra piaciona, quella cui piace vivere bene in compagnia di chi sta benissimo.
È ancora in piedi l’ingresso nel Cagliari Calcio degli investitori americani annunciato nei mesi scorsi? Esiste un accordo vincolante? È stata definita la nuova struttura societaria? Sono stati versati capitali, prestate garanzie o assunti impegni formalmente documentabili?
Se l’operazione procede, perché nessuno riesce più a vedere gli americani? Perché i rapporti con il Cagliari sembrerebbero ridotti al lumicino? Chi tratta oggi con loro e con quale mandato? Si tratta di un normale rallentamento o di una trattativa ormai compromessa?
Qual è, soprattutto, la reale situazione finanziaria del Cagliari Calcio? Le cessioni compiute o programmate rispondono soltanto a valutazioni tecniche oppure alla necessità di trasformare rapidamente in denaro ogni valore disponibile? Il club sta costruendo una squadra oppure sta liquidando ciò che può liquidare?
E arriviamo allo stadio.
Giulini vuole ancora realizzarlo? Dispone delle risorse necessarie per sostenere la quota privata dell’investimento? Gli eventuali partner finanziari esistono ancora? Le garanzie richieste sono pronte? Oppure il progetto continua a essere agitato pubblicamente mentre, nella sostanza, il suo principale promotore non ha alcuna fretta che il Comune arrivi alla gara?
Se è così, perché?
Una gara obbligherebbe finalmente tutti a mettere le carte sul tavolo: capitali, garanzie, sostenibilità economica, ripartizione dei rischi e capacità di rispettare gli impegni. È questo il momento che qualcuno preferisce rinviare?
E il Comune di Cagliari che cosa sa? Ha verificato la solidità attuale della società proponente oppure continua a ragionare sulla fotografia finanziaria di mesi fa? Ha chiesto conferma della presenza degli investitori americani? Ha accertato chi dovrebbe finanziare la parte privata dell’opera? Perché dovrebbe impegnare ingenti risorse pubbliche senza conoscere con certezza identità, consistenza e intenzioni dei soggetti che stanno dall’altra parte del tavolo?
Il nuovo stadio non può vivere indefinitamente nella zona grigia degli annunci. Prima di spendere denaro pubblico, il Comune deve sapere se esistano ancora il progetto industriale, il capitale privato e il soggetto capace di portarli entrambi fino alla fine.
Le domande sono semplici. Se le notizie che circolano sono infondate, basteranno documenti altrettanto semplici per smentirle. Se invece nessuno risponderà, il silenzio comincerà ad avere la forma di una risposta.

Egregio Alberto, io ho letto tutte le carte e le domande che pongo sono pertinenti. Qui di tendenzioso c’è solo il suo confondere il tifo con la verità.
Ma chi ha scritto questo articolo è informato che il Cagliari ha assecondato e dialogato con il comune per arrivare ad avere bozza di convenzione, piano economico finanziario approvato da consulenti esterni al comune e, specialmente, dichiarazione di pubblica utilità approvata in consiglio, che porterà, tra pochi giorni, alla pubblicazione del bando di gara e alla conferma che Cagliari sarà tra le città tra cui l’Uefa sceglierà i 5 stadi di euro 2032? Articolo sconcertante e tendenzioso
Oh Murtasa, piuttosto di parlare a vanvera, per partito preso e/o emettere afflati malamente coordinati, cerca di individuare il problema. Siamo chiari: Il Presidente Cellino avrebbe voluto fare lo stadio con risorse proprie e senza rompere i coglioni a nessuno. Detto questo al Presidente Cellino hanno rotto talmente tanto i coglioni che, facendosi ingiustamente la galera, ha abbandonato il progetto. Mi sembra di capire che, al momento attuale, si stia valutando chi per ultimo si troverà il cerino acceso in mano. Caro Murtasa prova a chiedere al comune di cagliari, il sindaco dell’era Cellino è lo stesso dell’era giuliani! Prova a guardarti nello specchio e vedi tu che tipo di risposta si possa riflettere! Ad maiora!
Prof. l’Assessore in una intervista all’unione sarda disse ” la gara si farà a Settembre” aspettiamo e vediamo se dice la verità allora si che che le domande da lei poste devono avere risposte , signor antonio murtas le carte dovrebbero essere pubbliche non crede dato che il Sindaco e Assessore non perdono occasione di dire che in comune c’è la trasparenza assoluta
Mi permetto di aggiungere una domanda essendo anch’io un pò scemo, ma gli annunci da social media su rinnovabili, sanità e trasporti (per citare i primi che vengono alla mente) a cosa hanno portato?
Non vorrei ” uscire” fuori tema, ma vorrei porre qualche altra domanda….i presunti investitori conoscono più o meno la forma di un pallone da calcio ?
Chi scrive è mai andato allo stadio di Cagliari?
Come si pensa di raggiungere la nuova struttura da 35.000 posti?
Attraverso l’ asse mediano? Via Roma? Oppure v.le poetto?
Se domani si cambiasse idea e si decidesse di costruire giustamente il nuovo stadio piu vicino alla maggior parte dei frequentatori cioe alle porte della città, i filantropi americani ci starebbero ancora?
Buongiorno. Dissentire è una prerogativa sempre presente e garantita su questo sito; offendere genericamente, invece, è irragionevole…. Però, a pensarci bene, anche offendere è… «una scemenza».
visto che siamo in tema di scemenze, quando lo riterrà opportuno, ci parlerà dell’ennesima legge sarda bocciata dalla Corte:”Vincolo idrogeologico: no alla sanatoria postuma. La Corte costituzionale boccia l’accertamento di compatibilità idrogeologica “a posteriori” previsto dalla Legge Regionale Sardegna. Il vincolo idrogeologico richiede una verifica preventiva!” grazie
Egregio Murtas, grazie per l’iscrizione agli scemi, ma se nel frattempo lei, così arguto, sapesse rispondere alle domande poste, gliene saremmo grati. Facciamo domande non perché scemi, ma per non passare da stupidi.
Ma perche scrivete tutte queste scemenze. È ovvio che il comune ha tutte le carte. Non voglio esprimere ulteriori concetti, ma questi commenti sono nell’ordine della follia….
Semplice improvvisazione, ormai pluridecennale, stile assessorato RAS