Bugie di stato: il governo tecnico-pratico dice le bugie (anche rispetto all’Authority per l’energia) sulle spalle della Sardegna e consegna Porto Torres in ostaggio a E.On. Negli Usa un sottosegretario bugiardo viene dimissionato

10 agosto 2012 17:399 commentiViews: 79

Come ricorderete, il senatore Antonello Cabras aveva presentato un’interrogazione sul caso E.ON. Eccola (è la quarta in ordine di scorrimento). In essa chiedeva:
“se risponda al vero che E.On produzione abbia espresso la volontà di non realizzare il quinto gruppo autorizzato così come sarebbe stato direttamente rappresentato alla Provincia e ai Comuni interessati del territorio Sassari e Porto Torres;

se risponda al vero che, sia stato manifestato un interesse verso E.On da parte di altri gruppi operanti in Sardegna nella produzione di energia elettrica, finalizzato a subentrare nella realizzazione del quinto gruppo di Fiumesanto;

se il Governo non valuti che sia prioritario assumere ogni utile iniziativa affinché sia garantita la realizzazione del quinto gruppo previsto dai programmi concordati da E.On, e in subordine se non si debba favorire, dopo le necessarie verifiche, la possibilità che altri operatori possano subentrare nel sito di Fiumesanto, in particolare considerando i gravi problemi che si manifesteranno per il sistema elettrico regionale nella prospettiva che vede il sito operare in assenza del nuovo gruppo con soli due gruppi in esercizio, di età prossima ai 20 anni”.

Il 18 luglio ha risposto il sottosegretario tecnico-pratico De Vincenti. Ecco la risposta (inizia alla fine della pagina 14 del dpf), pubblicata nei resoconti del Senato. Per comodità ve la fornisco anche in un file separato.

Prima bugia   Cominciamo dalla bugia più clamorosa. Alla fine della sua risposta, il mitico De Vincenti scrive: “In ordine al quesito sull’esistenza di un interesse di altri gruppi industriali alla realizzazione dell’iniziativa autorizzata alla E.On produzione SpA, non si hanno evidenze o notizie in tal senso. Tanto meno il comportamento attuale della E.On sembra richiedere un intervento del Ministero per promuovere il subentro di altre aziende nella centrale di Fiume Santo”.
Eccolo qui il Governo nazionale italiano, pronto a negare l’evidenza per accondiscendere ad una visione di parte, in questo caso di E.On. Ad ogni buon conto, ecco qui il pdf, con cui, il 2 aprile del 2012 E.On comunicava il rifiuto dell’offerta, avanzata a Monaco il 9 marzo da Paolo Clivati, per Ottana Energia, e da Aloke Lohia per Indorama. L’incontro per l’offerta era stato organizzato dallo Studio Ambrosetti di Milano. Ne hanno parlato i gironali per mesi. Perché il Ministero fa finta di nulla? Perché ignora l’offerta presentata, nonostante sia ormai di dominio pubblico? La risposta è tutta nei paragrafi precedenti, orientati a giustificare la frenata di E.On sugli investimenti.

Da notare come, poi, il Ministero si mostri indulgente verso E. On, laddove scrive di non ritenere opportuno sollecitare E.On a mantenere gli impegni, tra cui le bonifiche, perché il mantenimento degli impegni richiederebbe un forte apporto di capitali privati in un momento difficile, e quindi meglio, secondo il Ministero, non sollecitare E.On a fare alcunché. Ovviamente il Ministero fa finta di ignorare che il 26 aprile 2010 ha ottenuto un’Autorizzazione Integrata Ambientale nella quale la deroga ai gruppi 1 e 2 è condizionata alla realizzazione del 5 gruppo; ovviamente fa finta di ignorare che la povera E. On a cui bisogna dare tempo, il 4 agosto 2010 ha firmato con la Regione un Accordo di Programma per la realizzazione di un campo fotovoltaico di 100 ettari. Ovviamente il Ministero fa finta di non vedere che E. On i soldi li ha ma li spende per il sole, non per il 5 gruppo. Ma il Ministero si bea del fatto che E. On ha presentato i progetti per la bonifica dei siti. Intanto aver presentato i progetti significa poco se si continua a produrre con i gruppi 1 e 2; inoltre aver iniziato una procedura e rimbalzare da un ministero (Ambiente) all’altro (Mise) è una tattica nota per guadagnare tempo (si tengono aperte più istruttorie e non se ne conclude una).

Seconda bugia   Ma detto tutto questo, ecco l’altra clamorosa bugia: De Vincenti proclama che l’entrata in servizio del Sapei ha calmierato i prezzi dell’energia in Sardegna. Balle!. Lo dice l’Authority per l’energia nel “Rapporto annuale dell’Autorità per l’energia elettrica e il Gas al Ministro dello Sviluppo Eonomico in materia di monitoraggio dei mercati elettrici a pronti, a termine e dei servizi di dispacciamento. Anno 2011 consuntivato”. Questo il link. Leggete a partire dalla pag. 34.
Cosa dice prima di tutto l’Autorità? Dice che in Sardegna si registra, in controtendenza con l’andamento dei prezzi in diminuzione nel continente e in Sicilia, un incremento dei prezzi di circa il 28%. Ecco il testo: “Nel corso del 2011, il differenziale tra i prezzi a salire RS e i prezzi a scendere RS su MB ha subito una riduzione in Sicilia, mentre è rimasto pressoché stabile nel Continente. La situazione più critica è quella della Sardegna dove, già nel 2010, il livello del differenziale era pari a circa tre volte
quello registrato nelle zone del Continente. Nel corso del 2011 si è inoltre verificato un aumento del suddetto differenziale pari al 28% rispetto all’anno precedente. Ciò ha reso necessaria un’analisi più approfondita del comportamento degli operatori nella predetta zona nel corso degli ultimi due anni”.
Quindi un primo punto fermo: l’Autorità smentisce il Ministero (che dice le stesse cose che diceva Terna quando noi dimostrammo che non diceva cose vere), perché mentre il Ministero afferma che dall’entrata in servizio del Sapei la Sardegna ha potuto approvvigionarsi a prezzi più vantaggiosi, l’Autorità afferma che per tutto il 2011 il mercato sardo è rimasto quello che era, in controtendenza rispetto a quello continentale. Ne consegue che il cavo Sapei è ragionevolmente un pretesto. La cosa è confermata da un altro passo del Rapporto :
“Con riferimento al SAPEI, sono in corso approfondimenti per comprendere sia le ragioni della sua tardiva entrata in operatività nel 2011 che le ragioni che ne inibiscono la piena utilizzazione in entrambe le direzioni, oltre che gli eventuali accorgimenti tecnici che sarebbero necessari per conseguire tale obiettivo”. Quindi l’Autorità conferma che Sapei non è pienamente operativo e conferma che la sua incidenza sulle dinamiche di mercato è limitata.

Andiamo adesso a vedere che cosa dice l’Autorità sui prezzi (ricordate che De Vincenti dice che il Sapei : “ha consentito un sostanziale allineamento del prezzo dell’energia zonale della Sardegna (prima, decisamente superiore al prezzo “continentale”) al prezzo registrato nell’area del centro Italia, con il superamento di una condizione sicuramente negativa in termini di concorrenzialità del mercato regionale”.  Ecco, invece, cosa dice l’Authority: “Dall’analisi delle offerte presentate su MB per l’utilizzo della semibanda di riserva secondaria in Sardegna (offerte RS sia a salire che a scendere), si evince come la causa principale del considerevole aumento dei prezzi sia la scarsa competizione. Gli operatori abilitati all’erogazione del servizio di riserva secondaria sono solo tre ( ENEL, EON e Ottana Energia. (…). La situazione diventa ancora più critica nei periodi in cui uno di questi operatori ha la necessità di fermare le suddette unità di produzione per manutenzione o, anche solo, di renderle indisponibili al servizio di riserva secondaria per altri motivi. In particolare, nel corso del 2011 il livello della concorrenzialità nel mercato è stato particolarmente basso nei periodi in cui le unità di produzione Taloro e Porto Scuso 1 e 2 (ENEL) sono state poste in manutenzione (Aprile-Settembre Porto Scuso 1,Gennaio-Ottobre Porto Scuso 2 e Gennaio-Novembre Taloro). Ad aggravare ulteriormente la situazione è stata la costante indisponibilità di Sulcis (ENEL) al servizio di riserva secondaria. Come si evince dalla Figura 11, i prezzi delle offerte accettate a salire presentate da Ottana Energia sono allineati ai prezzi delle offerte accettate presentate da EON per tutto il 2010 e quasi tutto 2011. Solo nelle ultime settimane del 2011 e nel primo mese del 2012 i prezzi delle offerte a salire presentate da Ottana Energia e accettate si riducono considerevolmente discostandosi da quelli di EON”.

Quindi, l’Autorità in primo luogo rileva che in Sardegna i tre produttori per un lungo periodo hanno fatto lo stesso prezzo; poi dice che E.On ha fatto lo stesso prezzo di Ottana; infine dice che Ottana Energia ha abbassato i prezzi rispetto a E.On. Che dice il Minsitero rispetto a questa sconfessione per tabulas, che dimostra, semmai, che E. On non ha abbassato i prezzi nonostante le 2grazie” con cui viene trattata? Ignora, il Ministero, che  Terna ha premiato E.On, dichiarandone essenziali gli impianti, cioè ha premiato l’azienda col maggior costo, secondo l’Autorità dell’Energia.  Ma l’Autorità per l’Energia forse spiega anche il perché di questo trattamento. Leggete quanto segue:

“Sotto il profilo della concorrenza, per effetto dell’incremento delle immissioni degli impianti fotovoltaici e del loro caratteristico profilo, si è coerentemente assistito a una concentrazione della pivotalità (potere di mercato unilaterale) dei principali operatori sul fabbisogno di potenza rispetto al fabbisogno di energia e nelle ore pre-serali rispetto alle restanti ore. Geograficamente la situazione delle Isole appare migliorata per due differenti motivi: in Sardegna a causa dell’entrata in piena operatività del SAPEI che ha ridotto significativamente la pivotalità dei due principali operatori dell’isola (ENEL ed EON)”. Ancora e a prescindere dalle rinnovabili: “L’incremento della capacità di interconnessione fra la Sardegna e il Continente ha ridimensionato in misura rilevante il potere di mercato unilaterale detenuto da EON e da ENEL in Sardegna”.

Quindi, se c’è un effetto certo dell’entrata in funzione del cavo Sapei, questo è la riduzione della pivotalità per E.On e Enel, cioè della redditività di quel campo fotovoltaico imprudentemente concesso dalla regione Sarda a E.On. Che ha fatto Terna? Di fatto ha protetto E.On con la dichiarazione di essenzialità che, in quanto produttore di energia rinnovabile col campo fotovoltaico autorizzato a Porto Torres, avrebbe perso i vantaggi che aveva a sistema sardo chiuso.

Tutto questo il sottosegretario De Vincenti non può non saperlo, ma pensa che avendo fatto l’interrogazione un senatore sardo, potesse anche permettersi di sparare un po’ di fesserie alla viva il parroco.

9 Commenti

  • Sig. Bomboi, mi trova d’accordo sulla sua proposta che spero venga sposata congiuntamente da tutti i partiti indipendentisti quindi il problema a questo punto sono i numeri https://www.sardegnaeliberta.it/?p=4591

  • Ho letto solo adesso il suo intervento, giusto oggi ho sintetizzato la proposta del nostro spazio in un articolo più breve per i lettori nei social network: http://www.sanatzione.eu/2012/09/prop-di-legge-catalogna-avanti-un-antitrust-sardo-contro-i-cartelli-dei-trasporti-e-dellenergia/
    Si conosco il lavoro degli altri consiglieri regionali (anche perché internet è l’unico strumento che ci permette di superare la nebbia consiliare), bisogna tuttavia dire che serve maggiore solerzia da parte degli eletti su specifiche tematiche, altrimenti si rischia di trascinare all’infinito problemi che non trovano mai soluzione (succede da 60 anni).

    Ho forti dubbi sul fatto che l’idea di “flotta Sarda”, così com’è stata concepita, abbia risolto la politica dei Trasporti della più grande isola del Mediterraneo occidentale: nasce anche da questo limite l’idea di attivare anche in Sardegna una autorità amministrativa in grado di sanzionare e verificare le zone d’ombra del nostro mercato (sull’energia ad esempio ci sono situazioni molto gravi che la nostra classe dirigente tratta con molta superficialità). Ma credo che ci sarebbero parecchie sorprese anche nel Credito, nel sistema assicurativo, ecc.

    Fortza Paris è semplicemente il primo partito che ha condiviso la nostra proposta, se ne può parlare, spero si avvicendi anche il PSD’AZ e tanti altri partiti, perché si tratta di una proposta che (se mai arriverà il giorno della Costituente per riscrivere lo Statuto Autonomo) consentirebbe di sviluppare una sovranità che non si limita alla retorica ma alla sfera delle competenze effettivamente esercitabili dalla Regione (l’indipendentismo “riformista” passa anche per queste cose).

  • Per Sig. Bomboi:
    la seguo da qualche tempo sia nel blog U.R.N., che per il web e condivido la maniera pacata ma forte e decisa di esprimere le sue idee, proposte, dubbi, perplessità e critiche in merito alle diverse problematiche e alle tematiche che affronta.
    L’articolo postato mi ha suscitato interesse, già per l’accattivante titolo.
    Ma entrando nel merito evidenzio che in Catalonia succede che la Spagna accetta in una certa qual misura le istanze dei Catalani, in Sardegna invece le proposte di legge fatte da chi cerca di governare la Sardegna, vengono puntualmente cassate (vedasi a tal proposito il sito della RAS alla voce Leggi impugnate dal governo). Un altro elemento che ci contraddistingue dalla condizione catalana è quella che la maggioranza dei partiti nel governo catalano sono prima di tutto, tutti catalani sovranisti, sia a destra che a sinistra, con una minoranza di partiti unionisti. Da noi invece è esattamente e purtroppo il contrario.
    Quanto alla Flotta Sarda, non la vedrei come un palliativo, tanto meno una trovata propagandistica, quanto uno start up di un progetto anche perfettibile se vuole, e comunque piuttosto ambizioso che, noi Sardi meritiamo tutto, che ha sicuramente disturbato e non poco la Società Cin di Onorato (che praticamente detiene il monopolio con Tirrenia e Moby) che, ha cercato e cerca tutt’ora di affondare la Flotta Sarda, senza peraltro riuscirci (e menomale). Inoltre c’è da considerare che la Flotta Sarda ha inciso quale calmiere dei prezzi, altrimenti, mi chiedo, quanto sarebbe potuto costare un biglietto da e per la Sardegna?
    Sposo inoltre la proposta di un’Authority dell’Antitrust unicamente Sarda quale strumento amministrativo, per tutti quei vantaggi che questa comporterebbe per la nostra economia, così da Lei mirabilmente enunciati.
    Mi pare poi che la proposta dello strumento dell’Antitrust da parte di Forza Paris sia in ritardo di qualche legislatura, (anche se, non è mai troppo tardi?); mi chiedo però, come mai non l’ha fatta quando era al governo? (Assessore lavori pubblici P. Onida Forza Paris e Presidenza M. Pili Forza Italia, anche quest’ultimo, altro dormiente? forse perché avvezzi a partiti italianisti?). Per cui chi è senza peccato scagli la prima pietra…. e comunque, non si tratta di peccati o peccatori, perché ora il Psd’az pur facendo accordi di programma con i partiti italianisti, non mi sembra che abbia perso di vista gli obiettivi sovranisti, indipendentisti, e gli strumenti che occorrono per la gestione del bene comune, infatti le azioni profuse in questa legislatura ne sono la prova. Correndo in solitudine, il Psd’az, cosa avrebbe potuto produrre? Vorrei ricordare a tal proposito per esempio l’On. Atzeri G. e a seguire On. P. Maninchedda nella XII legislazione Soru, quando a questi gli fu cassata dallo stato Italiano la proposta di legge solo per aver indicato la citazione del termine “Sovranità”.
    Immagino. poi, che Lei sia stato preso o condizionato (?) da un attenzione o fascinazione (?) puramente mediatica, quando attribuisce unicamente all’On. Maninchedda, di essersi opposto, quale unico Consigliere Regionale, al potere dei grandi gruppi energetici che stritolano l’economia dell’isola. Non sono di certo io a doverLe ricordare che il Psd’az , in questa XIV legislatura, consta di un Gruppo di quattro Consiglieri e un Assessore che operano in maniera unitaria, e non è una mia opinione ma, la lettura della realtà dei fatti, della recente storia legislativa, a erudirci in merito a quanto espresso dal Gruppo del Psd’az, attraverso proposte di legge, mozioni, interrogazioni e quant’altro (vedasi a tal proposito nuovamente il sito della R.A.S. alla home page- politica – consiglieri, dove si accede all’operato di ogni singolo consigliere); a prova del fatto che il Psd’az vuole fortemente tracciare quel solco DENTRO le istituzioni, individuandone la chiara posizione in merito agli strumenti che stigmatizzano la tanto agognata autodeterminazione e nuova Sovranità dei Sardi.
    Le voglio rammentare poi che, in merito alla questione della zona franca, questa non è tenuta ancora in piedi, solo dalla Fondazione Sardegna Zona Franca, alla quale ne va degno merito, ma anche dall’attuale Gruppo Sardista in Regione, e a tal proposito consiglio la lettura di due interrogazioni fatte in questa legislatura, delle quali, quella dell’On. Planetta e bilingue:
    http://consiglio.regione.sardegna.it/xivlegislatura/Interrogazioni/Irg0891.asp
    http://consiglio.regione.sardegna.it/xivlegislatura/Interpellanze/Intrp0126.asp
    Inoltre il Psd’az in occasione di un recente consiglio nazionale, ha deliberato che i Consiglieri Comunali e Provinciali formulassero mozione di richiesta circa la delimitazione di zone franche per i rispettivi territori, ai quali ha già aderito, vado a memoria, la Provincia e il Comune di Olbia e il Comune di Porto Torres, (mozione pubblicata nel sito ufficiale del Psd’az).
    Credo anch’io che ci sia una differenza, come Lei dice, tra i partiti senza stato d’Europa, vuoi per la differente storia che, per le diverse azioni politiche messe in campo, non ultima la scelta di agire con strumenti di pace o di guerra. Ma la differenza esiste anche tra i Partiti Indipendentisti Sardi che hanno scelto di incidere con la loro forza DENTRO le istituzioni, come il Psd’az, e altri fuori dalle istituzioni, come il resto dei Partiti Indipendentisti, dei quali, penso che alcuni dovrebbero spogliarsi della veste di “primadonna”, abbandonare il liderismo e misurarsi tutti assieme, con intenti unitari, per battere all’unisono, DENTRO le istituzioni di governo, quell’ unica strada che deve giungere ad una sintesi, che veda la realizzazione di una Sardegna che si autodetermina, nella politica, per la costruzione e l’attuazione di progetti per il territorio e per il benessere dei sardi.
    Mi scuso per essere stata prolissa, generalmente non lo sono, ma le dita andavano a ruota libera sulla tastiera perchè i punti da toccare erano tanti e importanti.

  • Consiglieri di Oliena

    Anche il consiglio comunale di Oliena ha approvato la mozione sulla sovranità, con l’unico voto contrario di Carta (PD). Durante il dibattito, si è evidenziato come la recente situazione politico- economica abbia reso non più procrastinabile la messa in discussione del patto fondativo con lo Stato centrale, che sta scaricando sugli enti locali e sui cittadini il peso del risanamento finanziario dei conti pubblici. Le recenti disposizioni sull’IMU o sulla Tesoreria unica, i tagli ai servizi e le svantaggiose politiche sull’energia, hanno colpito pesantemente la Sardegna, ma hanno avuto gravi ripercussioni soprattutto sulle zone interne dell’isola, caratterizzate da strutture economiche fragili e da atavici gup infrastrutturali che rendono assolutamente inadatte le politiche imposte dal governo di Roma per la soluzione della crisi economica. La vertenza entrate, le rigidità del Patto di stabilità, le infrastrutture statali pagate con soldi regionali, gli ostacoli che si è tentato di opporre alla nuova politica dei trasporti marittimi della Regione Sardegna, sono alcuni dei temi che sono stati evidenziati nel corso della seduta, che aveva tra gli altri punti all’ordine del giorno il bilancio di previsione 2012 e la determinazione delle aliquote IMU, punti che rendevano particolarmente attuale la mozione.
    I consiglieri del PSd’Az di Oliena

  • Signor Costa, sono solo, è vero. Ma non mi arrendo né mi rassegno. Il perché, però, non lo chieda a me, lo chieda agli altri, in primo luogo alla sinistra che non sostiene mai le battaglie che possono contribuire a consolidare perimetri politici e leadership non egemonizzabili.

  • Su La Nuova Sardegna del 02/03/2012 veniva pubblicato un articolo intitolato “CASO TIRRENIA, SOLINAS: «IL GOVERNO CHIARISCA CON CHI STA».

    L’articolo riferiva che il sottosegretario ai trasporti del Governo Monti, Guido Improta, Nel rispondere qualche giorno prima, al Senato, a un’interrogazione del Pd, primo firmatario Francesco Sanna, sulla continuità territoriale marittima, aveva risposto che «La Sardegna ha competenza primaria solo sui collegamenti con le isole minori (La Maddalena e Carloforte) mentre è dello Stato quella sulle rotte per la penisola», e riportava la replica dell’assessore ai trasporti, Christian Solinas: «Oltre a non aver nessun fondamento giuridico, quanto affermato dal Governo sconcerta. Soprattutto perché, ancora una volta, pare apparire all’orizzonte la volontà romana di tagliare la Sardegna dal contesto nazionale, o comunque di lasciarla andare alla deriva», «Oggi dev’essere il Governo a chiarire la sua posizione all’interno del caso Tirrenia, della nuova convenzione sulle rotte garantite da e per la Sardegna, tra l’altro firmata all’insaputa della Regione, e della successiva vendita della compagnia agli armatori privati. »

    Immediatamente scrivevo:
    “pregiatissimo assessore, mi stupisce molto la tua reazione.
    ma davvero ti aspettavi che lo stato, col nuovo governo, avrebbe cambiato atteggiamento nei confronti della Sardegna e dei contenziosi in essere tra noi e loro?
    lasciami fare una considerazione: il nuovo governo ha fatto con la propria burocrazia esattamente come ha fatto la giunta di cui fai parte, e come hanno fatto le giunte precedenti: si sono tenuto lo stesso apparato burocratico, compresi i direttori generali.
    le risposte che danno i ministri ed il loro atteggiamento nei nostri confronti, oltre che essere dovuto alla scarsa conoscenza dei nostri problemi, sono dettati dal loro apparato burocratico, che è lo stesso da chissà quanti anni, e che pertanto prepara loro le stesse risposte e, peggio ancora, da sempre le stesse informazioni, parziali, distorte, BUROCRATICHE.
    monti è stato più furbo, ha aperto un tavolo, ma solo per darci un contentino, perché le nostre richieste sono già nero su bianco.
    a tale proposito bene anzi benissimo si è espresso il presidente della corte dei conti: lo stato fa uso illegale dei soldi pubblici. in altre parole non pone in essere ciò che è già stato deciso, utilizzando i soldi nostri per altri scopi, comportandosi nei nostri confronti come un evasore.
    credo che questo sia un reato che si chiama DISTRAZIONE DI FONDI.
    purtroppo non ho le spalle abbastanza larghe per denunciare lo stato e fargli causa.”

    Questa lunga premessa per dire che anche in questo caso, come sempre capita nelle risposte del governo alle interrogazioni parlamentari, la risposta del sottosegretario De Vincenti è stata sicuramente predisposta dal suo apparato burocratico, che è lo stesso del governo precedente ed è lo stesso che continua a trattare le pratiche ENEL TERNA E.ON. eccetera e che continua a dare le medesime risposte ed a fare gli stessi abusi, con la consapevolezza o meno, ma credo abbia poca importanza, del sottosegretario di turno.

    ricordate la vicenda degli esodati, che non si sa ancora quanti siano?
    ebbene, il ministro Fornero si incavola, ma l’INPS per bocca del pluridecorato e super pagato presidente Mastropasqua, continua a dare i numeri.

    MALEDETTA BUROCRAZIA, AUTOREFERENZIALE, CHE RIESCE SEMPRE A GIUSTIFICARE LA PROPRIA ESISTENZA E LA PROPRIA INEFFICIENZA.

    E il nostro partito cosa fa?
    NULLA, non mi risulta che abbia preso iniziative a sostegno dell’azione del nostro assessore, anzi lascia che altri organizzino un convegno che ci spettava di diritto, visto l’impegno del nostro assessore titolare dei trasporti.

    Invece, il Comitato per la Continuità territoriale della Sardegna, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Sant’Antioco, organizza per Lunedì 20 Agosto 2012, alle ore 19,00, nella centrale Piazza Umberto di Sant’Antioco, un importante Convegno con ospiti di assoluto rilievo istituzionale. Moderato dal giornalista Andrea Frailis, saranno ospiti: il Senatore Francesco Sanna, il Deputato Mauro Pili, l’Europarlamentare Giommaria Uggias, il Presidente dell’ANCI Regionale Cristiano Erriu, il Sindaco di Sant’Antioco e Presidente Nazionale dell’ Associazione Isole Minori Mario Corongiu, il Presidente Regionale di Confesercenti Marco Sulis, il Segretario Nazionale della F.A.S.I. (Federazione Nazionale Associazioni Sarde) Massimo Cossu, il Presidente dell’Associazione “Svegliamoci Sardegna” Paolo Vincentelli.

    E il nostro assessore?
    ZERO, neanche invitato !

  • Mi perdoni Sig. Antonio Costa, ma che domande fa? e a chi?
    O Lei pecca di troppa ingenuità oppure sta pigliando per il c…. delle due una…
    Mi potrebbe spiegare?
    Lei per caso, nel Suo piccolo ha qualche idea da proporre in merito al problema energetico? in merito alle dinamiche stato regione? per non lasciare solo il Maninchedda?

  • Antonio Costa

    Ma in tutto questo la regione e Cappellacci che fanno? Perché in questa battaglia sacrosanta lei, Maninchedda, è solo?

  • Che cacchio dire! Che i Sardi più avveduti e liberi (purtroppo non molti) ne hanno i coglioni pieni. La stragrande maggioranza non sa e quand’anche nulla potrebbe perchè sottoposta ai vincoli della teoria del bisogno sospeso. Un bel tema per il prossimo Congresso del Psd’az!

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