Succede anche nelle migliori amministrazioni: il capo scrive una lettera di rimprovero, convinto di aver trovato il responsabile di un ritardo, e si ritrova invece una risposta che – con garbo burocratico ma chirurgica precisione – gli spiega che il problema non è dove pensava.
È quello che è accaduto all’ARNAS Brotzu di Cagliari, l’ospedale più caschiliano d’Italia.
Il Direttore generale aveva scritto al capo del personale contestando un presunto ritardo nella conclusione delle procedure per il conferimento degli incarichi di struttura semplice, chiedendo addirittura una relazione urgente sulle “responsabilità organizzative”. La lettera era stata trasmessa per conoscenza a tutti i direttori di Struttura Complessa, con evidente intento pedagogico: quando si rimprovera, meglio farlo in pubblico, come fanno oggi i Paesi Arabi quando frustano donne e uomini in pubblico..
Peccato che la risposta del direttore delle Risorse umane non abbia confermato la tesi del rimprovero. Anzi.
Nella replica si ricorda, con pedantesca calma didascalica, che l’ufficio ha avviato tempestivamente le procedure e ha predisposto le relative delibere, svolgendo tutte le attività istruttorie necessarie nonostante una evidente carenza di organico.
Ma soprattutto viene chiarito un punto decisivo: l’azienda non può conferire quegli incarichi senza autorizzazione regionale. Lo dimostra la stessa formula inserita nelle delibere adottate, che prevede la stipula dei contratti solo “a seguito di acquisizione della richiesta autorizzazione regionale”. Autorizzazione che, semplicemente, non è mai arrivata. Oh bella! E dunque la Regione che blocca tutto, si lamenta, attraverso uno dei suoi più zelanti Dg, dell’effetto dei suoi blocchi?
Il risultato è una conclusione quasi lapidaria: non vi è stato alcun ritardo nella conclusione dei procedimenti contestati. E qui la vicenda diventa interessante. Perché la risposta viene inviata – con impeccabile senso delle simmetrie amministrative, ma anche secondo i canoni del piaghere torradu dell’antropologia sarda – agli stessi direttori di struttura complessa cui era stata trasmessa la lettera di rimprovero.
In altre parole: la pubblica reprimenda si è trasformata in una pubblica smentita, a manigu ‘e paraccu come si dice in sardo.
È uno dei piccoli capolavori della burocrazia italiana: una polemica tutta scritta in perfetto linguaggio amministrativo, dove nessuno alza la voce, nessuno usa parole forti, ma il messaggio finale è chiarissimo: ar cavaiere nero non je devi…
Il Direttore generale cercava un responsabile per il ritardo da esporre al ludibrio e ha ottenuto il risultato di mostrare una delle vergogne sue e dei suoi danti causa, i grillini blocca-tutto.
Qualcuno gli regali un ombrello, simbolo platico delle cose che fanno un giro immenso e poi ritornano, mirando proprio lì dove nessuno poteva immaginare che sarebbero tornate.

Buongiorno
Stessa sorte è capitata a me. … mi ha convocata tramite mail senza oggetto della convocazione. Ha iniziato a urlare e a dirmi che c’era un posto per me a Isili o a Muravera.
Me ne sono andata.
Che uomo vile, sapendo che davanti ad altri complici non potevo rispondere.perché mi avrebbe mandato in commissione disciplinare. Speriamo gli ritorni anche questa
Per Franco Casu. Se lo strano chirurgo possiede anche un marcato accento americano, allora forse è lo stesso che si aggira anche nell’Assessorato della sanità, senza alcun titolo, senza alcuna autorizzazione, in spregio a tutte le norme che regolano l’accesso ai pubblici uffici (codice di comportamento, sicurezza, tutela dei dati sensibili). Secondo me, a breve, il Prof. se ne dovrà occupare …
Eccheallà, mi vien che ridere. Qualche anno fa’ il mio responsabile, senza alcun motivo e giusto per dire che illo si autoproclamava il miglior fico del bigoncio, mi attaccò in maniera indecente in modo da avere (illo) un avanzamento di carriera. Ma, verba volant scripta manent, chiesi semplicemente di mettere per iscritto quanto da illo affermato. Il super tronfio scrisse di tutto e di più e mi consegnò il verbale (telematico) da condividere. Bene meda, proprio in quell’anno la direzione consentiva la replica alla “”pagella”” del responsabile. Tempo un mese, nella controreplica, ricostruisco punto per punto la mia attività annuale (oggetto del contendere) fissando l’argomento sulle attività ignorate dal ” miglior fico del bigoncio” e, comunque a conoscenza della direzione. Morale della favola, volarono tanti manici di ombrello ☂️ senza ombrello ☔ e il “miglior fico del bigoncio” venne giubilato dalla guida del mio gruppo. Cribbio, scusatemi a volte mi scappa la mano e divento prolisso, mi aspetto che succeda altrettanto al direttore generale or not? Ad maiora!
Prof. al Brotzu gira uno strano personaggio che dice di essere un chirurgo ma che non opera giunto sotto l’albero di Natale dal Nord con uno degli ultimi atti firmati dal commissario e che con toni bruschi racconta anche di essere lì per conto grillino a controllare inefficienze e malefatte. Vigilare
Prof sempre peggio
Egr Prof.
Solo poche parole sul caravanserraglio che ospita il campo largo che forse non è mai nato e che fra una corsa ad ostacoli ancora in atto sulla corretta e valida nomina del suo presidente , non perde occasione per dimostrare la sua non solo inutile, ma dannosa presenza nel contesto politico regionale dopo la non certo illuminante esperienza del suo predecessore di sponda opposta. Oggi l’ ennesima ciliegina su questa torta di incapacità gestionale condotta non da un ufficio qualunque disperso nelle troppe campagne abbandonate dell’isola, ma nel cuore pulsante della sanità pubblica regionale dove la funzione trainante per le necessarie migliorie operative dovrebbe essere ai massimi livelli, ma che si trasforma nel più classico degli autogol e da tentativo di difesa si tramuta in pesante sconfitta per tutta la squadra che dovrebbe dare i corretti indirizzi operativi. Attendo con ansia di capire di che pasta sia fatta la ciambella teutonica chiamata a non far affogare la sanità regionale dalla regina del faccio tutto io, perché da queste risposte se ne capisce l’intima rigida essenza di cui si vanta essere costituita o se è stata inquinata dalla ormai lunga esperienza italica fatta di oscuri compromessi e di frustranti attività di “acconcia cossius” in diverse località dello stivale. Il fatto è che quando una nave affonda non sono sufficienti le ciambelle per salvare l’equipaggio,ma ci vuole una attrezzata squadra di soccorso che porti tutti in salvo! E di questa non se ne coglie traccia! Anzi, il peggio sembra proprio su profili all’orizzonte!
Buona giornata!
Bellissima questa informativa, di rara efficacia ed insegnamento, letto tutto con vero interesse.
Un chiaro esempio di come funziona il boomerang, strumento aborigeno di chiara efficacia che può colpire il destinatario, ma che, se lanciato male, quando torna indietro può fare molto male…E come dice Tatanu, bellissima la stoccata finale dei distinti saluti, che sicuramente avrà fatto ridere il cu.cu.lo a qualcuno…
io ci avrei aggiunto il saluto finale alla Piero Marras ” e a si biddere Sanos e Sardos “
Egregio Professore, leggendo le due comunicazioni trovo che quel
“si coglie l’occasione per porgere distinti saluti”
in coda alla risposta e mancante nella richiesta, sia una stoccata di finezza sopraffina.
Ben più di quella, in perfetto burocratese, in risposta al mommotti di turno che pensava, alzando la voce, che tutti andassero a nascondersi sotto a un tavolo. E’ che si sono accorti che di spaventoso aveva solo la voce. E forse neppure quella.
Saluti
Appero’! qui c e’ un ribaltamento della frase in cui Shakespeare fa pronunciare a Polonio che scruta il comportamento strano di Amleto : da “c e’ del metodo nella FOLLIA” a “c e’ FOLLIA nel metodo”.
Eh si, perche’ sotto le vesti della FOLLIA si annida il chiaro proposito di immobilizzare le nomine, ovvero” Commissariare” scelte non compatibili con le proprie.
Altro che autonomia aziendale, caos organizzato.
Leggendo gli atti colpisce soprattutto una cosa: il meccanismo descritto non è affatto insolito. Nella sanità regionale molti procedimenti organizzativi – tra cui il conferimento di incarichi – si perfezionano solo dopo il passaggio autorizzativo dell’Assessorato.
Gli uffici possono istruire gli atti, predisporre le delibere e completare l’iter interno, ma se il presupposto autorizzativo non si realizza il procedimento resta inevitabilmente sospeso.
È una dinamica che chi ha responsabilità di direzione nel Servizio sanitario conosce bene, perché appartiene alla fisiologia del sistema.
Per questo gli atti amministrativi conservano sempre una certa eleganza: non polemizzano, ma ricostruiscono con precisione dove si è fermata davvero la catena decisionale.
E, talvolta, ricordano anche un principio antico: chi di lettera ferisce… di lettera finisce per essere istruito.
La solita tecnica dello scaricabarile – che pena
Buongiorno, tipico comportamento dei 5 stelle, come il pasticcio del 41 Bis, riforma iniziata con loro, Pattuanelli firma per primo il decreto nel governo Conte, vero è che da allora nessuno a fatto a niente, ma il primo mattone parte con la loro firma, e poi cercano di far apparire il tutto colpa di altri, ma basti pensare che a prescindere da qualsiasi colore politico mi è sembrato che sabato a Cagliari non sia stata proprio una vittoria visti i numeri, visti gli inviti di tutti i sindaci sardi. I cittadini hanno iniziato ad aprire gli occhi, penso che anche la sanità per la nostra Todde sia terreno molto impervio soprattutto dai molti dubbi dei suoi alleati.
Sono contenta. Non come altrove… dove il poveretto che risponde viene emarginato e severamente punito.