Bilancio e coraggio

13 ottobre 2011 06:403 commentiViews: 74

coraggioCircolano le prime bozze di impostazione della Finanziaria 2012. Sono state anche presentate in pubblico, visto che ne hanno data notizia anche i giornali. Io do tre avvisi che, come gli altri degli scorsi mesi, rimarranno lettera morta finché la piazza non travolgerà il Palazzo. Il primo: il montante complessivo delle Entrate del 2012 non può essere superiore a quello del 2011, non foss’altro perché la diminuzione del Pil è evidente. È inutile stimare alta l’Entrata per far quadrare i conti: bisogna dire la verità e stimare l’Entrata in sensibile diminuzione. Il secondo: è inutile e pericoloso mettere in Entrata i soldi derivanti dal Nuovo regime delle Entrate quando già si sa, data l’esperienza del 2010 e del 2011, che quelle Entrate non ci saranno. Il monte dei residui attivi diventerebbe una montagna enorme (già oggi lo è) che alla fine, giacché ogni anno si fanno Impegni su quelle somme che poi non si incassano, farebbe aumentare il disavanzo. Il terzo: bisogna dire alla Sardegna qual è la portata e il significato del taglio di 400 milioni che il Governo ha operato sul tetto dei pagamenti del Patto di stabilità. I soldi che realmente la Regione potrà spendere saranno 2,7 miliardi più i 3,4 miliardi della sanità. Ora, giacché le spese fisse ammontano a 2,5 miliardi e abbiamo una montagna di residui e tutto deve passare per quei 2,7 miliardi, si capisce bene che la situazione è bloccata, proprio nel momento in cui occorrerebbe immettere molto denaro nei redditi e nei consumi della Sardegna. Rimedi? Uno solo: tagliare sensibilmente la spesa corrente (è possibile) e bloccare l’incremento annuale dei costi della sanità, per poi riversare le risorse liberate nella società sarda con procedure snelle. Un altro rimedio è centralizzare l’amministrazione di Fas, Fesr, Fse e Psr (cioè di tutte le risorse aggiuntive), creare un’unica centrale degli appalti, capace, veloce ecc., per sboccare il fiume di denari europei non spesi.

3 Commenti

  • D’accordissimo sui tagli drastici alla spesa improduttiva e di casta; ma l’attuazione del Piano Casa, è mettere in moto l’economia iniziando dalla liberazione dello spirito e delle individuali energie. ERRORE macroscopico quello del Psd’Az di tirarsi all’angolo in concorrenza del verdismo demagogo e inconcludente. il Psd’Az e i suoi esponenti hanno dimostrato di non avere quella forza propulsiva di assumersi delle precise responsabilità nel governo dell’Isola e del suo Popolo, e di non conoscere e comprendere neppure cosa sta accadendo negli uffici tecnici dei comuni e nel mondo dell’edilizia tutta. chiarisco: non sono rappresentante di alcun cementificio e tantomeno ho idea di devastare i litorali della Sardegna. VIVA LE SPIAGGE LIBERE! Il Popolo Sardo (così come quello “continentale”) non si redime con la furia cieca dei vincoli ma si amministra e si governa con la forza della ragione e del coraggio. il Piano Casa è anche una sfida ed un banco di prova. Cappellacci ci sta provando, e la sua voce inizia a rappresentare l’istanza non del centro destra, ma del centralità della politica isolana. al momento non si vedono neppure antagonisti di pari fattura. non scherzo.
    mn

  • Paolo Carta

    La legislazione nazionale sugli appalti penso sia uno dei fattori primari di subordinazione economica e tecnico professionale del nostro tessuto produttivo.
    La disciplina della materia com’è oggi arreca danno all’impresa sarda.
    In primis sono dell’opinione che l’impresa sarda dovrebbe essere “liberata” dalle norme “omogeneizzatore” che la equiparano alle sue concorrenti d’oltre tirreno.
    Secondariamente ed in ogni caso: Se la sardegna non può usufruire dei soldi europei (perchè vanno a finire in tasca ad altre regioni) allora si deve arrivare ad un sistema di deroghe alla normativa che ponga sullo stesso piano l’impresa di Bolotana con quella di Gallarate Milanese e con quella di Canicattì!
    Se poi intendi un’unica centrale appalti per tutte le aziende sarde emanazione di enti e per gli enti stessi, sono certamente d’accordo e proporrei di individuarla nel centro Sardegna.
    Forza Paris

  • Giusto! in momenti di recessione bisogna far “girare” denari per salvare gli uomini, le famiglie e le imprese. Solo nella provincia di Cagliari tra lavori ANAS e degli Enti Locali ci sono fermi 980 mli di euro. Una vergogna! maledetto patto di stabilità.
    saluti

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