Autore: Paolo Maninchedda

Il Pd, Michela, i gelati e gli Apaches
Editoriale

Il Pd, Michela, i gelati e gli Apaches

di Paolo Maninchedda
L’ho spiegato a Olbia, ma ovviamente i giornali non c’erano. È il paradosso dei due gelatai, utilizzato in molte scuole per spiegare perché due concorrenti alla fine tendono ad offrire lo stesso prodotto e a competere più sulla prossimità al cliente che sulla qualità del prodotto stesso.
Due gelatai si accordano per dividersi il mercato di una spiaggia lunga un chilometro. Convengono di dividerla in due parti e di collocarsi ciascuno nel punto che segna la metà della propria parte. Quindi, inizialmente, si collocano a cinquecento metri di distanza l’uno dall’altro. Poi accade che ciascun gelataio, una volta conquistato il proprio mercato (cioè i frequentatori della propria metà di spiaggia) tenda a avvicinarsi all’altra metà, per rendere più facile l’acquisto ai membri del mercato concorrente. Avvicinandosi oggi, avvicinandosi domani, i due gelatai finiscono per trovarsi nella stessa posizione, esattamente a metà della spiaggia.

Politica e affetti
Editoriale

Politica e affetti

di Paolo Maninchedda
Sono stremato dalla campagna elettorale. Non provo imbarazzo a riconoscerlo.
Cosa mi tiene su (oltre ai farmaci)? Sembrerà paradossale, ma mi tengono su i sentimenti, i legami, gli affetti che anche in questa campagna elettorale sono nati copiosi. Non sarà d’accordo un ex amico politico che un giorno mi disse che io sono ‘freddo’ (anzi, disse ‘algido’) e io pensai che i casi erano due: o non riuscivo a comunicare i sentimenti o non avevo capito nulla di lui.

Perché ci credo
Politica

Perché ci credo

di Rosa Maria Millelire
Ho creduto nel progetto del Partito dei Sardi di Paolo Maninchedda fin dall’inizio, quando ancora Paolo ne parlava e bisognava spendersi per realizzarlo. Nel cuore e in testa la rivendica dell’esercizio della sovranità originaria dei sardi, a tutti i livelli, e, l’obbiettivo principe, la creazione dello Stato Sardo.

Piccoli chiarimenti su ricchezza e ambiente
Politica

Piccoli chiarimenti su ricchezza e ambiente

di Paolo Maninchedda
Piccoli chiarimenti, che penso siano utili.
Noi siamo contro il progetto Eleonora della Saras, lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo.
Il sottosuolo della Sardegna è della Sardegna. Le vocazioni dei territori sono fatti evidenti che devono essere rispettati. Arborea per noi è una perla della ricchezza prodotta in Sardegna con l’agrolimentare. Tra latte, grano, pasta, orticole, nell’Oristanese c’è un pezzo importante del Pil sardo che va difeso e che è coerente con la vocazione del territorio.
Noi siamo per produrre valore senza consumare territorio.
Per lo stesso motivo, siamo più interessati ai volumi di ricchezza prodotti nel golfo di Olbia grazie alle sue condizioni ambientali che non ai 368 milioni di euro di appalti per

Forza, ditela grossa
Editoriale

Forza, ditela grossa

di Paolo Maninchedda
”Dai, sei candidato, dilla grossa, altrimenti nessuno ti nota”.
Nei gionaletti sardi abbiamo i baci, il gossip, le bufale, le chiacchiere, i frizzi, i lazzi e le piante grasse della Sardegna, ma mai, dico mai, un problema ben posto.
Ne cito uno. Che cosa si farà dei lavoratori in mobilità che nel 2015, per effetto della riforma Fornero, cominceranno a uscire dalle tutele che oggi li accompagnano?

E deo voto chi ponet sale in sa padedda
Editoriale

E deo voto chi ponet sale in sa padedda

di Paolo Maninchedda
I giornali sardi stanno facendo cronache lunari di questa campagna elettorale. Possiamo definirle le ‘cronache a scommessa’. Prima c’è la puntata su chi vince, poi la verità delle cose.
Un calzolaio a Nuoro stamane bisticciava con un altro che gli chiedeva il voto. Lui voleva votare noi. E l’altro, indispettito gli chiedeva il perché. Riposta: “Deo voto a issos ca ponen sale in sa padedda”.
Ecco qua: noi abbiamo sapore.

Le buone prassi per l’emergenza sociale:  parole vere, problemi veri
Politica

Le buone prassi per l’emergenza sociale:
parole vere, problemi veri

Riceviamo e pubblichiamo da Pina Garippa, con una sua breve introduzione, il testo dell’intervento di Suor Silvia Carboni, pronunciato dinanzi a Francesco Pigliaru il 3 febbraio scorso.
di Suor Silvia Carboni
Il sociale deve intervenire prima che le situazioni degenerino, prima che una piccola ferita provochi una emorragia inarrestabile!
Un esempio. Siamo in piena emergenza educativa. Eppure tutti coloro (genitori e insegnanti) che si trovano ad affrontare l’emergenza non hanno punti di riferimento. I servizi sociali degli enti locali sono sovraccarichi. Idem i Consultori Familiari. E le persone non sanno a chi rivolgersi. Le situazioni degenerano e alla fine si arriva a ricoverare i giovani o presso la Clinica di Neuropsichiatria o in comunità, pur essendo questi due interventi spesso non rispondenti al bisogno delle famiglie che al contrario necessitano di altri tipi di supporto, più efficaci e meno dispendiosi, come un supporto alla genitorialità, un sostegno psicologico ed educativo.