Autore: Paolo Maninchedda

L’acqua deve rimanere pubblica
Politica

L’acqua deve rimanere pubblica

(L’Unione Sarda ospita oggi a pag.11 questo mio articolo)
di Paolo Maninchedda
L’acqua (da quella che beviamo a quella che mandiamo nei depuratori) in Sardegna è un bene pubblico che deve rimanere pubblico.
Abbanoa è un pezzo di questo patrimonio e perciò la Regione si oppone con forza all’ipotesi di fallimento che è stata presentata al Tribunale di Nuoro prima e di Cagliari poi.
La Giunta regionale ha capitalizzato la società e continuerà a farlo: intanto la ex Autorità d’Ambito ha aggiornato le tariffe e determinato i conguagli, Enas ha rateizzato il suo credito, l’Autorità d’Ambito ha avvallato la legittimità della capitalizzazione, i Comuni e i Consorzi industriali hanno compensato i propri debiti e crediti. Da parte sua, Abbanoa ha un nuovo manager e sta cambiando il suo modello gestionale con una forte responsabilizzazione dei dirigenti ed una maggiore aderenza ai territori.
Questo è il presente, ma un po’ di storia non guasta.

E la Corte dei Conti ci costa 461mila euro di affitti all’anno
Politica

E la Corte dei Conti ci costa 461mila euro di affitti all’anno

di Paolo Maninchedda
Ieri ci è stato presentato il Rapporto di Gestione della Ras per l’anno 2013.
Siamo lontani da un monitoraggio efficiente delle performance della Regione (è ancora troppo alta l’incidenza dell’autovalutazione dei dirigenti sul proprio operato), tuttavia il metro cubo di carta che ogni anno la fotografa è sempre molto utile.
Ieri ho notato un dato che negli anni scorsi mi era sfuggito: la Regione paga per locazioni della Corte dei Conti 461.000 euro l’anno.

Case per i poveri e soldi per i ricchi
Politica

Case per i poveri e soldi per i ricchi

di Paolo Maninchedda
Il 2 luglio il Consiglio Comunale di Cagliari mi ha invitato a parlare di Case popolari, in altre parole, di Edilizia Residenziale Pubblica. Ho tentennato, poi ho deciso di andarci, perché ho lavorato così tanto in questi mesi per Cagliari che è opportuno un confronto sui fascicoli aperti.
Tuttavia, il problema delle case per i ceti meno abbienti è molto più importante di quel che sembri e si intreccia con la questione del credito.

La comunicazione, il mirino guasto, l’aglio e le cipolle
Politica

La comunicazione, il mirino guasto, l’aglio e le cipolle

di Paolo Maninchedda
Silvano Tagliagambe mi accusa di essere schizofrenico. Esisterebbero in me due nature: una buona, da filologo aperto al dialogo, alla dialettica, al confronto; l’altra cattivissima, da assessore, che più o meno sarebbe infastidito dalle critiche, dalla dialettica e dal confronto.
Per sostenere questa tesi Tagliagambe attacca l’unico assessore (che sarei me medesimo, come direbbe Catarella) che ha detto non solo che la Giunta deve comunicare meglio, ma anche che la dialettica è non un fastidio, ma una risorsa perché riduce gli errori. L’ho scritto, l’ho ripetuto a Nuoro al convegno dell’Inu, l’ho ripetuto nella nostra Assemblea nazionale. E infatti Tagliagambe lo rileva, ma supera questa coerenza tra il Maninchedda filologo e il Maninchedda assessore, inventando un prima e un poi che io non ho mai teorizzato. In sostanza, secondo Tagliagambe, io pretenderei di essere lasciato tranquillo a fare le scelte di governo e poi mi concederei ad un esercizio dialettico inutile con l’opinione pubblica, perché successivo a scelte già fatte.
Vediamo se è vero.

Train de vie… Un treno per vivere in Sardegna
Politica

Train de vie… Un treno per vivere in Sardegna

di Ornella Demuru
Quando si sparla di treni, peggio ancora di “trenini”, io scatto!
In una prima fase si tratta di uno scatto puramente emotivo ma poi con calma spiego che l’emozione nasce, direi purtroppo, da una sua profonda razionalità.
Premetto innanzitutto che sono figlia di ferroviere. Per la precisione figlia di Capostazione. Quelli col leggendario berretto rosso. E come tutti i figli di ferroviere sanno, siamo una categoria di individui. Molto particolari.
La ferrovia, la stazione, le dimore in cui vivi, i binari, le traversine, i treni che vanno e vengono ti segnano il carattere e in particolare il modo di concepire la vita, l’orizzonte preferisco dire.
Lo racconta benissimo lo sceneggiatore e scrittore Ugo Pirro nel suo romanzo autobiografico “Figli di ferroviere” edito dalla Sellerio diversi anni fa.
Non conta se la tua ferrovia, quella che hai vissuto, è di quelle elettriche o di quelle a gasolio. È il treno, le sue stazioni con quell’odore perenne di industria meccanica a fare la differenza.