Io voterei il nome proposto da Grillo

16 aprile 2013 18:454 commentiViews: 8

Per la prima volta il Movimento Cinque stelle fa una proposta non contro qualcuno, ma per qualcosa e fa anche un ragionamento politico. Dice al Pd: “Piuttosto che cercare un nome condiviso con Berlusconi, condividi un nome con me e mettiamo le basi perché Bersani possa fare un governo di cambiamento”.
Secondo me Grillo fa un ragionamento legittimo e giusto. Dopo lo scontro elettorale, perché ci si fidi reciprocamente, è giusto testare quanto la politica organizzata sia in grado di riconoscere una proposta credibile della politica di movimento. Perché Grillo dovrebbe fidarsi di Bersani se Bersani non gli riconosce il sacrosanto diritto di proporre un nome dignitoso alla Presidenza della Repubblica? E perché non votare la Gabanelli, qualora accettasse?  E perché non votare Rodotà?
L’unico motivo per non votare Gabanelli o Rodotà è che il nome l’ha fatto Grillo ed è un motivo stupido, suicida, inutile e anche un po’ eversivo, perché negherebbe dignità politica, capacità di proposta e dignità di interpretazione della volontà degli italiani ad una forza politica che rappresenta in Parlamento milioni di voti. In buona sostanza, non convergere su un nome serio e condivisibile proposto da Grillo condannerebbe Grillo a non fare più proposte e la situazione italiana a bloccarsi o a affidarsi a accordi innaturali con Berlusconi.

4 Commenti

  • Orru Renato

    … attento Gavino Gaspa….
    Se Ti leggono i grandi elettori (grandi? … è di cosa) potrebbero portare avanti altri nomi diversi da GiGi Riva… Qualche esempio?… Il PD un Soru Renato..il PDL Nizzi? …
    Casomai, sarebbe un bell’esercizio politico-elettorale organizzare un finto (?) Referendum Sardo su: “..chi vorresti come Presidente?
    Per stare al tema, concordo pienamente con quanto postato da Paolo Maninchedda… Con un Presidente Italiano DEVO AVERCI A CHE FARE… pertanto sceglierei Rodota’… Sulla Gabanelli, mi piacerebbe, ma è troppo intelligente e si vergognerebbe di rappresentare una repubblica delle banane… E poi perderemo uno dei pochi programmi televisi che apre gli occhi ai Sardi…

  • Gavino Gaspa

    Piuttosto che commentare preferisco fare un copia e incolla di un post che ho pubblicato sulla mia pagina fb, che è attinente a questo argomento.

    Provocare per decidere

    Domani inizieranno le votazioni per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica italiana.
    Sono diversi giorni che sui media e sulla rete si rincorrono voci, indiscrezioni, sondaggi e scambi di accuse reciproche sui probabili candidati al più alto scranno dello Stato.

    Il tutto si svolge seguendo logiche e tattiche di partito legate alla spartizione di incarichi futuri, a partire da quello della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

    A leggere i nomi dei probabili presidenti ma soprattutto nel vedere i metodi che stanno portando a far ricadere la scelta su taluno piuttosto che su talaltro, ci rendiamo immediatamente conto che tra i possibili candidati al Quirinale non ve ne è uno che ha un minimo di legame con la nostra terra, con i nostri valori e con il nostro Popolo.

    L’ultima campagna elettorale per il rinnovo del parlamento ci ha fatto assistere, per l’ennesima volta, ad ingerenze, prevaricazioni, imposizioni da parte dei partiti italiani nei confronti dei loro dirigenti sardi, sia sulla scelta dei candidati, che nell’ordine della loro collocazione nelle liste.

    C’è da credere, pertanto, che anche ai deputati, senatori e rappresentanti del Consiglio Regionale, i così detti “grandi elettori” espressi dalla Sardegna, gli verrà imposto anche il nome del candidato alla presidenza della Repubblica.

    Come al solito questi fatti avvengono in antitesi con quelle enunciazioni quotidiane sulle rivendicazioni di maggiore autonomia per la nostra isola, ostentate da segretari regionali di partiti italiani e da probabili futuri candidati alla presidenza della nostra regione.

    Sono convinto che più si avvicinerà la scadenza elettorale per il rinnovo del Consiglio Regionale Sardo, più salirà alto il richiamo ai valori della sardità e dell’autodeterminazione, fino a rasentare l’invocazione dell’indipendentismo. E’ ormai assodato che questo sarà l’atteggiamento di coloro che, pur di accaparrare consenso, dimenticano di essere i conservatori italianisti per eccellenza.

    Se oggi i nostri “grandi elettori” chiamati a Roma per eleggere il Presidente della Repubblica Italiana volessero dare un segnale di grande attaccamento ai valori della nostra terra ed essere coerenti con il moto: “Prima la Sardegna e i Sardi”, potrebbero farlo individuando e votando unanimemente una figura, facilmente individuabile come simbolo della nostra gente, che possa veramente rappresentare un segnale forte di rivendicazione “nazionalitaria”.

    Il voto dei Sardi, fuori dagli schemi italiani, sarebbe visto in Italia come una vera battaglia di Popolo sui grandi temi che attanagliano l’economia della nostra isola. Sarebbe come se un milione e mezzo di persone reclamassero quei diritti mancati di anni di soprusi, di crediti mai riscossi, di isolamento geografico ed economico, di imposizione di servitù militari, energetiche e coloniali.

    Solo individuando una figura di alto profilo in grado di unire intorno al suo nome i nostri “grandi elettori” si lancerebbe il guanto di sfida per rivendicare quelle riforme istituzionali utili alla ripresa della nostra economia.

    Se nel panorama politico sardo non esiste una persona che possa rappresentare l’unitarietà della nostra popolazione e che sia visto come una bandiera di tutti i sardi, questa figura la si potrebbe trovare tra i personaggi che hanno dato lustro alla nostra regione in altri settori, ad esempio in quello dello sport.

    Perché quindi non provare ad individuare, come alfiere delle nostre battaglie, una persona di grande statura morale, un uomo e un atleta che ha rinunciato ad agi economici enormi pur di rimanere nella sua amata Sardegna, un uomo stimato e apprezzato non solo dai Sardi, un Simbolo del calcio isolano che con i quatto mori sulla maglietta ha rappresentato il nostro Popolo ai massimi livelli dello sport Italiano: Gigi Riva…..ad esempio.

    Mi rendo perfettamente conto che questa proposta possa sembrare come una forte provocazione, ma è altrettanto vero che se mai si osa mai si ottiene. In questo caso quello che potremo ottenere sicuramente è che i governanti italiani si rendano conto che i sardi uniti possono raggiungere traguardi insperati, compreso quello di portare la nostra Sardegna all’Indipendenza. Uno come Gigi Riva probabilmente non diventerà mai il Presidente della Repubblica Italiana ma con una forte azione del nostro piccolo esercito di “grandi elettori”, armato solo di sani valori ideali, potrà essere il primo Presidente “simbolico” della prossima REPUBBLICA SARDA.

    Porto Torres, 17/04/2013

    Gavino Gaspa

  • Totalmente d’accordo!

  • Gufetto sovranista

    Salve,
    giusto ragionamento. Sono per la Gabanelli, se accetta.
    Altrimenti Rodotà.
    Lasciamo perdere Amato, Prodi… etc etc.

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